Parere professionale su situazione familiare

Inviata da Eterea · 9 gen 2020 Terapia familiare

Salve, mi chiamo Veronica e ho 32 anni. Convivo da 2 anni, durante i quali è successo di tutto.
Nel 2016, finalmente, termino i miei studi universitari e insieme al mio fidanzato decidiamo di iniziare a progettare una vita insieme. Classica situazione: lui ha un appartamento da ristrutturare sopra casa dei suoi zona campagna. Mi chiede se mi piace il posto, dico di sì, e fin qui tutto bene. I miei suoceri si erano comprati un appartamento nuovo in un paese a 40 minuti di distanza per passare la loro pensione altrove. Quindi i presupposti giusti c'erano ovvero:essere distanti dai miei e i suoi genitori e un lavoro vicino casa. Finiti i lavori di ristrutturazione e fatto il trasloco, mio suocero viene a mancare. E da qui ha inizio tutto. Suocera, compagno e cognato depressi. Io che fino a quel momento non ho mai avuto un rapporto troppo confidenziale con mia suocera me la ritrovo a casa in ogni momento, ogni volta che non lavoravo ci invitava a pranzo, dava attenzione a quante domeniche al mese andassi a pranzo da mia madre oppure a fare discorsi assurdi sulla solitudine o su come io non passassi abbastanza tempo insieme a lei. Ok, penso che magari è un periodo delicato, infondo la morte di mio suocero è stata inaspettata, così decido di essere più che comprensiva e compiacente. Questo è durato per un bel po' perché si sono susseguite diverse fasi, da vittima, da malata, da persona bisognevole di aiuto fisico per le faccende domestiche fino a quella che non poteva più stare da sola a casa perché aveva paura dei ladri. Nel frattempo avevo anche il mio compagno che assecondava la madre e se stesso. Quando staccavo da lavoro non volevo tornare a casa, sentivo il bisogno di scappare via lontano e spesso mi fermavo prima da mia madre a ricaricare le batterie. A un certo punto ho pensato anche ad andarmene via, a mollare poi razionalmente mi sono sempre detta che il tempo avrebbe in qualche modo sanato la situazione. In parte così è stato. Io e il mio compagno piano piano ricostruiamo la nostra vita di coppia che con la malattia del padre e un po' lo smattamento della madre avevamo perso e così che arriviamo ad aspettare una bambina. Felici ci lanciamo in questa nuova avventura e io soprattutto quella di affrontare la grandanza tranquilla a casa. E invece non fu così. Ogni settimana venivo svegliata di mattina perché la madre si sentiva male con la pressione, oppure mi citofonava per chiedermi favori assurdi tipo di andarle a girare il pesce o di prepararle il pranzo quando lei comunque ha a casa un altro suo figlio ma soprattutto senza nemmeno curarsi che magari io ero all'8 mese di gravidanza con la sciatica e riuscivo a malapena nel mio. Nasce la bambina e lei ad ogni visita di un mio parente si piazzava lì, addirittura veniva a controllare quando non conosceva qualcuno. Ho passato un'estate terribile da sola con lei che rompeva su ogni cosa ma soprattutto che si permetteva di elargire opinioni non richieste in un momento della mia vita molto fragile. Solo un aggettivo: pesante. Il mio compagno in tutto ciò mi da ragione, una volta mi ha anche detto che se proprio devo essere infelice per venire dove vivo allora si cambia casa ma in realtà so che non è poi così semplice. Mi dico che tracciare dei giusti confini ed esprimere educatamente ciò che penso sarebbe bastato a costruire una sana e civile convivenza. Il problema che ad oggi ho capito che ci sono cose che non cambieranno mai, per quanto io mi sforzi ci sarà sempre qualcosa che mi darà fastidio ma soprattutto che non cambia il disagio che provo quando sto con lei, tanto è che quando se ne va tiro un sospiro di sollievo. E questo accade non una o due volte ma tutti i giorni. Come posso superare tutto ciò mantenendo l'equilibrio familiare?

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Miglior risposta 10 GEN 2020

Gentile Veronica, queste suocere..! Ovviamente la mia è una battuta e insieme una provocazione..
Riesco a percepire una sua lettura consapevole ed ordinata di quanto successo finora e questo le rende merito.
Ciò che mi salta all occhio è questa grande fatica con sua suocera, la quale sicuramente diventa pesante, così come lei scrive (per difficoltà sue); come mai queste intrusioni fanno così tanto leva su di lei?
Forse è davvero buono ciò che lei pensa, ossia stabilire confini ben chiari della vostra coppia/famiglia.
Penso che potreste godere di un intervento di terapia familiare, poiché è vero che le cose e le persone difficilmente cambiano, ma possiamo cambiare noi, con le nostre modalità, il nostro approccio e di conseguenza le nostre sofferenze.
Sono a disposizione
Saluti
Dott.ssa Lucia Moglie
Psicologa Psicoterapeuta
Ancona

Dott.ssa Lucia Moglie Psicologo a Ancona

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10 GEN 2020

Gentile Eterea,
dal suo scritto emerge una difficoltà a sostenere quel che vorrebbe per se e la sua relazione, e si ritrova invischiata ad assecondare richieste di persone in difficoltà.
Mi sembra sollevi il bisogno di dare un confine ad una invasivita’ che forse non riesce a dare, proverei a chiedermi come mai, cosa la porta ad accettare e al non dare continuità ai suoi intenti. Forse scappare può significare non riuscire ad affrontare?
Dr.ssa Elisabetta Ciaccia

Dott.ssa Elisabetta Ciaccia studio di psicologia Psicologo a Milano

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