Paura ansia e sensi di colpa

Inviata da Beatriz Díaz · 26 mag 2019 Ansia

Buongiorno spettabili Dottori,

Vi scrivo perché ho davvero bisogno di un aiuto per poter affrontare meglio la situazione che sto vivendo.
Ho 46anni, sono mamma di un bambino di quasi 11, e separata dal momento in cui sono rimasta incinta.
Purtroppo il rapporto con il padre di mio figlio è pesimo, al punto che dopo una separazione giudiziale terribile ci hanno affidato ai servizi sociali perché non si può crescere un figlio senza poter dialogare fra i genitori. Lui pone la scusa che è arrabbiato perché mi deve passare un mantenimento, ho fatto ogni tipo di lavoro però ahimè è sempre più difficile trovare. Per cui adesso che mi hanno offerto tre mesi e mezzo di lavoro come receptionist in un albergo militare ho accettato, soprattutto nella speranza che possa aprirmi delle porte per continuare a lavorare anche dopo l'estate.il problema è che devo spostarmi da Como a Brescia per l'intero periodo, tranne i primi 10 giorni di formazione a Venezia.
Al momento del colloquio devo dire che ero entusiasta, sono sempre stata una donna che lavora,che studia, che si mette in gioco ( sono di Buenos Aires e li sono avvocato) per cui passare anni senza un lavoro fisso, solo le poche ore di ripetizioni private che do mi fa sentire frustrata, inutile e fallita, nonché provoca rabbia a mio ex che ripete anche al bambino che sono una parassita, che non ho mail lavorato e atrocità simili.
Il problema è che dover allontanarmi da mio figlio, lasciarlo per tanto tempo ( sebbene resta col papà,con cui è molto abituato a stare sempre e persino a fare vacanze lontane, USA, Tokyo, ecc, anche di un mese) e anche se ho chiesto e mi hanno detto che lo faranno, di darmi almeno una giornata e una notte ogni 10giorni per passare con mio figlio, il padre dovrà collaborare è portarlo da me, ) mi sta facendo sentire veramente male, in ansia, triste, in colpa. Lui a momenti dice che capisce e gli passerà, altri è arrabbiato, deluso, triste,piange, a me si spezza il cuore, pure per me è durissima andare, ( sono una persona socievole e aperta ma da tanto tempo mi sono chiusa in me e in casa, esco il minimo e anche meno, nonostante prendo un antidepressivo ho sempre voglia di dormire e non vedere nessuno; per cui adesso ho paura di come mi troverò, se ce la farò, come saranno i miei colleghi, se imparerò bene, se resistiro tante ore di lavoro quando ultimamente non faccio quasi nulla e sono sempre stanca morta, esausta! ( In più ho una mastoidite in corso di terapia da due mesi) Devo dormire con persone che non conosco,ecc e senza il bambino che per me è tutto. Addirittura lui piange, o si offende e mi diventa tutto quasi imposible di immaginare che andrà bene.
È normale avere questi sensi di colpa? Questa sensazione di oppressione al petto, nonostante so che non vado in vacanza, ma per lavoro, (per pochi soldi liberi ma almeno meglio di nulla, potrò pagare affitto arretrato, e da quel punto di vista essere più serena, e soprattutto il padre adesso ha un altro atteggiamento e questo è importante per me ma soprattutto perché non tortuera il figlio parlando male di me, e non daremo alla tutela minori più motivi da dire che non va bene...) Ma nonostante so quale motivazioni mi hanno portato ad accettare mi sento piena di dubbi e paure.

Como posso gestire meglio sia la paura di mio figlio, la sua frustrazione e rabbia? Come posso gestire le mie insicurezze? In modo di partire ed essere più serena, lasciare mio figlio meno nervoso, arrabbiato o spaventato, come lo rassicuro e me rassicuro che faccio un sacrificio per entrambi?
Grazie per l'aiuto che potrete darmi.
Un saluto cordiale

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Miglior risposta 27 MAG 2019

Gentile Beatrice,
una cosa che lei può fare per il bene di suo figlio, nel senso almeno di ridurre il danno che purtroppo già è stato fatto con la separazione, è cercare di avere col padre del bambino un rapporto, per quanto possibile, civile e di collaborazione.
Lei ha una buona motivazione per accettare questo lavoro e perciò è presumibile che riuscirà ad affrontare e superare le difficoltà e le ansie a cui ha accennato.
Pertanto deve farsi coraggio per poi poter dare coraggio al bambino spiegandogli le ragioni di questo sacrificio così come sono, confortandolo nel suo dispiacere per la lontananza e rassicurandolo che ogni 10 gg. passerà una giornata intera con lui così come le è stato accordato.
Di più non credo possa fare ma ciò sarebbe già molto.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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28 MAG 2019

Gentile Beatriz,
ha avuto molto coraggio a fare questa scelta lavorativa ed è normale che ci siano vissuti contrastanti dentro di lei. Quello che fa, lo fa per suo figlio e per se stessa, e dimostra una grande forza d'animo. La situazione è comunque piuttosto complessa rispetto alla conflittualità con il padre del bambino, il coinvolgimento dei Servizi, e le sue terapie, perciò sarebbe opportuno, a mio avviso, che lei trovi un supporto anche psicologico, di persona o online, per gestire al meglio quello che sta vivendo. I farmaci sono senza dubbio un aiuto, ma è importante anche uno spazio di ascolto e di elaborazione emotiva.
Se lo desidera rimango a sua disposizione.
Un cordiale saluto,
drs Lucia Mantovani, Milano

Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Psicologo a Milano

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26 MAG 2019

Buonasera Beatrice, la ringrazio per la sua condivisione.
Non riesco neanche ad immaginare quanto dura possa essere per lei questa lontananza da suo figlio e non vi è modo che lui possa essere felice della partenza della sua mamma. E’ del tutto normale e giustificata la reazione del bambino, il quale può essere solamente rassicurato del suo ritorno, della sua presenza saltuaria magari con brevi telefonate. Inoltre accolga la sua rabbia, sintomo del grande amore nei suoi confronti. L’unica cosa che però davvero può farlo stare meglio sarà sapere che la mamma STA BENE, poiché se lei, ovunque andrà, starà bene e lo manifesterà, starà bene anche suo figlio.
In merito alle sue emozioni esperite invece, sarebbero ulteriormente da indagare, così come la sua terapia farmacologica. I suoi dubbi e le sue paure sono del tutto leciti invece, chi non li avrebbe lasciando suo figlio per mesi? Ma lei sta facendo tutto ciò per suo figlio.. e non c’è gesto d’amore più grande di questo…
Augurandole il meglio, rimango a sua disposizione se avesse ancora bisogno di aiuto

Dr.ssa Rasolo Giulia - Psicologo

Dr.ssa Giulia Rasolo Psicologo a Este

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