Paura a scegliere lo psicologo sbagliato

Inviata da Ma9011 · 11 feb 2025 Autorealizzazione e orientamento personale

Buongiorno,
Sono Marco di 34 anni, volevo chiedere un opinione/ consiglio sui come posso comportarmi riguardo all’orientarmi sull’intraprendere un percorso psicologico.

Dopo la fine di una relazione, terminata per mia decisione, per gelosia retroattiva (per evitare di farsi male a vicenda, era diventata un ossessione per me) ho deciso di intraprendere un percorso personale insieme a un professionista.
Ho sempre avuto problemi a confrontarmi con gli altri, e in generale mi sono sempre sentito inferiore per via del fatto di non aver fatto esperienze con l’altro sesso in adolescenza (uscivo pochissimo in generale e non avevo amici).

Quindi ho sempre saputo di avere qualcosa da risolvere, in passato ho provato, ma poi ho interrotto la terapia agli inizi, perché mi sentivo giudicato o non compreso.

Quindi volevo chiedere per il mio problema (che ritengo connesso a una bassa autostima, a un trauma passato, ossessione e problemi relazionali).

Su che profilo di professionista dovrei orientarmi?
Intendo a livello di studi specialistici, area di competenze ecc?

Ho pensato che per certe tematiche forse sarebbe meglio qualcuno che sia più vicino alla realtà del mio tempo, quindi uno psicologo o psicologa coetaneo?

Per temi di relazione con l’altro sesso può essere sia più sul pezzo un uomo della mia età?

Ho pensato a una donna più grande perché reputo più facile a parlarci, ma magari più grande e con più esperienza… oppure meglio una donna coetanea, ma magari su certi temi (gelosia retroattiva) si può sentire più attaccata come donna e quindi ostile?


Aldilà che la professionalità di ogni psicoterapeuta dovrebbe permettere di essere obiettivo.
Ma avere un certo mindset più vicino al mio sono convinto possa aiutarmi di più.


E corretto/ fattibile, provare a iniziare con 2-3 psicoterapeuti e poi scegliere con chi proseguire?


Mi scuso per la lunga lettura e vi ringrazio per la risposta

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Miglior risposta 13 FEB 2025

Caro Marco,
la relazione con lo psicologo è una relazione a tutti gli effetti ed è questa alla base della riuscita del percorso. Mi sento di dirle che sia giusto, più che cominciare percorsi simultanei con più psicologi, fare un colloquio conoscitivo con 2/3 psicologi e iniziare un percorso con quello che di pancia la ispira di più.
In merito alla scelta del genere del professionista, potrebbe ragionare su quale figura la metterebbe più a suo agio, se maschile o femminile.
Infine ,non avendo informazioni sufficienti per inquadrare in modo più specifico l'area su cui lavorerà, non posso indicarle con precisione le competenze specifiche del professionista. Posso però rassicurarla sul fatto che, se lo psicologo a cui si rivolge non ha le competenze per seguirla, la invierà ad un collega preparato.
Resto a disposizione
Un caro saluto
Dott.ssa Vita

Dott.ssa Antonella Vita Psicologo a Padova

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19 FEB 2025

Buongiorno Marco, piacere di conoscerla.
È interessante la sua riflessione sulla scelta del professionista: cosa dice di lei questo?
Spesso ci informiamo, facciamo ricerche per comprendere quale professionista sia migliore ma cosa significa “migliore” e soprattutto, per chi? Migliore per me? Migliore per qualcun altro?
Mi piacerebbe che riflettesse su cosa le piacerebbe trovare in terapia, cosa la farebbe sentire a suo agio.
Sicuramente ogni professionista avrà esperienze diverse, seppur con formazioni specialistiche/specifiche, questo perché ciascun paziente è diverso.
Il mio orientamento, per esempio, si basa proprio su questo principio: l’essere di ogni persona un unicum e sulla relazione terapeutica che necessariamente si stabilisce tra professionista e paziente come base dalla quale partire per un percorso efficace.

