Buongiorno,
sono una donna di 37anni e come tanti ho avuto 2-3 relazioni sentimentali.
Il mio problema è che non riesco proprio a manifestare i miei sentimenti più profondi, sia fisicamente che verbalmente. Da sempre mi percepisco indesiderabile/insignificante e questa idea mi inibisce a tal punto nell'approccio (sia romantico che amicale) che, quando nutro interesse per qualcuno, ho paura che gli altri possano rendersene conto e -inorriditi- allontanarmi; qualora invece dovessero ricambiare il mio interesse, vivo con l'ansia che possano presto comprendere che sono una delusione.
Le relazioni che ho avuto sono sempre state cercate dai miei partner ma dentro di me ho sempre pensato che fossero mossi dal desiderio di non rimanere soli più che di condividere il tempo con ME. Nella mia attuale relazione mi sento "sbagliata", come se il mio partner stesse con me solamente perché le ex lo hanno lasciato e comunque mi percepisco molto distante dalla partner ideale che penso starebbe bene al suo fianco (nonostante lui non mi dia ragione di pensare queste cose). Questi pensieri influiscono moltissimo nel nostro rapporto sia perché vivo sulla difensiva, sempre pronta a defilarmi dal rapporto non appena intravedo una qualche minima insofferenza nel mio compagno rispetto alla nostra relazione (della serie: "vabbè dai, lo sappiamo bene che io non ti piaccio davvero, la chiudo qua ch’è più onorevole"), sia perché non riesco proprio ad avere alcuna iniziativa nell' intimità (convinta come sono di essere indesiderabile o comunque "l'ultima scelta").
E se tutto ciò da un lato mi fa sentire forte l'esigenza di migliorare fisicamente e culturalmente, dall'altro so che nulla sarebbe mai abbastanza...inoltre vorrei in ogni caso essere amata per ciò che sono, non per ciò che con enormi sforzi mi costringerei ad essere. Quindi alla fine, quasi come atto di ribellione, non faccio nulla che possa rendermi più bella o interessante arrivando anzi a trascurarmi con il preciso intento di mostrarmi "al peggio", solo che così mi sento orribile (e a ragione), e così alimento la mia insicurezza.
Insomma...non so come trovare il giusto equilibrio (detto che, se vivessi su un isola deserta, anche ci fossero mille specchi , non sentirei l'esigenza di rimirarmi...la bellezza estetica e la cultura nozionistica sono due parametri che io non considero proprio quando si tratta di riconoscere un valore a una persona....il problema è che sento che tutto il resto del mondo non la pensa come me e mi sento spinta a dover aderire a un modo di essere che non mi appartiene solo per poter avere una vita sociale e di relazione).
Grazie e scusatemi per la lunghezza del testo.
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28 GEN 2025
· Questa risposta è stata utile per 3 persone
Gentile utente, rispetto a quello che racconta sarebbe molto interessante ascoltare la sua storia personale. A partire da quello credo risulterebbe più semplice iniziare a fare chiarezza rispetto alle questioni che narra.
Resto disponibile e qualora lo desiderasse può contattarmi.
Un cordiale saluto
5 FEB 2025
· Questa risposta è stata utile per 0 persone
Salve,
ho letto attentamente le sue parole e traspare la fatica di sentirsi sempre inadeguati, sia che si si avvicini a uno o all'altro estremo dei due poli tra cui sente di oscillare.
Il rapporto con gli altri è sempre uno spazio relazionale e fisico, metaforico e pratico, molto complesso. Soprattutto quando si parla di un'altra persona con cui si ha una relazione intima. Avere una relazione intima con un'altra persona vuol dire fare un atto di fiducia, aggettarsi tra le braccia di un altro essere umano, riducendo la distanza tra noi fino a non aver più gli strumenti per tenere su veli o maschere di protezione. E questa è una condizione che diventa una sfida, che può far molta paura.
Soprattutto quando siamo noi stessi i primi a non aver confidenza, a non guardare con sguardo gentile e accettante, il vero sè, le parti di noi che sentiamo più intime e più autentiche, più fragili e più preziose.
E' un percorso che hai la possibilità di fare con te e per te, per partire dal costruire un benessere con te stessa, per poi quindi coltivare il benessere con gli altri.
Ti auguro uno spazio di terapia dove poter intraprendere questo lavoro.
Per qualsiasi sua volontà, non esiti a contattarmi.
Cordiali saluti,
30 GEN 2025
· Questa risposta è stata utile per 0 persone
Cara, grazie per aver condiviso questa sua profonda difficoltà che sta vivendo. Intanto riuscire ad esprimerla e a vederla così bene è un primo passo molto importante per iniziare a lavorarci su. Da quello che dice arriva un vissuto di grande inadeguatezza che non le consente di vivere le relazioni in modo sereno ed autentico. Certamente queste sensazioni arrivano da lontano, da vissuti relazionali e da messaggi che ha ricevuto durante la sua infanzia. Sarebbe sicuramente di aiuto per lei iniziare ad approfondire queste difficoltà, magari attraverso un percorso psicologico che può aiutarla ad acquisire maggiore sicurezza in sé stessa, a definire quali sono le sue caratteristiche che, nel bene e nel male, la rendono unica. Un caro saluto.
