Paura di socializzare

Inviata da Gabriele · 11 ott 2016 Relazioni sociali

Salve a tutti.
Premetto che il mio è un problema a cui do un peso relativamente basso, e con un lavoro d'introspezione oggettivo ho cercato di capire, migliorare. Ho 22 anni, e ho paura di socializzare. La situazione è alquanto paradossale; sono una persona con una discreta intelligenza sociale, e credo, anche in base a concretezze, di avere enormi potenzialità. Ho trascorso l'adolescenza emarginato dall'esterno, nonché dalle donne. Ero timido, anche perché sono stato vittima di episodi di bullismo mentale, e non mi sentivo a mio agio. Non ho avuto affetto né una figura realmente autoritaria nella mia infanzia, ma non ne faccio una colpa ai miei genitori. Quindi sono cresciuto con idee e concetti strettamente miei, e probabilmente ho eretto i miei muri autonomamente. Crescendo però la situazione è cambiata: ho iniziato ad acquisire più fiducia, a ritagliarmi indipendentemente il mio spazio nel mondo. Adesso sono fidanzato da due anni, e sto bene con lei. Tuttavia sento dentro il desiderio di coltivare una cerchia sociale, al momento non ho veri e propri amici, solo una miriade di conoscenti con cui mi annoia scendere. Di fatto non so se pensare che sia un fattore di timidezza o di rigidità mentale. Questo perché quando esco mostro caratteristiche socievoli, simpatia, capacità di fronteggiare situazioni anche difficili e scomode, e di "difendere" me stesso all'occorrenza. Tutte caratteristiche che immagino si distacchino da un problema di timidezza vera e propria. Quel che ho notato, è che mi è difficile stringere legami duraturi. Io non ho problemi a parlare con uno sconosciuto, a rompere il ghiaccio con una donna, o ad espormi. Ma è come se emotivamente non mi connettessi agli altri a volte, quasi come se non stessimo sulla stessa lunghezza d'onda. In più, mi riesce molto più semplice socializzare con le donne che con gli uomini. Questo perché gli uomini della mia età tendono per la maggioranza ad esprimere una dominanza negativa che non mi piace; non mi fa paura, soltanto che potendo scegliere gli sto lontano. Un altro atteggiamento in cui mi sento bloccato, è il fatto che ho poco da raccontare. Sono eccellente a cogliere il presente e comunicare sulla scia di esso, ma non ho troppi aneddoti da raccontare, né esperienze passate da mettere a condivisione e confronto, il che in un certo senso limita la comunicazione, rende più difficile stabilire un legame emotivo e condividere emozioni che accomunino. Ho fatto una bozza generica e magari confusionaria, ma se mi rispondeste potrei fornirvi ulteriori dettagli per centrare il punto su cui lavorare. Penso che la mente e l'intelligenza siano un'arma a doppio taglio, ma convinto che anche il parere e l'esperienza di persone preparate tramite web, possa appoggiarmi nel miglioramento personale a cui ambisco, che sento di poter strutturare con le mie forze, magari con un aiuto esterno e maggiormente obiettivo. Cordiali grazie anticipate!

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Miglior risposta 13 OTT 2016

Gentile Gabriele
non è necessario avere una miriade di amici, ma il fatto di non averne nessuno è indicativo. Non è l'intelligenza a fare la differenza in questo caso, ma credo che sia la sua "rigidità" (come lei stesso dice). Nel suo racconto afferma di non avere avuto nella sua infanzia affetto e questo l'ha costretto a erigere quel muro interiore all'interno del quale rifugiarsi e sentirsi sicuro, all'interno del quale l'amore che voleva era lei stesso a darselo e nessun altro. Stile "fai da te". In questo modo, però, lei non ha sviluppato molta capacità di empatia con l'altro e non riesce a condividere null'altro che cose superficiali. Non dà a nessuno la possibilità di accedere al suo mondo interiore, non si apre realmente e profondamente. Tutto il suo racconto verte su razionalità, obiettività, ripiegamento su se stesso: vuol fare tutto da solo e l'unico confronto che accetta è quello con persone via web, cioè quelle con cui non si ha un contatto diretto e personale/intimo. Un muro virtuale come proiezione di quello interno.
Se non sceglie di aprirsi alle sue paure e se non toglie terreno alla sua razionalità usata come meccanismo di difesa, l'unica cosa che riuscirà a fare è quella di continuare a costruire sovrastrutture ulteriori su quella già esistente. Lavori invece nel togliere mattone dopo mattone da quel muro!
Il mio consiglio è quello di rivolgersi ad uno psicoterapeuta psicodinamico ed iniziare un percorso con lui; in seguito sarebbe utile affiancare o sostituire (a seconda del parere dello psicoterapeuta) una psicoterapia di gruppo a quella individuale.
Rimango a sua disposizione
Cordiali saluti

D.ssa Cristina Giacomelli
Lanciano (CH) - Pescara

Dr.ssa Cristina Giacomelli Psicologo a Lanciano

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13 OTT 2016

Carissimo,
quello che mi arriva dalle tue parole è una "mancanza di condivisione" che caratterizza le tue relazioni, riconducibile più ad una caratteristica tua di personalità che a un tratto fobico. Tu non parli di ansia da prestazione o di timore di giudizio quando descrivi il tuo modo di rapportarti agli altri, piuttosto parli di pochi argomenti da condividere e di "diversa lunghezza d'onda"...come se non sentissi il "senso di appartenenza" al gruppo, come se non avessi nulla in comune e da condividere. Un percorso di Psicoterapia potrebbe aiutarti a vivere le relazioni con gli altri i maniera più "partecipata". Cordialmente.

