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Partner con troppa arroganza e sicurezza. Come fargli capire quando è al limite?

Inviata da Marta il 29 mar 2017 Terapia di coppia

Buongiorno, sono una giovane donna di 27 anni e sto con il mio compagno di 30 anni da circa 7 anni, e ci conosciamo almeno da 10, da poco abbiamo cominciato a provare a convivere e siamo completamente diversi caratterialmente, io ho un carattere che vacilla tra l'essere: mite, sereno e sensibile fino al paranoico, nevrotico e frettoloso. Cerco da anni di convivere e equilibrare questi aspetti, pian piano acquisisco più controllo e mi sento meglio, ma tutto questo viene messo a durissima prova dal mio compagno che è caratterialmente (secondo me e secondo amici comuni che lo conoscono da anni) pieno di brutti difetti, è molto arrogante, sicuro di se, ottuso (molto chiuso e fermo nelle sue idee), impaziente e intransigente, poco elastico e molto invadente e giudicante (se esiste come termine) a volte è anche paranoico! Dall'altro lato è brillante, estroverso, carismatico e efficiente, divertente. C'è da dire che tutti gli vogliamo un gran bene perché questi suoi difetti lui li trasforma in qualcosa per far ridere tutti, prendendosi anche in giro, ma lo fa sempre con saccenza e superiorità e senza mai fermarsi quando sarebbe opportuno, rischiando spesso e volentieri di litigare con quasi tutte le persone presenti, irritando e infastidendo su argomenti personali con frasi dette apposta per scatenare una reazione, creando un clima continuo di sfida su chi sta meglio e chi sta peggio, chi ha torto e chi ha ragione, chi fa bene le cose e chi no e spesso e volentieri lo fa per far vedere che LUI e soltanto lui SA. Senza mai dare peso ai sentimenti o alla privacy della persona che ha davanti, spesso queste situazioni mettono in imbarazzo me, che cerco in tutti i modi di arginare questo suo essere invasivo e irritante, passando per "la santa della situazione che lo sopporta da anni". La cosa che mi ha sempre lasciato perplessa e che lui molti anni fa, non era così...era estremamente diverso: amava ascoltare e parlare, era disponibile a dare una mano a tutte le persone a cui teneva, aveva molta empatia e io stessa con lui avevo molta più affinità e complicità (in quanto sono molto sensibile e ho molto bisogno di esprimere i miei pensieri a voce e di essere ascoltata e spesso consigliata, cerco sempre un confronto con altre idee). Ho provato a chiedergli come mai fosse diventato così meccanico e sintetico (spesso abbiamo litigato pesantemente perché ritenevo di non avere un appoggio da parte sua, un aiuto nei momenti di sconforto perché mi sembrava incapace di affrontare un momento così sentimentale perché era troppo sintetico e meccanico nel suo modo di vivere e vedere le cose, a volte mi sembrava quasi a disagio o in difficoltà ad affrontare certe piccole crisi mie di pianto) lui mi ha risposto che è diventato così, dopo aver lavorato in un posto lontano da casa in cui si è dovuto arrangiare e crescere da solo perché se no non funzionavano le cose, e che una volta quando era più "sensibile", soffriva troppo quando ci rimaneva male per qualcuno che non riusciva ad aiutare o che non gli dava retta...
Il problema è che ora, comportandosi come un insensibile e creando situazioni di disagio, io cerco costantemente e continuamente di correggerlo subito e davanti a tutti (un po' come spesso accade con una mamma con i suoi bambini che si comportano male) a volte le mie riprese, funzionano, altre volte invece per niente e io mi stanco moltissimo a dover star dietro a tutto quel che dice e che fa per far sì che non rovini un pomeriggio o una serata in compagnia, e l'aspetto peggiore è che non impara mai! La volta successiva, ripeterà gli stessi errori e le stesse scenate con discorsi annessi della volta precedente, in cui gli avevo esplicitamente chiesto di non farlo più! Sono esausta e stanca di questa storia e vorrei che lui smettesse di infastidire e sfidare sempre tutti con le sue frecciatine e i suoi discorsi provocatori, che capisse quando è il caso di mettere dei "filtri" a ciò che dice. Come posso fare ad aiutarlo a migliorare questo aspetto senza forzarlo e sforzarmi io, senza dovermi ripetere mille volte? Facendo in modo che entrambi ci prendiamo sul serio senza litigare? Sbaglio io qualcosa?

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Gentile Marta,
il tuo compagno ha spiegato che, per le difficoltà che ha incontrato sul suo cammino, ha costruito una sorta di "corazza" come difesa da possibili attacchi esterni senza rendersi conto che questa sua modalità di difesa comporta dei problemi inerenti alle relazioni sociali e rischia di danneggiare nel tempo anche la lunga relazione sentimentale con te.
Per altro, nemmeno gli si può chiedere di abbandonare repentinamente questa sua corazza e rimanere senza alcuna difesa.
L'ideale sarebbe ( e questo puoi provare a suggerirglielo tu) sostituire questa modalità difensiva di livello non elevato con un'altra più funzionale e raffinata che gli può venire solo da un adeguato percorso di psicoterapia in grado di rafforzare la sua struttura di personalità.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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