Dott.ssa Simona Giulivi
28 GEN 2025
· Questa risposta è stata utile per 0 persone
Cara,
il tuo racconto mette in luce il modo in cui il tuo desiderio si struttura in relazione all’Altro, inteso sia come il tuo partner, sia come il mondo sociale più ampio. Lacan ( psicoanalista a cui si ispira il mio orientamento professionale psicoanalitico) ci insegna che il desiderio non è mai qualcosa di pienamente “nostro”, ma nasce e si articola nella relazione con ciò che percepiamo come il desiderio dell’Altro. In altre parole, tu ti percepisci attraverso lo sguardo che immagini gli altri abbiano di te, uno sguardo che, come descrivi, ti restituisce un’immagine di indegnità, di “insignificanza”.
Questo meccanismo sembra radicato in ciò che Lacan chiama l’Ideale dell’Io (l’immagine ideale a cui cerchiamo di conformarci) e il Super-io (quella voce interiore che giudica e impone). Ti percepisci costantemente inadeguata rispetto a un modello di “partner ideale” che proietti nell’Altro, e al tempo stesso ti ribelli contro questa imposizione, rifiutando di conformarti. È un conflitto che crea una circolarità, un’alimentazione reciproca tra il desiderio di essere accettata e la paura di essere smascherata come “insufficiente”.
Lacan sottolinea che l’identificazione con un’immagine ideale porta sempre con sé una perdita: ci sentiamo sempre “non abbastanza”. Ma è proprio da questo “vuoto”, da questa mancanza che il desiderio può nascere e trovare la sua strada. La tua insoddisfazione verso l’idea di dover “essere amata per ciò che sei” senza costringerti a cambiare mostra che intuisci già questo punto. L’amore, per Lacan, è donare ciò che non si ha. Non riguarda il mostrarsi perfetti, ma il mettere in gioco questa mancanza, accettando che non esiste un “modo di essere” che garantisca l’amore o la sicurezza.
Un altro aspetto da considerare è la tua difficoltà nell’intimità. La tua convinzione di essere “indesiderabile” non solo ti impedisce di prendere iniziativa, ma ti mette costantemente in una posizione difensiva, come se l’altro fosse sempre pronto a rifiutarti. In termini lacaniani, si potrebbe dire che ti trovi in una posizione di soggetto “alienato” dal desiderio dell’Altro, bloccata nella paura di perdere ciò che senti di non poter pienamente possedere.
Un percorso di analisi potrebbe aiutarti a lavorare su questa dinamica, non per “aggiustarti” o per diventare “migliore”, ma per scoprire come il tuo desiderio si struttura e come trovare una via più autentica per abitarlo. Questo potrebbe significare esplorare le radici di questa percezione di “insignificanza”, di questa convinzione di essere “l’ultima scelta”. Chi era l’Altro che, nella tua storia, ha inaugurato questo sguardo su di te?
Un aspetto importante da considerare è che, nel tuo racconto, emerge una chiara capacità di riflessione e di comprensione della tua situazione. Questa consapevolezza può essere un punto di partenza per un lavoro analitico che ti consenta di trasformare il modo in cui vivi la relazione con l’Altro e con te stessa, non inseguendo un’immagine ideale, ma accogliendo la complessità e l’unicità del tuo desiderio.
Un’ultima riflessione: quando dici che, se vivessi su un’isola deserta, non ti preoccuperesti della tua apparenza o della cultura, stai indicando un punto fondamentale. La tua domanda sul valore che il mondo attribuisce a certe qualità mostra che sei già in una posizione critica rispetto al simbolico in cui vivi. Forse è proprio lì che può nascere una nuova possibilità: nel non adattarti a ciò che “si deve essere”, ma nel trovare come vuoi essere, tu, in relazione all’Altro.
Rivolgerti a un analista potrebbe offrirti uno spazio sicuro per lavorare su tutto questo, accompagnandoti nel percorso di scoperta del tuo desiderio e del tuo rapporto con lo sguardo dell’Altro.
28 GEN 2025
· Questa risposta è stata utile per 0 persone
Buongiorno,
quello che descrive riflette un profondo conflitto interiore, tra il desiderio di essere amata per ciò che è e l'insicurezza che la porta a dubitare del proprio valore. È comprensibile che questi pensieri influenzino il suo modo di vivere le relazioni e il rapporto con se stessa.
Potrebbe essere utile vedere questa situazione come un segnale per iniziare a lavorare sul rapporto con sé stessa. Le sue insicurezze sembrano legate a esperienze passate che l'hanno portata a costruire una visione di sé poco indulgente. Questo non significa che questa visione sia vera, ma solo che è stata interiorizzata nel tempo. Esplorare queste dinamiche con l’aiuto di un professionista potrebbe aiutarla a riscoprire e valorizzare il suo vero sé, senza il peso di aspettative esterne.
L’amore autentico nasce dall’accettazione reciproca, e non è necessario essere “perfetti” per meritarlo. Anche l’idea di migliorare fisicamente o culturalmente non dovrebbe essere vissuta come un obbligo per essere accettata, ma come un atto di cura verso sé stessa, fatto con amore e non come un’imposizione.
Merita di sentirsi desiderabile e apprezzata così com’è, e costruire questa consapevolezza dentro di lei sarà il primo passo per vivere relazioni più serene e appaganti.
Coraggio!
