Paura di essere depressa

Inviata da Layla07 · 2 dic 2024 Depressione

Buonasera la mia questione ammetto sia un po’ controversa. Ho paura di essere depressa.. mi spiego meglio. Sono sicura di non esserlo, perché non ho pensieri suicidi, mi piace uscire, ho molti interessi, mi piace mangiare, relazionarmi, studiare. Non sono una persona molto introversa, diciamo così. Sono però molto attaccata alla vita, nel senso che ho riconosciuto in me un’ipocondria profonda. Circa due anni fa ho vissuto un periodo di ansia molto forte, durante il quale avevo ansia di essere depressa. Avevo paura di esserlo, pur senza presentare sintomi evidenti, direi patologici, ma prendendo come segnale una mia tristezza direi esistenziale che non mi sono mai scollata di dosso. Direi quasi un’angoscia profonda che mi appartiene e che parte proprio da dentro. Questo pensiero è durato per un po’ finché sono andata da una psicologa, che mi ha assicurato di non avere nulla, di non essere depressa ma di avere solo dell’ansia normalissima. Mi sono quindi tranquillizzata e sono andata avanti normalmente, il pensiero di essere depressa è andato completamente via. Ora da un po’ di tempo è ritornato. È come sé questa paura innescasse in me una profonda angoscia che poi mi porta effettivamente ad essere triste o angosciata/spaventata. È una spirale che ho imparato a ricollegare anche all’ansia, cioè avere l’ansia di avere l’ansia. Ecco, questa spirale poi portava effettivamente a provare ansia, così come questa spirale mi porta effettivamente una sensazione di angoscia pesante dentro di me. Ci sono sicuramente delle cose che non vanno nella mia vita, ma se mi fermo a pensarci un attimo, a me vanno bene così. Credo di essere abbastanza pacificata con me stessa, seppur la mia giovane età (22 anni). Sono sempre stata una ragazza introversa, molto seria, misteriosa, che ama guardarsi dentro e esplorare le questioni più importanti della vita. Mi sono laureata in filosofia 2 mesi fa. Fin da bambina mi sono sempre interrogata sul senso della morte e mi ha sempre spaventato. Spesso non mi sento capita fino in fondo, non ho una relazione seria da 1 anno, non ho molti amici e non godo di un’ottima salute. Io comunque sono abbastanza pacificata con tutto questo, ma ripeto, il timore di ammalarmi di depressione è molto forte. O meglio, il timore di essere già ammalata di depressione mi angoscia tantissimo. Potrebbe essere una condizione ipocondriaca che mi porta ad aver paura di stare male?

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Miglior risposta 3 DIC 2024

Cara Layla,
ho sentito io un nodo allo stomaco nel leggere le tue parole: deve essere tosta convivere con questo brutto loop che si è instaurato! Ci credo che sei appesantita.

Questo spazio (giustamente), non permettendoci di conoscerti approfonditamente, non ci consente di fare diagnosi o azzardare ipotesi sulla tua salute.
Posso però dirti che potrebbe valere la pena approfondire nuovamente il discorso con un* psicoterapeuta che sia format* in ansia e pensieri intrusivi/ossessivi, così che tu possa affrontare l'argomento con le nuove consapevolezze che hai acquisito nel tempo e crescendo.

Trovo molto interessante il modo in cui ti descrivi, sembri una ragazza piena di risorse e sono sicura che queste ti aiuteranno a trovare il tuo equilibrio!
E tantissime congratulazioni per la tua laurea (filosofia, wow! :O)

Ti mando un abbraccio e rimango a tua disposizione, se ne hai bisogno.

☽ Dott.ssa Valeria Carbone
Psicologa - Consulente sessuologa - Counselor professionista
Torino e online
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Dott.ssa Valeria Carbone Psicologo a Torino

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7 DIC 2024

Buongiorno,

Sicuramente una valutazione più approfondita potrebbe esser fatta prendendo direttamente contatti con un professionista.

Da quello che riferisce, sembrerebbe esserci una componente di ansia che la porta a vivere dei normali timori come fossero minacce reali per la sua salute, oltre che fisica, anche mentale.

Credo sia importante nel suo caso soffermarsi sul significato che attribuisce all’essere malata e sul ruolo che la “depressione” gioca nella sua vita. Spesso infatti il problema non è tanto il sintomo sperimentato quanto il fatto che viviamo quel determinato sintomo per uno scopo più o meno preciso. La difficoltà risiede proprio nel capire che signicato ha quel determinato sintomo nello specifico momento di vita che lei si trova ad affrontare..

