Partire per rinascere

Inviata da Marco · 2 ott 2017 Psicologia risorse umane e lavoro

Allora età di 19 anni mi ritenevo un ragazzo normale in quel periodo ero in viaggio per una vacanza/studio a Londra , e avevo come scopo nella vita viaggiare per il mondo fare cose che non sapevo fare e guardavo la vita con ottimismo e positività . In quel periodo mia madre era incinta del 5 figlio e aveva parlato con me e i miei fratelli se tenerlo i no . I miei fratelli e sorella avevano 20 17 e 16 anni , io ero l'unico che dicevo a mia madre che doveva abortire gli altri hanno incoraggiato mia madre a tenerlo . Quando io ero in Inghilterra volevo rimanere la per lavoro ma mio padre mi aveva detto di tornare a vedere il nascituro . Nel dicembre del 2011 nasce questa meraviglia , io a i miei genitori avevi detto espressamente che nn mi sarei occupato del piccolo , ma dopo un mese e facendo alcune ricerche mi sono accorto che mia madre era entrata in depressione e non volendo farsi aiutare da uno specialista , sbagliando , ho deciso di farmi carico della situazione e aiutare io in casa . Quel giorno nn avevo un lavoro lavorava solo mio padre nei weekend , eravamo senza macchina è con pochi soldi . Di conseguenza grazie ad un conoscente ho accettato un lavoro in una fabbrica x 100 € settimanali e nel corso di 3 anni si sono trasformati in 200 più il lavoro che faccio nel weekend fanno 1000 . E riuscivo a fare tutto lavorare occuparmi del bambino di cui tra noi 2 si è creato un legame fortissimo giocavo con lui lo portavo alla asilo , fuori e gli insegnavo le cose e le persone facevano i componimenti a mia madre . Poi circa 1 anno fa a lavoro è successo che mi ha dato il posto di responsabile che era del mio collega e carissimo amico che proprio lui mi ci aveva portato , io però nn accettai subito , ma alla fine che ci hanno messo contro accettai cadendo un un tranello visto che non sono persona comparabile con i soldi mi hanno convinto facendomi sentire il più bravo il più importante il numero1 senza che fosse vero .in quel periodo mi sentivo euforico e felice perché nella mia vita non avevi mai avuto un ruolo importante , anche se facevamo fino alle 13/14 ore lavorative . Visto che in quel periodo mi ero allontanato dal mio amico che mi aiutava a non pensare allo stress che mi dava la famiglia di cui mi sentivo oppresso solo io dei miei fratelli lavoravo . Mi sono avvicinato molto emotivamente ad una mia collega più grande di io 26 e lei 33 anni , in lei vedevo una donna forte fredda quasi senza emozioni e man mano che ci ho preso confidenza il solo pensare a lei anche se nn mi piaceva fisicamente mi faceva eccitare moltissimo e tutto ora sono attratto da lei mentalmente . Dico questo perché da quando ho iniziato a rapportarsi con questa donna che giocava con me solo per ottenerne favori lavorativi tutto è iniziato ad andare storto , perché penso in me si sia creata una dipendenza affettiva verso di lei e a lavoro le facevo fare tutto quello che voleva , sbagliando , e mettendomi in cattiva luce con gli altri colleghi . Per questo l ho inseguita x 1 anno provandoci per farla uscire con me , ma lei non diceva mai di no e tim andava sempre poi ho scoperto che me la detto lei che aveva una relazione con una altra mia collega sua stretta collaboratrice da 5 anni . Me ne avrei dovuto accorgere perché stavano sempre insieme . Dopo tanti tentativi in estate sono riuscito a starci insieme pero non mi è piaciuto e da quel momento ho incominciato a capire tante cose di me tipo che ho fatto questo lavoro x un 1 anno in più solo per andarle dietro dopo che ho capito la sua vera natura ho parlato con il mio datore di lavoro e ho lasciato il lavoro che ho fatto x 3 anni che non mi ha dato mai felicità e mi fatti venire le tendinite , io si fare un altro lavoro quello che faccio nei weekend. Che è meno faticoso è ho deciso di partire all esteri da un mio amico che mi ospiterà . Da dire anche che sono stato da una psicologa e mi ha aiutato a capire che il mio malessere nasce dalla visione che ho della mia famiglia che mi sento come se mi tappassero le ali e voglio ritornare ad essere quella persona positività e con voglia di vivere che ero un tempo . Cosa ne pensate faccio bene a partire in cerca dei miei sogni e la libertà?