Dott.ssa Alessandra Arena
28 GEN 2025
· Questa risposta è stata utile per 1 persone
Carissima
È piuttosto scontato che lei si trascuri e non mette in atto nessun comportamento o pensiero migliorativo: lei sta facendo quello che in Psicologia chiamano "la profezia che si autoavvera", ovvero sta mettendo in atto comportamenti e atteggiamenti (sia a livello inconscio che conscio) di trascuratezza nei suoi riguardi per confermare i pensieri che lei volge a sé stessa.
I partner qui c'entrano poco... la sua insicurezza molto probabilmente è da ricercarsi nel passato e dagli stili educativi affettivi e di attaccamento che ha vissuto all'interno del suo nucleo famigliare. Ciò che vive ora è il risultato di un'associazione di presa in carico della sua autostima che ora è quasi praticamente assente.
Le consiglio vivamente di intraprendere un percorso volto a migliorare questo suo tormento interiore perché solo attraverso un professionista potrà ricominciare a vedere le cose, ma soprattutto sé stessa, in modo obiettivo.
Un caro saluto
27 GEN 2025
· Questa risposta è stata utile per 0 persone
Buongiorno,
la tua riflessione è molto profonda e toccante, e mi fa pensare a come il senso di sé e l’immagine che abbiamo di noi stessi possano influire in modo così significativo sulle nostre relazioni. Ciò che descrivi, una continua sensazione di inadeguatezza e la paura di essere "indesiderabile", è spesso radicata in esperienze passate che ci portano a percepirci come non sufficientemente meritevoli di amore o attenzione. Questi pensieri, purtroppo, tendono a condizionare in modo molto potente il nostro comportamento e le nostre interazioni, creando un circolo vizioso di insicurezza e auto-sabotaggio.
Quando ci percepiamo come "sbagliati", come se fossimo una sorta di scelta secondaria, finiamo spesso per mettere in discussione ogni aspetto della relazione, anche quando l'altro non ci offre motivo di dubitarne. L’ansia che il partner possa "scoprire" la nostra presunta inadeguatezza è un tema ricorrente che accompagna il bisogno di "nascondersi" o difendersi dalla possibilità di essere delusi. Il desiderio di distaccarsi appena si percepisce una minima distanza nel comportamento dell’altro è legato proprio a quella paura di essere lasciati, ma anche a una sorta di autodifesa che ti fa evitare l'intimità o l'autenticità, convinta che il tuo valore non corrisponda a quello che l’altro potrebbe cercare.
Il fatto che tu senta il bisogno di migliorarti continuamente, senza però riuscire a fare nulla per sentirti più bella o interessante, è una manifestazione di una lotta interna tra l'idea che hai di te stessa e il desiderio di essere accettata e amata. Ma ciò che sembra mancare in questo quadro è il riconoscimento del tuo valore intrinseco, non legato alla bellezza estetica o a parametri esterni, ma a chi sei, nella tua unicità e complessità.
Forse ciò che ti manca di più è il riconoscere te stessa come un "oggetto di desiderio" non per ciò che fai o non fai, ma semplicemente per ciò che sei. L'amore che vorresti ricevere dovrebbe venire dalla consapevolezza che sei degna di essere amata così come sei, con tutte le tue fragilità e insicurezze. Quando il desiderio e l’amore per se stessi sono radicati, la relazione diventa più autentica e basata su un incontro di pari, dove non ci si sente "sbagliati" o "indesiderabili", ma piuttosto capaci di condividere ciò che siamo davvero.
È comprensibile che tu possa sentirti "spinta" a aderire a modelli che non ti appartengono, ma la vera forza risiede nel saper rimanere fedeli a sé stessi, senza forzarsi a diventare qualcuno che non siamo. La società può spingerci a conformarci, ma il vero valore si trova nella nostra autenticità, che è l'unica cosa che può creare una connessione profonda e sana.
Ricorda che ogni passo verso l’accettazione di sé è un piccolo trionfo, e meriti di vedere te stessa con gli occhi di chi ti ama veramente. Non c'è bisogno di fare nulla per guadagnarti l’amore; sei già degna di essere amata così come sei.
Resto a disposizione per eventuali domande o chiarimenti,
Cordiali saluti, Dott.ssa Jessica Bombino
27 GEN 2025
· Questa risposta è stata utile per 0 persone
Buongiorno,
La ringrazio per aver condiviso un racconto così sincero e profondo. Da quanto descrive, emerge una difficoltà nel sentirsi desiderabile e “abbastanza” agli occhi dell’altro, una sensazione che sembra radicata e che la porta a vivere le sue relazioni con ansia, dubbi e una costante percezione di inadeguatezza. Questi vissuti possono portare a uno stato di allerta e auto-protezione, dove la paura di essere ferita o abbandonata prevale, condizionando il rapporto con sé stessa e con gli altri.
Ciò che racconta riguardo il suo desiderio di sentirsi amata per ciò che è, senza dover aderire a standard o modelli che non le appartengono, è profondamente umano. È naturale voler essere accolti nella propria autenticità, ma allo stesso tempo, sembra che lei si trovi intrappolata in una lotta interiore: da un lato, il desiderio di sentirsi all’altezza, dall’altro, un rifiuto verso ciò che percepisce come un adattamento forzato.
