padre immaturo pericolo per figlio 3 anni

Inviata da Irina sirbu · 2 dic 2025 Terapia di coppia

il mio compagno non che padre di mo bambino di 3 anni, è figlio di madre narcisista. Vuole decidere per il bambino ma lo considero pericoloso, dato che le sue idee non sono lefate alla realtà e al benessere del bambino.
Mi tocca discutere per cibo, medicine, uscite, parenti, e faccio di tutto per gestire al meglio e proteggere mio figlio dalle richieste di suo padre, che al mio rifiuto reagisce nervosamente, mette il muso, ma spesso si impone mi esclude ed allontana per riuscire a dare al figlio ciò che vuole. secondo quest'uomo sono io che non lo lascio decidere per il figlio.
Questo problema mi sta stressande e logorando e sono pronta a separarmi, peccato però che quando il bambino stara con lui , sarà allevato non secondo i suoi bisogni o forzato o convinto a darr come cede il padre. inoltre a casa di mia suocera voglio essere presente con mio figlio. Il mio ckmpagno in casa di sua madre e sua nonna, che vivono insieme, regredisce amcora di più, cambia postura, dice sempre si, mi esclude. prende il controllo sul bambino tenedomi lontana da lui per consegnarlo a sua madre. Sua madre ha un solo scopo, ottenere il mio bambino, me lo ha chiesto per curarlo, lo vuole lei, ha detto a suo figlio che io devo andare a lavorare e che lei tenga il bambino, oppure che suo figlio si separi da me, e jn ogni caso ottenere il mio bimbo senza la mia presenza. in quella casa il bambjno è in balia del caos, il padre non riesce a mettere confini, è lui steso obbediente, e la madre narcisista è capace solo di abusi. Vorrei un aiuto legale e non so a chi mi devo rivolgere per capire che cosa posso fare, senza separarmi, ma tutelare mio figlio e proteggerlo dal suo stesso padre. vorrej anche sapere a chi mi devo rivolgere per un aiuto psicologico affinche possa dimostrare questa situazione e in cask peggiore, se decido di separarmi , avere tutte le prove per limitare il tempo col padre e vierare le visite dalla suocera.
vorrei sapere per favore che cosa devo fare.
grazie

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Miglior risposta 3 DIC 2025

Buongiorno Irina,
Il punto chiave non è stabilire chi abbia “ragione” nell’educare il bambino, ma come Lei e il Suo compagno possiate ridefinire i confini familiari, soprattutto rispetto all’ingerenza della famiglia d’origine di lui. Il fatto che in presenza della madre lui regredisca e La escluda fa pensare a vecchi ruoli che si riattivano e che andrebbero affrontati in un contesto terapeutico, prima ancora che giudicati.
Le chiederei: che spazio c’è, oggi, per parlare con il Suo compagno non tanto dei singoli episodi, ma del funzionamento familiare che vi travolge? E quanto sente di poter coinvolgere un professionista che vi aiuti a costruire un’alleanza genitoriale, al di là del rapporto di coppia?
Sul piano legale, non è necessario “accumulare prove” in anticipo. Può rivolgersi a un avvocato specializzato in diritto di famiglia per capire quali strumenti di tutela esistono anche senza una separazione immediata: mediazione familiare, coordinazione genitoriale, accordi sull’affido che proteggano il minore da contesti critici. Spesso la semplice presenza di un professionista esterno rimette un ordine che dentro la relazione diventa difficile mantenere.
Per il sostegno psicologico, potrebbe essere utile una terapia individuale o di coppia a orientamento sistemico-relazionale, in cui esplorare il triangolo Lei–partner–famiglia d’origine e capire come rafforzare i confini senza trasformare tutto in una battaglia. La domanda di fondo è: come può tutelare Suo figlio non solo limitando ciò che accade fuori, ma anche costruendo dentro casa una posizione più solida, più negoziabile e meno basata sulla paura di “perderlo”?
Resto a disposizione,
Dr. Elisabetta Carbone

