Paura di aprirsi: quale approccio è migliore?

Inviata da De92 · 23 feb 2021

Buongiorno, sono mesi ormai che soffro di insonnia, crisi di pianto, problemi di stomaco, malessere in genere. Sto pensando di rivolgermi ad un professionista che possa guidarmi in un percorso per affrontare tanti cambiamenti che stanno accadendo nella mia vita, ma più cerco di affrontare il discorso con i miei amici più mi rendo conto che "aprire gli occhi" su determinati punti mi fa stare ancora peggio.
Per carattere e per le esperienze che ho affrontato nella vita ho sempre cercato di avere il controllo della situazione per valutare ogni passo prima di compierlo, e per essere pronta ad ogni evenienza, oggi invece sto perdendo tutte le mie certezze, tutte le persone intorno a me stanno cambiando vita e non c'è più posto nelle loro vite per quella che sono io. Questa sensazione di solitudine legata anche al tipo di lavoro che svolgo che mi porta a stare per lunghi periodi in silenzio inizia a rendermi instabile, non riesco neanche più ad essere felice per i traguardi dei miei amici. Non sono più io, e per questo vorrei rivolgermi a qualcuno che possa aiutarmi, ma ho paura che si vadano a toccare punti che sento molto delicati. Quindi vi scrivo per chiedervi che tipo di approccio potreste consigliarmi?

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Miglior risposta 25 FEB 2021

Cara De92,
mi arrivano forti la sofferenza e la fatica legata allo stare in essa. Racconta di avvenimenti e persone attorno a lei che stanno cambiando, con il conseguente vissuto di solitudine e isolamento dato dal sentirti come lasciata un po’ indietro. Allo stesso modo, però, mi arriva forte anche il bisogno (e quasi l’urgenza) di cambiare lei stessa, per riprendere in mano la sua vita. In questa spinta vitale mi sembra che venga però bloccata dalla paura di andare a toccare delle corde che per lei forse sono ancora, in qualche modo, delle ferite aperte. Certo il dolore spaventa e blocca, come la paura di farsi male. Mi sento però di dirle che la conoscenza, l’apprendimento e la consapevolezza passano necessariamente attraverso qualche forma di sofferenza. In terapia si ha però l’opportunità di non affrontare questi dolori da soli, ed il fine non è quello di fingere che le nostre ferite non esistano, ma anzi riuscire a vivere nonostante e grazie ad esse. Trasformando le ferite in finestre su se stessi. Per quel che riguarda invece l’approccio da scegliere, comprendo che l’esistenza di così vari orientamenti psicoterapeutici possa confondere e disorientare. In realtà non esiste un approccio più valido degli altri, sono tutti ugualmente efficaci. Ciò che può cambiare è la visione della natura umana unitamente ad alcune tecniche da utilizzare. Ma mi sento nuovamente di dirle che ciò che realmente è capace di fare la differenza non è lo strumento, bensì la persona. Una persona/terapeuta in grado di accoglierla empaticamente, accettandola per quel che è, senza giudizio, dandole il giusto valore e la giusta dignità che si merita. Una volta trovato un terapeuta con un tale modo di essere, il viaggio può cominciare.

La ringrazio per la sua condivisione
e le auguro il meglio.

Dott.ssa Caterina Berti

Dott.ssa Caterina Berti Psicologo a Torino

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24 FEB 2021

Buongiorno De92,
dalle sue parole emerge forza e coraggio nel chiedere aiuto per affrontare un momento di difficoltà.
È un bene potersi riconoscere in un momento di crisi e chiedere supporto per trasformarlo in un momento evolutivo.
Per promuovere questo cambiamento è utile rallentare, esplorarsi e conoscersi. Per farlo potrà essere necessario "aprire gli occhi" e affrontare quei "punti delicati", ma questo lo si può fare con i propri tempi, quando ci si sente pronti e sotto la guida di un professionista in grado di ascoltarci, accoglierci e farci sentire al sicuro nel comunicare le nostre fragilità.
Quando non riusciamo ad essere felici è difficile riuscire ad esserlo per i nostri cari.
Un caloroso saluto.
Dott. Sacha Horvat

