paura ,cosa fare?

Inviata da angela cortese il 15 dic 2018 1 Risposta  · Orientamento scolastico

Non saprei da cosa cominciare. Sono una ragazza di 22 anni, nel mese prossimo ne compirò 23 e mi sento letteralmente ossessionata e impaurita dal futuro.
Ho cominciato ad avere attacchi di panico all'età di 13 anni e solo all'età di 20 anni ho avuto il coraggio di andare da uno specialista e farmi dare un vero proprio aiuto,dato che ormai non riuscivo neanche più ad uscire di casa .
Fortunatamente questa psicoterapia mi ha salvata,ora riesco ad uscire tranquillamente e anche da sola.
Mi ritrovo però ora ad un punto morto della mia vita,non riesco più a fare progressi.
L'anno scorso mi ero inscritta ad una facoltà universitaria ,che purtroppo non mi interessava molto,non ho dato neanche un esame,i motivi sono molteplici,in primis perchè ho una paura tremenda di affrontare il confronto con i professori ed anche con altri allievi ,che ritengo sicuramente siano molto più bravi di me. Non mi sento in grado, e per questo che difficilmente apro un libro e mi metto studiare ,penso che non sono capace e che non potrei mai avere il coraggio di affrontare un professore universitario.
L'anno trascorso a questa università,però mi ha giovato un pò a livello di relazioni umane ,mi sono potuto inserire nuovamente nella società , e socializzare con altre persone e fare amicizia con una ragazza. Purtroppo mi sono anche innamorata di un ragazzo ,che mi ha fatto completamente perdere la testa,ma nonostante ciò ,non siamo mai stati insieme.
Mi sono ostinata all'inverosimile nel voler stare per forza con lui,tanto da farmi trattare anche male ,da lui stesso.
Credo di aver sofferto di una vera e propria dipendenza affettiva che ancora oggi penso di portarmi dentro. Lui era un ragazzo completamente diverso da me ,molto libero nelle uscite ,vissuto,già avuto esperienze nel campo affettivo,ma completamente scombinato,si faceva molte canne di marijuana,cannabis,ecstasy ,cocaina,un vero e proprio tossico dipendente ,aihmè.
Nonostante lui avesse detto inizialmente di non voler avere relazioni ,dato che era appena uscito da una storia finita male,io mi sono comunque ossessionata ,volevo averlo per forza con me,ad oggi mi chiedo quali possano essere stati i motivi,forse credevo di poter compensare quello che io non avevo,riuscendo ad averlo al mio fianco. Lo contattavo sempre ,mi rendevo assolutamente conto di non doverlo fare ,ma era più forte di me,avevo bisogno di lui.
Il suo comportamento ambiguo ed ambivalente non ha certo giovato al mio carattere ansioso,tanto al punto che sono arrivata all'esasperazione ed ho anche confessato al mio psicoterapista di aver avuto dei momenti in cui avrei desiderato di suicidarmi. Ad oggi lui non rappresenta più un problema per me,dato che a poco poco credo di star riuscendo ad accettare che non possa stare con me ,e sono io stessa a non desiderarlo più come prima. Mi porto comunque dentro a momenti alterni ,la sofferenza di questa "non relazione" ,che ha fatto installare dentro di me ancor di più la paura di rimanere sola e di non essere una persona desiderabile. Ma questo credo che non sia un caso. Precedentemente mi sono innamorata di una persona che era sposata con un figlio e non raramente mi capita di prendere abbagli con persone già impegnate,credo che rifletti la mia paura di avere una relazione e di garantirmi in questo senso una certa distanza di sicurezza e in questo modo produco il mio autofallimento. Mio padre non è mai stato molto presente ,abbiamo una comunicazione su argomenti profondi ,al dir poco nulla,è una persona problematica a livello caratteriale,iraconda e molto giudicante e controllante. Mia madre ha subito anche diversi tradimenti da parte sua ,la quale però ,ha deciso di non lasciarlo per tenere unita la famiglia,ma lui non si è mai degnato neanche di chiedere scusa ,anzi trattava tutta la famiglia malissimo. Quindi credo che la mia visione di relazioni ,non sia delle più rosee. Tornando a quest'anno,volevo inscrivermi alla facoltà di psicologia ma purtroppo non sono riuscita a superare il test e di conseguenza mi sono inscritta ad una facoltà libera ,ovvero sociologia. Le materie mi interessano,però il pensiero di dover studiare tutti i giorni mi fa stare male mi sento letteralmente "imprigionata" anche perchè non riuscirei mai a dedicare un tempo prestabilito allo studio ,ma studierei in maniera ossessiva ,perchè pensare di non sapere bene qualcosa mi fa star malissimo nel momento in cui mi proietto con la mente al momento dell'esame,(cosa che succede tutti i giorni). Sto male perchè penso che se non riuscissi a completare una laurea ,verrei poi di conseguenza considerata una persona inferiore e ho paura del futuro. Mi piace studiare cose nuove,ma il problema è che non voglio sentirmi obbligata e nemmeno ossessionata e neanche sotto esame.
Ci sono giorni in cui non ho nemmeno voglia di alzarmi dal letto per andare a seguire i corsi ,proprio perchè in alcuni momenti mi manca la voglia di vivere. Il mio medico mi ha diagnosticato una sindrome ansiosa depressiva , e non so neanche io come gestirla ,sento che il mio cervello venga risucchiato dalla stanchezza ,dalla noia,dalla voglia di non volermi muovere più.
Paradosso sono una ragazza che viene descritta dalle persone :solare.
Io amo ridere e amo essere felice ,ma c'è questa parte depressiva di me che mi chiama in continuazione e mi fa disperare e soprattutto la paura del futuro e non sapere cosa fare che mi fa deprimere più di tutto. Cosa fare?