Cordiali saluti

Dott. Giuseppe Francesco D'Agostino Psicologo a Velletri

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3 DIC 2024

Si è molto probabile. Le consiglio di approfondire in terapia cognitivo comportamentale ACT per riscoprire un senso nuovo ai giorni che la vedranno come protagonista, non spettatrice della sua vita
Sono a disposizione, un grande abbraccio

Dott.ssa Maria Vittoria Ardosigli Psicologo a Palermo

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3 DIC 2024

Buonasera Layla,
la lettera che pubblica fa efficacemente trasparire ciò che sta vivendo in questo periodo e che potrebbe anche essere dovuto alla concomitanza del conseguimento della laurea in una materia che tratta dei pensieri e riflessioni sui grandi temi di ciò che chiamiamo Vita. Questo ha implicato un gran dispendio di energie intellettuali (e insieme fisiche) per poter cercar di capire e confrontare le diverse scuole di pensiero delle varie protagoniste/i (mi auguro che non le abbiano fatto studiare solo filosofi maschi) di questo campo . Inoltre ha dovuto confrontarsi anche lei in prima persona con i grandi temi esistenziali e non, che la filosofia affronta. Il pensiero sulla vita e sulla morte, per esempio, e che già l'ha spaventava e la spaventa tutt'ora.
Probabilmente questo dispendio energetico ha innalzato, momentaneamente, le difese cognitive portandola ad una lieve regressione ad una fase ipocondriaca che alimenta pensieri intrusivi e disfunzionali al benessere e serenità mentale.
il fatto che " mi piace uscire, ho molti interessi, mi piace mangiare, relazionarmi," non suggerisce un carattere introverso ma una certa riservatezza nel far trasparire o condividere le proprie emozioni, lei però non si chiude in un suo mondo di fantasia o sentimenti, ma coltiva relazioni (amicali ma non solo)e interessi, che non sono caratteristici dell'introversione.
Detto ciò la paura di aver paura va affrontata agendo fisicamente, occupando il tempo che ora ha davanti a sé nell'approfondimento dei suoi interessi, passioni, progetti e tutto ciò che le dà un senso di benessere.
Le consiglio anche un'attività fisico sportiva compatibile con lo stato di salute che ha, per bilanciare l'attività mentale che implica la sua laurea.
Questo é il momento di affrontare, con un sostegno psicologico professionale (per un certo periodo), quest'ansia (paura di qualcosa che potrebbe accadere) e tristezza che ha nel profondo e che é uno dei grandi temi filosofici che ha avuto modo di studiare probabilmente.
Per ciò che riguarda il non sentirsi capita fino in fondo é un evento purtroppo comune, tant'é che filosofia e psicologia trovano una delle loro radici nella ricerca della comprensione di sé e del mondo esterno e con il quale interagiamo continuamente e che contribuisce ai nostri stati emotivi e umorali interni.
Da come scrive non suggerisce una persona depressa ma momentaneamente ansiosa,per cui riprenda un ciclo di colloqui con la psicologa e con essa si riprenda la tranquillità e serenità mentale delle quali ha diritto e inizi a contribuire al pensiero filosofico femminile che purtroppo é stato oggetto di discriminazione per secoli. Tant'é che se chiede a caso(anche nel mondo accademico) che le si indichino, all'impronta, tre filosofe o tre vie dedicate a donne (che non siano sante, madonne o vergini), potrà riscontrare un certo tentennamento nel risponderle.
Con molta stima la saluto cordialmente e resto a sua disposizione se lo ritiene utile
Dott. Giancarlo Mellano

Dott. Giancarlo Mellano Psicologo a Padova

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3 DIC 2024

Cara Layla, sicuramente la sua formazione la aiuta a costruire una lettura più profonda degli eventi della vita e della natura umana. La invito a contestualizzare ciò che lei riferisce come "depressione", questi ultimi anni sono stati particolari a livello mondiale e forse ciò che vive sono strascichi che hanno portato in luce delle modalità che la caratterizzano, ma attenzione a non confondere sue ipotesi diagnostiche con il bisogno di fare ordine tra ciò che fa parte di lei e deve ancora sbocciare e ciò che è confuso e richiede un approfondimento.
Cordialmente
Dr Pinna

