Paura di morire

Inviata da simone. 22 apr 2012 20 Risposte  · Fobie

Salve! Sono stata sempre una persona ansiosa ma circa tre anni fa ho subito una rapina con pistola ed anche se fortunatamente ho riportato solo qualche escoriazione, da allora sono costantemente assalita dalla paura di stare male o morire. La situazione è andata peggiorando al punto che ora ho bisogno di essere accompagnata per andare in Tribunale a lavorare (sono avvocato) e benchè accompagnata sto sempre in continua ansia che si tramuta a livello organico in giramenti di testa, senso di svenimento e tachicardia. La mia ansia si placa un pò quando sono a casa con mia figlia di 5 anni in quanto penso che se devo morire voglio almeno vederla un'ultima volta. Cosa posso fare?

paura , male

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Buongiorno Maria, capisco la sua profonda sofferenza ma mi chiedo anche da quanto tempo cerca di combatterla. Mi chiedo quante energie psichiche debba rubarle e perchè non si sia già rivolta ad un professionista della psiche. La paura e l'ansia, protratte nel tempo, purtroppo tendono ad aggravarsi più che a svanire da sole. Probabilmente in lei è presente un fondo depressivo che frena una concreta richiesta di aiuto. In tutto questo mi chiedo se nel suo nucleo famigliare è presente un marito, un compagno o sta affrontando tutto (compresa la gestione della sua bambina) da sola. Credo sia giunto davvero il momento di farsi sostenere da un esperto in modo da poter riprendere (o prendere) pienamente in mano la sua vita. Un abbraccio. Dott.ssa sabina Orlandini

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Buona sera, le consiglio di chiedere aiuto ad uno psicologo della sua zona, così imparerà a gestire l'ansia che oggi le condiziona la vita.
Cordiai aluti dott.ssa Silvia Parisi di Torino

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2 MAG 2012

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Cara Maria, molto spesso pensiamo che da soli possiamo farcela a superare le nostre paure, le situazioni più difficili, perchè è difficile riuscire a condividere con gli altri ciò che si sente, ma le dico che oggi è riuscita anche se attraverso quaste parole a portar fuori e ad esprimere la possibilità di voler farsi aiutare. Credo che la cosa migliore da fare adesso è di riuscire ad avere la forza e l'energia per chiamare uno specialista, uno psicoterapeuta con il quale iniziare unpercorso terapeutico perchè da soli non si può affrontare un paura cosi grande. Le auguro che possa scegliere la cosa migliore per lei e per sua figlia. Dott.ssa Tuccillo Marisa

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30 APR 2012

Anonimo

Buongiorno signora,

Le sue manifestazioni sono reazioni fisiologiche tipiche dell'ansia; probabilmente ha sviluppato in seguito all'evento traumatico che ha descritto la paura di morire e di stare male e l'evitamento delle situazioni ansiogene. E' opportuno che si rivolga ad uno psicoterapeuta, preferibilmente ad orientamento cognitivo-comportamentale che la aiuti ad affrontare ciò che teme e a gestire l'ansia. Ritengo le possa essere utile anche un trattamento con EMDR per il trattamento del trauma.
Saluti,

dott.ssa Silvia Guglielmetti

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30 APR 2012

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Gentile Maria, la paura di morire, gli evitamenti e la necessità di essere accompagnata sono comuni denominatori nel PANICO. Le consiglio anche io una PSICOTERAPIA BREVE STRATEGICA: è breve (15 incontri di media), ha un livello di efficacia superiore al 90% per i disturbi d'ansia.
Le auguro BUON TUTTO
Dott.ssa Claudia Riccardi

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30 APR 2012

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Gentile signora, sarebbe opportuno che lei contattasse uno psicoterapeuta preferibilmente ad indirizzo cognitivo-comportamentale, affinché le possa dare la giusta guida per potere affrontare adeguatamente i sintomi d'ansia.
Cordiali Saluti.