Dott.ssa Elisabetta Carbone Psicologo a Melzo

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4 DIC 2025

Grazie per la tua storia. Quello che stai vivendo è estremamente stressante e doloroso, e il tuo desiderio di proteggere tuo figlio è perfettamente comprensibile. Ti trovi in una situazione complessa, dove la relazione con il padre del bambino e l’influenza della madre narcisista creano dinamiche di potenziale rischio per il benessere emotivo e psicologico del bambino. È importante riconoscere che il tuo disagio non è solo emotivo, ma riflette preoccupazioni reali sullo sviluppo e la sicurezza del tuo bambino. Dal punto di vista psicologico, è fondamentale documentare in maniera chiara e precisa i comportamenti del padre e della nonna che mettono a rischio il bambino, registrando episodi specifici di imposizione, esclusione, abusi o incapacità a gestire la situazione. Questi dati saranno fondamentali sia per eventuali percorsi legali sia per il sostegno psicologico. Saluti

Dott.ssa Ada Palma Psicologo a Giugliano in Campania

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4 DIC 2025

Buongiorno Irina,

la situazione che sta attraversando sta minando l'equilibrio emotivo suo e di suo figlio.
Il punto non è chi ha ragione e chi è più bravo nell' educazione del bambino, il punto è non screditare ma cercare una collaborazione per il benessere del bambino.
Su questo punto lei si sente proffatta a causa delle ingerenze della madre di lui.
Le consiglierei di intraprendere una terapia individuale o di coppia che possa aiutare lei ed eventualmente anche la coppia, se vorrà anche il suo compagno, a cercare di tracciare confini familiari con l'esterno ed una maggiore collaborazione fra di voi.
Resto disponibile.
Cordiali saluti.

Dottoressa Margherita Romeo

Dott.ssa Margherita Romeo Psicologo a Roma

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4 DIC 2025

Buongiorno,
mi occupo di consulenze in casi come il suo.
Mi può contattare
Dott. A. Masucci

Dott. Armando Masucci Psicologo a Avellino

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3 DIC 2025

Da ciò che descrive emerge una situazione familiare altamente stressante, in cui Lei si trova a dover proteggere suo figlio da dinamiche genitoriali e intergenerazionali disfunzionali. È comprensibile che si senta logorata: quando un genitore non è in grado di garantire stabilità, confini e scelte adeguate ai bisogni del bambino, l’altro si ritrova inevitabilmente sovraccaricato.

Le interferenze della nonna paterna, unite alla difficoltà del padre di esercitare una funzione adulta e protettiva, possono effettivamente creare un clima destabilizzante per un bambino così piccolo. Le sue preoccupazioni, quindi, sono legittime.

Per tutelare Lei e suo figlio, pur senza necessariamente procedere alla separazione, è importante attivare due livelli di supporto:

1. Tutela psicologica e documentazione
Un consultorio familiare o uno psicologo specializzato in dinamiche familiari può offrirle sostegno, aiutarla a mettere confini chiari e, se necessario, redigere relazioni cliniche utili a descrivere il contesto in modo oggettivo.

2. Consulenza legale mirata
Un avvocato esperto in diritto di famiglia può illustrarle quali strumenti esistono per tutelare il minore anche all’interno della relazione (per esempio la regolamentazione delle decisioni genitoriali o la limitazione di contatti con figure ritenute non idonee).

In questo momento è essenziale che Lei non affronti tutto da sola: chiedere aiuto a professionisti competenti Le permetterà di proteggere suo figlio e contemporaneamente ritrovare stabilità emotiva.
Resto a disposizione

