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Padre pederasta

Inviata da Martina il 19 gen 2016 Trauma psicologico

Salve, vorrei capire come posso superare la mia attuale situazione in famiglia.. ormai sono grande perche ho 26 anni ma le ferite che mi porto dentro stanno diventando più grandi, man mano che cresco e riesco a dare un certo senso alle situazioni e alle circostanze con cui avvengono le relazioni. Mio padre nonostante abbia moglie è sempre stato fedifrago e pederasta, con ragazzi e ragazze più piccoli di me, principalmente diciottenni ventenni.. che vengono da paesi del terzo mondo e conosce in chat. Uno di questi l ha portato in casa e solo a distanza di un anno (due anni fa) ho scoperto questo suo lato che prima percepivo ma era coperto da un velo di omertà all'interno della famiglia. Non so più come gestire la situazione, come accettarla, come smettere di aver paura di trovare un uomo così. Chiedo consigli, possibilmente cercherei un aiuto nei pressi di Reggio Emilia.

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Buonasera Martina,
quello che suo padre fa è qualcosa di molto sbagliato. Anche il fatto che coinvolga la vostra famiglia in questa situazione, è una situazione che va interrotta. Lei parla d velo di omertà, ma mi sembra proprio che non sia un velo, ma una grande negazione dell'evidenza. Parli con suo padre chiedendogli di non portare a casa ragazzi/ragazze. Chieda aiuto ad uno psicologo e quando le fosse possibili trovi una nuova sistemazione dove poter vivere.
Un caro saluto e nel caso mi scriva pure.

dott.ssa Miolì Chiung
Studio di Psicologia Salem
Milano - Agrate - San Donato M.se

Anonimo-125892 Psicologo a Milano

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Gentile Martina, Lei sta già prendendo le distanze dalla sua storia familiare e il suo dolore indica la sua fatica volta al costruirsi in una direzione diversa. Continui a chiedersi chi Lei vuole essere e come vuole costruire la sua vita. La sua vita è sua, Lei può scegliere e può vivere diversamente da suo padre, può, se lo vuole.
Coraggio!
Piera Campagnoli

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Cara Martina,
ha fatto benissimo a “prendere carta e penna” e raccontare questa difficile situazione. Suo padre sta’ mancando di rispetto a sua madre, a lei e a se’ stesso e trovo sacrosanto che lei pretenda che tutto questo smetta di essere coperto da quella che lei chiama omertà. Mi permetto però di suggerirle di provare ad affrontare la questione con calma e con l’aiuto di un professionista, in modo da sciogliere questo nodo in modo efficace e limitando il più possibile traumi irreversibili all’interno della famiglia.

Un caro saluto,

Dr.ssa Maria A. Pico Alfonso
Psicologa - Psicoterapeuta Parma

Dott.ssa Pico Alfonso Maria de los Angeles Psicologo a Parma

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Cara Martina,
tra le righe ciò che mi arriva è un grande timore ed una immensa voglia di spezzare un silenzio ormai troppo gravoso.
Come lei stessa dice, ora è capace di guardare e dare un senso diverso a ciò che le è stato da sempre sotto il naso e che ora acquista una connotazione più chiara, anche se spiacevole. In questo momento le sue ferite hanno acquisito un nome, un senso, e sembrano bruciare di più perché sono più chiare.
Non credo che debba per forza chiedere a se stessa di accettare qualcosa che per lei non è giusto, credo piuttosto che si possa lavorare su come possa prendere le distanze da tutto ciò e portarsi fuori da un contesto che non la rispetta e rispecchia. La paura di trovare un uomo così…questo mi fa pensare a quanto lei abbia assorbito negli anni e che forse proprio ora, in questo suo senso di disagio, grida a gran voce di essere ascoltato e ridefinito. Credo che le sue paure debbano trovare uno spazio specifico in cui essere condivise, guardate e gestite.