La ringrazio e le auguro una buona giornata

Dott.ssa Gabriella Torti Psicologo a Voghera

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13 FEB 2025

Salve Marco,
Grazie per aver condiviso i suoi dubbi qui con noi.

Credo che per fare chiarezza fra tutto questo, sarebbe importante partire da lei, da ciò che ha scelto di scrivere in queste righe e dalle parole che ha selezionato. La cosa che mi colpisce più di tutto sono alcune delle cose che scrive, le molte domande che si fa su ciò che le sarebbe più utile e quelle che invece si fa su quale potrebbe essere l’effetto che alcuni suoi temi potrebbero avere sul professionista che la seguirà. Leggendo tutto questo mi viene in mente solo una parola: controllo. Ho la sensazione che ci stia raccontando questo qui.. come mai sente il bisogno di avere così tanto controllo su se stesso e su ciò che la circonda?

Scegliere con chi intraprendere un percorso psicologico non è di certo semplice, perché spesso sentiamo di doverci basare su elementi pratici, come la formazione o l’esperienza, su un lavoro però che si fonda principalmente sulla relazione. Credo quindi che per farlo bisogna partire da questo, da cosa la fa sentire più a suo agio, ad esempio se un uomo o una donna, se qualcuno di più o meno giovane. E anche questa stessa scelta comunque le parlerà di lei. La relazione terapeutica è uno spazio in cui ci si sceglie e in cui si sceglie di costruire una relazione di fiducia insieme.

Per tornare alla sua domanda, è corretto o fattibile quindi iniziare con due o tre psicoterapeuti e per poi scegliere con chi continuare? Nessuno lo vieta, sia chiaro. Ma come mai parte dal presupposto che dovrà necessariamente provarne più di uno, come quasi stesse già dicendo a se stesso che non si potrà trovar bene sin da subito con qualcuno?

Mi sento di aggiungere questo Marco: quando un paziente porta un tema della sua vita questo può attivare più o meno il professionista che ha davanti, accade sempre, perché siamo esseri umani e ci saranno sempre temi per noi più vicini e più difficili da digerire. Ma come professionisti ognuno di noi è tenuto a conoscere la propria storia, sappiamo perché alcuni temi ci toccano e questo è un elemento fondamentale per aiutarle l’altro. Quello che credo è che la ricerca del professionista perfetto per ogni sua differente tematica la allontani da ciò che davvero la aiuterebbe a scegliere, stare su come si sente, darsi la possibilità di sentirsi accolto e a proprio agio.

Spero Marco di averle dato degli spunti di riflessione utili e qualora avesse bisogno di parlarne, sarei lieta di aiutarla.

Dott.ssa Giorgia Tanda.

Dott.ssa Giorgia Tanda Psicologo a Roma

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12 FEB 2025

Gentile Marco, sulla scelta del terapeuta è poco influente l’orientamento clinico, conta di più la relazione che si riesce a costruire.
In generale lo psicoterapeuta per esercitare in modo efficace, ha affrontato i propri temi personali e dovrebbe conoscersi abbastanza e aver preso le distanze dalle proprie sensibilità, da riuscire ad affrontare i problemi portati dal paziente, senza sentirsi chiamato in causa o attaccato, ed essere perciò in grado di lavorare su qualsiasi argomento o magari riconoscere di non poterlo fare e inviare ad altro collega.
L’età e il sesso del terapeuta sono preferenze personali, probabilmente la sensibilità al giudizio, la scarsa autostima, i sentimenti di inferiorità che descrive, forse si attiverebbero meno con un terapeuta più grande.
Va bene andare in esplorazione, ma in modo contenuto, iniziare più terapie parallele potrebbe avere un effetto iatrogeno, cioè negativo e stimolare confusione.
Meglio sceglierne uno in base al profilo che ritiene più affine a se e dopo qualche seduta valutare se si sente accolto, a suo agio e se comincia a intravedere il percorso che può portarla verso i suoi obiettivi.
Un cordiale saluto.
Dr. Patrizia Mattioli

