Otto anni insieme. Chiudere o no?

Inviata da Elisabetta · 10 feb 2014 Terapia di coppia

Salve.
Scrivo per avere più opinioni, ringrazio per l'attenzione.
Stiamo insieme da otto anni: i primi anni sono stati belli ma anche difficili. Lui era geloso/ossessivo e mi ha portata a cambiare numero e chiudere con le vecchie compagnie. Mi portava ad essere schiva epoco loquace pure con i compagni di classe maschi. Mi educava al vestire elegante con lui ed i suoicolleghi, mi faceva passare capricci, mi ha viziata, chiedeva rapporti almeno uno ogni giorno... Mi lasciava perchè era geloso del mio passato, perchè io poi sono diventata gelosa quando lui ha preso a lavorare, quando ha litigato con mia sorella ed io dovevo evitare di parlarci (come lei faceva con noi), mi ha indotto a buttare tutti i regali e tutto ciò che mi ricordava il passato. Abbiamo lottato per stare insieme, quando litigavamo ero sempre io a cercarlo per tornare insieme, quando lui si arrabbiava, a torto o ragione che avesse, ero io a cercare lui. Quando mi arrabbiavo io, lui si arrabbiava ed io cedevo.
Ha preso a dedicarsi agli hobbies, andava a pescare e quando doveva riposare veniva da me, andava a pesca anche il weekend se serviva. Va a caccia al coniglio.. Io invece ho un grande rispetto per gli animali e mi chiedo come sia possibile aver scoperto che lui è questo e riuscire a sopportarlo. Oggi conviviamo da un anno, perchè ne parlavamo da tempo ma si èdeciso quando, a seguito di mesi di liti con i miei, mio padre mi ha detto di andarmene. Tuttii mobili li hanno pagati i suoi. La casa e la spesa la paga lui perchè solo lui lavora. Io vorrei lavorare ma non trovo nulla che sia coerente ad anni di studi di lingue. Ho proposto di andare all'estero ma lui dice che è nato qui e morirà qui. Non lascia la sua famiglia.
È generoso, fedele, sempre sorridente.ma il suo estremismo lo porta ad essere pessimo se si arrabbia. In due occasioni ha mostrato una sorta di violenza:lanciando un accendino contro il muro e lanciando in mia direzione delle scatolette di carne, che poi sono esplose.
Tirava pugni e calci alle cose ma pare che ora non lo faccia più. Abbiamo avuto tanti litigi e qualche giorno fa ci siamo lasciati ma siamo tornati insieme. Ho passato un anno di convivenza a servirlo, pulizie e cameriera e cuoca di giorno e moglie la notte, mentre lui si divideva tra lavoro pesca e caccia. Finchè ho smesso di concedermi la notte. È pigro e lo è in ogni cosa. È obeso e non vuole fare dieta o sport, non si alza per prendersi le cose, non si versa l'acqua a tavola, non si cucina, non aiuta in casa. È pigro pure a letto, daotto anni, preferendo attività veloci o stare sdraiato tutto il tempo e all'85% con piacere solo suo.
Non mi porta in discoteca, ho solo 26 anni, non mi fa divertire, in estate al mare sempre in barca per hè lui odia la spiaggia. Abbiamo fatto qualche vacanza insieme, ora non possiamo più per questioni economiche. È molto chiuso mentalmente, sono uscita solo dueo tre volte senza di lui in otto anni, la sera. Ma ha comunque dei pregi.
Quando mi chiedeva di decidere se stare con lui o no, mi prendevano degli ammanchi di vista, come panico. Ora che siamo tornati insieme però, o meglio da almeno tre mesi, nonostante siamo tornati insieme, non sento di volerlo baciare o fare altro. Ma se sta male lo curo, se ha freddo lo copro, se ha bisogno lo aiuto. A volte vorrei che mi lasciasse per un'altra. Se penso a lasciarlo io mi tormento con le reazioni di amici e parenti, penso a lui solo a casa o che torna da sua madre, penso che andrei all'estero ma ho paura di non riuscire ad affermarmi (sebbene a momenti io sia piena di coraggio e voglia di avventura ed abbia un avanzato livello di inglese e mi sia rimasta nel cuore l'inghilterra. So che fuori non è tutto rose e fiori e dovrò impegnarmi. Mi chiedo cosa farò se fallirò e cosa farò se sentirò di aver sbagliato decisione, se lui mi mancherà, non potrò tornare indietro. Lui oggi sembra attento alla coppia, aiuta in casa se può, se riesce, sembra affezionato. È sembrato triste quando eravamo "lasciati", quando invece lui è sempre stato quello che era inseguito e forte.
Non so cosa pensare di me e di lui e di noi.. Così però non sto bene. Forse chiedo troppo? Lui mi mantiene al momento, paga casa e spese ed io invece? È fedele (anche io del resto, non ho motivo di cercare un altro, anche perchè al momento certe "attività" mi disgustano). Ho il corredo della prima notte, mai usato, vorrei venderlo, regLarlo, per non vederlo più. Lui mi chiede un figlio, ma io non lo voglio proprio. Lui lo vorrebbe maschio per dargli il nome di suo padre, lo tirerebbe su da onnivoro mentre io per esigenza e sentimenti vorrei essere vegana, non vorrei nemmeno vaccinarlo per tutto quello che succede a tanti poveri bimbi diventati handicappati. Vorrei sceglierlo insieme un eventuale nome. Non voglio rischiare poi di avere legami e precludere il mio sogno di viaggiare e/o andare all'estero. Però penso pure che l'idea di perderlo un po' mi terrorizza, perchè gli voglio comunque bene, mi dà sostegno e protezione, è come un pilastro per me. Tutta la mia vita da otto anni, si regge su di noi.
Cosa posso fare... Cosa devo pensare di me... Mi detesto.. Mi sento un'ingrata.
Grazie di nuovo... E scusate il lungo testo...
Elisabetta

