Paura del giudizio dei genitori

Inviata da Dani_ghiro · 18 giu 2021

Salve,
Mi chiamo Daniele, ho quasi 21 anni e sono un ragazzo hikikomori da ormai 2 anni. In vita mia non ho mai avuto amici, quindi mai un sabato sera fuori, non ho mai avuto una ragazza, quindi non ho mai baciato e sono vergine... Insomma sono un totale fallimento. L'isolamento mi ha portato all'apatia e alla depressione. Ogni mattina per me alzarmi dal letto è una tortura, vorrei non svegliarmi più, questa vita mi sta logorando sempre di più. I miei genitori non sanno nulla di questa mia condizione, non conoscono il fenomeno e pensano che la mia sia solo noia e pigrizia... Ma possibile che loro da genitori non vedano che il loro unico figlio sta male? Hanno le bende sugli occhi? Se io vedessi che mio figlio se ne sta tutto il giorno chiusa in casa mi farei due domande, loro invece a volte addirittura ridono della mia condizione, perché a loro non importa che io sia felice, gli importa solo che io sia vivo, come se fosse un trofeo da tenere lì su un mobile. Io vorrei chiedere un aiuto psicologico ma non ci riesco perché la causa madre del mio isolamento è la PAURA DEL GIUDIZIO, e so che sembrerà strano, ma PIÙ CONOSCO UNA PERSONA E PIÙ HO PAURA, non riesco veramente a capirne il motivo. Se mi capita di uscire per fare la spesa e devo parlare con la cassiera parlo "tranquillamente" con lei, invece ai miei genitori o ai miei nonni a malapena riesco a guardarli in faccia... a cosa è dovuto tutto questo? Sapete darmi una risposta? Oltre a questo vorrei veramente iniziare un percorso con una psicologa che mi è stata indicata dall'associazione Hikikomori Italia, ma come trovo il coraggio di parlarne con i miei? Ho bisogno di sfogarmi con un professionista e di tirare fuori tutto quello che sento dentro. Grazie per avermi ascoltato, aspetto vostra risposta

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Miglior risposta 21 GIU 2021

Gentile Daniele,
le informazioni che fornisci sono insufficienti per comprendere quali potrebbero essere i motivi per cui i tuoi genitori non ti fanno domande e sembrano apparentemente insensibili al tuo isolamento e al tuo disagio.
Tuttavia, poichè sei consapevole del tuo malessere, a mio parere, non ti occorre coraggio bensì più umiltà e meno rabbia nei confronti dei tuoi genitori e dei tuoi nonni per parlare con loro della importanza e necessità di essere sostenuto per intraprendere il percorso di psicoterapia che ti è stato suggerito spiegando anche che sarebbe addirittura preferibile fosse una terapia familiare.
In sintesi, l'invito è di dare voce al tuo disagio, chiedere comprensione e sostegno innanzitutto all'interno del tuo nucleo familiare per poter uscire gradualmente dal pericoloso isolamento in cui ti ritrovi.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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21 GIU 2021

Caro Daniele, prima di tutto GRAZIE per aver condiviso uno spiraglio della tua vita emotiva qui. Immagino, da quello che scrivi, che non sia stato per niente facile e vorrei che ti sentissi grato a te stesso per aver avuto il coraggio di inviare questo SOS. Ora devi spingerti un passetto più in là.
Sicuramente un percorso terapeutico potrebbe sostenerti su diversi versanti: capire perchè hai paura di comunicare con le persone che ti sono più vicine, capire come uscire da questo stato di chiusura ermetica davanti al mondo, capire come strutturare una quotidianità non improntata sulla paura dell'altro ma su quello che ti può rendere profondamente felice (e che ancora è tutto da scoprire). Un viaggio alla scoperta della fiducia in te stesso, negli altri e nel futuro ti attende. Questo è il momento di essere coraggioso e di chiedere aiuto. Dall'altra parte non troverai, te l'assicuro, una persona pronta a giudicarti, ma solo un alleato, per accompagnarti nel percorso che sceglierai di intraprendere.
Con questa risposta ti mando tutto il mio affetto, spero che tu riesca a trovare in fondo al tuo cuore il coraggio necessario per fare la cosa giusta.
Un abbraccio
Dott.ssa Linda Pola

Dott.ssa Linda Grazia Pola Psicologo a Milano

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20 GIU 2021

Caro Daniele,

"più conosco una persona e più ho paura"...è perché è più importante il pensiero di chi si conosce bene e di chi si ama rispetto a quello di chi si incontra per 5 minuti. Le persone più vicine ti guardano, le persone che incroci per poco tempo ti vedono. Sembrano due verbi uguali ma in realtà sono molto diversi.
Ed è proprio questa importanza che tu profondamente ed inconsapevolmente dai alla tua famiglia che deve spingerti a farle sentire la tua difficoltà e la tua richiesta di un aiuto psicologico.
Magari anche i tuoi genitori non sanno come porsi nei tuoi confronti, magari pensano davvero sia solo "noia e pigrizia" o bisogno di stare per conto tuo e restano in attesa di un tuo movimento, di un tuo segnale... E alla fine diventa un circolo.
Prova a fare tu il primo passo e a dire loro che non è né noia né pigrizia la tua; prova ad iniziare con loro a mettere in parole come ti senti.

Forza!
Dr.ssa Danila Cerrato

Dott.ssa Danila Cerrato Psicologo a Torino

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19 GIU 2021

Caro Dani,
Seguo con attenzione. Mi dispiace per il disagio e il malessere che stai vivendo e soprattutto il fatto che non ti senti supportato dai tuoi.
I tuoi non lo fanno con cattiveria forse vorrebbero sdrammatizare, pur sbagliando, per negare la realtà perché non voglionk venderti soffrire.
Hai fatto bene a scrivere.
La situazione del lock down non ha aiutato a recuperare il benessere e sicuramente avrà aumentato la tua chiusura precedente.
Questa chiusura e malessere può essere mariginata ma lo devi volere tu in primi
Ti hanno consigliato un percorso psicologico ma tu devi esserlo il primo a volerlo.
Resto a disposizione online o anche in presenza se vorrai.

Dott.ssa Margherita Romeo

Dott.ssa Margherita Romeo Psicologo a Roma

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