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30 APR 2012

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Gentile Maria,

già il fatto che lei scriva su questo sito delineando i tratti del suo stato d'ansia è molto importante, perchè va interpretato come un segnale che indica volontà di affrontare i vissuti emotivi relativi al trauma da lei subito.
Il consiglio che le posso dare è quello di rivolgersi ad uno psicoterapeuta esperto in trattamento di problemi d'ansia dovuta a traumi violenti: l'ottica cognitivo-comportamentale potrebbe fare al caso suo.
Lavorando insieme al professionista potrebbe scoprire nuove modalità di fronteggiamento dell'ansia crescente e, soprattutto, avrebbe uno spazio sicuro e protetto nel quale potersi esprimere a 360°.
Le auguro il meglio per il suo futuro e per quello della sua famiglia

Cordialmente
Dott. Marco Ardesi

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27 APR 2012

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Gentile Maria,
si percepisce molto la sua angoscia anche dalle parole e dal modo di descriversi.
Potrebbe essere vittima di attacchi di panico pertanto la invito a rivolgersi ad uno psicoterapeuta cognitivo comportamentale della sua città, che le spiegherà come funzionano, sia fisicamente che psicologicamente, la paura, l'ansia e il panico la aiuterà a comprendere che alcuni comportamenti che lì per lì le placano l'agitazione (es: essere costantemente accompagnati, o vedere sua figlia di 5 anni) possono avere in realtà un ruolo attivo nel mantenimento del disturbo.
Una terapia cognitivo comportamentale ha ottime possibilità di risolverle il problema.
Auguri!
D.ssa Srippoli Valentina, psicologa psicoterapeuta Fano

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26 APR 2012

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Cara signora Maria, già nello scrivere una e mail ad un sito di psicologi è entrata in contatto con la possibilità di concedersi un cambiamento!
Viste le sue competenze professionali credo che non si aspettasse una risposta in una singola e mail; forse ha bisogno di essere rassicurata che la sua situazione è risolvibile. Allora proceda sulla sua strada di sentirsi in diritto di vivere più serenamente e contatti uno psicologo psicoterapeuta per una consulenza.
Un caro saluto!
dott.ssa Giovanna Ferro psicologa psicoteraeuta - Savona

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25 APR 2012

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Buongiorno Maria, lei senz'altro ha subito un shock e di conseguenza vive una situazione legata a stress post traumatico. Ciò genera sensazioni come quelle da lei descritte, quindi spiacevoli immagino, con l'insorgenza della paura generalizzata. non è per consolarla, ma accade sovente in chi ha vissuto esperienza fortemente traumatiche da un punto di vista emotivo.
Spesso dopo un primo episodio "spaventoso", resta un senso di paura anche quando non ci si trova davanti, non solo allo stesso avvenimento, ma anche in probabili situazioni a cui il nostro cervello attribuisce un significato di pericolo. E' importante che, uno specialista la guidi a "destrutturare l'evento vissuto, ovvero che l'aiuti a distinguere REALISTICAMENTE ciò che realmente è un pericolo da ciò che invece la nostra mente sta costruendo come un'esperienza da indurre un senso di paura. E' importante agire sull'episodio singolo e lavorare sul meccanismo di generalizzazione che lei ha messo in atto inconsciamente, a tutte le altre situazioni di vita, che però non sono fonte di pericolo imminente o effettivo.

Buona fortuna
Dr.ssa Roberta De Bellis

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25 APR 2012

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Gentile Maria,
onestamente non credo che il singolo episodio traumatico possa scatenare da solo questo vissuto: la sua ansia potrebbe essere legata anche ad altri fattori relazionali più o meno recenti. Credo che sia necessario l'aiuto di uno psicoterapeuta per affrontare le sue attuali difficoltà.
Cordilità.
dott.ssa Concetta Rutigliano

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25 APR 2012

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4 Risposte

Gentile Maria
l'ansia che le deriva dall'episodio traumatico narrato può essere risolta attraverso un breve percorso di terapia breve strategica. Si applicano specifici protocolli di trattamento che solitamente portano alla soluzione in tempi brevi di disturbi come quello da lei descritto che sta diventando impedente per la sua vita e la sua attività professionale. La invito a visitare il mio sito per verificare più approfonditamente bil tipo di approccio terapeutico che le propongo.
Cordiali saluti
dott. Giuseppe Pecere

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24 APR 2012

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gentile Maria credo che debba iniziare quanto prima un trattamento psicoterapico che le consentirà di stare meglio e di riuscire a superare questi disagi, inoltre questo la aiuterà anche con la bambina perchè credo che lei sente che vive dei momenti difficili. cordialmente Dott.ssa Eva Scardone