Dott.ssa Simona B. Morabito Psicologo a Reggio Calabria

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13 OTT 2016

Salve Gabriele,
Quello che comprendo dal tuo messaggio è che sei molto centrato sulla sfera razionale e intellettualizzante, credo che tale sfera per te possa rappresentare un rifugio dalla tua emotività.
Credo che lavorare sulla tua sfera emotiva e congiungerla a quella razionale possa essere un percorso importante che potrà nel tempo darti numerosi frutti con le persone a te care.
Purtroppo un lavoro di introspezione che comprenda anche la sfera emotiva non si può fare in solitudine, la relazione con uno psicologo è centrale nella tua situazione.
Spero di averti dato qualche spunto di riflessione, ovviamente i dati a mia disposizione erano pochi e per una analisi più profonda dovrei farti delle domande, soprattutto dovrei farle in prima persona perché noi siamo fatti anche di corpo, un corpo che è emozionale e che si esprime tramite il non verbale (tale aspetto influenza la comunicazione molto più profondamente dell'aspetto strettamente linguistico).

Dott.ssa Eleonora Alvisini Psicologo a Frascati

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13 OTT 2016

Gentile Gabriele,
da quello che scrive emerge che si è interrogato a fondo su questo problema e sulla propria personalità. Trovo interessante che, nonostante le sue difficoltà, sia riuscito a stringere una relazione sentimentale con una ragazza: penso che in questo si possano trovare indizi interessanti, in particolare il modo in cui è riuscito ad andare oltre il semplice "rompere il ghiaccio" e passare ad un rapporto più profondo. Comprendere questo meccanismo le permetterebbe di individuare le sue risorse che potrebbero aiutarla nel costruire relazioni amicali più solide. Un altro punto interessante è la sensazione che prova di non avere molte cose di sé da comunicare: questo non è necessariamente un punto a sfavore, in quanto potrebbe renderla un ottimo ascoltatore, qualità che può essere molto apprezzata in un rapporto di amicizia. Penso comunque che potrebbe esserle utile avviare un percorso con uno psicologo, in quanto potrebbe fornirle punti di vista differenti che la aiuterebbero ad approfondire la conoscenza di sé e delle proprie qualità, che potrà poi mettere in campo nel relazionarsi con gli altri.
Spero di esserle stata d'aiuto. Cordialmente,
Dott.ssa Isabella Di Paoli

Dott.ssa Isabella Di Paoli Psicologo a Gorle

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13 OTT 2016

Caro Gabriele,
complimenti. L'auto analisi che fai di te stesso denota un ragazzo non solo intelligente ma anche sensibile! 22 anni sono pochi, sei in una fase post adolescenziale e certo non puoi aver maturato quelle esperienze che fanno di te un uomo vissuto con aneddoti e fatti di vita da raccontare. Visto che hai una ragazza con la quale ti trovi bene, ti consiglierei di iniziare a frequentare con lei ambienti dove i vostri interessi possano trovare un terreno fertile. Ad esempio circoli di cinema, musica o cose che vi incuriosiscano. La tua è un'età nella quale è bene fare esperienze che arricchiscano. Anche piccoli viaggi per visitare luoghi interessanti. Gli stimoli vanno anche cercati. In questo internet è un grosso alleato. Guardati intorno e ti accorgerai che ci sono molti ragazzi della tua età interessanti. Se il tuo disagio, che magari affonda le radici in un passato, dovesse persistere, affidati con tranquillità a uno psicologo che ti aiuterà a comprenderti! Auguri
Dr. Annalisa Lo Monaco

Dott.ssa Annalisa Lo Monaco Psicologo a Roma

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13 OTT 2016

Gentile Gabriele,
quanta fatica nelle sue parole! Mi sembra di capire che, nonostante il forte desiderio di connettersi con gli altri, questa eventualità rappresenti qualcosa di particolarmente minaccioso per lei. In considerazione di questa difficoltà, immagino che anche l'idea di intraprendere un percorso terapeutico possa risultarle, per certi aspetti, poco desiderabile. La invito, tuttavia, a considerarla come una valida possibilità oltre che come una nuova sperimentazione sociale.
La saluto cordialmente.
Dr:ssa Alice Gorelli
Centro Il Glicine, Grosseto.

Centro di Sostegno Psicologico Il Glicine Psicologo a Grosseto

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12 OTT 2016

Gentile Gabriele,
probabilmente l'involontaria carenza emotivo-affettiva del contesto familiare e la negatività degli episodi di bullismo subiti in adolescenza ti hanno reso diffidente e poco socievole (oltre che poco empatico) soprattutto nei confronti dell'universo maschile anche se una sorta di sano orgoglio ti ha spinto poi a reagire e recuperare.
Quanto al fatto che hai poco da raccontare del passato, questo non necessariamente compromette la formazione di legami emotivi, i quali possono essere basati anche sulle esperienze del presente e poi, in fondo, essendo ancora giovanissimo, può essere normale che tu non abbia un vissuto molto ricco di eventi.
Ad ogni modo non è bene che la tua voglia di riscatto ti faccia erigere un monumento all'orgoglio e ti faccia pensare che puoi fare tutto da solo o che può bastare qualche parere o consiglio online per rafforzare o ristrutturare la tua personalità.
Pertanto ti suggerisco un percorso di psicoterapia dal vivo poichè questo è l'unico modo veramente valido per la tua crescita personale a cui sembri tenere molto.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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