Dott.ssa Miryam Pinna Psicologo a Trieste

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3 DIC 2024

Buongiorno Layla e grazie per essersi aperta con noi facendoci partecipi delle sue preoccupazioni e della sua ansia.
Le sue parole non mi facevano assolutamente pensare ad una persona di 22 anni. La sua capacità di introspezione traspare in modo evidente dalle sue parole e contribuisce a far percepire il livello di inquietudine che sta vivendo.
Malgrado questo la diagnosi di un problema psicologico è un'attività estremamente critica e non può essere eseguita sulla base delle proprie percezioni e conoscenze generiche. Oltretutto, la ricerca di risposte attraverso ricerche autonome non può che alimentare ulteriore ansia e preoccupazione.
Si rivolga ad un professionista del benessere mentale e si affidi al suo aiuto, alla sua competenza ed esperienza. Questa è la sola via che la può portare alle risposte che sta cercando.
Dott Marco Luca Albertoni

Dott. Marco Luca Albertoni Psicologo a Bergamo

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3 DIC 2024

Cara Lyala,
Grazie per la tua condivisione. Dal tuo messaggio trapela una forte preoccupazione per la tua salute mentale, ma al tempo stesso consapevolezza e lucidita.
Descrivi perfettamente come ti senti usando parole accurate, mi colpisce in modo particolare quando parli della tua 'ansia di avere l' ansia' come se fosse piu il pensiero che possa farti visita quest'emozione che l'emozione in sé a spaventarti.
Immagino quanto possa essere difficile convivere con pensieri ossessivi e intrusivi, nonostante tutto sei riuscita a portare avanti gli Studi (complimenti!) e dici di essere tutto sommato in pace con te stessa riferendoti alla tua vita sociale e relazionali.
Forse questa paura di essere depressa andrebbe interrogata meglio, esplorata piu da vicino in tutte le sue sfaccettature, in questo potrebbe esserti d'aiuto la guida di un terapeuta.
Intanto posso dirti che non solo questa paura non definisce chi sei, ma forse è li (anche) ad indicare un qualcosa che va solo osservato meglio e accolto.
Se dovessi avere altri dubbi o domande mi trovi qui!
Intanto un caro saluto,
Dott.ssa Valentina Monaco

Dott.ssa Valentina Monaco Psicologo a Roma

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3 DIC 2024

Buonasera le consiglio dei colloqui con uno psicoterapeuta, per esaminare meglio la situazione.
Dottoressa Patrizia Carboni
Psicologa Psicoterapeuta
Roma

Dott.ssa Patrizia Carboni Psicologo a Roma

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3 DIC 2024

Ciao Layla, capisco che la tua situazione ti stia creando un grande disagio. Quello che descrivi, con una forte paura di essere depressa e l’angoscia che questa paura scatena, è molto legato a un fenomeno che spesso si manifesta in chi ha un’ipocondria, come tu stessa hai identificato. Si tratta di una spirale di ansia: temere di avere una malattia mentale, che porta a pensare costantemente ai sintomi, e queste riflessioni possono effettivamente creare un malessere emotivo che finisce per confermare i tuoi timori. È il tipico meccanismo del “timore di essere malati” che alimenta l’ansia e può, in effetti, renderti più fragile rispetto a sentimenti di tristezza o angoscia, anche se non sono legati a una depressione vera e propria. Non è raro che chi ha una personalità riflessiva e introspettiva, come la tua, possa tendere ad interrogarsi su temi profondi, inclusi quelli esistenziali, come la morte, la vita e il senso di tutto. A volte, quando non si riesce a dare risposta a questi grandi interrogativi, si può sentire un senso di vuoto o di tristezza, che non è necessariamente patologico, ma che può sembrare opprimente. L’importante, come ti è stato detto anche dalla psicologa che ti ha seguita, è che non ci siano segni di depressione clinica. La tristezza che senti potrebbe essere più legata alla tua riflessione sul senso della vita e delle cose, piuttosto che a un malessere psichico grave. Detto questo, il timore che provi di “essere già depressa” è tipico di una condizione ansiosa, e può effettivamente essere alimentata da una forma di ipocondria psicologica. In altre parole, temi talmente tanto di non star bene che questa paura diventa essa stessa una fonte di disagio. La chiave in questi casi è imparare a riconoscere i pensieri ansiogeni e a separarli dalla realtà. Potresti provare a lavorare su strategie per ridurre l’auto-osservazione (ad esempio, cercando di non focalizzarti troppo sui tuoi sentimenti o emozioni) e per migliorare la gestione dell’ansia. Questo tipo di lavoro può essere utile, non solo per affrontare la paura della depressione, ma anche per accettare che certi stati emotivi (come la tristezza o l’angoscia) siano parte normale della vita, soprattutto se legati a questioni esistenziali o di crescita personale. Se ritieni che la paura e l’ansia stiano davvero condizionando la tua vita quotidiana, potrebbe essere utile tornare a parlare con un professionista che ti possa aiutare a gestire questi pensieri. A volte, parlare e confrontarsi su questi temi è già un passo importante per sentirsi meglio e più in pace con se stessi. Ti saluto cordialmente augurandoti il meglio,
Dott.ssa Velia Morati

