Paura di potermi suicidare (II parte)

Inviata da Anonimo · 15 lug 2014 Crisi esistenziale

Buongiorno,

Sono sempre stato un ragazzo estroverso, felice, con molti amici. Talvolta ho avuto qualche storia d'amore e, come ogni essere umano, qualche delusione di troppo che ho vissuto con un po' d'ansia. Sono un ragazzo ansioso (come mia madre) e quest'ultima non mi ha mai causato problemi nella vita. Ho un fratello maggiore fidanzato da 5 anni, i miei genitori si sono separati da quando ho 7 anni ma non credo di averlo subito come "trauma", anzi, mi sembrava di essere contento in quanto non li avrei visti più litigare.
La vita scolastica non è stata facile, sono stato un po' "rinunciatario". Sono stato bocciato una volta alle medie e due alle superiori.
Mi decisi ad andare a lavorare da mio padre e dopo due anni mi è tornata la voglia di studiare, quindi mi sono iscritto a un accademia di grafica ed è stata la mia "realizzazione".
Attualmente lavoro da più di un anno (grazie soprattutto alla scuola) in un agenzia pubblicitaria e mi occupo, appunto, di grafica. Suono e canto, ho un gruppo con il quale mi trovo benissimo
e scriviamo canzoni da qualche mese e abbiamo progetti importanti (questo è confortante).

A leggere così sembra non ci siano motivi per compiere qualche gesto folle, ma è proprio qui il problema.
Non c'è niente. Non mi è mai successo niente di grave.

Vorrei ripercorrere questi ultimi quattro messi, i più difficili, da quando è partito tutto.

Ad aprile ho avuto la mia ultima relazione con una ragazza che credevo mi piacesse e invece, dopo sole tre settimane, mi sono stufato e non provavo attrazione.
Da quell'episodio si è scatenata in me la paura e l'ossessione di poter essere diventato omosessuale.
Beh, inutile dire che ho vissuto due mesi a ricercare informazioni su questa cosa, rassicurazioni, consulti online etc etc.
Ho cominciato ad andare dallo psicologo e a lui gli ho parlato del fatto che piuttosto che essere gay avrei preferito rinunciare a vivere, ma dentro di me so che non ero serio, era una cosa "platonica", un qualcosa a cui ogni tanto pensa ma a cui non crede. Ultimamente stavo cominciando a sentirmi un po' meglio, a convivere con questi pensieri e, di conseguenza, a ri apprezzare le donne.

Giovedì 10 luglio il dramma.

Scorsa settimana si è suicidato un mio amico di infanzia che era caduto in depressione da dopo la maturità e nessuno è riuscito ad aiutarlo poiché lui non ha mai chiesto aiuto (almeno questo è quello che dicono). Si è impiccato.

Appena l'ho saputo mi sono sentito svanire. Sentivo qualcosa dentro di me, ma non era ansia, era panico.
Avevo paura che potessi farlo anche io e vi ho associato tantissime cose. Lui si era allontanato dalla realtà. Non voleva lavorare, non voleva amici, non voleva relazioni, non sorrideva mai ed era sparito dalla circolazione da quasi due anni, insomma; un caso di depressione grave.
Non ho pensato troppo a lui, gli volevo bene ma abbiamo passato solo tre anni della nostra vita alle medie e non siamo stati mai direttamente amici o legati da qualcosa.

Ho paura per me, ho paura di me. Non so cosa diavolo mi sta succedendo ma sono insoddisfatto della vita, non mi piace molto lavorare, esco con molta fatica con gli amici (me lo sto imponendo) e con le ragazze è come se mi sentissi bloccato...avevo paura di essere gay, adesso ho paura di suicidarmi, come potrei reggere una relazione e un eventuale delusione? come potrebbe una ragazza stare con me? Io sono uno che ha bisogno di parlare con tutti e la metterei subito al corrente de miei problemi...avrebbe paura, giustamente.

Mi sveglio la mattina con una sensazione di vuoto, ansia e panico terribile. Al contrario di qualche mese fa adesso sento il bisogno di stare in compagnia perché ho paura di poter commettere qualche sciocchezza. Io non voglio morire. Non so cosa sta succedendo, sto impazzendo. Talvolta ci sono momenti nella giornata in cui mi sembra di sentire qualche sollievo e di ri apprezzare qualcosa, ma è indecifrabile come sensazione. Non posso nascondervi che preferirei essere gay piuttosto che morire, magari fosse questo, magari.
Io spero che la mia sia una fase della crescita. Spero di svegliarmi tra dieci anni con la compagna nel letto, i figli nell'altra stanza (se ce ne saranno) e di essermi dimenticato di questo periodo assurdo.
Vorrei chiedervi una cosa. Le mie paure non corrispondono alle realtà, vero?

Sto facendo un percorso con uno psicologo (stasera ho la nona seduta) e gli ho già parlato via telefono della nuova ossessione (quella di potermi suicidare). Se vi va bene, vorrei tenervi
aggiornati.

Grazie,
Francesco

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Miglior risposta 15 LUG 2014

Buonasera dottoressa e grazie per la risposta.
Vorrei porle una domanda.
Perché si è scatenato tutto questo in me? Dall'omosessualità alla paura di porre fine alla mia vita? Perché mi sento insicuro tutto di un tratto? Perché non sto più bene con mio padre?
Io ho sempre svalutato l'opzione DOC in quanto non mi è mai stata diagnosticata. Spero non sia DOC, spero sia una fase di crescita.
Da quello che so, il DOC, è una cosa che si trasforma continuamente...quindi l'omosessualità e ora la paura della morte.
Il "bello" è che speravo che la paura dell'omosessualità venisse rimpiazzata da qualche altra preoccupazione...ma non avrei mai pensato di mettere in discussione la mia vita. Voglio vivere.
Ora vado alla seduta con il mio psicologo, grazie.

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21 LUG 2014

Buongiorno e grazie a tutti per le risposte.
Ho preso la decisione di seguire solo ed esclusivamente la terapia con il mio psicologo, scrivere qua, appunto, mi crea ulteriori complicazioni. Ho cominciato a prendere i fiori di bach (per gli attacchi d'ansia) e mi sembra di stare meglio. La vita è bella e la vivrò fino in fondo e un giorno riderò pensando alla "crisi dei 22 anni"!
Grazie ancora.
PS: Potreste dirmi come si fa a rimuovere il consulto da qui?

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16 LUG 2014

Buongiorno dott.ssa Panno, non so cos'è successo.
Ho risposto all'altro consulto e, automaticamente, ne ha generato un altro. È evidente che sto cercando rassicurazioni ma credevo di averle risposto

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16 LUG 2014

Caro Francesco, ti rileggo in questa seconda parte dove vedo altre tue informazioni importanti, ma non ho ben capito a chi di noi Colleghi ti stai rivolgendo. Personalmente ti avevo inviato la mia risposta ma non vedo un tuo riscontro chiaramente rivolto a me, tranne una vaga traccia nello spazio dedicato alle nostre risposte. Se intendi rivolgerti a me, fallo in modo più specifico. Grazie.
Dott.ssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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15 LUG 2014

Buongiorno gentile Francesco,
è importante che si lasci guidare dallo psicologo che la segue più che cercare rassicurazioni on line in quanto potrebbe essere controproducente alla terapia stessa. Come le spiegherà il suo terapeuta, il fatto di chiedere consulti on line non fà che rafforzare il sintomo e non le serve per guarire dall'ansia importante di cui soffre.
Cordialmente

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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