Paura del giudizio dei miei genitori e mancanza di autonomia

Inviata da Carlotta · 26 nov 2019

Gentili dottori, sono una ragazza di 29 anni che ha da poco aperto gli occhi su una situazione personale che si protrae fin da troppo tempo, con serie ripercussioni sul proprio benessere e sulle proprie scelte di vita. Mi sono infatti resa finalmente conto che, nonostante l'età, una laurea, un buon lavoro, una relazione sentimentale appagante e felice, non sono ancora riuscita a recidere il cordone ombelicale con la mia famiglia di origine e, in particolare, con mia madre. Continuo, nonostante tutto, a farmi influenzare moltissimo dal giudizio dei miei genitori e dalle loro aspettative, cosa che mi porta a sentirmi poco "donna", poco adulta e a non essere autonoma e ferma nelle mie decisioni. Premetto che abito ancora con i miei genitori, anche se io e il mio fidanzato abbiamo in progetto la convivenza, e spero che andare a vivere da sola e staccarmi "fisicamente" da loro, possa aiutarmi almeno un poco in questo difficile processo di crescita. Perchè, dopo aver riflettuto a lungo su me stessa e sugli errori commessi nel corso degli anni, sono finalmente divenuta consapevole del fatto che io NON sono ancora maturata e continuo a comportarmi come una bambina insicura e dipendente dagli altri, alla costante ricerca dell'altrui approvazione e delle altrui attenzioni. Ciò si è riflettuto su tutte le scelte della mia vita, da quelle più piccole a quelle più grandi, e mi ha causato ansia, malessere, paura di essere giudicata, indecisione cronica e scarsa fiducia in me stessa. Sono cresciuta con un padre emotivamente assente, molto apprensivo ed instabile che mi ha caricato di mille paure ed insicurezze e con una madre ipercritica che è sempre riuscita ad influenzare, anche velatamente e silenziosamente, le mie scelte (salvo poi rinfacciarmi di non essere risoluta ed indipendente). Questo aspetto del rapporto con mia madre è quello che ad oggi mi fa più soffrire, perchè la mancanza di autonomia che lei mi contesta è proprio la conseguenza del SUO comportamento, visto che ogni volta che ho provato a prendere una decisione in autonomia, lei l'ha messa in dubbio con battutine e critiche più o meno velate, ha preteso di dire la sua o di indirizzarmi in un modo o in un altro, o ha addirittura assunto un atteggiamento freddo e contrariato, quasi per farmi sentire in colpa. Io ancora adesso non sono riuscita a capire cosa si aspetti da me, perchè un giorno dovrei fare una cosa e il giorno dopo, improvvisamente, dovrei fare esattamente il contrario. A volte, ho la sensazione che non lo sappia neanche lei e che spari a caso giusto per il gusto di farlo. Resta il fatto che io sento di averla delusa e mi ritrovo a procrastinare decisioni per paura di sbagliare, ad essere confusa sul mio futuro e a non "spiccare" mai realmente il volo. Non a caso e a dimostrazione del fatto che non sono autonoma e mi trovo spesso a dover dipendere dagli altri, pur avendo preso la patente ormai 10 anni fa, non guido praticamente mai perchè al volante mi sento fortemente a disagio, vado nel panico per un nonnulla, sono terrorizzata dal traffico e dalla possibilità di commettere errori e causare incidenti, con la conseguenza che cerco ogni scusa per non prendere la macchina e per farmi accompagnare da qualcun altro. Ho letto che la paura di guidare può spesso essere causata da una incapacità di prendere in mano la propria vita e di scegliere il proprio percorso autonomamente, accettandone le responsabilità e le sfide. Credo che questo mi rispecchi in pieno e che, ancora una volta, la causa vada ricercata nel rapporto con i miei genitori.
Dopo questo lungo sfogo che spero avrete la pazienza e la cortesia di leggere, voglio solo aggiungere che sono stanca di vivere così e che voglio prendere in mano la mia vita, anche a costo di soffrire e di commettere errori. Voglio affrontare le mie paure, compresa quella della guida (magari cambiando auto e prendendone una col cambio automatico più facile da guidare che non sia scelta, ancora una volta, dai miei genitori)...ma come mettere le giuste distanze e rivendicare i miei spazi e la mia libertà? Avete dei consigli da darmi e dei suggerimenti? Posso fare qualcosa di concreto, anche se piccolo, già da ora, nel mentre che cerco casa col mio fidanzato? E soprattutto, all'età di 29 anni, sono ancora in tempo per risolvere il problema e cambiare direzione? Spero proprio che saprete darmi una parola di incoraggiamento e qualche consiglio per affrontare questo difficile percorso. Grazie molte a chiunque mi risponderà.

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