Dott.ssa Velia Morati Psicologo a Nocera Inferiore

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3 DIC 2024

Sì, ciò che descrivi somiglia molto a una forma di **ipocondria psicologica** o ansia da salute mentale. Questo tipo di ansia non si limita alla paura di malattie fisiche, ma può estendersi al timore di sviluppare disturbi mentali, come la depressione, o alla convinzione di essere già affetti da essi senza basi oggettive.

### Alcuni aspetti da considerare:
1. **Cicli di ansia e auto-osservazione**: La tua descrizione di una spirale in cui il timore di essere depressa ti rende angosciata, portando poi a sensazioni che interpreti come sintomi di depressione, è un classico esempio di come l'ansia possa amplificare le preoccupazioni. In pratica, è un circolo vizioso: l'ansia genera sintomi che sembrano confermare la tua paura, anche se non c'è una base reale.

2. **Tratti di personalità e riflessione esistenziale**: Essere una persona profondamente riflessiva, orientata a interrogarsi su temi importanti come la morte e il senso della vita, può portarti a sperimentare una certa **melanconia esistenziale**. Questo non è un sintomo patologico, ma piuttosto una caratteristica di chi è sensibile e incline all'introspezione.

3. **Conferme esterne**: Quando hai affrontato una situazione simile in passato, il parere rassicurante della psicologa ti ha aiutata a uscire dal loop di preoccupazioni. Tuttavia, è possibile che tu abbia bisogno di lavorare ulteriormente su strategie per gestire l'ansia e spezzare i cicli di pensieri ossessivi.

4. **Differenza tra depressione e ansia**: La depressione tende a essere caratterizzata da sintomi come una perdita marcata di interesse per la vita, anedonia (incapacità di provare piacere), sensi di colpa eccessivi, stanchezza debilitante, pensieri suicidi. Tu, invece, descrivi un senso di angoscia specifico legato alla paura di *essere depressa* o di sviluppare la depressione, senza altri sintomi depressivi evidenti.

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### Cosa potresti fare:

1. **Riconoscere il ruolo dell'ansia**:
- Ricorda che l'ansia può causare sensazioni intense e spaventose senza essere un segnale di un disturbo più grave.
- Evita di auto-diagnosticarti basandoti su sensazioni temporanee.

2. **Pratiche per ridurre l'auto-osservazione eccessiva**:
- Coltiva attività che ti permettano di distrarti dal controllo continuo del tuo stato emotivo.
- Tecniche come la **mindfulness** o la meditazione possono aiutarti a osservare i pensieri senza giudicarli o alimentarli.

3. **Parlare con un professionista**:
- Potresti beneficiare di ulteriori colloqui con uno psicologo per approfondire il legame tra ipocondria e ansia, e imparare strategie per affrontarla.
- La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) può essere particolarmente utile per gestire i cicli di pensiero ossessivo.

4. **Non ignorare il tuo benessere generale**:
- Mantieni uno stile di vita sano (dieta equilibrata, attività fisica regolare, sonno adeguato) per supportare la tua stabilità emotiva.

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Se senti che questa angoscia influenza significativamente la tua qualità di vita, un confronto con un professionista può darti maggiore serenità e strumenti pratici per affrontare la situazione. Hai già dimostrato di essere una persona molto consapevole, e questa è una base eccellente per lavorare su queste paure.

Dott. Fabrizio Toti Psicologo a Todi

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3 DIC 2024

È normale avere preoccupazioni riguardo alla propria salute mentale, e sei stata molto coraggiosa a condividerle. La tua introspezione e la capacità di riflettere su te stessa dimostrano una grande maturità.

Il fatto che tu abbia interessi, piaccia uscire e relazionarti con gli altri, e non abbia pensieri suicidi, sono segnali positivi che indicano una buona capacità di adattamento e resilienza. Tuttavia, l'ansia e l'ipocondria possono ancora avere un impatto significativo sulla tua vita.

