Parola fissa nella testa

Inviata da Irene. 9 ott 2017 12 Risposte  · Stress

Salve a tutti
Vorrei parlarvi di un problema che ho da quasi 1 mese.
1 mese fa circa stavo attraversando un periodo di stress e mentre ero steso sul letto e stavo per addormentarmi mi è come dire "apparsa" la parola "piano" nella testa; questa parola mi è rimasta nella mente per qualche giorno finchè non mi è apparsa la parola tetris la quale ormai è quasi un mese che continua a ritornarmi alla mente senza che io riesca a controllarla, mi viene automaticamente e non riesco a ricollegarla in nessuna maniera "logica" come dire, a niente in particolare... è passato un po' di tempo e questa cosa inizia un po' a preoccuparmi. È qualcosa che andrà via col tempo? Potrebbe portarmi delle complicazioni in futuro? Come posso scacciarla via?
Grazie in anticipo per il vostro aiuto

passato , riesco

Miglior risposta

Gentile Irene, la nostra mente funziona per connessioni. Mi chiedo che significato abbia per lei la parola piano, come anche la parola tetris. A me, personalmente, rimanda al famoso gioco di incastri tra pezzi che scendono sempre più velocemente. Mi incuriosisce a proposito considerare che una delle prime cose che lei ha menzionato è un periodo di stress. È possibile che programmi e giochi si incastri abbiano a che fare con come lei si sente attualmente? Aggiungo. Come i fantasmi le parole e i pensieri continuano a circolare dentro di noi finché non hanno esaurito la loro funzione. Allora scompaiono così come erano apparsi. Lei che significato da a queste parole? Che cosa le sta accadendo? Resto a disposizione. Un saluto!
Dottoressa Azzali Psicologa Psicoterapeuta a Parma e Fidenza PR

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Ciao Irene, sembra che, da quello che riferisci, si tratti di un disturbo ossessivo compulsivo, cioè della ripetizione continua di una parola senza riuscire a smettere. In realtà questo tipo di disturbo ha antecedenti che forse sono stati trascurati o di cui non eri consapevole in precedenza. Di solito un'ossessione ne sostituisce un'altra e hanno, solitamente, un fondamento di realtà nella storia della persona. Attualmente non ne riconosci il senso, purtuttavia, se ricostruissi la narrazione della tua storia personale, lo troveresti certamente. Le ossessioni, rispetto alla tua domanda circa le conseguenze e la modalità per "scacciarle", resistono all'avversione della persona che vorrebbe liberarsene. La strategia migliore è forse quella di comprenderle e inserirle nella propria storia di vita. L'evoluzione del disturbo non è prevedibile, potrebbe andare verso una remissione dei sintomi, soprattutto se intervenissero nella tua vita fattori facilitanti, o anche peggiorare nel tempo. Una psicoterapia cognitivo-comportamentale può essere utile e, nei casi più complessi anche l'aiuto farmacologico può essere di sostegno alla psicoterapia.

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19 OTT 2017

Logo Antonietta Lapegna Antonietta Lapegna

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5 voti positivi

Penso che per capire bene il funzionamento del tuo problema dovresti scriverci cosa tenti di fare per cercare di risolverlo..come si potrebbe immaginare la tua modalità ricorrente è proprio quella di cercare di mandare via la parola che si fissa come un chiodo nella tua mente..e penso che da quando hai iniziato a fare così la parola si imprimeva ancor di più nella tua testa..finché ne è subentrata un altra ed hai attivato la stessa soluzione che però sembra essere più disfunzionale che funzionale..
Questo è il meccanismo che va smontato..questo è un tipo di problemi che si può risolvere attraverso un numero breve di sedute senza dover andare a scavare in un passato e riempirlo di interpretazioni.
Un saluto

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17 OTT 2017

Logo Dott.ssa Enrica Bonino Dott.ssa Enrica Bonino

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1 voto positivo

Buongiorno Irene,
a volte si consumano molte energie nel tentativo di scacciare ciò che affiora nella mente perché ritenuto disturbante. Spesso si tratta di un segnale che, se ascoltato, potrebbe viceversa generare benessere. Cercare la collaborazione di un professionista, per avviare un percorso di riconoscimento, potrebbe aiutarla a comprendere anziché scacciare.
Cordiali saluti
Studio dr. Gramaglia
Torino

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17 OTT 2017

Logo Gramaglia Dr. Giancarlo Gramaglia Dr. Giancarlo

244 Risposte

96 voti positivi

Forse le parole che le vengono in mente sono un modo ossessivo di aggrapparsi a qualcosa rispetto a un timore sottostante di crollare psicologicamente sotto il peso di situazioni troppo difficili per continuare ad essere sostenute senza un aiuto. Non abbia timore di chiedere un aiuto in un momento di difficoltà. Le assicuro che sono le persone piu sane che sono in grado di farlo. Gli psicologi per primi lo hanno fatto all inizio della loro carriera professiinale. Siamo esseri umani e perciò vulnerabili.

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12 OTT 2017

Logo Dott.ssa Rossana Jommi Dott.ssa Rossana Jommi

2 Risposte

Buongiorno Ilaria, vorrei chiederti secondo te come mai spaventa tanto avere una "parola fissa" nella mente. Soffermandoti a riflettere razionalmente la parola in sé non arreca alcun danno alla persona ma in realtà cosa rappresenta. I tuoi interrogativi su che cosa significa, andrà via, potrebbe avere complicazioni in futuro fanno sì che da un punto di vista fisiologico ci sia un'allerta, un'agitazione e questo ovviamente ti allarma creando la preoccupazione. Ti invito a fare una riflessione su questo dato, resto a disposizione

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11 OTT 2017

Logo Dott.ssa Francesca Rubino Psicologa  Psicoterapeuta Dott.ssa Francesca Rubino Psicologa Psicoterapeuta

10 Risposte

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Gentilissima,
La ripetizione continua di una parola o di una frase è una forma di Compulsione mentale, ossia una modalità che si innesca con la finalità di sedare
l' Ansia, rinforzando il pensiero che tale rituale favorirà che le cose vadano secondo le nostre Aspettative.

