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Paura di parlare con ragazze

Inviata da Antonio il 25 nov 2018 Fobie

Salve,
sono un ragazzo di 23 anni, sono figlio unico e sono sempre stato una persona timida e riservata. Essendo timido non ho tantissimi amici, però preferisco pochi amici ma buoni. Con persone di sesso maschile in generale non ho problemi a intrattenere conversazioni e amicizie, invece con persone di sesso femminile purtroppo si (anche se ne sono attratto).
Nella mia vita ho avuto pochissime conoscenze femminili sia per colpa della mia timidezza che per altre cause esterne (per esempio ho frequentato una scuola superiore e università con prevalenza maschile). Di conseguenza non ho mai avuto relazioni sentimentali, ma ho problemi anche a mantenere semplici amicizie femminili.
Quattro anni fa ho conosciuto una ragazza con cui ho stretto una forte amicizia, era la prima volta che mi capitava. Ero contento perché pensavo che grazie a questa amicizia mi sarei "sbloccato" anche con altre ragazze, invece purtroppo non è stato così.
Con questa ragazza eravamo molto legati, purtroppo abitavamo distanti ma qualche volta ci siamo visti di presenza. Il lato negativo di questa faccenda era che questa ragazza aveva un carattere che non era molto compatibile con il mio, quindi anche se avevamo stretto una bella amicizia non avrei mai voluto una relazione sentimentale più forte con lei (anche se era una ragazza molto attraente). Proprio per questa incompatibilità nel carattere, a volte capitava di litigare e questa cosa mi faceva soffrire. Poi con il tempo questa ragazza ha iniziato a farsi sentire sempre meno e quelle volte in cui ci sentivamo mi trattava come se fossi un estraneo, cioè come se non fossimo mai stati amici, finché a un certo punto non si è più fatta sentire.
Da allora io non ho più voglia di conoscere altre ragazze e di farci amicizia, vado nel panico le poche volte che mi capita di parlare con qualcuna. Cerco in tutti i modi di evitare conversazioni con ragazze, però in fondo questa cosa mi fa soffrire perché non vorrei che fosse così.
Questa estate mi è capitato di conoscere una ragazza straniera con cui mi trovavo bene a parlare, speravo in un amicizia, invece questa ragazza prima mi cercava, poi però spariva. Qualche volta ho provato a cercarla io, ma non mi rispondeva, poi è ripartita per la sua nazione e non l'ho sentita più. Questa esperienza, anche se breve, mi ha fatto chiudere ancora di più in me stesso.
Voi cosa ne pensate? Cosa dovrei fare?
Grazie.

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Gentile Antonio,
penso che dovresti fare uno sforzo per non farti bloccare dall'ansia sociale cercando di allargare e coltivare la tua rete di amicizie.
Hai fatto bene a non coinvolgerti con quella ragazza dal carattere difficile e questo lascia intravedere in te una buona capacità riflessiva..
Tuttavia, sia per le relazioni amicali che per quelle sentimentali non dovresti puntare su conoscenze a distanza perchè ciò rappresenta una controindicazione importante per qualsiasi tipo di rapporto.
Per sconfiggere l'ansia sociale, oltre alla tua forza di volontà, serve un training di assertività e autostima che puoi effettuare all'interno di un percorso di psicoterapia preferibilmente ad orientamento cognitivo-comportamentale.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Caro Antonio comprendo la tua sofferenza che, fra l'altro, dura da molti anni. Dalla sua analisi direi che ci sono dei punti di forza e di criticità. I punti di forza stanno nella sua capacità di auto-osservazione che le ha permesso di analizzare efficacemente la sua realtà. Poi, pur avendo difficoltà sul piano sociale, mostra di avere buoni rapporti sociali coi maschi. Quindi alcune competenze relazionali sono presenti. I punti critici sono nei confronti dell'altro sesso. Lei ha provato a fare dei tentativi per vincere questi suoi deficit ma non ha avuto dei buoni risultati.
Credo che una psicoterapia ad indirizzo analitico possa essere utile per prendere consapevolezza delle cause di questo suo punto critico e poterlo così governare meglio al fine di ridurlo o eliminarlo del tutto. La sua capacità di auto-osservazione la predispone per una psicoterapia di questo tipo.
I miei migliori auguri.

Angelo Feggi. Psicologo psicoanalista. Genova

Dott. Angelo Feggi Psicologo a Genova

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Caro Antonio,
le prime esperienze in qualche modo ci segnano sempre e se queste sono sostenute da tanta timidezza è comprensibile che lei sia in difficoltà. Che una relazione sia andata male, per quanto possa essere fastidioso non vuol dire che dovranno andare anche le altre così. Inizi a interrogarsi sul suo modo di porsi, su quello cerca, ascolti ed osservi i racconti dei suoi amici che le sembrano, diciamo così, avere successi relazionali. Se questo non dovesse bastare, richieda magari qualche consulenza psicologica intanto per liberarsi del dispiacere e della rabbia che prova rispetto a quanto ha raccontato qui e poi per avere indicazioni da un professionista. A volte sappiamo guidare ma la manovra è sbagliata, credo la metafora renda. In bocca al lupo.

Dott.ssa Gilda Di Nardo Psicologo a Roma

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Gentile Antonio, penso anch'io che non debba fissarsi su questa o quella persona, ma intraprendere un lavoro molto più ampio. Il dico sempre ai miei assistiti che nella vita non ci sono scorciatoie. Se non affrontiamo un qualunque problema ce lo ritroviamo, magari dopo anni, ingigantito. Per questo è quanto mai opportuno, come suggerisce il dr. Fiore, che lei affronti con serietà un percorso di terapia con un training volto ad aumentare la sua assertività e la sua autostima. Non farlo adesso, rimanere nella cosiddetta "confort zone" è garanzia di rimanere con un problema che non può che peggiorare. Lei è molto giovane: affronti da subito il problema con entusiasmo e fiducia!
Un caro saluto
dr. Leopoldo Tacchini

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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Gentilissimo Antonio,
dalle sue parole emerge con chiarezza tutta la sua sofferenza. Le difficoltà che sta sperimentando sono intense e ben descritte, questo fa pensare a una buona presa di consapevolezza, elemento fondamentale per poter lavorare su se stessi in maniera ottimale. Credo che potrebbe esserle davvero di aiuto confrontarsi con uno psicologo o uno psicoterapeuta che le permetta di comprendere l'origine di queste sue difficoltà per cercare di superarle.

Cordiali saluti
Dott.ssa Ponziani

Dott.sa Francesca Ponziani Psicologo a Bologna

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