Dott.ssa Roberta Barrica Psicologo a Catania

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3 DIC 2025

Buonasera Irina,
a fronte di questa situazione delicata e complessa, che riguarda non solo l'equilibrio di coppia sentimentale ma anche genitoriale, inoltre la presenza di una persona terza e la sua forte influenza che , come madre, ha nei confronti del suo compagno, occorre aver chiaro che il continuare in questa realtà rappresenta un rischio effettivo per la serenità psichica e comportamentale di vostro figlio. Essendo questo il problema che lei chiaramente avverte, constatando inoltre che il partner é dipendente e regressivo quando é in presenza della madre, siete in assoluto disaccordo sul come allevare ed educare il bambino, si sente sola e logorata nel menage familiare, é necessario trovare un aiuto terapeutico e legale che le può essere fornito o rivolgendosi a singole figure professionali ( psicolog*, psicoterapeut*, avvocat*) o rivolgendosi ad un consultorio familiare.
Il vantaggio del consultorio é quello di poter proporle, in seguito alla situazione che lei descriverà come ha fatto in questa sede, una valutazione della situazione e proporre un percorso di sostegno e aiuto sia per quanto riguarda la parte psicologica che legale, mettendola in contatto con le figure professionali di cui sopra e tenendo in considerazione l'età del bambino e la sua fragilità davanti ai disaccordi relazionali dei genitori ed a una nonna così pervasiva. Offre servizi di supporto alla genitorialità anche separatamente, mediazione nei casi si vada incontro ad una separazione e l'obiettivo di tutelare il minore, consulenza e terapia psicologica.
In buona sostanza una istituzione nella quale operano tutte le figure professionali necessarie al cercare di portare a buon fine una situazione come lei ha descritto.
Mi auguro che le risposte competenti avute in questa sede le possano dare una indicazione sui passi da iniziare e percorrere ai fini di agire per il meglio per il figlio, lei ed il suo compagno.
Cordialmente
dott. Giancarlo Mellano

Dott. Giancarlo Mellano Psicologo a Padova

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3 DIC 2025

Gentile Irina
la situazione che descrive è molto seria e sta mettendo a dura prova sia lei come madre sia l’equilibrio emotivo del suo bambino. È evidente che sta cercando di proteggere suo figlio con tutte le sue forze, e che si trova sola a fronteggiare dinamiche familiari manipolatorie, invasive e potenzialmente dannose per lo sviluppo del piccolo. Non è “esagerata”: ciò che racconta è perfettamente coerente con le conseguenze di una relazione con un partner cresciuto da una madre narcisista, e con il rischio concreto che lo stesso schema venga riprodotto sul nipote.
La priorità adesso è tutelare suo figlio, e questo può avvenire solo attraverso tre canali: tutela legale, supporto psicologico specializzato e documentazione chiara delle condotte problematiche. Non serve decidere subito di separarsi, ma serve che lei si protegga e che si faccia trovare pronta nel caso in cui la situazione peggiori.
Per aiutarla in modo chiaro, le indico la strada concreta da seguire.
La prima cosa da fare è rivolgersi a un avvocato specializzato in diritto di famiglia e tutela dei minori. Non è necessario separarsi per chiedere protezione: esiste la figura dell’ammonimento del Tribunale, la possibilità di chiedere provvedimenti urgenti o limitazioni parentali, e la possibilità di stabilire regole chiare sulle decisioni riguardanti il bambino. L’avvocato le spiegherà quali comportamenti sono rilevanti ai fini legali e come documentarli. Può rivolgersi al consultorio familiare del suo territorio, che spesso ha un servizio legale gratuito, oppure al CAF o ai centri antiviolenza, che seguono anche casi di manipolazione familiare e controllo psicologico.
Contemporaneamente è molto utile coinvolgere uno psicologo che lavori con famiglie ad alta conflittualità e dinamiche narcisistiche, perché il suo racconto ha numerosi elementi di triangolazione, alienazione materna e invasività domestica. Questo serve a due cose fondamentali: darle un sostegno psicologico per reggere la pressione che vive ogni giorno, e iniziare una documentazione clinica dello stress a cui è esposta lei insieme a suo figlio. In caso di separazione o richiesta di limitazione delle visite, la valutazione psicologica diventa uno strumento molto importante perché mostra al Tribunale la reale situazione. Può accedere a un consultorio psicologico pubblico oppure rivolgersi privatamente a un professionista esperto in relazioni con persone con disturbi di personalità.
La terza cosa importante è iniziare a raccogliere e tenere in ordine tutto ciò che può essere rilevante in futuro. Non servono registrazioni clandestine o nulla che possa metterla in difficoltà legale: bastano episodi descritti in un diario, messaggi, conversazioni in cui suo partner o sua suocera dichiarano le loro intenzioni, testimonianze di persone presenti, eventuali situazioni in cui suo figlio manifesta disagio. Questo materiale viene poi portato all’avvocato, che le dirà cosa è utile e cosa non serve.
Lei non può impedire che il padre veda il bambino, ma può chiedere che le visite avvengano in modo protetto, oppure con limitazioni chiare: niente permanenza dai nonni, orari definiti, impossibilità di separare il bambino da lei in contesti caotici. Questo non avviene automaticamente, ma può essere ottenuto se la situazione viene descritta bene e supportata da un percorso psicologico e da un avvocato preparato. Quando in una famiglia c’è una figura narcisista dominante, il partner spesso perde completamente la capacità di porre confini, e questo è esattamente quello che lei osserva. È suo diritto proteggere suo figlio da un ambiente che percepisce come pericoloso. Il fatto che lei lo avverta così intensamente è già un segnale che non deve ignorare.
Lei non è sola. E sta facendo l’unica cosa che una madre può fare: cercare una strada legale e psicologica per proteggere chi non può ancora proteggersi da solo. Quello che sente e che descrive è reale, ed è importante che adesso venga tradotto in strumenti concreti.
Un caro saluto,
Dott. Luigi Sicignano – Psicologo