Le invio un abbraccio

Dott.ssa Anastasia Zottino
Psicologa
Aprilia (LT)

Dott.ssa Anastasia Zottino Psicologo a Aprilia

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Cara Martina
devi decisamente distaccarti da questa penosa e tragica situazione famigliare e devi assicurarti di poter respirare aria pulita.
Quello che descrivi è troppo grande, troppo penoso per poter essere accettato e sopportato.
Hai 26 anni e non sei una ragazzina. Lavori?
Se hai un minimo lavoro pensa seriamente ad andare ad abitare per conto tuo.
Questo deve diventare l'obiettivo principale della tua vita in questo momento.
Per quanto riguarda tuo babbo potrai parlargli, ti consiglio non da sola, possibilmente in presenza di testimoni, tipo un'assistente sociale ... dalla quale potresti già recarti a chiedere aiuto per una sistemazione per te e segnalando la situazione.
Anche una segnalazione ai carabinieri puoi farla ... anche per mettere lui nella condizione di poter cambiare e chiedere a sua volta un aiuto.
E' una situazione difficile che va affrontata complessivamente e da cui tu devi tirarti decisamente e coraggiosamente fuori.
Cari saluti
Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Cara Martina, buon giorno!

Percepisco il suo timore, sento il suo grido d'aiuto. Suo padre ha fatto la sua scelta vita che condiziona molto la sua e si ripercuote nelle sue relazioni personali ed interpersonali. Io credo che lei abbia bisogno di uno spazio tutto suo per ritrovarsi e scegliere col cuore. Un percorso di psicoterapia può aiutarla molto, sia nell'elaborazione del proprio vissuto emotivo, nella rivisitazione della propria storia personale, sia nella sue scelte di vita adulte. Sono disponibile per qualsiasi informazione.

Un caro abbraccio
Dr.ssa Agnese Lanatà
Psicologo clinico/Psicoterapeuta Bologna

Dr.ssa Agnese Lanatà Psicologo a Bologna

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Cara Martina,

il comportamento di suo padre è problematico per il suo benessere, suo madre come si comporta rispetto al suo comportamento?
Lei ha mai provato a parlare con suo padre rispetto a questo argomento?
Con lei suo padre come si è comportato quando era più piccola?
Ci sarebbero molti elementi da analizzare.
Le suggerisco di rivolgersi ad un servizio psicologico nel suo territorio, può cercare i nominativi dei colleghi di Reggio Emilia su questo portale.
Rimanendo a disposizione,

porgo

cordiali saluti
dott.ssa Monica Salvadore

Dott.ssa Monica Salvadore - Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Torino

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Cara Martina, immagino quanto tu sia provata emotivamente da questi forti vissuti familiari. Di certo, farti aiutare attraverso un percorso di psicoterapia è la cosa migliore che tu possa fare per te stessa. Ti consiglio uno psicoterapeuta che sappia utilizzare anche la tecnica EMDR, specifica anche per la rielaborazione dei traumi. Guarda qui nel sito se trovi qualcuno del luogo dove abiti oppure puoi chiedere al medico di base un'impegnativa per aver accesso a colloqui psicologici presso l'unità ospedaliera della tua zona. Nel caso i tempi fossero troppo lunghi puoi provare a cercare associazioni di volontariato che offrono delle consulenze psicologiche gratuite (attenzione non sono interventi di psicoterapia, sono solo un supporto iniziale per il percorso successivo). Io stessa come psicologa-psicoterapeuta offro consulenze gratuite presso un centro di volontariato che sicuramente troverai anche nella tua zona sotto la sigla di CIAF, è facile che tu possa trovarlo anche nella tua regione. Ora è imperativo prenderti cura di te. Un caro saluto, dott.ssa Maria Giulia Mercuri, Ascoli Piceno e Grottammare

Dott.ssa Mercuri Maria Giulia Psicologo a Ascoli Piceno

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Gentile Martina,
presumo che tu non sia indipendente e viva ancora presso i tuoi genitori.
Quello che dici ha una sua intrinseca gravità anche in considerazione dell'omerta' a cui hai fatto allusione.
Senza essere offensiva e fare accuse che non puoi provare penso che dovresti parlare con tuo padre, chiedere chiarimenti su queste sue iniziative e dirgli che farebbe bene ad evitarle per non alimentare critiche, possibili pettegolezzi o addirittura accuse da parte di chicchessia.
Se quanto dici corrisponde al vero, è probabile che questa specie di consiglio/avvertimento lo farà quanto meno desistere dal portare questi ragazzi a casa.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
Medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna ( Salerno ).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Cara Martina, cerca in questo portale (con la lente) i nominativi dei colleghi di Reggio Emilia e scegli quello che ti convince di più. In alternativa, puoi contattare la asl o il consultorio della tua città.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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