Padre violento

Inviata da Giulia · 5 lug 2016 Violenza di genere

Salve a tutti..
Vi scrivo per cercare di chiarire alcuni miei dubbi.
Sono una ragazza di 27 anni, sto cercando di riprendermi da un periodo della mia vita molto particolare, durato più di un anno, in cui ogni giorno mi sono svegliata pensando di essere una fallita e di non valere nulla nella vita. Studio CTF e per un anno non ho dato esami, ma adesso sto cercando di rimettermi in carreggiata nonostante i problemi economici della mia famiglia mi obbilighino a lavorare qualche giorno a settimana.
Tutto questo dopo una storia di cinque anni fallita, forse a causa mia, forse perché non sono stata più capace di farmi amare. O forse chissà..
Nel frattempo ho.conosciuto un uomo nove anni più grande di me che mi dava molte attenzioni e con cui sono stata per un anno e mezzo , fino a due settimane fa, quando ho capito di essere infelice ed ho deciso di chiudere la storia.
Prima di questi due ragazzi, sono stata sei anni (dai 16 ai 21) con un ragazzo che ancora oggi vedo come l'uomo della mia vita, ma con cui ho avuto una storia molto travagliata.
A casa ho una situazione particolare. Non ho piacevoli ricordi di mio padre, ricordo solo le botte da bambina perché parlavo mentre lui riposava, o perché rompevo un oggetto. Ricordo i lividi e mia madre che mi mettava il ghiaccio sulla fronte o la pomata sugli ematomi. Poi da ragazzina, gli stessi ricordi. Gli insulti per non aver superato il primo esame all'università, il naso rotto per aver difeso mia madre dalle sue aggressioni verbali, o l'occhio nero per aver risposto ad una sua provocazione. Tutto questo dopo i vent'anni.
Oggi, la situazione è sempre la stessa, con la differenza che io non ho più paura di lui, ma purtroppo mi rendo conto che la mia vita sia influenzata dall'odio che provo nei suoi confronti.
Mi da fastidio la sua presenza, a volte mi passa davanti ed io ho lo sguardo fisso altrove per non incrociare i suoi occhi.
A volte , durante le discussioni io gli rinfaccio di averci sempre maltrattato (me in particolar modo perché sono sempre stata l'unica figlia a ribellarsi ai suoi modi) e lui afferma di non aver mai fatto nulla e ciò che ha fatto lo ha fatto perché io me lo meritavo.
Se mi analizzo, credo che se lui ammettesse i suoi errori io potrei perdonarlo e forse il mio perdono mi farebbe stare meglio, invece sono sempre angosciata e spaventata.
Vorrei perdonarlo a prescindere dalle sue scuse, perché credo che lui non sia capace di ammettere i suoi errori, però poi compie un'altra cattiveria ed io non riesco proprio a perdonarlo...
Spesso piango pensando di non voler diventare come lui e a volte temo che il fatto di non riuscire a mantenere una relazione, nonostante abbia sempre storie lunghe, sia colpa della mia vita così dolorosa e di tutte le paure che mi porto dentro.
Voi cosa ne pensate?
Chiedo scusa se mi sono dilungata!

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Miglior risposta 5 LUG 2016

Cara Giulia
il comportamento aggressivo di tuo padre, oltre a procurarti dei lividi nel corpo (che poi son scomparsi), ha lasciato dei segni e delle ferite nella tua Anima che si sono trasformate poi in senso di non meritare e di non valere nulla.
Questo sottofondo certo complica e complicherà (fino a quando il tutto non sarà elaborato) le tue relazioni sentimentali e ti porterà insoddisfazione e complicazioni.
Per questi motivi ti occorre un percorso importante di psicoterapia per elaborare queste ferite e riportarti ad equilibrio e autostima.
Non privarti di questo percorso che ti è davvero molto necessario.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci psicologa psicoterapeuta.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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5 LUG 2016

Gentile Giulia,

il suo scritto contiene in sé degli elementi importanti, sembra lei abbia già delineato i punti su cui eventualmente lavorare per poter arrivare a comprendere ed elaborare quelle che sono le sue questioni principali, in primis i suoi legami con le figure maschili.
Ritengo meriti uno spazio ed un'accoglienza maggiore di quella su un portale virtuale, il mio consiglio è di rivolgersi ad un terapeuta che possa aiutarla a tracciare il filo che ricongiunge le tematiche da lei espresse affinché la sua sofferenza possa esprimersi ed il suo lavoro di elaborazione portare i suoi frutti.
Un caro saluto,
dott.ssa Cristiana Bucci

Dott.ssa Cristiana Bucci Psicologo a Milano

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