Dott. Luigi Sicignano Psicologo a Pistoia

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3 DIC 2025

Salve Irina,
la situazione che ha descritto è molto complessa, per questo richiede l'intervento di uno psicoterapeuta familiare, che possa aiutarvi a livello coniugale e genitoriale.
Il percorso psicoterapeutico è un valido aiuto per comprendere se il vostro legame di coppia può riorganizzarsi verso un'unione più solida e matura, anche rispetto al legame con le famiglie d'origine oppure giungere ad una separazione coniugale, in cui però voi possiate continuare ad essere genitori e punto di riferimento per la crescita di vostro figlio.

Cordiali Saluti
Dott.ssa Valeria Amaro

Dott.ssa Valeria Amaro Psicologo a Palermo

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3 DIC 2025

Capisco che ti trovi in una situazione molto complessa, che ti sta consumando emotivamente e che riguarda il bene più prezioso che hai: tuo figlio. Da ciò che descrivi, stai cercando un modo per proteggerlo senza fare una guerra, ma allo stesso tempo senti chiaramente che la dinamica con il tuo compagno e con la sua famiglia sta diventando ingestibile, rischiosa e destabilizzante sia per te che per il bambino. Cerco di darti una direzione chiara, realistica e immediatamente utile.

In questo momento non devi affrontare tutto da sola e non puoi farlo senza un supporto esterno qualificato. Il primo passo concreto è consultare un avvocato che si occupi di diritto di famiglia. A te serve qualcuno che sappia orientarti sulle strade disponibili prima ancora della separazione, perché la legge italiana tutela il minore prima di tutto e questo comprende la possibilità di stabilire accordi, limiti e indicazioni anche quando i genitori sono ancora una coppia. Un avvocato può aiutarti a capire quali comportamenti del padre o della famiglia di lui possono costituire motivo di tutela, come documentarli correttamente e quali richieste puoi avanzare legalmente per proteggere tuo figlio da situazioni che ritieni rischiose.

Parallelamente è fondamentale che tu abbia un supporto psicologico, non solo per reggere il peso emotivo di ciò che stai vivendo, ma anche per avere una valutazione professionale dell’ambiente familiare e dell’impatto che può avere sul bambino. Questo non serve solo a te, ma può diventare un elemento importante anche in sede legale, se un giorno servirà. Puoi rivolgerti a un centro di psicologia dell’età evolutiva, a uno psicologo esperto in dinamiche familiari disfunzionali oppure ai servizi sociali territoriali. Non è necessario che tu denunci o che entri in conflitto: chiedere un colloquio di supporto è un diritto e può servire per avere una documentazione neutrale delle tue preoccupazioni come madre.

In situazioni come quella che descrivi, dove il comportamento del padre peggiora in presenza della madre e della nonna e dove percepisci un tentativo reale di escluderti e di esercitare controllo sul bambino, è importante iniziare a raccogliere prove, ma sempre in modo legale e discreto. Non parlo di registrazioni o azioni rischiose; mi riferisco a messaggi scritti, comunicazioni, episodi riportati a professionisti, testimonianze coerenti e tutto ciò che può mostrare l’andamento della situazione nel tempo. Una documentazione chiara sarà fondamentale se un giorno dovrai chiedere che le visite avvengano in ambiente protetto o senza la presenza della suocera.