Questa dinamica potrebbe essere legata a una visione critica che ha sviluppato nei confronti di sé stessa e al timore di essere rifiutata o giudicata. È possibile che, per proteggersi da questa paura, si metta inconsciamente in una posizione di difesa, scegliendo di confermare quella convinzione di “non essere abbastanza” piuttosto che rischiare di scoprire che non è così. Questo meccanismo è comprensibile, ma può diventare un ostacolo alla costruzione di relazioni più serene e autentiche, sia con gli altri che con sé stessa.
Una dtrada per iniziare a scardinare questo circolo potrebbe essere quella di approfondire l’origine di queste sensazioni: come si è costruita questa immagine di sé? Da dove viene questa convinzione di non essere desiderabile o di essere l’“ultima scelta”? Riflettere su queste domande, magari con l’aiuto di uno psicoterapeuta, potrebbe aiutarla a comprendere meglio come questi pensieri influenzino le sue relazioni e come si possano gradualmente trasformare.
Inoltre, potrebbe essere utile provare a distinguere il giudizio che ha su di sé da quello che potrebbe venire dall’esterno. Spesso siamo noi i nostri giudici più severi, e questo può portarci a interpretare il comportamento degli altri attraverso il filtro delle nostre insicurezze. L’idea che il suo partner stia con lei solo per “non rimanere solo” potrebbe essere una proiezione di queste insicurezze, non una realtà oggettiva, soprattutto se lui non le ha mai dato motivo di pensarlo.
La sua riflessione sull’autenticità e sul desiderio di essere amata per ciò che è, senza dover aderire a modelli esterni, è preziosa. Lavorare su questa autenticità, accettando sé stessa e coltivando uno spazio di sicurezza interiore, potrebbe aiutarla a vivere le relazioni in modo meno difensivo e con maggiore serenità.
Se sente di volersi concedere un’opportunità di cambiamento, il percorso terapeutico potrebbe offrirle uno spazio in cui esplorare questi temi con calma e supporto, aiutandola a scoprire nuove modalità di relazione con sé stessa e con gli altri.
22 GEN 2025
· Questa risposta è stata utile per 0 persone
Salve, l'invito che le faccio è essere se stessa, e cominciare a amarsi per ciò che è. Per fare ciò le consiglio una psicoterapia cognitivo comportamentale. Sono a disposizione un grande abbraccio
22 GEN 2025
· Questa risposta è stata utile per 0 persone
Ciao Cara,
grazie per il tuo racconto.
La società odierna spesso pone attenzione ad alcuni aspetti di noi stessi, portandoci a credere di doverci omologare e che il modello di riferimento sia uno ed unico. Ovviamente non stanno così le cose. Il concetto di bellezza, il concetto di amore, sono soggettivi ed unici, in un modo autentico e personale.
Forse varrebbe la pena capire cosa significhi per te bellezza, amore e cosa ti porta a fuggire.
Cosa sta dentro la tua insicurezza?
Approfondirlo potrebbe aprire la strada a nuove consapevolezze e nuovi sviluppi.
22 GEN 2025
· Questa risposta è stata utile per 2 persone
Buongiorno,
mi colpisce molto che parli del tuo valore solo in relazione a quanto gli altri possano volerti o meno.
In quello che hai scritto mi sembra di vedere un'autostima molto bassa e un tentativo di sfuggire al rifiuto, che che reputi unico esito scontato.
Desideri essere amata per come sei, ma allo stesso tempo non accetterai mai l'amore che gli altri ti danno, perché chi ti trova attraente dentro e/o fuori sicuramente sbaglia, dal tuo punto di vista.
Penso che un percorso psicologico possa aiutarti a ripensare il tuo valore. Per stare meglio potrebbe essere utile per te lavorare su chi senti di essere davvero, sulla percezione che hai di te stessa e su quello che provi tu nei tuoi confronti.
22 GEN 2025
· Questa risposta è stata utile per 0 persone
Salve Sig.ra,
La ringrazio per aver condiviso con noi il suo disagio e sofferenza ed immagino quanto non è stato facile per lei condividere con noi tutto ciò ma soprattutto trascrivere per scritto la sua sofferenza emotiva.
Nel suo messaggio si può cogliere tutto il suo dolore, amarezza, tristezza ma soprattutto sensazione di inadeguatezza e bassa autostima che lei prova verso se stessa. Lei ha detto di sentirsi sbagliata nella relazione con il suo partner e che i pensieri che lei fa vanno ad influire moltissimo sul vostro rapporto e di come lei vorrebbe essere amata per come lei è realmente e le posso dire che specialmente in quest'ultimo aspetto ha ragione nel volere essere amata per come è realmente lei senza dover fingere di essere diversa.
Da ciò che racconta, le suggerisco di iniziare un percorso di sostegno psicologico all'interno del quale può affrontare le difficoltà della sua sfera emotiva, il disagio dipeso dalla sua bassa autostima, imparare ad amarsi con le sue fragilità ma anche punti di forza e unicità che la caratterizzano. Attraverso questa tipologia di percorso lei ha modo di conoscere realmente se stessa, poter acquisire maggiore sicurezza e fiducia nella sua persona e negli aspetti che la caratterizzano ma soprattutto imparare a conoscere ciò che le sue emozioni provano a dirle ed riacquisire un proprio benessere psicofisico ripartendo da stessa e la sua rinascita.
Le consiglio inoltre di non concentrarsi su ciò che pensano gli altri ma su ciò che pensa lei e di aderire alla persona e i valori che vorrebbe essere e perseguire senza preoccupazioni del giudizio esterno.
