Paura di sbagliare e cogliere l'attimo

Inviata da Alessandro · 24 lug 2015 Fobie

Vorrei parlare di due cose che mi assillano da anni.

1) ho sin dai tempi in cui frequentavo le scuole medie, una paura enorme di sbagliare, di andare in errore... la cosa mi mette ansia, mi terrorizza e mi blocca parecchio. In quelle situazioni, mi sento, come fossi preoccupato, poco lucido nel dover svolgere il compito a cui sono destinato... Purtroppo questo, influisce e ha sempre influito, lasciandomi poco spazio per tante cose che avrei voluto invece provare a fare, ma che a causa di questa "paura", ho sempre lasciato perdere ed evitato di fare. Non che sia così insicuro, anche se le mie radici sono di una persona insicura, è proprio il timore di sbagliare, di sentirmi sotto pressione e avere delle forti responsabilità che mi creano problemi.
che ne pensate?

2) anche qua: ho sempre avuto dei problemi a saper cogliere l'attimo nelle cose, nelle situazioni... tendo sempre a rimandare le cose, pensando che in un secondo momento, quella data cosa che mi blocca, riuscirò a farla perché preparato ed agevolato dal tempo che mi sono preso; ma in realtà, non è proprio così. Rimane tutta una illusione effimera! Non ha MAI funzionato e quando arrivava il momento della decisone fallivo e rimandavo ulteriormente, perciò quell' attimo da dover cogliere per una determinata cosa, mi sfuggiva ancora una volta.
Perché tendo a rimandare? Quando una cosa non si riesce a viverla come viene, si finisce di perdere l'attimo fondamentale e rischia di pregiudicare anche il tuo stesso futuro, a causa di quella decisione rimandata... purtroppo, non sono in stato ancora in grado di capire come far fronte a questo. vi prego, datemi dei consigli, dei suggerimenti su come provare a crescere, a migliorare, a "fare un passo avanti" in questo senso.

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Miglior risposta 27 LUG 2015

Gentile Alessandro,
dalle sue parole emerge chiaramente la paura di sbagliare e prendere decisioni. Alla base di queste paure possono esserci numerosi bisogni, numerose motivazioni, numerose caratteristiche di personalità e quindi un approfondimento si rende necessario. Per questo motivo le potrebbe essere utile intraprendere un percorso psicologico nel quale lavorare sul processo di presa di decisione e poter capire cosa la frena e la ostacola.

Cordiali saluti,
Dott.ssa Stefania Valagussa

Dott.ssa Stefania Valagussa Psicologo a Concorezzo

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28 LUG 2015

Caro Alessandro, quelle che lei riporta sono problematiche comuni a molte persone e che solitamente sentiamo chiamare problemi di autostima.
L'autostima non sempre è qualcosa di strettamente legato ad una bassa valutazione consapevole delle proprie capacità, ma spesso si nasconde dietro a comportamenti come quelli da lei descritti.

Come dice la mia collega, non è facile dare una "soluzione", anzi, mi spingo oltre e direi che non ci sono ricette che si possono dare e valere per chiunque. Sicuramente sono comportamenti che tramite l'evitamento del problema portano, se non presi in seria considerazione, ad una cronicizzazione e combatterli diventa sempre più difficile, anche se non impossibile. Serve senza dubbio una messa in gioco piena e motivata. Purtroppo l'unica soluzione reale a questo tipo di problematiche è fare comunque quelle cose che ci mettono in scacco, patendo non poche ansie e pene all'inizio, ma col tempo questi stati andranno a ridursi per una specie di "abituazione".

Cordiali saluti
Dott. Stefano Verri

Dott. Stefano Verri Psicologo a Segusino

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27 LUG 2015

Gentile Alessandro,
il suo è un problema di scarsa autostima che spiega la tendenza a rimandare o evitare compiti ritenuti duifficili.Per far crescere l'autostima non ci sono formule rapide e/o miracolose; le suggerisco un percorso di psicoterapia che la aiuti ad acquisire maggiore fiducia in se stesso e nelle sue potenzialità.
Cordiali saluti
Dr. Gennaro Fiore

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24 LUG 2015

Caro Alessandro, tutte le tue energie sono convogliate nel gestire quest'ansia da prestazione e quindi nessuna risorsa ti rimane da investire nella realizzazione di ciò che desideri.
Sei continuamente preoccupato di eventi e questioni della tua vita, da non goderti il percorso del fare, dello sperimentare, perché sei focalizzato sul risultato finale che hai paura non sia soddisfacente, all'altezza delle tue e delle altrui aspettative.

Preoccuparsi continuamente non porta a nulla.
Continuerai a sentirti inadeguato e a rimandare sempre tutto per non vedere il risultato insoddisfacente.

Bisogna che tu esca da questa situazione di impasse.
Prova a consultare uno psicologo, con cui cercare le cause che sono alla base di questa tua modalità disfunzionale di pensiero, che ti aiuti ad accrescere la tua autostima, che ti incoraggi ad agire con minore titubanza e a raggiungere gratificazioni personali.

Un saluto.
Dott.ssa Annalisa Iovane

Dott.ssa Annalisa Iovane Psicologo a Roma

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24 LUG 2015

Caro Alessandro,
alla base di entrambe le situzioni da lei descritte vi sono la paura di sbagliare e la paura di prendere decisioni.

Il meccanissmo da lei finora utilizzato è basato sull'evitamento (la fuga) e il rimandare (un'altra fuga).

La fuga è un'arma a doppio taglio perchè, come ha già rilevato da sè, sembra risolvere il problema mell'immediato, ma, in realtà, lo mantiene.

Potrebbe essere che lei provi il bisogno di avere il controllo degli eventi e che questo le faccia analizzare e monitorarare tutte le possibili conseguenze e variabili; potrebbe essere che il suo timore primario sia la perdita delle alternative che si verifica quando si opera una scelta; potrebbe esservi un timore ad esporsi e un'autostima sbilanciata verso l'insicurezza; la difficoltà a scegliere perchè qualcuno lo ha fatto per lei in passato oppure l'esperienza di un insuccesso potrebbe infuenzare la sua spontaneità al presente.

Vi sono troppi aspetti da considerare per risponderle accuratamente e, per questo, la mossa da fare potrebbe essere quella di rivolgersi ad uno psicolgo. L'obiettivo è lavorare sulla sua capacità di prendere decisioni superando il timore di fallimenti e sulla sua abilità di risposta di fronte agli eventi di vita.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella


Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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24 LUG 2015

Ciao Alessandro, quello che descrive è certamente un qualche cosa che nella società contemporanea a trovato radici profonde. Le tante troppe opportunità e al contempo la difficoltà nel raggiungerle e il sentirsi senza potere davanti ad esse. Nel suo caso specifico sarebbe utile un esempio per capire meglio a cosa si riferisce, o se semplicemente è una cosa generalizzata. Sicuramente ritengo che ci siano sempre delle radici profonde in come affontiamo noi stessi e il mondo nella relazione con la nostra famiglia di origine. Potrebbe esserle utile a prescindere parlarne con uno psicologo, per poter sbloccarsi. In ogni caso cerchi di non ingigantire troppo questa sua condizione, in quanto credo sia una cosa abbastanza comune purtoppo. Io le consiglierei di cercare di fare, senza pensare troppo al possibile fallimento; è dai fallimenti che cresciamo e miglioriamo, quindi le consiglio dal cuore di fare. Pensare è molto importante, ma è dall'azione che spesso nascono le idee migliori.
Cordiali saluti

Dr. Ferraris House Psicologo a Torino

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