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24 APR 2012

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Salve Maria,
credo che sia assolutamente comprensibile la sua paura, dato che ha rischiato davvero di morire. Solo che ora il pericolo è passato mentre lei continua a reagire come se fosse sempre presente. Dare a sua figlia la "responsabilità" di placare la sua ansia, può creare degli stati d'ansia anche a lei: come può sentirsi tranquilla se la sua mamma ha paura di morire? Questo può provocarle una forte angoscia, soprattutto se si ha a che fare con qualcosa di cui non si parla.
Credo sia importante affrontare questo momento con uno psicoterapeuta che può aiutarla a ritrovare la sua sicurezza, sicurezza che automaticamente trasmetterà anche a sua figlia, con cui potrà stare serenamente, e non con il pensiero di vederla per l'ultima volta.
Dr.ssa Alfonsina Pica, Psicologa Psicoterapeuta

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24 APR 2012

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102 Risposte

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Cara Maria,
Lei scrive di essere sempre stata una persona molto ansiosa, evidentemente l'evento da lei descritto è semplicemente stato un fattore scatenante di ansie e fobie ancora più intense. Le suggerisco di rivolgersi ad uno psicoterapeuta che possa approfondire e diagnosticare con maggiore cura e attenzione il suo problema e proporle il percorso più adatto. Non è una situazione irrisolvibile, anzi! Il desiderio di starte meglio per se stessa e la sua bambina le ha fatto fare il primo, importante passo...continui per questa strada. Cordiali saluti. Dott.ssa Francesca Zoppi

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24 APR 2012

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112 Risposte

152 voti positivi

Cara Maria, il primo passo lo ha già fatto. Si e ' data la possibilità di fermarsi, di guardare quello che le sta succedendo e di chiedere aiuto. Ora deve solo scegliere una modalità "reale" più' che virtuale di farlo, scegliendo un professionista (psicologo psicoterapeuta) in grado di aiutarla. Non lasci passare del tempo e si dia modo di elaborare quel trauma subito anni fa. Un evento traumatico può lasciare un segno molto profondo nel nostro inconscio e solo se gli diamo voce e ascolto possiamo tornare a "vivere". Cari saluti

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24 APR 2012

Logo Dott.ssa Cecilia Cimetti Dott.ssa Cecilia Cimetti

131 Risposte

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Avv.to la cosa migliore da fare è consultare un bravo psicoterapeuta. Cordialmente. Dott. Silvano Fascia

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Carissima, lei soffre di disturbo post-traumatica da stress che è un insieme di sofferenze psicologiche sorte in seguito alla rapina subita.Ppuò essere adeguatamente affrontato in sede clinica attraverso trattamenti psicoterapeutici specifici. Le consiglio quindi di rivolgesi al più presto ad un esperto (psicologo/psicoterapeuta) per farsi aiutare. In alcuni casi, dove possibile, si richiede anche il coinvolgimento dei familiari.
Non si scoraggi e inizi subito un lavoro terapeutico. Si può guarire, ci vuole però coraggio e volontà!
In bocca al lupo
Dr.ssa Melania Del Vecchio Psicologa Psicoterapeuta Pavia

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23 APR 2012

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Buongiorno gentile Maria,
il suo livello di allerta la sta spossando coinvolgendo anche il pensiero e la qualtà del rapporto con la sua bambina. Si sente pronta, ora, finalmente, ad elaborare l'evento traumatico successo? Ci sono, nella vita, eventi traumatici di difficile gestione eppure ci rimbocchiamo le maniche e andiamo avanti. Alcuni lasciano il segno ma ci accorgiamo di questo solo dopo un pò di tempo. Non chieda a se stessa più di quanto ha dovuto sopportare, chiedere aiuto è un atto di grande maturità. Lo specialista di riferimento per lei è uno Psicologo Psicoterapeuta da consultare di persona per intraprendere un percorso verso la guarigione delle sue ferite.
Cordialmente
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta

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23 APR 2012

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Buongiorno, capisco che sia spiacevole affrontare l'ansia e i suoi sintomi quotidianamente e che ci sia stato un evento violento -rapina- che ha fatto precipitare la situazione, ma potrebbe porsi la domanda se è giunta l'ora di affrontare seriamente parlandone con un professionista la sua ansia. Lo faccia per se stessa e sua figlia di 5 anni! Auguri

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23 APR 2012

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