Paura del rifiuto, frustrazione, demotivazione

Inviata da Ranger95 · 29 giu 2020

Buon pomeriggio, sono un ragazzo di 25 anni. Non ho mai avuto una storia seria, con una ragazza con cui avere a che fare in continuazione, ma due storie a distanza, con gli annessi del caso. È comunque dal 2015 che sono completamente single.
Anche di rapporti sessuali c'è stato poco quanto niente: due volte, a febbraio 2014, e poi niente più.
La frustrazione e la rabbia per la mia non-vita sentimentale/sessuale sono evidenti. Innanzitutto per la mia giovane età: vedo molte persone della mia età vivere delle storie molto importanti, i più temerari stanno iniziando anche ad andare a convivere. O comunque, trovano una ragazza con cui vivere qualcosa. Sarebbe anche normale, a 25 anni. Inoltre, per me sarebbe importante vivere qualche storia di un certo livello, perché vorrei capire chi sono in una relazione che va nel quotidiano, e chi voglio accanto, perché in un futuro io voglio farmi una famiglia. Quindi devo scegliermi molto bene la donna con cui fare, spero anche tra 5 anni, questo passo.
Poi perché credo molto nella persona che sono diventato in questi anni: ho avuto un percorso di crescita molto forte nell'adolescenza e negli anni universitari, che ora stanno finendo. Ho per esempio maturato una visione religiosa e delle idee politiche in maniera molto consapevole, ho imparato a vivere da solo, lontano da casa, anche in un Paese straniero di cui non sapevo parlare la lingua.
Mi vedo come un ragazzo bello, sicuramente molto carino, di un buon livello estetico. Credo di essere meglio di molti altri, e infatti uno dei motivi per cui "mi rode" è che ci sono ragazzi più brutti di me con ragazze anche molto carine.
Allo stesso modo sono un ragazzo di cultura, che è in grado di sostenere conversazioni anche di alto livello. E, anche qui, vedo certi fenomeni da baraccone che rimorchiano senza saper dire neanche una frase in italiano quantomeno corrente.
Mi ritengo una persona simpatica, di spirito, sono capace di molta leggerezza. Ho un grande tesoro dentro, ne sono certo.
Eppure non ottengo, ed è il motivo della mia frustrazione.
Ho molta paura del rifiuto, infatti. Il rifiuto è devastante, perché significa che con la ragazza che ha suscitato il mio interesse non succederà nulla. Inoltre, lo scenario di una relazione che non decolla, anzi, che non inizia nemmeno, è uno scenario che si ripete sempre.
Molto sinceramente, sento sempre un alone di rifiuto nei miei confronti, sin dall'adolescenza. È stato così da sempre, sul serio. Mi sono sentito sempre come indietro, come se dovessi fare uno sforzo titanico per poter pensare di piacere ad una ragazza. Potremmo quasi dire che è l'unico modo che ho sempre conosciuto di pensare.
Credo che nasca dal fatto che ho sofferto di bullismo, alle medie, perpetrato dalle mie compagne di classe. Ho già parlato, con successo, con un terapeuta su questa situazione, però sta di fatto che ho sempre evitato, per esempio, al liceo, le ragazze della mia classe, sicuramente per lo stesso motivo. E così, con le ragazze ho molta più difficoltà a relazionarmi che con un ragazzo. Infatti alcune volte non mi dispiacerebbe essere nato omosessuale, ma invece non è così.
Il rifiuto, in tutto questo, mi fa paura perché significa che non ci sarà nulla, come ho detto, e perché rende inutili i miei sforzi che posso averci messo e rende inutile anche la persona che sono.
Quindi c'è di nuovo una componente di fortissima frustrazione, al momento del rifiuto. Ed è una frustrazione che non voglio vivere.
Inoltre, spesso, conosco ragazze in occasioni dove ci sono altri ragazzi. Questi ragazzi per me sono una minaccia, gli altri rimorchiano, io sono invece in difficoltà e mi portano via le ragazze. Sono un vero e proprio nemico, possiamo dire, un nemico che mi spaventa.
In tutto questo, non mi sento per nulla stimolato a provarci, per nulla motivato. Infatti è vero affermare che io non faccio vedere chi sono, non so bene come fare perché mi sento soffocato dalla concorrenza maschile e non ho nemmeno tanta voglia di fare l'artista che si esibisce per la platea. Non sono un clown che fa lo spettacolo.
Non ho nessuna fiducia, inoltre, nelle ragazze, e nel loro modo di scelta: scelgono sempre altre persone, non si accorgono di me, non capiscono chi sono. Altrimenti, se riuscissi a farmi conoscere e sapessero vedere chi sono, non mi lascerebbero scappare.

Sono cosciente del tono di questa lettera. Non sono una persona violenta, cattiva, io mi ritengo un bravo ragazzo. Ho dei lati gentili, dolci, amorevoli, chi mi conosce lo sa bene.
Però, nelle ultime settimane, si sta accumulando tanta rabbia, in corpo, oltre che a molta tristezza. O, semplicemente, mi sto accorgendo di una rabbia che in realtà covo da sempre.

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