Miglior risposta

Gentilissima, ho letto con interesse la sua lunga missiva. Ho molto rispetto per la sua sofferenza. Purtroppo però personalmente non riesco ad aiutarla, perché gli ambiti di intervento sono molteplici e non affrontabili in una semplice mail. Penso che dovrebbe rivolgersi ad un/una terapista più direttivi, che la possano guidare ad organizzare meglio la sua vita. Vivere così alla giornata, o peggio, allo sbando non la porteranno a stare bene. O lei si mette d'impegno a studiare, poco ma tutti i giorni, oppure è meglio che lasci l'università. Se continua così i problemi aumenteranno di mese in mese. La vita è fatta così. O ci si impegna o si finisce ai margini. A meno che non si accontenti di vivere alla meno peggio. Mi spiace essere antipatico ma nel suo caso penso che abbia bisogno di un supporto di questo tipo . Un caro saluto.
dr. Leopoldo tacchini

Ti è stata utile?

Si No

Grazie per la tua valutazione!

Domande simili:

Vedi tutte le domande
La paura cosa fa fare

1 Risposta, Ultima risposta il 15 Ottobre 2017

Cosa devo fare? Cosa scegliere? Aiutatemi, ho paura di sbagliare

2 Risposte, Ultima risposta il 23 Ottobre 2015

Non so cosa fare nella vita. Ansia e paura

6 Risposte, Ultima risposta il 30 Luglio 2019

Paura di fare qualsiasi cosa.

10 Risposte, Ultima risposta il 03 Febbraio 2019

Paura di essere sola a casa,cosa fare?

6 Risposte, Ultima risposta il 17 Luglio 2013

Ho paura e mi stringe lo stomaco cosa devo fare? Aiutatemi vi prego

16 Risposte, Ultima risposta il 04 Febbraio 2016

Ho paura che mio figlio sia anoressico, cosa posso fare?

8 Risposte, Ultima risposta il 04 Giugno 2016