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Miglior risposta 3 OTT 2017

Gentile Marco,
dal tuo racconto un pò confusivo si evince che ti sei sacrificato molto per la famiglia e che hai ricevuto una forte delusione da quella collega più grande di te che per giunta era legata sentimentalmente ad un'altra donna ed ha interagito con te per profitto.
Ora la tua idea di andare all'estero mi sembra quasi una fuga da ciò che hai vissuto.
Penso invece che sia più utile lavorare su questo tuo vissuto per capirne meglio le origini delle sequenze causa-effetto e conoscere in modo più profondo e consapevole il tuo modo di funzionare.
Di conseguenza, ritengo che dovresti tornare da quella psicologa e intraprendere un percorso di psicoterapia prima di prendere nuove decisioni importanti per la tua vita.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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4 OTT 2017

Gentile Marco,
partire potrebbe rappresentare una rinascita se frutto di una decisione consapevole e ponderata.
Lei per tanto tempo si è assunto la piena responsabilità in famiglia, i propri bisogni sono stati messi in un angolo remoto.
La relazione vissuta di recente ha avuto caratteristiche impegnative e non le ha trasmesso amore e sicurezza.
Una certa confusione e ambivalenza la caratterizza, forse prima di prendere decisioni definitive sarebbe auspicabile un opportuno percorso psicologico per aumentare la consapevolezza personale.
I miei migliori auguri
Dott.ssa Donatella Costa

Dr.ssa Donatella Costa Psicologo a Rezzato

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3 OTT 2017

Buonasera Marco,
da quanto scrive sembra che abbia sempre assunto ruoli, sia a livello lavorativo e sentimentale, esclusivamente per compiacere gli altri.
Lei è libero di andare all'estero, ma si chieda se questo rappresenta davvero un modo per soddisfare i suoi desideri o soltanto una fuga da qualcosa che non vuole affrontare.
Le suggerisco di valutare con la psicologa questo aspetto, prima di fare scelte definitive.
I miei migliori auguri
Dott.ssa Vanda Braga

Dott.ssa Braga Vanda Psicologo a Rezzato

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3 OTT 2017

Salve Marco,
la storia che racconta è densa di eventi importanti.
Emergono la sua forza di volontà e la sua caparbietà, che sfiorano la testardaggine, quando è intenzionato ad ottenere qualcosa. La scelta stessa di andare all'estero, poi tornare, stare a stretto contatto con un fratello piccolo pur avendo precedentemente affermato la propria contrarietà a riguardo, dimostra che Lei è capace di sforzi molto intensi, direzionali anche o soprattutto agli altri, poco a Lei.
Stessa dinamica che avviene verso questa sua ex-collega, rimanendo un anno in più del suo tempo e del suo lavoro in quel luogo di lavoro, inimicandosi gli altri, per questa donna, cioè per un'altra persona.
Questa è significativo perché denota proprio un modo di fare stereotipato, cioè che si ripete nel tempo.
Emblematica, nella sua richiesta d'aiuto è la sua premessa, dove racconta che nella sua famiglia una buona parte di responsabilità nel portare avanti una gravidanza o meno, sono state caricate sui figli piuttosto che prendere questa decisione in autonomia tra la coppia genitoriale. Di questo è emblematico che vengano rimesse a dei ragazzi responsabilità e incertezze proprie di genitori, in questo modo assoggettando e rendendo in qualche modo affettivamente incastrati, incatenati a se, tutti i componenti della famiglia, che a loro volta all'epoca ed anche successivamente erano e sono in un'età di giovane adulto in cui uno svincolo è il passaggio più opportuno.
Questo passaggio non vuole essere un giudizio sull'operato dei suoi genitori, ma piuttosto un'analisi di una difficoltà in cui magari si sono trovati adottando questa come soluzione ai loro timori ed incertezze.
Concludendo, stare a rimuginare sul passato non è funzionale per nessuno, dunque è opportuno che Lei riprenda in mano le briglie della sua vita e che la direzioni esattamente dove vuole andare. La forza c'è l'ha, l'intelligenza di fermarsi per chiedere aiuto quando è necessario anche, perciò operi un sereno svincolo dal suo nucleo familiare d'origine perché da giovane adulto, quale Lei è, l'obiettivo è formare magari un proprio nucleo familiare.

Cordialmente

Dr. Vito Leone
Psicologo Clinico
Studio Psicologia della Famiglia

Dr. Vito Leone Psicologo a Pescara

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3 OTT 2017

Ciao Marco,
se partire è quello che desideri, è un tuo sogno, non lasciare che nessuno ti fermi. Devo aggiungere però che ho riletto più volte quello che hai scritto e quello che mi arriva è una certa confusione e difficoltà ad esprimere i propri stati mentali, passando da famiglia, lavoro e relazioni particolari basate sull'auto-sacrificio sia con mamma che con la collega. Sembra che hai poca consapevolezza di quello che ti succede e del perchè ti succede. Credo che ti gioverebbe ricominciare un percorso terapeutico per acquisire maggiore consapevolezza e comprensione di te stesso, percorso che in ogni caso potrai fare anche dall'estero.

Dott. Geremia Napolitano Psicologo a Marigliano

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