Dott.ssa Patrizia Mattioli Psicologo a Roma

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12 FEB 2025

Salve Marco, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott Logiudice

Anonimo-192705 Psicologo a Roma

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12 FEB 2025

Ciao Marco, capisco perfettamente la tua esigenza di trovare un professionista con cui ti senta veramente a tuo agio, soprattutto dopo esperienze terapeutiche passate che non ti hanno fatto sentire compreso. Non esiste una regola fissa su quale genere o fascia d’età sia “migliore” per il percorso terapeutico. In sintesi, non esiste un modello “perfetto” che vada incontro a tutte le aspettative, ma potrai orientarti meglio valutando sia le qualifiche professionali che la tua sensazione personale durante i primi incontri. È del tutto legittimo e utile provare con 2-3 psicoterapeuti per poi scegliere con chi instaurare una relazione terapeutica a lungo termine.
Ti auguro un percorso proficuo e di trovare il professionista con cui riuscirai a lavorare in modo costruttivo e sereno. Ascolta il tuo istinto: la relazione terapeutica è un elemento cruciale per il successo del percorso. Se durante un incontro ti senti compreso, non giudicato e al sicuro, è un segno positivo. Se hai altre domande o dubbi, sono qui per aiutarti!
Dott.ssa Antonella Bellanzon

Dott.ssa Antonella Bellanzon Psicologo a Massa

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12 FEB 2025

Gent.mo Marco,
non è corretto iniziare con più professionisti contemporaneamente il collega che la prendesse in cura contemporaneamente ad un altro, senza che l'altro fosse d'accordo o ci fosse addirittura una sinergia terapeutica, potrebbe essere denunciato all'ordine.
Faccia una prima seduta e prosegua solo se si sente a suo agio con la persona. Durante una prima seduta di solito il professionista, ascoltato il problema, fa una proposta terapeutica sia come tipologia di intervento che come ipotetica durata. Questi sono tutti elementi con cui poter scegliere.
Inoltre non trovo sbagliato cambiare terapeuta se una persona dopo qualche seduta sente che non sta andando da nessuna parte, salvo fare prima il punto della situazione con il professionista scelto prima di chiudere il rapporto.
Buona scelta.

Adriano Grandi Psicologo a Modena

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12 FEB 2025

Caro Marco,

La scelta di un terapeuta è un processo profondamente personale e soggettivo. Non esiste una formula valida per tutti per determinare se sia preferibile un uomo o una donna, un professionista giovane o con più esperienza.

L'elemento cruciale è la compatibilità che si instaura tra paziente e terapeuta. Sentirsi a proprio agio e compresi è fondamentale per creare un'alleanza terapeutica efficace. Questo feeling, tuttavia, può emergere solo attraverso l'esperienza diretta di alcune sedute.

Per quanto riguarda l'approccio terapeutico, è vero che ogni orientamento ha la sua validità. Tuttavia, l'efficacia di un determinato approccio può variare significativamente da persona a persona, anche di fronte a problematiche simili.

Ti consiglio di vivere l'esperienza terapeutica per almeno qualche seduta. La relazione con il terapeuta, come ogni relazione umana, richiede tempo per svilupparsi e consolidarsi. Solo dopo un periodo di tempo potrai valutare se ti senti pienamente a tuo agio e se percepisci un reale beneficio dal percorso intrapreso.

Spero che queste informazioni ti siano utili nella tua scelta. Se hai altre domande, non esitare a chiedere.

Dott. Mirko Manzella Psicologo a Noventa Padovana

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12 FEB 2025

Caro Marco, nella sua lunga lettera ha dichiarato con chiarezza il suo problema: non si fida di nessuno perché teme di essere giudicato negativamente.
Le cause le sa già, ha compreso come le esperienze poco rassicuranti che ha avuto in famiglia sono connesse alla sua bassa autostima. Cosa vuol fare adesso? Continuare a reiterare lo schema disfunzionale mettendo alla prova della sua sfiducia differenti psicologi? Otterrà quello che ha pronosticato, non si sentirà compreso, e tutto rimarrà come è adesso. Non le scriverò di facili soluzioni, non ci sono. Le auguro di essere fortunato, potrebbe trovare un terapeuta che individui subito la sua sfiducia e i suoi test di affidabilità; su queste premesse potrebbe aiutarla a costruire una relazione basata sull’accettazione, offrendole un granello di fiducia su cui far crescere la sua autostima.
Dott. Maurizio Tremaroli

