Paura di aver sbagliato facoltà universitaria prima di iniziare

Inviata da Matteo · 13 set 2022 Orientamento scolastico

Buongiorno,
Ringrazio infinitamente in anticipo chi legge la mia richiesta e chi dedica un po' del suo tempo a rispondermi.
Sono uscito quest'anno dal liceo classico con ottimi voti e ho scelto di studiare medicina per diventare psichiatra. Un tempo il mio desiderio era quello di studiare psicologia, dal momento che da un lato sono sempre stato affascinato dalla mente umana e dall'altro desidero un lavoro che mi permetta di interagire con gli altri ed aiutarli. Sono però stato spesso dissuaso dallo scegliere psicologia da diverse persone, in primis i miei genitori e il mio terapeuta (medico specializzato in psicologia clinica), che mi hanno ammonito riguardo le scarse opportunità lavorative offerte da una laurea che ormai hanno in molti e mi hanno detto che le mie capacità (prima ho menzionato gli ottimi voti al classico non per vantarmi ma ai fini del racconto) sarebbero sprecate per psicologia in quanto facoltà piuttosto facile (mi sento molto in imbarazzo a riportare dei pareri del genere a degli psicologi e ci tengo a specificare che non vi considero affatto dei "fannulloni" ma anzi mi affascina molto il vostro lavoro, ancora una volta questo scomodo dettaglio serve per dipingere adeguatamente la situazione). È così che mi sono interessato a un nuovo ambito, per certi versi affine ma per altri molto diverso, che è quello della psichiatria: ho visto come lo psichiatra sia in grado di trattare i disturbi mentali del paziente considerando aspetti sia biologici sia psicologici e sociali (il famoso approccio bio-psico-sociale) e mi sono convinto ad intraprendere gli studi di medicina per arrivare a svolgere una professione che concili i miei interessi e i miei ideali con delle buone opportunità lavorative e (si spera) un reddito dignitoso (anche se i soldi non sono la mia priorità). Era circa due anni e mezzo fa che ho deciso di studiare medicina e per molto tempo non ho avuto dubbi a riguardo: ero consapevole che era un percorso lungo e impegnativo ma ero disposto ad affrontarlo pur di diventare psichiatra. Quando poi si è messo davanti alla mia strada l'ostacolo del test di ingresso, che mi ha provocato grande agitazione e che a marzo sono riuscito a superare (almeno quello della privata, sarà poi da vedere in queste poche settimane se rimarrò al San Raffaele o andrò alla pubblica), c'è stato ancora meno spazio per i dubbi e riuscire a entrare all'università mi sembrava quanto più potessi desiderare a livello di carriera scolastica. Dopo l'ansia per il test c'è stata l'euforia di averlo passato, poi l'impegno per la maturità nel recuperare tutti quegli argomenti che ho trascurato per il test...insomma questi impegni ed emozioni hanno lasciato ancora una volta poco spazio all'affiorare di dubbi. Poi è arrivata la tanto attesa estate e nell'esatto momento in cui mi sono immatricolato ho iniziato a provare un senso di angoscia che tuttora continua in molti momenti della giornata a tormentarmi. Mi assale la paura di aver sbagliato scelta e di essermi fatto influenzare dal parere altrui, soprattutto quello dei miei genitori. A ripensarci non so se è stata l'immatricolazione a trasmettermi in primo luogo questa angoscia oppure l'ascoltare la canzone "Scatole" dei Pinguini Tattici Nucleari, in cui il frontman del gruppo parla di come la sua scelta di fare il musicista fosse mal vista dal padre che desiderava per lui una carriera da architetto. Sono due o tre gli elementi che mi fanno paura riguardo la carriera da medico. In primo luogo ho paura che l'approccio dello psichiatra sia troppo impersonale per i miei gusti e che non consideri il paziente nel suo insieme come persona ma semplicemente le sue disfunzioni a livello biologico: sono consapevole dell'importanza delle competenze medico-farmacologiche nel lavoro dello psichiatra ma spero che oltre a ciò lo psichiatra sia anche in grado di conoscere veramente la storia personale del paziente e i suoi aspetti psicologici ed emotivi...insomma che abbia una visione a 360 gradi dell'essere umano. Ho paura di trovarmi a fare la specializzazione e pensare "potevo aiutare le persone a conoscere e gestire le proprie emozioni e invece mi occupo solamente di squilibri chimici". La mia seconda paura è di non avere una mentalità abbastanza scientifica per fare il medico e per studiare per 6 anni materie prettamente scientifiche: ho sempre avuto degli interessi molto vari ed estesi a tantissimi campi, ma, mentre alle elementari volevo fare lo scienziato e forse addirittura il biologo, a partire dalle medie ho sviluppato un interesse maggiore per le materie umanistiche che si è mantenuto tale anche al liceo. Non mi dispiacciono tuttavia le