Il tuo timore più grande riguarda ciò che accadrebbe se ti separassi. Capisco benissimo la paura di lasciare tuo figlio nelle mani di persone che non rispettano i suoi bisogni. Tuttavia la legge italiana non permette che un bambino sia affidato a figure percepite come pericolose senza una valutazione. Se la suocera ha atteggiamenti abusanti o manipolatori e se il padre non è in grado di proteggerlo, tutto questo può emergere attraverso un percorso legale e psicologico impostato con attenzione. Una separazione, se un domani la sceglierai, non significa perdere il controllo della situazione: significa strutturare regole chiare, orari, limiti e modalità di visita stabilite da un giudice, che spesso interviene proprio quando uno dei due genitori non riesce a porre confini adeguati.

Ti consiglio di agire presto, ma senza precipitarti. Non devi affrontare direttamente il compagno o la suocera, non devi spiegare o convincere nessuno e non devi esporti a discussioni che peggiorano il clima. Devi semplicemente iniziare un percorso di tutela con professionisti che possano sostenerti e guidarti passo dopo passo. È un investimento sulla tua sicurezza emotiva e su quella di tuo figlio.

Dott. Mirko Manzella Psicologo a Trieste

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3 DIC 2025

a volte mettere dei confini ci aiuta a definire ruoli e responsabilità ma comprendo che tutto ciò non è facile nel breve termine, visto che ci troviamo di fronte ad una persona che vuole avere il pieno controllo sull' accudimento, critica, accusa qualsiasi cosa lei provi a fare. in caso di violenze documentate sul minore, sarebbe utile rivolgersi alle autorità competenti mentre in caso contrario la separazione riuscirebbe a fare chiarezza nel bambino sulle dinamiche interne alla famiglia, definire responsabilità, ruoli, orari stabilit appunto da un giudice super-partes.

Francesco Russo Psicologo a Vibo Valentia

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3 DIC 2025

Gentile Irina,
capisco quanto la situazione che descrive possa essere faticosa e logorante, soprattutto perché coinvolge il benessere di un bambino così piccolo. È comprensibile che si senta sotto pressione di fronte a dinamiche familiari che non rispettano i bisogni reali di suo figlio e che, allo stesso tempo, la pongono continuamente in una posizione difensiva. Quando un genitore mette in atto comportamenti che lei percepisce come poco ancorati alla realtà, o quando l’ambiente familiare dell’altro ramo parentale appare disorganizzato o invadente, è normale che emergano preoccupazioni profonde e la sensazione di dover proteggere il bambino da situazioni che non ritiene adatte alla sua crescita.

Per quanto riguarda la tutela legale, può rivolgersi a un avvocato specializzato in diritto di famiglia, che potrà ascoltare la sua situazione in maniera completa e aiutarla a capire quali strumenti siano già disponibili anche senza procedere subito a una separazione. Spesso è possibile chiedere forme di tutela riguardanti le decisioni sulla salute, sull’educazione e sulla quotidianità del bambino, oppure richiedere un intervento di mediazione familiare se ritenuto utile. Un colloquio preliminare le permetterà di comprendere quali passi possa intraprendere per definire confini più chiari tra gli adulti, nell’interesse del minore.

Per quanto riguarda il supporto psicologico, può rivolgersi a un servizio pubblico come il consultorio familiare della sua zona, dove è possibile ottenere uno spazio neutrale e professionale in cui raccogliere e documentare ciò che sta vivendo e ricevere un sostegno specifico come genitore. Può essere utile anche incontrare uno psicologo o psicoterapeuta privato esperto in dinamiche familiari complesse, così da avere un punto di riferimento stabile che l’aiuti non solo ad affrontare l’impatto emotivo della situazione, ma anche a mantenere una traccia chiara e professionale delle problematiche osservate. Nel caso in cui in futuro decidesse di procedere con una separazione, la documentazione prodotta nei percorsi di sostegno potrà essere utile all’avvocato per valutare il quadro complessivo.

È importante ricordare che non è sola e che chiedere aiuto, sia legale sia psicologico, non significa rompere la famiglia, ma cercare di mettere al centro il benessere del bambino. Avere una rete di professionisti che la accompagni può offrirle maggiore sicurezza e permetterle di prendere decisioni ponderate, qualunque strada decida di intraprendere.