Dott. Maurizio Tremaroli Psicologo a San Benedetto del Tronto

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12 FEB 2025

La scelta dell’orientamento terapeutico e delle caratteristiche del della terapeuta sono soggettive

Ci sono approcci terapeutici più mirati a risolvere certi problemi, altri per altri tipi di problemi


Ci sono persone che si trovano bene con terapeuta, uomo, altri con una terapeuta donna
Ci sono persone che si trovano bene con professionisti giovani, altri con professionisti di un’altra età.

La cosa è soggettiva

È giusto che le scelga con attenzione.
Tuttavia, intraprendere più percorsi terapeutici in parallelo potrebbe essere controproducente in quanto certi approcci psicoterapeutici affrontano un medesimo problema in modi differenti talvolta opposti.

Sega il terapeuta che le sembra più adatto a lei. Se poi non le va bene sempre libero di cambiare quando vuole.

Tuttavia, le sconsiglio di iniziare più terapie contemporaneamente.


Per ulteriori informazioni, mi contatti le risponderò con piacere

Dott. Luca Ferretti Psicologo a Pontedera

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12 FEB 2025

Ciao Marco,

è positivo che tu voglia intraprendere un percorso psicologico con consapevolezza, cercando il professionista più adatto a te. È normale avere dubbi su chi scegliere, soprattutto considerando le tematiche che vuoi affrontare.

### **Quale professionista può aiutarti meglio?**
Per i problemi che descrivi—bassa autostima, difficoltà relazionali, ossessioni, gelosia retroattiva—potresti orientarti su:

- **Uno psicoterapeuta** piuttosto che un semplice psicologo. La psicoterapia permette di affrontare il problema in profondità, lavorando sulle cause e sui meccanismi cognitivi ed emotivi sottostanti.
- **Un terapeuta cognitivo-comportamentale (TCC)** potrebbe essere una buona scelta. Questo approccio è molto efficace su pensieri ossessivi, bassa autostima e problemi relazionali, perché lavora direttamente sui pensieri disfunzionali e sui comportamenti.
- **Un terapeuta psicodinamico o analitico** se senti il bisogno di esplorare a fondo il tuo passato e capire come le esperienze infantili/adolescenziali abbiano influenzato il tuo presente.
- **Un terapeuta esperto in dipendenze affettive o dinamiche relazionali** se il tuo focus principale è sulla gelosia retroattiva e la difficoltà a costruire relazioni serene.

### **Meglio uomo o donna?**
Questa è una domanda soggettiva. Alcuni uomini si trovano meglio con terapeuti maschi perché sentono più affinità e meno il rischio di giudizio, altri preferiscono una terapeuta donna perché si sentono più a loro agio nel parlare di relazioni e sentimenti.

Hai ragione a dire che un terapeuta giovane potrebbe avere un mindset più vicino al tuo, ma un terapeuta più esperto potrebbe avere più strumenti per aiutarti. Il vero punto è quanto ti senti compreso e in sintonia con lui/lei.

### **È giusto provare più terapeuti prima di scegliere?**
Se non hai altri strumenti per capire l'approccio più funzionale per le tue problematiche si può fare **uno o due colloqui con diversi terapeuti** prima di decidere con chi continuare. Nessuno ti impedisce di farlo, ma una volta deciso, cerca di non cambiare. La relazione terapeutica è fondamentale: devi sentirti ascoltato, non giudicato e a tuo agio. Se dopo un paio di incontri non senti sintonia, è giusto cambiare.

Se hai avuto esperienze negative in passato, potrebbe essere utile parlare con il terapeuta delle tue difficoltà iniziali con la terapia. Un bravo professionista saprà accogliere queste paure e aiutarti a trovare il ritmo giusto.