Le auguro di riuscire a ripartire da sé e ritrovare un suo equilibrio ma soprattutto di riuscire a sentirsi LIBERA di poter essere se stessa senza alcun disagio e paure.
Resto a disposizione per qualsiasi cosa.
Un caro saluto,
22 GEN 2025
· Questa risposta è stata utile per 1 persone
Buongiorno,
capisco che non sia stato facile esternare i suoi pensieri più profondi. Per questa sua condivisione la ringrazio. La riflessione che fa rispetto ai sentimenti rappresenta già un primo importante passo di comunicazione. Dal suo racconto emergono molte tematiche importanti che meriterebbero di essere approfondite attraverso un percorso psicologico, come la difficoltà ad aprirsi agli altri accompagnata da ansia e preoccupazione e il vivere sulla difensiva sentendosi sbagliata.
Comprendere appieno se stessa riconoscendo specificità, risorse e punti di forza, esplorare paure e vulnerabilità in una prospettiva temporale e di esperienze di vita vissute potrebbe essere un’ utile spinta verso una visone di se stessa più positiva e gentile, consapevole del valore della sua unicità.
22 GEN 2025
· Questa risposta è stata utile per 0 persone
Perché una coppia crescano maniera sana e stabile, bisogna che entrambi nella coppia stiano bene. Vivono la relazione con serenità.
Lei afferma che “i suoi partner siano con lei solo per interesse o per non rimanere soli”
Questa convinzione su cosa si basa?
Concretamente parlando, che prove ha lei che sia veramente così?
Spesso le nostre paure le nostre convinzioni sono basate su se stesse e non su un dato di fatto reale oggettivo.
Capita che diamo per scontato che quello che pensiamo sia automaticamente, vero per il semplice fatto che noi lo pensiamo
Quando in realtà non è così
I nostri pensieri non sono obblighi leggi o profezie assolutamente vere per il semplice fatto che non li pensiamo.
I nostri pensieri sono semplicemente pensieri
Il cervello umano ha una sua autonomia nel pensare
Noi non possiamo impedire alla mente di pensare, non possiamo controllare il contenuto dei nostri pensieri e non possiamo controllare il flusso dei nostri pensieri
Tuttavia, questo non significa che i nostri pensieri le nostre credenze siano automaticamente la verità per il semplice fatto che noi li pensiamo.
Bisogna sempre cercare dei riscontri concreti.
Se non ci sono prove concrete, significa che questi pensieri sono non sono veritieri
Non si può impedire alla mente di pensare, ma possiamo impedire che questi pensieri abbiano qualche fatto su di noi
Noi possiamo sempre scegliere se l’ascolto non pensieri e seguirli oppure no
Possiamo scegliere di riconoscerli, accettarli così come sono e lasciarli lì nella sua testa, senza dare peso senza darle importanza poi se ne andrà da soli.
Non possiamo impedire alla mente di pensare tuttavia siamo noi che scegliamo se farci condizionare i pensieri oppure no
Un percorso psicologico puoi aiutarla a comprendere meglio la sua situazione era affrontarla
22 GEN 2025
· Questa risposta è stata utile per 1 persone
Quello che descrivi è una lotta interiore molto comune, ma che può essere profondamente dolorosa. Ci sono diversi elementi da esplorare, e affrontarli potrebbe aiutarti a costruire una relazione più serena con te stessa e con gli altri.
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### **1. Le radici del senso di indegnità**
Il sentirsi "indesiderabile" o "insignificante" spesso affonda le radici in esperienze passate. Questi sentimenti possono nascere da:
- **Critiche ricevute** (esplicite o implicite) da figure importanti durante l'infanzia o l'adolescenza.
- Esperienze di rifiuto o situazioni in cui hai percepito di non essere abbastanza.
- Confronti costanti con gli altri, che possono aver creato un’immagine di te stessa "inferiore".
22 GEN 2025
· Questa risposta è stata utile per 1 persone
Cara,
grazie per aver condiviso la tua storia e le tue emozioni in modo così dettagliato e sincero. Quello che descrivi – il senso di inadeguatezza, la difficoltà a manifestare i sentimenti e la convinzione di non essere abbastanza – è qualcosa che può radicarsi profondamente e influenzare il modo in cui viviamo le relazioni con gli altri e con noi stessi. Il tuo racconto trasmette una grande consapevolezza del tuo mondo interiore, ed è proprio da questa consapevolezza che possiamo partire per trovare un equilibrio che ti permetta di vivere con maggiore serenità e autenticità.
Questi sentimenti di “indesiderabilità” e la convinzione di essere un’opzione di ripiego per gli altri potrebbero avere radici profonde, legate a esperienze passate o a messaggi che hai interiorizzato nel tempo. Nel mio lavoro, utilizzo spesso la teoria dell’attaccamento per esplorare come le esperienze formative, come il rapporto con le figure di riferimento durante l’infanzia, possano aver influenzato il modo in cui ti percepisci e ti relazioni agli altri. Se, ad esempio, hai vissuto situazioni in cui ti sei sentita trascurata, rifiutata o non valorizzata, è possibile che tu abbia sviluppato una narrativa interna che ti porta a dubitare del tuo valore intrinseco, anche quando le evidenze esterne – come l’amore del tuo partner – dimostrano il contrario.
