Paura di cadere ancora

Inviata da Vincenza · 15 nov 2018 Orientamento scolastico

Ciao a tutti,
Vi ringrazio in anticipo per l'attenzione. Sono una studentessa di lingue e proprio ieri ho sostenuto il mio ultimo esame della triennale. Sono stata sempre una ragazza da 30, voglio eccellere in qualsiasi cosa. Probabilmente il mio fissarmi sullo studio deriva dalla mia solitudine. E penso che è un mondo che vuole solo distrarti dai tuoi obiettivi. Nessuno mi vuole bene, almeno nel mio caso. Ma ormai ci convivo bene (o forse mi sto solo convincendo di ciò) e non scrivo per questo.
Ho la media del 29.79 . Ho lottato, notti insonni, sempre assidua in biblioteca, ho dato sempre il massimo. E la valutazione mi ha sempre soddisfatto. Ma proprio ieri ho ricevuto una batosta, che non penso di reggere. Ieri è stato l'esame peggiore della mia vita, mi son sentita messa in ridicolo. La professoressa dice che il mio tedesco è assolutamente orribile, che la mia ansia nell'espormi è inutile, che il mio modo di parlare la irrita. Mi mette un 23, dicendo che accettare questo voto significa buttare nel cesso tutti i miei anni universitari.
Io ho accettato e da un lato sono fiera di me. In questi 4 anni ho subìto lutti importanti, un anno di depressione, panico e ne sono uscita immergendomi nella letteratura e soprattutto in quella tedesca. Non posso reggere che il mio tedesco fa schifo. Ero consapevole di quanto avessi studiato, io questa volta non pretendevo il massimo, perché non ero da tale. Anzi mi aspettavo una sufficienza. Ma valutarmi in quel modo, davanti a tutti, non penso di mandarla giù. E non riesco a festeggiare, a pensare alla laurea. Perché il mio tedesco fa schifo ed è troppo tardi per rimediare. Aiutatemi, ve ne prego. Non voglio cadere più, non voglio passare periodi bui come anni fa. Ma sento che sta arrivando di nuovo il pensiero oscuro che mi dice che per quanto possa sbattermi, non sarò e non saprò mai la perfezione. Mi sento niente, come avessi buttato davvero i miei anni universitari nel cesso.

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Miglior risposta 15 NOV 2018

Buongiorno Vincenza,
ha mai provato a chiedersi da quanto tempo ha iniziato a pensare che essere perfetta, irreprensibile e impeccabile possa essere l'unico modo per sentirsi accettata dagli altri e accettabile a se stessa? Lei dice di aver imparato a convivere serenamente con l'idea di non essere amata, io le suggerisco di chiedersi a partire da quale/i evento/i di vita e come mai si è convinta di non essere amata da nessuno, è se diventare così severa con sé stessa, così "deutch" da non potersi permettere una debolezza o un errore non sia un prezzo troppo alto da pagare. Prima di salutala vorrei aggiungere che chiedere aiuto a un terapeuta non è un atto di debolezza, un caro saluto.

Dott.ssa Paola Trombetti
psicologa psicoterapeuta Narni Terni

Dott.ssa Paola Trombetti Psicologo a Narni

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18 NOV 2018

Gentile Vincenza,
intanto le dico che a mio parere ha fatto bene ad accettare il 23 all'esame di tedesco perchè, per quanto si possa essere preparati, le variabili che fanno andare al meglio un esame sono tante e non tutte prevedibili e controllabili.
Ovviamente i sensi di colpa e i conflitti interiori non giovano a nessuno come non giova l'assurda pretesa di essere perfetti.
Lei ha superato, o meglio ha provato a superare, lutti, depressione e panico immergendosi nello studio ma avrebbe fatto meglio ad affiancarvi un percorso di psicoterapia, cosa che può fare adesso sapendo che è molto più importante di un 30 all'esame di tedesco.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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15 NOV 2018

Gentile Vincenza, pur invidiando le sue capacità e la sua tenacia, mi sembra evidente che Lei abbia impostato tutta la sua vita sullo studio. Ciò, a mio avviso, è sempre pericoloso. La vita non è mai perfetta, e la delusione è sempre dietro l'angolo. Posso capire la sua amara delusione, che può sempre colpire anche i più preparati. Uno dei più grandi fotografi americani raccontava anni fa: "anni di studio intensi, non disgiunti da amare delusioni" ed era uno al top in America. Non le sembra di esagerare? Se fa così ora, cosa succederà se perde un lavoro importante? Forse tutto ciò nasconde altri problemi esistenziali che non vuole affrontare, per questo credo le sarebbe utile una psicoterapia. Ma tornando al suo caso, Lei dice che da una parte è fiera, e sta bene. Ma se fossi stato in lei, avrei cercato di capire meglio le ragioni di tanto astio da parte della prof, anche con un dialogo. Ma qui ci vuole una bella dose di umiltà. C'erano stati attriti in precedenza? La prof. ha sentito una eccessiva sicurezza da parte Sua? Perché non ha apprezzato la sua prestazione? E via e via. Ricordi, come regola generale, che nella vita contano di più le relazioni che si stabiliscono che i successi accademici. Specialmente in un lavoro che usa le lingue. Prova ne sia che ci sono tanti non laureati che hanno raggiunto grandi successi. Rifletta su questo....Buona vita!

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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15 NOV 2018

Buongiorno Vincenza,
mi permetto di suggerirle di non essere così severa con se stessa. Mi pare di capire dalle sue parole che per lei la carriera universitaria sia davvero molto importante. Cerchi di trovare un equilibrio tra questo suo desiderio e il suo benessere.
Parla di pensiero oscuro, di ansia e di lutti. Io le consiglierei di intraprendere un percorso psicologico per cercare di andare a fondo del suo problema. Non viva con l'ansia che queste problematiche riaffiorino, le affronti e vedrà che si sentirà alleggerita.
Rimango a disposizione.
Buoni Pensieri.
Dott. G. Gramaglia

Gramaglia Dr. Giancarlo Psicologo a Torino

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