### **Conclusione**
La scelta del terapeuta è molto personale.

In bocca al lupo per il tuo percorso, è un grande passo che può portarti tanto benessere e crescita!

Dott. Fabrizio Toti Psicologo a Todi

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12 FEB 2025

Buongiorno Marco,

I tuoi dubbi sono più che leciti, perché purtroppo nessuno può sapere a priori come sarà l'incontro con l'Altro, quali saranno le sensazioni e le emozioni che ci susciterà, se ci piacerà oppure no. Gli interrogativi sono tanti, ma è molto importante darsi la possibilità e soprattutto il tempo di capire se quel/la professionista fa per noi oppure no.

Per quanto riguarda la questione età e genere, sta molto a lei e a come si sente all'interno di quella specifica relazione. Se però pensa che un* professionista con un mindset più vicino al suo possa fare al caso suo, perché non iniziare da lì? Inoltre, qualora non dovesse trovarsi bene con il/la prim* professionista che sceglie, può sempre chiedere a questa persona di indirizzarla da un/a collega che, dal suo punto di vista, potrebbe esserle maggiormente d'aiuto.

Infine, è giusto valutare più opzioni, ma temo che portare avanti in parallelo 2-3 percorsi possa essere faticoso e controproducente.

Le faccio un grande in bocca al lupo per la sua ricerca!

---
Dott.ssa Martina Morello
Psicologa e Sessuologa Clinica

Dott.ssa Martina Morello Psicologo a Milano

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12 FEB 2025

Gentile Marco,

Le sue riflessioni sono del tutto legittime e dimostrano quanto sia attento a scegliere il percorso più adatto alle sue esigenze. Trovare il giusto professionista può fare una grande differenza, ma più che concentrarsi su genere, età o caratteristiche personali del terapeuta, potrebbe essere utile considerare il tipo di approccio terapeutico che meglio risponde alle sue necessità. Dalle sue parole emergono temi legati all’autostima, alla gestione delle ossessioni e alle difficoltà relazionali. Un terapeuta con formazione in ambito psicodinamico o in terapia relazionale potrebbe aiutarla a esplorare le origini di queste difficoltà, a comprendere le dinamiche che si ripetono e a lavorare sul loro significato profondo. Il fattore umano è altrettanto importante: sentirsi a proprio agio e compresi è fondamentale per instaurare una relazione terapeutica efficace. Non c’è nulla di sbagliato nel provare con più professionisti prima di sceglierne uno con cui proseguire, anzi, è un passo che può aiutarla a trovare la persona con cui si sente più in sintonia. La scelta tra un terapeuta uomo o donna dipende più dalla sua percezione personale che da una reale incidenza sull’efficacia del percorso. Più che il genere, ciò che conta è la capacità del professionista di offrirle uno spazio sicuro e non giudicante.

Dr. Matteo Piccioni Psicologo a Torino

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12 FEB 2025

Ciao Marco!

Capisco perfettamente i tuoi dubbi: iniziare un percorso equivale ad un investimento su diversi fronti.
Posso però dirti che, a mio modo di vedere le cose, non è possibile dare una vera risposta alle tue domande perchè non ne esiste una giusta e una sbagliata.
Posso lasciarti le "linee" che consiglio sempre quando si è alla ricerca:
Cerca un* professionista che si occupi di quanto da te richiesto, certo: relazioni, autostima e così via.
Per il genere, non dovresti preoccupartene: un professionista è tale perchè sa fare il proprio lavoro indipendentemente dal genere. Se tu hai una preferenza, per qualsivoglia motivo, orientati su quella senza pensare "le darò fastidio?". Sarà poi eventualmente il professionista a dirti se non si sente in grado di seguirti.
Per l'età, come sopra: orienta la tua scelta sulla base di cosa senti più "conforme" a te.
Cerca un* professionista che ti ispiri. So che può voler dire tutto e nulla, ma cerca la persona sui social, sui blog, leggi ciò che scrive, prova a capire se c'è affinità. Ovviamente non sarà mai esaustivo, ma un pizzico di instradamento può darlo.
Per la tua domanda sul "provarne" di più insieme, mi permette di dirti che in un solo incontro è difficile che si riesca già a fare un buon bilancio e mantenere in parallelo 2-3 percorsi per tot sedute e poi decidere, potrebbe essere più faticoso che utile. Puoi iniziare con uno e darvi un po' di fiducia reciproca e, come ti spiegherà l*i nel primo incontro, è tuo diritto interrompere quando vuoi.
Ti invito a stare attento alle resistenze personali: a volte ci viene da "fuggire" e ci servono delle scuse per farlo. Datti tempo, dai tempo al professionista che scegli e alla relazione che si instaurerà :)