Ecco alcuni suggerimenti che potrebbero aiutarti:

Continua a vedere un professionista: È positivo che tu abbia parlato con una psicologa in passato. Se queste preoccupazioni continuano, potrebbe essere utile riprendere il dialogo con un professionista per avere supporto continuo.

Pratica la mindfulness e la meditazione: Tecniche di mindfulness e meditazione possono aiutarti a gestire l'ansia e a vivere il momento presente, riducendo la spirale di preoccupazioni.

Attività fisica regolare: L'esercizio fisico può aiutare a ridurre l'ansia e migliorare il tuo umore. Anche una semplice passeggiata giornaliera può fare una grande differenza.

Scrivi i tuoi pensieri: Mantenere un diario dei tuoi pensieri e sentimenti può aiutarti a identificarne i modelli e trovare modi per gestirli.

Coltiva relazioni: Anche se non hai molti amici o una relazione seria in questo momento, prova a costruire e mantenere relazioni significative. Essere parte di una comunità può offrire supporto emotivo.

Accetta le tue emozioni: Riconoscere e accettare che l'ansia e la tristezza possono far parte della tua esperienza umana può ridurre il loro impatto su di te.

Dott. Alessandro Cancellieri Psicologo a Genova

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3 DIC 2024

Gentile Layla,

la paura di essere depressi, nonostante non ci siano sintomi evidenti, può derivare da un meccanismo disfunzionale dove il pensiero fisso sul tema della depressione alimenta una sorta di spirale che genera ansia e angoscia. Questo può diventare particolarmente evidente quando c'è una forte paura di "stare male", che, come giustamente suggerisci, potrebbe essere legata a una forma di ipocondria emotiva. Ti invito a riflettere sul fatto che, come hai già notato, non stai vivendo un disagio patologico evidente, ma un disagio esistenziale che può essere alimentato dalla tua ipersensibilità verso determinati temi esistenziali e psicologici.

La paura di essere depressi non è in sé un segnale di depressione, ma spesso una manifestazione di ansia che si manifesta proprio attraverso il timore di star male. Un buon approccio in questi casi può essere cercare di ridurre la tendenza a ruminare sui pensieri. Invece di concentrarti sulla paura di essere depressa o di stare male, potresti provare a portare l'attenzione al momento presente. Pratiche come la mindfulness o la meditazione, che ti aiutano a rimanere radicata nel qui e ora, potrebbero ridurre la preoccupazione e l'angoscia legata al futuro o ai pensieri ricorrenti.

Se ti senti in difficoltà, potrebbe essere utile continuare a esplorare questi temi con un professionista, per avere un ulteriore supporto nel capire meglio come questi pensieri possano essere gestiti in modo più sereno.

Un caro saluto.

Dott.ssa Bassan Marcella Psicologo a Parma

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3 DIC 2024

Buongiorno Layla,
Sarebbe auspicabile un percorso di Psicoeducazione rispetto all'ansia e all'angoscia che prova per imparare a conoscere e nel tempo gestire questo momenti e periodi di ansia costante. Sono disponibile online per un consulto.

Dott.ssa Elisabetta Raho

Dott.ssa Elisabetta Raho Psicologo a Alessandria

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3 DIC 2024

Pensare non significa essere!
La tristezza è un’emozione che fa parte della vita. Questo tuttavia non significa avere automaticamente una depressione.
L’ansia è uno stato fisiologico naturale questo non significa automaticamente avere un disturbo di panico.

La nostra mente produce automaticamente pensieri influenzata anche da ciò che succede intorno.

Tuttavia, questo è un significa che i nostri pensieri siano automaticamente la verità per il semplice fatto che non li pensiamo

I pensieri sono semplicemente pensieri non sono né prove di verità né profezie né obblighi di legge.

Il fatto di pensare di essere depressa non significa veramente esserlo

Tuttavia, se noi prendiamo per veritiero questo pensiero per il semplice fatto che lo pensiamo, rischiamo che questo pensiero sia veri.

Non perché il pensiero fosse veritiero, ma perché noi prendendolo per veritiero, si comportiamo in modo tale che si avveri.

Il pensiero di “essere depresse” lei lo ha. Tuttavia questo non significa che sia veritiero.


Bisogna sempre cercare dei riscontri oggettivi nella realtà. Se non li troviamo significa che questo pensiero non è veritiero.