Quello che stai vivendo sembra una forma di insicurezza relazionale, un senso di non essere abbastanza, che ti spinge a vivere sulla difensiva e a sabotare le relazioni prima che possano ferirti. Questo meccanismo, sebbene doloroso, può essere un modo per proteggerti dalla paura del rifiuto, ma finisce per privarti della possibilità di vivere pienamente l’amore e l’intimità.
L’atteggiamento di trascurarti volontariamente, come una sorta di ribellione, sembra un modo per affermare un messaggio importante: “Se devo essere amata, voglio esserlo per ciò che sono, non per ciò che potrei diventare forzandomi.” Questo desiderio è validissimo, ma il fatto che finisca per farti sentire ancora peggio indica che c’è un conflitto profondo tra il bisogno di essere autentica e la paura che questa autenticità non venga accettata.
Per iniziare a lavorare su queste dinamiche, potrebbe esserti utile un percorso di supporto psicologico che ti aiuti a riconnetterti con il tuo valore intrinseco. Un approccio come il TIST (Trauma-Informed Stabilization Treatment) potrebbe aiutarti a esplorare e comprendere le diverse parti di te che si attivano nelle relazioni: la parte che vuole essere amata e vista, quella che teme il rifiuto, quella che si ribella a standard esterni e quella che si sente bloccata dalla paura di non essere all’altezza.
Ti invito a riflettere su alcune domande:
• Cosa significherebbe per te sentirti davvero “abbastanza”?
• Quali momenti della tua vita ti hanno fatto sentire vista, amata e accettata per ciò che sei?
• Se non avessi la paura del giudizio, cosa vorresti offrire nelle tue relazioni?
Un altro aspetto fondamentale è lavorare sull’intimità emotiva e fisica. La difficoltà a prendere iniziativa nell’intimità potrebbe essere legata a questa narrativa interna di non essere desiderabile, ma ricorda che il desiderio non è solo una questione di estetica o perfezione: nasce dalla connessione, dalla fiducia e dal sentirsi liberi di mostrarsi per ciò che si è. Il fatto che il tuo partner ti ami e non ti abbia mai dato motivo di dubitare di lui potrebbe essere un buon punto di partenza per costruire un dialogo aperto. Parlare delle tue insicurezze con lui, senza sentirti giudicata, potrebbe rafforzare il vostro legame e aiutarti a lasciarti andare con maggiore serenità.
Infine, è importante ricordare che la società spesso ci impone standard irrealistici, ma non devi aderire a questi per essere amata o accettata. La bellezza autentica risiede nella tua unicità, e il fatto che tu voglia essere amata per ciò che sei dimostra una grande forza interiore. Questo percorso richiede tempo e pazienza, ma sono convinta che, con il giusto supporto, tu possa trovare un modo per vivere le relazioni con maggiore leggerezza e autenticità.
Se senti il bisogno di approfondire o di ricevere supporto, sono qui per accompagnarti.
Con affetto e stima,
Dott.ssa Barbara Durand
Ricevo a
22 GEN 2025
· Questa risposta è stata utile per 1 persone
Capisco quanto sia difficile affrontare questi pensieri e sentimenti, e apprezzo la tua sincerità nell'esporli.
Analizziamo insieme la situazione:
- Bassa autostima: sembra che tu abbia una visione molto negativa di te stessa, concentrandoti sui tuoi difetti e convincendoti di non essere all'altezza. Questa bassa autostima ti impedisce di costruire relazioni autentiche e di godere appieno della tua vita.
- Paura del rifiuto: la paura di essere rifiutata ti paralizza, impedendoti di esprimere i tuoi sentimenti e di avvicinarti agli altri.
- Perfezionismo: tendi a confrontarti con un ideale di bellezza e perfezione irrealistico, che ti porta a sentirti inadeguata e a trascurare i tuoi punti di forza.
- Difficoltà nell'intimità: la paura del giudizio e l'insicurezza sulle tue capacità sessuali ti impediscono di vivere appieno l'intimità con il tuo partner.
Cosa puoi fare?
- Accetta te stessa: inizia a focalizzarti sui tuoi pregi e sulle tue qualità. Tutti abbiamo dei difetti, ma è importante accettarli e amarci per come siamo.
- Sfida i tuoi pensieri negativi: quando ti accorgi di avere pensieri negativi su te stessa, fermati e chiediti se sono realmente fondati. Sostituiscili con pensieri più positivi e costruttivi.
- Lavora sulla tua autostima: puoi farlo attraverso la terapia, la mindfulness, o altre attività che ti aiutano a sentirti meglio con te stessa.
- Comunicazione aperta: parla con il tuo partner dei tuoi sentimenti e delle tue paure. Una comunicazione aperta e sincera è fondamentale per costruire un rapporto sano e duraturo.
- Inizia a prenderti cura di te: dedica del tempo alle attività che ti piacciono, cura il tuo aspetto fisico e mentale. Questo ti aiuterà a sentirti più sicura e attraente.
- Terapia: un terapeuta può aiutarti a esplorare le radici delle tue insicurezze e a sviluppare nuove strategie per affrontare le tue difficoltà.
Ricorda:
- Non sei sola: molte persone si sentono come te in un momento o nell'altro della loro vita.
- Il cambiamento è possibile: con impegno e determinazione, puoi superare le tue insicurezze e costruire relazioni più soddisfacenti.