Spero di averti dato qualche spunto.
Resto a disposizione!


☽ Dott.ssa Valeria Carbone
Psicologa - Consulente sessuologa - Counselor professionista
Torino e online
psy_s3x_and_why sui social

Dott.ssa Valeria Carbone Psicologo a Torino

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12 FEB 2025

Buon pomeriggio Marco,
intanto, voglio riconoscere il valore del tuo messaggio. Non è scontato fermarsi, guardarsi dentro e cercare di capire quale sia la strada giusta per prendersi cura di sé. Hai già fatto un passo importante, e questo merita rispetto.
La tua domanda è molto articolata e dimostra una riflessione profonda su ciò che senti di dover affrontare. La scelta di un terapeuta è una questione delicata e molto personale, perché va oltre il titolo di studio o l’approccio teorico: è una questione di rapporto, di fiducia, di sentirsi visti e compresi.
Rispetto alla specializzazione, potresti trovare utile un terapeuta con una formazione in ambito psicodinamico o cognitivo-comportamentale, a seconda di cosa senti più vicino al tuo modo di pensare. L'approccio psicodinamico lavora sulle radici profonde delle emozioni e dei vissuti, mentre quello cognitivo-comportamentale può offrirti strumenti più immediati per gestire i pensieri ossessivi e la bassa autostima. Un terapeuta con esperienza in tematiche relazionali e attaccamento potrebbe essere una buona scelta, dato che nomini aspetti come l’insicurezza, il confronto con gli altri e la gelosia retroattiva.
Sulla questione dell’età e del genere del terapeuta, ti invito a porti questa domanda: "cosa cerco davvero in un terapeuta?" Qualcuno che mi capisca perché ha un’esperienza simile alla mia, o qualcuno che mi aiuti a vedere le cose da un'altra prospettiva? A volte, le caratteristiche che ci sembrano più rassicuranti non sono necessariamente quelle che ci permettono di crescere di più.
Hai pensato che, forse, la paura di sentirti giudicato o poco compreso possa essere una parte della difficoltà stessa? Non nel senso che non hai avuto terapeuti adatti, ma che il modo in cui ti senti percepito dagli altri possa rispecchiare anche il modo in cui ti percepisci tu.
Per questo, provare due o tre colloqui con professionisti diversi è assolutamente legittimo: la terapia è un luogo in cui devi sentirti a tuo agio. Ma al tempo stesso, il rischio è di cercare una "certezza immediata" che in terapia spesso non c’è. Non si tratta solo di trovare la persona "giusta" sulla carta, ma anche di concedersi il tempo di capire se c’è lo spazio per costruire un legame terapeutico significativo.
Se c’è un suggerimento che posso darti è questo: "sii aperto a ciò che non ti aspetti." Forse il terapeuta migliore per te non sarà quello che pensi a priori, ma quello che riuscirà a sorprenderti nel modo in cui ti farà sentire visto, accolto e sfidato nel modo giusto.
Ti auguro di trovare il percorso che senti più adatto a te. Il fatto che tu stia cercando è già un segno di cambiamento.