Cordiali saluti,
Dott.ssa Grazia Melchiorre - Psicologa clinica

Dott.ssa Grazia Melchiorre Psicologo a Pescara

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3 DIC 2025

Gentile Irina, comprendo la situazione difficile che le causa preoccupazione.
Da quello che scrive si tratta di un insieme di dinamiche relazionali complesse.
Per un aiuto legale le consiglio di rivolgersi ad un avvocato che esamini il suo caso.
Per un aiuto psicologico potrebbe esserle utile un percorso con un professionista per aiutarla nelle varie situazioni o anche un percorso di terapia famigliare dove, con l'aiuto di un intermediario, si possa andare a lavorare sulla comunicazione in famiglia, migliorando l'ambiente ed aiutandovi a trovare accordi nella risoluzione dei problemi.

Dott.ssa Mazzilli Marilena

Dott.ssa Mazzilli Marilena Psicologo a Asti

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3 DIC 2025

Gentile Irina
La situazione che lei descrive è abbastanza complessa e, a quanto pare, la decisione di una separazione ha subito variazioni, nel senso che lei non intende proseguire per tutelare il suo bambino.
Come psicologo forense le posso dire che in casi del genere, la conflittualità interfamiliare, così come lei la descrive, non è “salutare” per suo figlio che già a questa tenera età assiste agli umori altalenanti che una crisi coniugale comporta. Dall’altro lato, in caso di separazione non è detto che suo figlio debba vivere con suo marito (salvo che non vi siano problemi di altro geneee) poiché in sede di separazione il Giudice investe un perito che analizza analiticamente le vicende familiari e, quindi, adotta la soluzione migliore per non esporre il minore a rischi di esclusione di uno dei coniugi. In questi casi i fattori in gioco riguardano la possibilità, sua e di suo marito, di provvedere ai bisogni educativi del minore che possono includere anche l’intervento di un consultorio o dei servizi sociali per preservare il minore. Di norma i minori vivono con la madre e incontrano il padre secondo precisi giorni stabiliti in sede peritale.
Nel caso in cui lei non voglia procedere alla separazione, i consultori familiari possono offrirle delle soluzioni per ammortizzare l’effetto nocivo delle liti coniugali che possono avere sul minore.
Immagino quanto possa essere difficile per lei affrontare anche le rischiarate della madre di suo marito ma, posso solo invitarla a riflettere sul fatto che, in casi come al suo, l’istinto di protezione del minore in un clima teso e ostile non è affatto protettivo e corre il rischio di esporlo a continui rischi educativi.
Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento.

Carmine Barrano Psicologo a Gorizia

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3 DIC 2025

Capisco quanto ti stia costando vivere in questa situazione: stai cercando di proteggere tuo figlio, di mantenere un equilibrio familiare e allo stesso tempo di non perdere te stessa, e tutto questo mentre ti trovi di fronte a dinamiche molto pesanti, sia con il tuo compagno sia con la sua famiglia. È comprensibile che tu ti senta logorata: quello che descrivi – il sentirti esclusa, svalutata, messa da parte nelle decisioni per il bambino, costretta a discutere su aspetti fondamentali come cure, cibo, sicurezza – è davvero faticoso, soprattutto perché riguarda il benessere del tuo bimbo.
È importante che tu sappia che non sei sola e che esistono strumenti concreti per tutelarti e tutelare tuo figlio. Dal punto di vista legale, il primo passo è contattare un avvocato esperto in diritto di famiglia: non significa avviare automaticamente una separazione, ma informarti sui tuoi diritti, su cosa puoi fare già adesso per stabilire limiti, responsabilità genitoriali, modalità di visita e soprattutto per evitare che il bambino venga lasciato in ambienti che tu consideri pericolosi. Avere una consulenza ti aiuterà a capire le tue possibilità e a toglierti un peso dall’incertezza.
Parallelamente, un supporto psicologico per te può essere molto utile, sia per elaborare lo stress che stai vivendo, sia perché un professionista può aiutarti a raccogliere e documentare in modo chiaro ciò che accade, nel caso in cui un domani servisse portare evidenze in sede legale o in un’eventuale consulenza tecnica. Puoi rivolgerti a uno psicologo o psicoterapeuta specializzato in dinamiche familiari disfunzionali, relazioni con persone con tratti narcisistici, e genitorialità ad alta conflittualità. Anche i consultori familiari offrono supporto psicologico e orientamento legale a costi ridotti o gratuitamente, e potrebbero essere un buon punto di partenza se ti serve un luogo sicuro e competente.
Quello che stai raccontando, soprattutto quando descrivi le regressioni del tuo compagno in presenza della madre, le pressioni della suocera e la sensazione di perdere il controllo sul tuo ruolo di madre, è qualcosa che merita attenzione e protezione. È molto importante che tu inizi a mettere per iscritto episodi, comportamenti, frasi, situazioni che ritieni preoccupanti: non per creare conflitto, ma per tutelare te e il bambino, e per avere una traccia chiara qualora dovessi affidarti a un legale o a un tribunale.
Ti voglio anche dire una cosa importante: il fatto che tu stia chiedendo aiuto adesso è un atto di grande forza. Non stai agendo per paura o conflitto, ma per amore e responsabilità verso tuo figlio. E trovare professionisti competenti – un avvocato di famiglia e uno psicologo specializzato – è il modo più efficace per iniziare a riprendere sicurezza, capire i tuoi margini d’azione e non farti più travolgere da questa dinamica.