- Sei una persona unica e speciale: non cercare di essere perfetta, ma di essere te stessa.
Un suggerimento:
Potresti iniziare tenendo un diario dove annotare i tuoi pensieri e le tue emozioni. Questo ti aiuterà a prendere consapevolezza di te stessa e a identificare le aree su cui lavorare.
In conclusione, il percorso per migliorare la tua autostima e le tue relazioni sarà lungo e impegnativo, ma ne vale la pena. Credi in te stessa e non aver paura di chiedere aiuto.
22 GEN 2025
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Buongiorno, grazie per aver condiviso così tanto di te, è un passo molto importante. Mi sembra che il filo rosso del tuo vissuto sia una profonda difficoltà nell’accettare il tuo valore e nel sentirti degna di essere amata, esattamente per come sei, senza dover cambiare. Spesso, quando abbiamo vissuto esperienze in cui non ci siamo sentite apprezzate o amate per ciò che siamo, tendiamo a interiorizzare un’idea di noi stesse come “non abbastanza”, e questo può alimentare ansie legate alle relazioni e alla nostra percezione di sé. Quello che descrivi, ad esempio, il timore che gli altri possano rendersi conto della tua “inadeguatezza”, è tipico di una bassa autostima, che ti porta a immaginare il peggio, anche quando le cose vanno bene. La tua tendenza a “autopunirti” non migliorando l’aspetto fisico o a trascurarti potrebbe essere una sorta di difesa, un modo per proteggerti dal rischio di essere rifiutata. In fondo, se non fai nulla per mostrarti “migliore”, puoi giustificare a te stessa un eventuale rifiuto, dicendo “tanto ero io la causa”. È un paradosso, ma è comprensibile: la paura di non essere accettata per ciò che sei ti spinge a non fare nulla per mostrarti come sei, come se questo ti permettesse di controllare l’esito, ma alla fine ti lascia in una situazione di frustrazione. Nel tuo caso, sembra che ci sia una forte separazione tra ciò che desideri per te stessa (essere accettata per ciò che sei) e quello che senti che ti venga chiesto dal mondo esterno, che ti porta a pensare che devi “adattarti” per essere accettata. Questo conflitto tra l’autenticità e l’immagine che pensi gli altri vogliano di te ti crea molta sofferenza. Per cercare un equilibrio, sarebbe utile esplorare un po’ più a fondo la tua relazione con l’autostima e con il valore che attribuisci a te stessa. Iniziare a riconoscere e accettare i tuoi punti di forza, anche quelli che a volte metti in ombra, potrebbe aiutarti a rafforzare la tua percezione di te. Potresti anche riflettere sulle tue relazioni passate, cercando di comprendere se ci sono stati segnali o dinamiche che ti abbiano fatto sentire indesiderabile o che possano aver contribuito a questa visione distorta di te stessa. Infine, in una relazione sana, il partner ti supporta, ti accetta per come sei, questo potrebbe essere un buon punto di partenza per provare a ricostruire quella fiducia in te stessa che sembra essere venuta meno. Se sentirai che il tuo valore non dipende dal tuo aspetto o dal tuo “adattarti” a un certo modello, sarà più facile sentirti veramente libera di mostrarti, senza paura del rifiuto. Essere gentile con te stessa in questo processo è fondamentale e l’aiuto di un professionista potrebbe aiutarti in questo percorso. Se vorrai sono a disposizione, un caro saluto,
Dott.ssa Velia Morati
22 GEN 2025
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Buongiorno, prima di tutto grazie per aver condiviso le sue riflessioni. Il suo sentirsi "indesiderabile" e il vivere costantemente con l'ansia del rifiuto sono temi profondi e dolorosi, molto probabilmente legati ad esperienze passate di bassa autostima o di relazioni in cui non si è sentita veramente amata per ciò che è; questo, col tempo, può generare un ciclo di ansia e paura di essere respinta, che la porta ad inibirsi nel suo modo di stare in relazione con gli altri. Anche il suo "non sentirsi abbastanza" nella relazione col suo partner è legato a ciò ma è importante ricordare che le relazioni sane si basano sulla reciprocità e sull’accettazione, non su un ideale perfetto di come dovremmo essere. Il desiderio di migliorare, sia fisicamente che culturalmente, è normale e positivo ma ciò che emerge dalla sua riflessione è il contrasto tra il desiderio di sentirsi amata per ciò che è e la paura di non essere abbastanza e il fatto che non riesca a trovare un giusto punto di mezzo indica che sta vivendo una forte tensione interna tra il voler essere una versione migliore di se stessa,forse più per gli altri che per se stessa, e il voler restare fedele a ciò che sente come veramente autentico. Le consiglio di riflettere sulla possibilità di iniziare un percorso personale perchè la paura di non essere abbastanza è un sentimento doloroso, ma può essere vissuta, affrontata e infine trasformata in un momento di grande crescita. Buona fortuna.