Dott. Sacha Horvat Psicologo a Milano

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24 FEB 2021

Cara De,
mi dispiace per le difficoltà che si sente addosso e per la sensazione di solitudine. Gli amici sono importantissimi, ma a volte ci sono momenti nella vita in cui, nonostante tutto il loro affetto, non riusciamo a trovare sollievo dalla condivisione con loro. I punti molto delicati sono così delicati, che non se la sente.
Vorrei rassicurarLa che uno psicologo non La spingerà ad andare dove non vuole andare, rispetterà con delicatezza i Suoi tempi e le Sue necessità. Allo stesso tempo, sono proprio questi punti delicati che sente di voler toccare, anche se Le fa paura.
Aiuta moltissimo la relazione che man mano si instaura tra il terapeuta e il paziente e lo dico per esperienza. Se legge le testimonianze delle persone che hanno compiuto questo passo, non si sentirà sola con i Suoi dubbi e le preoccupazioni.
Sentirsi sfuggire la percezione della felicità è una conseguenza di tutto il resto che ha descritto.
Per quanto riguarda l'approccio, non credo sia il fattore decisivo in base al quale dovrebbe decidere. È vero che non tutte le psicoterapie sono uguali, alcune sono fortemente sostenute dalla ricerca scientifica, consigliate dalle autorità sanitarie per i disturbi specifici, ma penso che ognuno di noi Le potrebbe spiegare perché crede nell'approccio scelto. Io potrei parlarLe di quello cognitivo-comportamentale, perché l'ho scelto e lo conosco, gli altri colleghi potrebbero raccontare del loro. Leggo delle risposte bellissime dei miei colleghi sul sito, spesso le condivido pienamente eppure abbiamo tutti una teoria di base diversa.
Quindi scelga con l'intuito, con la sensazione di fiducia, faccia senza problemi tutte le domande che ha a cuore e vedrà che troverà la persona che fa per Lei.
Un caro saluto,
Dott.ssa Katarina Faggionato

Dr.ssa Katarina Faggionato Psicologo a Vicenza

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24 FEB 2021

Gentile De92,

Leggendo il suo breve messaggio, mi viene in mente che l'impasse della sua situazione potrebbe essere proprio questa specie di circolo vizioso che a lungo andare diventa ancora più doloroso. Ovvero che ci si chiude per paura di stare male, stando poi male per questa chiusura.

Dunque, può recarsi da un professionista indicando come problema proprio questo meccanismo. Un aiuto psicologico potrebbe aiutarla sentirsi più sostenuta e a stare meglio.

Circa l’approccio, non ce n’è uno migliore in assoluto. Ci sono approcci più adatti ad alcune situazioni o ad alcune persone. Intanto le consiglio di svolgere una consulenza psicologica (3-4 colloqui) che saprà sicuramente orientarla.

Un caro saluto,
Dott.ssa Adelina Detcheva

Dott.ssa Adelina Detcheva Psicologo a Roma

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24 FEB 2021

Gentilissima, le posso parlare del mio approccio, che poi lei confronterà con gli altri. Non è sempre necessario indagare il passato ( tirar fuori punti delicati, come lei li definisce) per poter stare bene e ritrovare la propria strada nel mondo. Il cambiamento è sempre in atto, anche se non ce ne rendiamo conto. Ogni cellula del nostro corpo cambia, le persone e le situazioni cambiano. Possiamo decidere se gestire il cambiamento oppure lasciare che il cambiamento gestisca noi.
La consulenza strategica trova in un numero ridotto di incontri le modalità per sbloccare la situazione in cui inconsapevolmente si è trovata a vivere e a darle nuovi strumenti per un futuro migliore del passato.
La saluto cordialmente

Monticone Alessandra Psicologo a Asti

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24 FEB 2021

Gentile,
iniziare un percorso di psicoterapia è davvero difficile e genera dubbi di ogni tipo; questo dà luogo ad insicurezze e resistenze.
In base a quello che ci scrive, le suggerirei un approccio esistenziale e psicodinamico che le dia la possibilità di comprendere più a fondo il suo disagio e operare delle sintesi adattive...
Le assicuro però che molti dei suoi dubbi sono destinati a sciogliersi nel momento in cui proverà il primo sentimento di fiducia verso il/la professionista con il/la quale instaurerà una relazione terapeutica... poiché, al di là della formazione e del modello di riferimento, è la relazione che si crea tra le persone a fare la differenza.
Spero che potrà compiere il suo primo passo verso di sé con un pizzico di serenità in più adesso.......
Le auguro di stare meglio.
Resto a disposizione per qualsiasi ulteriore informazione o chiarimento.
Saluti cordiali,
Dott.ssa Verusca Giuntini

Dott.ssa Verusca Giuntini Psicologo a Firenze

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24 FEB 2021

Buongiorno, la sofferenza psicologica quando non trova espressione viene scaricata sul corpo dando vita a diversi sintomi fisici che si possono riassumere in un malessere generale. E' giusta l'idea di rivolgersi ad uno specialista per avere un aiuto a gestire questa situazione: nell'approccio cognitivo-comportamentale alla persona viene insegnato a collegare le emozioni e il loro comportamento a dei pensieri che ne sono alla base. Tali pensieri non sono funzionali al benessere della persona e se li modifichiamo abbiamo di conseguenza un cambiamento nelle emozioni e nel comportamento. Aprirsi non è sempre facile ma farlo con un/a psicologo/a spesso diventa naturale perchè il contesto è diverso, rispetto a quello amicale, ed il segreto professionale e l'astensione del giudizio fanno sentire tutelati i pazienti e ben disposti alla condivisione dei propri stati d'animo. Sperando di esserle stata d'aiuto, la saluto cordialmente. Dott. Elena Cutillo

Dott.ssa Elena Cutillo Psicologo a Pavia

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