Come liberarsi dalle compulsioni mentali?
Se la ripetizione mentale è molto presente e limitante per l' espletamento delle normali attività del quotidiano la soluzione migliore è la psicoterapia.

La terapia breve strategica per i disturbi ossessivo compulsivi ha dimostrato di saper lavorare nella maggioranza dei casi senza l’ausilio di psicofarmaci.

Quando invece il livello è ancora basso,si può cercare di liberarsene, sia tentando di lasciar cadere il pensiero senza rinforzarlo, sia provando, al contrario, a “distorcere il rituale”. Ad esempio, se è una formula mentale, si può cambiare qualche parola, si può tentare di ripetere la frase al contrario, o si può scriverla anziché recitarla mentalmente.

La distorsione fa collassare il rituale portandolo velocemente all’estinzione. Se però questa semplice tecnica da sola non bastasse, allora è il momento di rivolgersi a uno psicoterapeuta.

Cordiali saluti
Roberta Musetti
Psicologa Psicoterapeuta

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11 OTT 2017

Logo Dr.ssa Roberta Musetti Dr.ssa Roberta Musetti

1 Risposta

Gentilissima Irene,
mi sembra di capire che la presenza di queste parole/pensieri le creino una certa quota di disagio, perché non riesce a spiegarsela con logiche razionali comunemente condivise.
La Sua emozione immediata - come scrive nella richiesta - è quella di preoccupazione/ansia. Questa emozione può, se si vuole essere ignorata (ipotesi che avanza nella richiesta), oppure può essere un'opportunità, un segnale che potrebbe essere indagato meglio, in collaborazione cliente-psicologo, per catalizzare nuovi modi per fare esperienza, e per sperimentare nuova consapevolezza.

Dott. Leonardo Distefano Psicologo
PARMA - PIACENZA

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11 OTT 2017

Logo Dott. Leonardo Distefano Dott. Leonardo Distefano

3 Risposte

2 voti positivi

Gentile Irene,
Idee, pensieri, parole intrusive nella mente, sono a volte un tentativo di gestione cognitiva di un tema emotivo, un’emozione non focalizzata che é come se rimanesse sospesa.
Sarà utile ricostruire il contesto in cui si è verificata la prima volta, per comprenderne meglio il significato, ovvero ricostruire i fatti che costituivano il periodo di stress di cui parlava.
Se non riesce e le parole le impediscono di funzionare nella quotidianità, le consiglio di rivolgersi a uno psicoterapeuta.
Un cordiale saluto.

Dott.ssa Patrizia Mattioli

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11 OTT 2017

Logo Dott.ssa Patrizia Mattioli Dott.ssa Patrizia Mattioli

68 Risposte

26 voti positivi

Carissuma Irene,
questo Suo pensiero fisso ricorrente che su esprime in una parola, ma che si ricollega in modo antitetico alla prima, altro non è se non una manifestazione dell'inconscio.
Sebbene non riesca a trovare nessi significativi e logici, non significa che non siano importanti, anzi, la loro valenza sta proprio nell'illogicità del pensiero.
Le consiglio un percirso terapeutico, proprio perché questi pensueru la interrogano.
Potrebbe rivolgersi ad un analista lacaniano.

Cordialità
Dott.ssa Fornari Daniela
Iseo (BS)

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11 OTT 2017

Logo Dott.ssa Daniela Fornari Dott.ssa Daniela Fornari

367 Risposte

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Confermo quanto detto dalla collega: i tentativi di scacciare queste parole, non fanno altro che favorirne la permanenza. In parole più semplici: il tentativo di controllare la comparsa di queste parole, fa in modo che rimangano impresse più a lungo e tornino alla mente più frequeuntemente.
Una valida terapia volta ad alleviare questo tipo di preoccupazioni e ad insegnare strategie efficaci per questo tipo di pensieri è la Terapia Cognitivo Comportamentale.
Rimango a disposizione per chiarimenti.
Dott.ssa Elena Mantovan,
Venezia

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11 OTT 2017

Logo Dott.ssa Elena Mantovan Dott.ssa Elena Mantovan

4 Risposte

Buongiorno Irene,
Rispetto al suo problema posso dirle che lo stesso e' certamente alimentato dal suo desiderio di scacciare le parole e i pensieri dalla sua mente. Sperimentando lei stessa che più lotta, più i pensieri/parole rimangono nella sua mente provocandole sofferenza e disagio e magari impedendole di prestare attenzione alle cose che sono importanti per lei.
Si tratta di una trappola in cui spesso ogni essere umano cade, ma spesso tale trappola diventa particolarmente invalidante in alcuni particolari periodi della vita( di stress ad esempio).
L'ACT e' una terapia cognitivo comportamentale di terza generazione che le può insegnare come sospendere questa lotta, aiutarla a trattare i pensieri e le parole per quello che sono e consentirle di fare tutto ciò che conta per lei anche in presenza di questi pensieri.
Sono disponibile per ulteriori chiarimenti
Dr.ssa Antonella Ferrara
Bergamo

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11 OTT 2017

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