22 GEN 2025
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Buongiorno,
grazie di aver condiviso una parte intima e profonda di te stessa. È evidente che hai riflettuto molto su ciò che senti e sul modo in cui queste emozioni influenzano le tue relazioni, ed è un grande atto di coraggio parlarne così apertamente. Quello che descrivi tocca corde molto comuni, anche se spesso silenziose, in tante persone: il desiderio di essere amate per ciò che si è, il timore di non essere "abbastanza", la difficoltà di mostrarsi vulnerabili, e quel senso di inadeguatezza che sembra condizionare ogni passo. È importante sapere che non sei sola in questo e che quello che provi ha una profonda dignità. Le sensazioni che vivi e il modo in cui percepisci te stessa sono il riflesso di esperienze, convinzioni e forse aspettative che hai interiorizzato nel tempo, ma non definiscono il tuo valore. La tua sensibilità, la tua profondità e anche la capacità di riflettere su queste dinamiche dimostrano una grande ricchezza interiore. Può essere utile ricordare che i pensieri che tendono a criticarti così severamente spesso non raccontano la realtà, ma piuttosto una narrazione che la tua mente ha costruito, magari per proteggerti da ferite o delusioni. È possibile, anche con il tempo e l'aiuto giusto, modificare questa narrazione per far spazio a una visione di te stessa più equilibrata e gentile. Il fatto che desideri essere amata per ciò che sei è un'esigenza profondamente umana e legittima. Non sei tenuta a "trasformarti" o "correggerti" per essere accettata: sei degna d'amore e di rispetto esattamente così come sei. Questo non significa non voler crescere o migliorarsi, ma farlo partendo da un luogo di amore per te stessa e non di auto-critica o punizione. Se ti trovi bloccata in un ciclo in cui il timore di essere inadeguata ti spinge a evitare di esprimerti o a trascurarti, sappi che rompere questo schema è possibile. Può essere un percorso graduale, che magari puoi affrontare anche con il supporto di un professionista, come uno psicologo, che ti aiuti a esplorare le radici di queste insicurezze e a costruire un rapporto più positivo con te stessa. Non sei un peso, né un'illusione da smascherare. Sei una persona che merita di essere vista, ascoltata e apprezzata per tutto ciò che è: le tue insicurezze non ti definiscono, ma sono solo una parte di un viaggio che può portarti a riscoprire la tua bellezza interiore, il tuo valore e il tuo diritto di amare ed essere amata.
Un caro saluto e resto a disposizione, anche online.
Dott.ssa Federica Pepe
Psicologa
Ricevo a Torino e online
22 GEN 2025
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Buongiorno, prima di tutto grazie per aver condiviso i suoi pensieri. Il sentirsi "indesiderabile" e di vivere costantemente con l'ansia del rifiuto sono temi profondi e dolorosi e molto probabilmente hanno origine antiche e si accompagnano a esperienze passate di bassa autostima o di relazioni (anche familiari) in cui non si è sentita veramente amata per ciò che è; questo può generare un ciclo di ansia e paura di essere respinta, che la porta a inibire qualsiasi forma di espressione autentica di sé, sia nelle relazioni romantiche che in quelle amicali. Per quello che riguarda i timori relativi al "non essere abbastanza" per il suo partner è importante ricordare che le relazioni sane si basano sulla reciprocità e sull’accettazione, non su un ideale perfetto di come dovremmo essere. La sua esigenza di volersi migliorare, sia fisicamente che culturalmente, mostra il contrasto tra il desiderio di essere amata per ciò che è e la paura di non essere abbastanza una continua ricerca che cerca un equilibrio tra il migliorarsi, magari per accontentare gli altri, e l'accettarsi per come lei è. Il fatto che lei sembra non riuscire a trovare il giusto punto di mezzo indica che sta vivendo una forte tensione interna tra il voler essere una versione migliore di te stessa, forse per accontentare gli altri e il voler restare fedele a ciò che sente come autentico. Le consiglio di riflettere sulla possiblità di iniziare un percorso personale perchè la paura di non essere abbastanza è un sentimento doloroso, ma può essere affrontata e trasformata in un'opportunità di crescita. Buona fortuna. Margherita
22 GEN 2025
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Cara Dis-spes,
La difficoltà nel mostrare i propri sentimenti può essere legata a diversi fattori, come esperienze passate, paura di essere vulnerabili, timore di un giudizio e del rifiuto o altro. È una sensazione comune, ma che può influenzare profondamente le relazioni e il benessere personale.
Spesso, il primo passo per superare questo blocco è iniziare a esplorare i tuoi sentimenti in uno spazio sicuro e privo di giudizi. La terapia può aiutarti proprio in questo: a comprendere le radici di queste paure, a gestirle e, gradualmente, a sentirti più libera di esprimere chi sei veramente.
22 GEN 2025
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Buongiorno signora
Penso che lei abbia problemi con le sue emozioni, e mancanza di autostima.
Le sarebbe utile dei colloqui con uno psicoterapeuta.
Dottoressa Patrizia Carboni
Psicologa Psicoterapeuta
Roma
22 GEN 2025
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Buongiorno.
Grazie per la sua condivisione.
Da quanto scrive "mi sento spinta a dover aderire a un modo di essere che non mi appartiene" sembra che lei tenda a un'ideale impossibile da raggiungere perchè non conforme al suo desiderio inconscio.
Questa pressione di un'ideale sociale di come si dovrebbe essere la fa vivere in una costante svalorizzazione di sé in rapporto all'altro.
Quello che potrebbe fare all'interno di un percorso per stare un po' meglio sarebbe indagare le radici nella sua storia personale di come si è strutturato questo modello a favore di un'identificazione ideale e di una costante svalorizzazione di sé che ricade sul vissuto relazionale.