Lorenzo Taidelli Psicologo a Rho

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3 DIC 2025

Cara Irina,
capisco profondamente la gravità della situazione che descrivi.
Quello che stai vivendo non è un semplice conflitto genitoriale.
E' un insieme di dinamiche di controllo, svalutazione, esclusione materna e rischio per il benessere psicologico del bambino, aggravate dalla presenza di una nonna e di un padre che, sotto la sua influenza, perde capacità genitoriali.
Quello che senti, paura, stress, senso di allarme, urgenza di proteggere tuo figlio, è una reazione adeguata alla situazione.
E' una dinamica ad alto rischio per il bambino, un contesto di confusione relazionale, rischio di alienazione materna, intrusione familiare ed assenza di confini.
Non è necessario separarsi subito, ma iniziare un percorso di tutela formale.
Le due figure a cui potresti rivolgerti ora sono un Avvocato specializzato in Diritto di Famiglia e uno Psicologo, meglio ancora uno Psicologo forense o Psicoterapeuta esperto in dinamiche familiari disfunzionali.

La domanda più importante che devi porti ora non è: "Come faccio a far accettare a lui i miei limiti?".
Ma: "Sto facendo tutto il possibile per proteggere mio figlio da un contesto malsano?".
La risposta è che sei già sulla strada giusta.

Resto a disposizione.
Un caro saluto.
Dottoressa Martina Miranda

Martina Miranda Psicologo a Poggiomarino

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3 DIC 2025

Buongiorno Irina,
capisco la sua preoccupazione e, come spesso accade in situazioni di forte conflittualità, è importante ricordare che tali dinamiche non fanno bene a nessuno, soprattutto a suo figlio, che si trova in un’età di crescita molto delicata e sensibile alle tensioni familiari.
Le suggerirei di valutare un percorso psicologico personale: può aiutarla ad analizzare più lucidamente la situazione, comprendere cosa è davvero meglio per lei e per il suo benessere emotivo, e orientarla verso un cambiamento più consapevole. Al di là di tutto, suo figlio ha soprattutto bisogno di sentirsi in un ambiente sereno e prevedibile.
Per gli aspetti pratici e legali legati a una possibile separazione, è consigliabile rivolgersi a un avvocato specializzato in diritto di famiglia, che potrà guidarla in modo adeguato.

Se ha bisogno, ci sono.

Un caro saluto,
dott. Matteo Basso Bondini

Matteo Basso Bondini Psicologo a Udine

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3 DIC 2025

Buongiorno Irina, vorrei iniziare con il ringraziarla per aver scelto di raccontare queste dinamiche così delicate che coinvolgono la sua famiglia.

Dal suo racconto trapelano tentativi di delegittimazione al suo ruolo di madre sia da parte della nonna che dalla parte del padre.

