Paura della morte di persone a cui voglio bene

Inviata da Francesca · 10 dic 2015 Fobie

Buonasera. Mi chiamo Francesca. Vi scrivo per chiedervi consigli riguardo ad una paura che mi attanaglia da tempo. Ho una forte paura che mia madre faccia un incidente stradale. Non so precisamente da cosa sia potuta nascere. Ho iniziato a rimanere sola a casa dall'età di 9 anni, prima con mio fratello, poi intorno ai 10/11 anni da sola con i miei 3 cani. Fin da allora mia madre, prima divorziata e poi assieme ad un compagno, aveva l'abitudine di andare a ballare il sabato sera e rientrava abbastanza tardi (più o meno intorno all'una/una e mezza di notte) e ricordo che ne ho sofferto parecchio, soprattutto all'inizio non essendo molto abituata. Sebbene per qualche tempo mio fratello rimanesse con me, questo non riusciva a tranquillizzarmi più di tanto. Tenevo spesso sotto controllo l'orario e non appena tardasse a tornare anche solo di mezz'ora dentro di me scattava totalmente il panico e davo per scontato che le fosse accaduto qualcosa. Crescendo questa paura sembrò apparentemente migliorare, fino a quando non scoprii che in verità non era così, ossia circa un anno e mezzo fa. In questo ultimo periodo ad esempio, tanta è la paura e la preoccupazione che provvedo ad informarmi sull'ipotetico orario in cui lei debba tornare e per circa mezz'ora prima punto una sveglia così da poterla aspettare, oppure delle volte non mi addormento fino a che non torna. Ho questa grande paura che le accada qualcosa e so che dovrei controllarmi dal momento che un incidente, un'aggressione o qualunque imprevisto possano succedere a chiunque ed in qualsiasi momento, ma non riesco a farmene una ragione. Non ho mai parlato in modo serio a mia madre di questo perché credo che non riuscirebbe a capirmi e non ho intenzione di rovinarle il divertimento sapendo quanto la danza le piaccia, potrei sbagliarmi?
Quale causa potrebbe avere scatenato il tutto? Come potrei risolvere il mio problema? Non vorrei ritrovarmi a portare sulla schiena queste ansie anche da adulta, dal momento che ce ne saranno certamente molte altre. Non mi fa bene e me ne sto rendendo conto. Aspetto vostra risposta. Grazie.

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Miglior risposta 10 DIC 2015

Cara Francesca,
non dici la tua età nè quella di tuo fratello e nemmeno quella di tua madre.
Non è dato sapere se fin dall'inizio hai manifestato oppure no a tua madre le tue paure e sarebbe interessante sapere cosa rendesse tua madre così tranquilla di fidarsi a lasciarti in casa da sola o con tuo fratello per 4 - 5 ore il sabato sera.
Dal momento che queste tue paure persistono tuttora, penso che invece faresti bene a parlargliene e a chiedere supporto per un percorso di psicoterapia che ti aiuti ad elaborare il coacervo di emozioni, probabilmente anche contrastanti che hai accumulato all'interno, tra cui paura dell'abbandono ma anche rabbia conseguente a questa paura e alla sfiducia di non essere capita a cui non è il casi di aggiungere pure, da parte tua, sensi di colpa ingiustificati.
Un cordiale saluto.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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16 DIC 2015

Salve Francesca,
è difficile per una bambina di 9 anni avere la responsabilità di rimanere sola a casa (anche se c'era suo fratello e/o i cani). Sembra ci sia stato un invertimento di ruoli:lei è diventata la mamma (adulta) responsabile, mentre sua mamma ha preso il ruolo di figlia che esce e va a divertirsi. Venendole a mancare il punto di riferimento di un adulto (sua mamma) lo è diventato lei facendosi carico di tutte le responsabilità e paure. Oggi sta diventando consapevole di ciò anche perchè la sua vita è bloccata.
Se chiede aiuto ad uno psicoterapeuta riuscirebbe a ripristinare un equilibrio che non c'è e tornare ad essere figlia.
La saluto

Dott.ssa Fiammetta Favalli (Roma)
psicologa e psicoterapeuta rogersiana

Dott.ssa Fiammetta Favalli Psicologo a Roma

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11 DIC 2015

Cara Francesca,
mi chiedo quanto dolore Lei provi dal momento che ritiene di non poter contare sull'ascolto di sua madre, una presenza/assenza, descritta come incapace di immaginarsi il mondo interno dei propri figli. L'unico spazio che sembra essersi creato me lo immagino come una teca di cristallo, in cui lei, Francesca, si sente rinchiusa e da dove osserva l'andare e venire di sua madre senza poterla "toccare"…sentendo di non essere vista. A protezione forse ci sono stati i suoi cani, in seguito anche suo fratello,entrambi certamente affettivi, ma non all'altezza di soddisfare i suoi bisogni umani di relazione, di sostegno adulto e di protezione. Proverei a cercare un'uscita forse anche spostando l'obiettivo e lo sguardo su se stessa e sviandolo almeno per il momento dalla madre che sfugge al suo controllo e le impedisce, così facendo, di pensare dentro di sé.
Un saluto affettuoso,
Dott.ssa Chiara Corradino

Dr.ssa Chiara Corradino Psicologo a La Spezia

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10 DIC 2015

Cara Francesca
credo che sia utile per te fare un percorso di psicoterapia per poter elaborare questi "vissuti di angoscia" che son consolidati da lungo tempo.
Questa ansia che provi è come una specie di contenitore che bisognerebbe aprire per vedere che cosa contiene.
Credo che dentro ci siano tante cose stipate, pensieri ed emozioni: senso di abbandono, amore ma anche rabbia e frustrazione, paura... tanto altro.
Ognuno di questi aspetti emotivi andrebbe visto bene per quello che è, accettato e lasciato andare.
Per questo dovresti davvero concederti uno spazio di terapia dove, accompagnata da una figura esperta, potresti rielaborare il tutto e liberartene.
Credo sia giunto per te il momento di fare questo.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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10 DIC 2015

Gentile Francesca,
il problema si è sedimentato nel tempo rendendola ancora più ansiosa ed è nato probabilmente dai vissuti di separazione abbandonica di quando era piccola. Un fratello per quanto sia responsabile non sostituisce la presenza genitoriale e per di più nelle ore serali, ore in cui si acutizzano le paure arcaiche dell'ignoto. Non parliamo poi dell'essere lasciata sola con i cani in un'età ancora molto infantile. Dovrebbe parlare con sua madre e chiederle di portarla ad una consultazione con uno/a psicologo/a psicoterapeuta per intraprendere un percorso che l'aiuti a ristabilire le priorità e imparare a gestire l'ansia che ora sembra attanargliarla su questa idea fissa.
Cordiali saluti
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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