Un caro saluto,
Dott. Cosimo Frascella

Dott. Cosimo Frascella Psicologo a Matera

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12 FEB 2025

Caro Marco, da quanto scrivi la tua richiesta sembra più ampia della sfera relazionale, che però ne viene impattata essendo la più complessa da vivere e gestire. Nelle relazioni personali infatti, per riuscire a viverle appieno, occorre aver appreso a "perdersi", a lasciare andare il controllo (di sé e dell'altro), ad esporsi con le proprie vulnerabilità. Ricorda che ci si innamora delle fragilità dell'altro più che dei suoi punti di forza... Noi STIMIAMO l'altro perché ha delle caratteristiche che magari non abbiamo, ma ci innamoriamo e AMIAMO perché è vulnerabile e ci fa sentire "indispensabili" per lui/lei.
Mi pare che il tuo tema abbia a che vedere con il trovare il tuo "scopo" nella vita, nel chiarire i tuoi valori, ciò che conta di più per te e quindi i CRITERI che utilizzi nell'effettuare le tue scelte, qualsiasi esse siano, ivi compresa la scelta del professionista che si farà carico di accompagnarti nel tuo "viaggio dell'Eroe". Per questo, non è tanto importante l'età o il genere della persona, quanto ciò che tu cerchi nella relazione e che ti serve per crescere ed espandere il tuo potenziale umano. L'importante è che ci sia un ascolto attento, non giudicante e profondo, ma anche un orientamento al qui-e-ora e una prospettiva futura, per stimolarti ad andare avanti, a progettare la tua vita in modo proattivo e non restare imbrigliato nel passato e negli eventi su cui non hai più molto potere Il passato va guardato, se serve ad acquisire consapevolezza, quanto basta a chiarire cosa per te è importante oggi per avanzare con fiducia. Per il resto, è giusto che nella scelta tu ti lasci guidare anche un po' dalle sensazioni "a pelle" che provi al primo colloquio, perché devi sentirti a tuo agio e pienamente libero di esporti. Spero di esserti stata utile e in bocca al lupo!

Dott.ssa Letizia Ciancio Psicologo a Roma

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12 FEB 2025

Buongiorno Marco,

Innanzitutto, grazie per aver condiviso il tuo percorso e le tue riflessioni con tanta chiarezza. È evidente che hai già fatto un grande lavoro di consapevolezza su te stesso, e il fatto che tu stia cercando un aiuto professionale è un passo importante.

Capisco bene i tuoi dubbi sulla scelta del terapeuta: è una decisione delicata e trovare la persona giusta può fare una grande differenza. Da quello che racconti, sembra che le tue difficoltà siano legate a insicurezze, bassa autostima e dinamiche relazionali, in particolare nelle relazioni di coppia. Potresti trarre beneficio da un approccio che lavori sia sugli schemi di pensiero che sulle emozioni più profonde. In questo senso, una terapia cognitivo-comportamentale potrebbe aiutarti a modificare i pensieri ossessivi e disfunzionali, mentre un approccio più psicodinamico potrebbe andare a lavorare sulle radici più profonde delle tue difficoltà. Esistono anche terapeuti che integrano più metodi, adattandosi alla persona che hanno di fronte.

Riguardo alla questione del genere e dell’età del terapeuta, è naturale chiedersi quale possa essere la scelta migliore. È vero che un professionista della tua età potrebbe comprendere meglio alcuni aspetti generazionali, così come è possibile che tu ti senta più a tuo agio con una donna. Ma la cosa più importante è trovare qualcuno con cui tu possa sentirti accolto e compreso, indipendentemente dal suo genere o dalla sua età. Un buon terapeuta non si sentirà mai “attaccato” da un tuo tema, come la gelosia retroattiva, ma anzi ti aiuterà a esplorarlo senza giudizio.

Penso sia assolutamente corretto e anzi consigliabile fare un primo colloquio con più professionisti per capire con chi ti senti meglio. La terapia è un percorso in cui il rapporto di fiducia con il terapeuta è fondamentale, quindi prenditi il tempo di scegliere la persona giusta per te.

Hai già dimostrato molto coraggio nel voler affrontare questi aspetti della tua vita. Ti auguro di trovare un professionista che sappia accompagnarti in questo percorso e aiutarti a costruire una maggiore sicurezza in te stesso e nelle tue relazioni.

Un caro saluto,
SC

Dottor Sebastiano Consolandi Psicologo a Milano

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