Parter confusa e ambivalente come reagire

Inviata da Ugo · 17 mag 2019

Scusate, vorrei raccontavi la mia situazione, scrivo per chiederle come rispondere ai compotamenti e alle reazioni emotive della mia ragazza, cercherò di essere il più dettagliato possibile: io 31 anni e lei 29, siamo arrivati a 4 anni di fidanzamento, i primi 3 anni sono stati un vero "prezioso giardino da coltivare" e lo coltivavamo veramente bene, anche se le cose erano difficili perché io lavoravo di giorno e lei in un locale di sera, questo non impediva me di aspettarla dal lavoro, passare un oretta insieme, fare l'amore e addormentarci abbracciati. I primi 3 anni sono andati così, uniche e poche note storte sono state qualche momento di crisi nervosa per lei (non le si poteva proprio parlare perché gli venivano crisi isteriche, ed è successo sette o otto volte) e qualche rara scenata di gelosia da parte mia (tre o quattro volte).
Prima di palare di quello che è successo nell'ultimo anno volevo aprire una parentesi che si collega al passaggio nel suo articolo, cioè all'archeologia dell'amore: io vengo da una famiglia dove mio padre e mia madre, pur in difficoltà economiche e di salute, sono stati sempre uniti e non hanno fatto mai pesare problemi sui figli, finché non siamo diventati grandi e li abbiamo capiti da noi. Lei, figlia unica, invece viene da una separazione dei genitori all'età di 8 anni, un padre molto apprensivo e amorevole ma un po all'antica per lei e sua madre (deceduta davanti ai suoi occhi tre anni prima che ci conoscessimo) che faceva uso di psicofarmaci e abuso di alcolici, alternando compagni con storie della durata di un anno o due, mi ha raccontato che sua madre aveva crisi isteriche e spesso sfogava su di lei, nonostante ciò a volte non nasconde che le manca.
Ora, nell'ultimo anno è successo che lei stressata dal suo lavoro (che non le permetteva di avere una "vita" come le ragazze della sua età, poiché aveva un giorno a settimana libero, ovviamente infrasettimanale perché il weekend i ristoranti lavorano) si licenzia, fa qualche lavoretto, ma le crisi aumentano, io la supporto, pur avendo un calo nel mio lavoro la aiuto a sostenersi quando è in difficoltà ( l'ho sempre fatto con amore e lo rifarei tuttora se ne avesse bisogno, e lei prima di allora lo aveva fatto per me), il rapporto si stava raffreddando per via di questi stress della paura per le difficoltà economiche e il desiderio da parte sua era iniziato a calare poco prima del momento del licenziamento dal suo vecchio lavoro nel ristorante, un giorno mentre la porto a casa mi dice piangendo che non mi ama più, non mi voleva vedere, di darmi la copia delle chiavi e che non voleva continuare a prendermi in giro, io pur soffrendo la assecondo anche perché vederla soffrire nello stare con me mi faceva più male che non vederla più, le dico che comunque qualsiasi cosa le servisse io c'ero, e cosi dopo qualche giorno mi chiede se potevamo andare a mare con degli amici, io ovviamente ci sono andato perché dentro di me non ho mai finito di amarla e volere il suo bene, così siamo ritornati a frequentarci, durante questo periodo l'ho spinta a realizzare il suo sogno che era quello di iscriversi a una scuola per specializzarsi in un mestiere da lei sognato, l'ho supportata anche perché per l'amore che ho per lei voglio che venga fuori il meglio di lei, dopo questo periodo si convince a tornare a tutti gli effetti di nuovo con me, anche se a differenza di prima non dormiamo più tutti i giorni insieme, ma solo il fine settimana.
Passano cinque mesi e lei mi manda un messaggio nel quale solleva i suoi dubbi sul nostro rapporto, mi lascia di nuovo, ma stavolta dura pochi giorni e ci rimettiamo insieme. Quattro mesi dopo un altro messaggio dove scrive che non sente più di amarmi, come quando era successo d'estate, dice che non le va più di prendermi in giro e vuole guardarsi dentro, le rispondo che è meglio se ci lasciamo allora, che non voglio che una persona sia infelice per il fatto di stare con me, e ci siamo lasciati, anche se a malincuore per me, le ho detto che a questo punto era meglio chiudere contatti. Arriva la sera e mi scrive che ci tiene a me e che ha questi momenti in cui vuole cambiare tutto pensando che le sue insoddisfazioni provengano dal nostro rapporto, e si è accorta di farmi male con queste reazioni senza un motivo reale, e siamo ritornati insieme.
Da allora inizio a vivere la storia con ansia, sento di non riuscire a starle vicino come vorrei, infatti ieri sera mi manda un messaggio con scritto: " io sto vivendo una crisi sempre riguardo a quello che ti dissi l altra volta, Tu non mi meriti, Lo penso perchè ti voglio bene e ci tengo ma non voglio piu una relazione adesso, E troppo tempo che ho sti pensieri, Ma io non provo le stesse cose tue,so solo che non voglio farti soffrire, E per questo devo fingere?non e un motivo valido, Devo veramente riflettere,ho quasi trent anni e devo riflettere, Nessuno sa verament quello che prova l altro, Ma io mi sento incastrata non lo so, Voglio che tu faccia tutto per il tuo bene e non pensarmi più,ma non voglio sfruttarti ne aprofittare dei tuoi sentimenti. E voglio essere sincera e sto cercando di esserlo, Non dico di apprezzarlo." Io le rispondo: " Non mi hai mai sfruttato, non hai mai approfittato dei miei sentimenti, non sei la persona che credi di essere in questo momento" e da allora non ci stiamo sentendo più.
Vorrei un consiglio da voi su come reagire a questi comportamenti ambivalenti per far si che questa relazione non finisca?

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Miglior risposta 20 MAG 2019

Gentile Ugo,
probabilmente anche per la storia di vita avuta, questa ragazza ha una elevata instabilità e fragilità psicologica che già molte volte ha scaricato sulla relazione con lei mentre avrebbe fatto meglio ad avvalersi di un aiuto psicologico.
L'amore deve nutrirsi di reciprocità altrimenti prima o poi è destinatio a finire per esaurimento e lei avendo già troppo pazientato è su questa strada dell'esaurimento anche se per adesso è ancora legato sentimentalmente.
Pertanto, per sperare di salvare la relazione, lei dovrebbe riuscire a persuadere questa ragazza ad intraprendere un percorso di psicoterapia al fine di superare i problemi che sono a monte della sua instabilità.
In alternativa, il suggerimento è di prendere salutare distanza rendendosi conto che tale situazione, se ignorata, è logorante e controproducente.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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20 MAG 2019

Caro Ugo, indubbiamente la tua partner è confusa, ti consiglierei di prenderti un periodo di pausa in modo da evitare che i suoi altelanamenti finiscano di confondere anche te!
A volte la distanza, interrompendo ogni contatto sia messaggi, telefonate e incontri, serve a vedere chiaro dentro se stessi! Auguri! Annalisa Lo Monaco

Dott.ssa Annalisa Lo Monaco Psicologo a Roma

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