materie scientifiche, in particolare la medicina (paradossalmente l'unica scienza che alle elementari non mi interessava ) in quanto molto legata all'uomo, tuttavia ho paura di non sopportare di studiare per così tanti anni delle materie così scientifiche e "impersonali". La mia terza paura è che in certi momenti la stessa idea di essere medico mi mette ansia, ma penso che questo sia dovuto in parte al fatto che mi immagino, con le conoscenze che ho ora, a dover gestire delle situazioni che richiedono come minimo una laurea in medicina. D'altra parte mi rendo conto che se anche avessi scelto di studiare psicologia non mi mancherebbero le paure e i dubbi. Avrei paura di aver scelto un qualcosa di troppo poco impegnativo e di vedere i miei coetanei che a differenza mia faticano molto per preparare i loro esami, vivendo con il pensiero di non aver dato abbastanza nella vita e di non starmi mettendo abbastanza in gioco. Avrei paura di terminare il mio percorso universitario finendo per fare un lavoro poco soddisfacente, e di vivere con il rimpianto di non aver fatto medicina precludendomi la possibilità di essere uno psichiatra realizzato. Inoltre avrei il timore di rimpiangere in futuro l'impossibilità di conoscere l'essere umano in tutti i suoi aspetti (di conoscere quindi solo gli aspetti mentali ma non quelli fisici a cui essi sono spesso strettamente collegati) e di prescrivere quando necessario una terapia farmacologica, che in certi casi è essenziale e può davvero salvare la vita di qualcuno.
Sempre il mio terapeuta mi ha tranquillizzato poi dicendomi che la conoscenza degli aspetti fisici del corpo è molto importante anche per uno psicoterapeuta e che anche se decidessi di non fare lo psichiatra per dedicarmi esclusivamente alla psicoterapia il mio studio della medicina non sarebbe stato inutile. Ha anche affermato che quasi tutti i più grandi psicoanalisti sono stati medici e questo in un primo momento mi ha rincuorato. Tuttavia anche questo sentimento di ritrovato conforto si è rivelato ben presto piuttosto vacillante: ho la paura di essermi affidato troppo ciecamente al parere di una sola persona, una persona che mi è stata spesso di aiuto e che stimo ma che ha anche ormai una certa età e potrebbe avere una visione troppo retrograda (con tutto rispetto, perché come ho detto lo stimo molto)
In conclusione, alterno momenti in cui penso di aver fatto la scelta giusta e mi sento euforico e altri in cui penso di aver completamente sbagliato (almeno per quest'anno irreversibilmente) e mi sento al patibolo mentre mi accingo a fare qualcosa che potrebbe non essere la mia vera vocazione. Alterno poi momenti in cui penso che se anche avessi sbagliato scelta e perdessi un anno non sarebbe un dramma (del resto in tanti sbagliano inizialmente a scegliere università, anche alcune personalità illustri come lo psichiatra Jaspers che inizialmente aveva scelto di studiare giurisprudenza) e altri momenti in cui penso che perdere un anno potrebbe avere un impatto molto negativo sulla mia autostima, un autostima che ha bisogno di continue conferme e che trovava almeno in parte sicurezza nella prospettiva di diventare medico-psichiatra, e mi generebbe senso di colpa per il fatto che sarei per almeno un anno in più del dovuto un individuo che vive di rendita dei suoi genitori e che riceve solamente dalla società (vitto, istruzione, divertimento e tutto il resto) senza dare alcun contributo al benessere delle persone. Sto scrivendo da tantissimo, probabilmente più di un'ora, e se siete arrivati fin qui rinnovo i miei ringraziamenti!

Risposta inviata

A breve convalideremo la tua risposta e la pubblicheremo

C’è stato un errore

Per favore, provaci di nuovo più tardi.

Psicologi specializzati in Orientamento scolastico

Vedere più psicologi specializzati in Orientamento scolastico

Altre domande su Orientamento scolastico

Spiega il tuo caso ai nostri psicologi

Invia la tua richiesta in forma anonima e riceverai orientamento psicologico in 48h.

50 È necessario scrivere 35650 caratteri in più

La tua domanda e le relative risposte verranno pubblicate sul portale. Questo servizio è gratuito e non sostituisce una seduta psicologica.

Manderemo la tua domanda ai nostri esperti nel tema che si offriranno di occuparsi del tuo caso.

Il prezzo delle sedute non è gratuito e sarà soggetto alle tariffe dei professionisti.

Il prezzo delle sedute non è gratuito e sarà soggetto alle tariffe dei professionisti.

Introduci un nickname per mantenere l'anonimato

La tua domanda è in fase di revisione

Ti avvisaremo per e-mail non appena verrà pubblicata

Questa domanda esiste già

Per favore, cerca tra le domande esistenti per conoscere la risposta

psicologi 20950

psicologi

domande 35650

domande

Risposte 121250

Risposte