La nostra mente biologicamente parlando ha una sua autonomia nel pensare i pensieri. Noi non possiamo impedire alla nostra mente di pensare non possiamo controllare il contenuto dei pensieri e neanche il flusso dei pensieri stesso.

Tuttavia, possiamo scegliere se farci condizionare da quel pensiero, oppure no

Possiamo scegliere se credere a quel pensiero oppure

Non possiamo scacciare volontariamente un pensiero, perché il pensare di non pensare già a pensare.

Tuttavia, possiamo accettare che quel pensiero ci sia non dargli credito e poi se ne andrà da sé come tutti i pensieri.

Non possiamo impedire alla mente di pensare, ma possiamo scegliere se farci condizionare dai pensieri oppure no.

Per percorso psicologico può aiutarla nella gestione dei pensieri negativi.

Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti di domande mi contatti sarò lieto di aiutarla

Dott. Luca Ferretti Psicologo a Pontedera

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3 DIC 2024

Buongiorno cara Layla,
avere paura di ammalarsi e di essere depressa può contenere molteplici significati profondi che non sono così accessibili in maniera diretta. Un percorso di psicoterapia può aiutare a comprendere come agisce l'ansia su di lei, la sua storia e che cosa significa per lei depressione. Cosa succede se si ammala, cosa vuol dire ammalarsi e via dicendo...per qualsiasi chiarimento sono disponibile.
Un caro saluto
Dott.ssa Cecilia Cicchetti

Dott.ssa Cecilia Cicchetti Psicologo a Milano

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3 DIC 2024

Cara, ti ringrazio per la fiducia che riponi nel condividere qui i tuoi pensieri più profondi. Quello che descrivi, questa paura di essere depressa, è una sensazione molto comune e, come dici tu, potrebbe essere legata a un'ipocondria emotiva, un'ansia che nasce dal timore di stare male anche quando non c'è una causa evidente. Quello che stai vivendo, questa angoscia profonda che senti dentro, può avere molte radici e solo tu puoi sapere se ne vale la pena esplorarle.
A volte, quando ci sentiamo sopraffatti dalle cose che ci succedono, la mente inizi a preoccuparsi di come ci sentiamo o di come stiamo vivendo. Però, il fatto che tu riesca a distinguere tra una condizione di sofferenza e un pensiero che si ripete nella tua mente, è segno di una grande lucidità. Questo pensiero, anche se doloroso, non definisce chi sei.
Ci sono dei momenti in cui è facile farsi prendere dal panico, sentendo che qualcosa non va, ma ricorda che il benessere psicologico non è lineare e che la paura di stare male non significa che tu stia effettivamente attraversando una depressione. Molto spesso, il nostro disagio è legato a situazioni che non riusciamo a controllare o che ci fanno sentire inadeguati, ma questo non vuol dire che non possiamo affrontarle.
Prenditi il tempo di ascoltarti e di riconoscere le tue emozioni, ma senza lasciarti sopraffare da un'etichetta. La cosa più importante è che tu stia cercando di capire ciò che senti. Se questa angoscia persiste, potrebbe essere utile parlarne con un* professionista, qualcuno che possa offrirti un aiuto per navigare tra questi pensieri e paure per non sentirti sola mentre cerchi di capire meglio quello che vivi. Spero di essere stata chiara e ti auguro una buona esplorazione emotiva!

Dott.ssa Claudia Pino Psicologo a Pisa

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3 DIC 2024

Buongiorno
Comprendo bene come si sente. Nel suo caso potrebbe essere efficace un approccio non basato sulla ricerca delle cause ma sullo smontare i meccanismi con cui si è creato il problema, ossia i comportamenti disfunzionali che lo mantengono in vita.
Se vuole io ricevo a Como o anche on line, se fosse interessata mi contatti per un primo colloquio psicologico.
Un caro saluto
dr. Nicola Gugiana

Dott. Nicola Gugiana Psicologo a Como

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3 DIC 2024

Gentile Layla
i suoi studi incoraggiano sicuramente una riflessione profonda sull'esistenza, sulla morte, sul significato della vita e su questioni complesse. Tale introspezione comporta una serie di dubbi, mette in discussione le certezze e spinge alla ricercare della verità. Questo può generare un senso di incertezza e di precarietà. Tuttavia, questo non sempre è sintomatico di un disturbo, ma potrebbe intravedersi anche una sua modalità di "stare al mondo"

Dr. Alfredo Grado Psicologo a Frattamaggiore

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