Innanzitutto l'obiettivo principale è la tutela di suo figlio, a quell'età un bambino è in una fase molto delicata dello sviluppo: ha bisogno di stabilità, regole chiare, coerenza tra le figure di riferimento e un clima emotivo prevedibile.
Quando le dinamiche familiari sono conflittuali o confuse, il bambino non capisce razionalmente cosa succede, ma lo sente nel corpo, nei comportamenti e nei legami con ciascun adulto e i genitori hanno il compito di aiutarlo ad autoregolarsi, ma se una delle due figure viene svalutata o sminuita, il bambino, può sentirsi insicuro.
Ciò che mi sentirei di proporle è di tenere un diario in cui riportare gli episodi rilevanti, esempio: chi fa cosa; che effetti ha quel comportamento/quella parola sul bambino e rivolgersi ad un consultorio famigliare pubblico che agisca da mediatore.
Per quanto riguarda la parte legale, rivolgersi ad un avvocato specializzato in diritto di famiglia.

Resto a disposizione. Ricevo anche online.
Cordiali saluti
Dr ssa Alessandra Marascio

Alessandra Marascio Psicologo a Bolzano

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3 DIC 2025

Salve Irina,

Quella che descrive è una situazione familiare delicata e non facile da affrontare. Per questo potrebbe essere utile rivolgersi a un consultorio dove possono supportarla in questa situazione che lei si trova a vivere. Chiedere aiuto in questi momenti è importante. Sia da un punto di vista pratico, per comprendere come gestire la situazione ad esempio a livello legale, sia un sostegno psicologico per affrontare questa difficile situazione.
I rapporti con le famiglie di origine del partner non sempre sono facili e in questo caso ci sono delle difficoltà con la mamma del suo partner, con il quale leggendo quello che racconta, mi viene in mente un problema di separazione, di confini come lei dice, quindi un rapporto non ancora maturo nei confronti del genitore. Questo può accadere e soprattutto quando arrivano figli, determinate dinamiche diventano più accentuate e problematiche.
È importante che lei chiarisca dentro di sé cosa è meglio fare per lei stessa e per il bambino, in questo processo non è sola ma può rivolgersi a un terapeuta, un avvocato o ai servizi pubblici del consultorio per avere il supporto che merita.

Alessandra Fiore Psicologo a Roma

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3 DIC 2025

Gentilissima Irina, grazie per la profonda condivisione innanzitutto. Comprendo la situazione che ci riporti, e posso solo immaginare le tue sofferenze emotive e psicologiche al riguardo, cercando di tutelare il piu possibile il tuo bambino. Per quanto riguarda le questioni legali, contattare un avvocato esperto in diritto di famiglia potrebbe essere il primo passo. Allo stesso tempo, per un supporto psicologico, le consiglio di trovare qualche specialista nel luogo dove vive, in modo da avere un punto di riferimento vicino.
Resto a disposizione!
Cordiali saluti
AV

Dott.ssa Antea Viganò Psicologo a Pessano con Bornago

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3 DIC 2025

Capisco quanto questa situazione ti stia logorando: stai cercando da sola di proteggere tuo figlio in un contesto che vivi come invadente e poco sicuro, mentre il tuo compagno non ti sostiene, ti esclude e nella casa di sua madre la tua funzione genitoriale viene annullata. È normale che tu sia arrivata al limite e che tu stia pensando alla separazione, ma la priorità ora è tutelare il bambino, anche senza prendere decisioni drastiche subito. Il passo più importante è non affrontare tutto da sola: rivolgiti a un avvocato specializzato in diritto di famiglia o a un consultorio, dove puoi ottenere sia orientamento legale sia supporto psicologico. Un professionista può aiutarti a definire confini chiari, accordi sulle decisioni del bambino e limiti rispetto al coinvolgimento della suocera. Non devi “dimostrare che il padre è pericoloso”, ma che alcune situazioni familiari non rispondono ai bisogni di tuo figlio. Allo stesso tempo è utile iniziare un percorso psicologico per te: ti aiuterà a gestire lo stress e, se necessario, fornirà una documentazione del contesto familiare utile in futuro. Non devi decidere subito se separarti o no: ciò che serve ora è essere sostenuta da professionisti, con indicazioni chiare e concrete per proteggere tuo figlio e ritrovare forza e lucidità.

Un abbraccio sincero,
Dott.ssa Valeria Di Stasi
Psicologa clinica
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Dott.ssa Valeria Di Stasi Psicologo a Bari

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