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Miglior risposta 7 OTT 2015

Gentile Elisabetta,
lei ci fa capire ed ammette che non è felice della vita di coppia che conduce ma allo stesso tempo non ce la fa a staccarsi dal suo compagno.
Intanto, a mio parere, non è stata una buona idea tagliare tutti i ponti con la sua famiglia perchè la famiglia rappresenta sempre e comunque una risorsa.
Ora si ritrova da sola e dipendente da quest'uomo sia economicamente che psicologicamente.
Lei avrebbe bisogno di migliorare la sua autostima e la sua assertività ed il suo compagno non le faciliterà di certo questa impresa e per di più rifiuta la terapia di coppia che potrebbe aiutare entrambi perchè antrambi ne avete bisogno.
Non le restano che due opzioni : o rinunciare e continuare ad andare avanti insoddisfatta come ha fatto finora oppure lottare prima per se stessa e poi per gli altri perchè come diceva bene il collega dr. Mori viene prima l'Io e poi il Noi.
Se lei davvero vuole rimanere con quest'uomo deve assicurarasi che venga "educato" e allora potrebbe dirgli che prenderà in considerazione l'idea di fare un figlio con lui solo dopo un adeguato percorso di psicoterapia di coppia che lui dovrà pagare ringraziando anche perchè le cose imparate dagli psicologi ( non solo sui libri ) saranno servite per educarlo.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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12 FEB 2014

Gentili Dottori,
Vi ringrazio per l'attenzione.
A veder la situazione da dentro non saprei come definirla.. io mi sento infelice, comunque gli voglio bene, non manco di fare il mio dovere in casa, faccio pure la spesa da sola... con i carichi che comportano, ma tant'è.
Con i miei genitori è stato un continuo conflitto, a causa del litigio con mia sorella, con la quale non parlo più da anni.
perchè quando ci siamo messi insieme noi due, lei si è lasciata col suo ragazzo ed è stata due settimane con l'amico del mio lui.
quando poi è tornata insieme al suo lui, entrambi hanno allontanato il mio, perchè con lui non era stato sincero e lei per riflesso, per non pedere il suo lui.
da quel momento in poi ho notato tante piccole cattiverie... i miei che non lo difendevano (perchè non aveva comunque fatto nulla di male, obiettivamente), lei che mi dava contro e che insultava lui e tutta la sua famiglia, finchè un giorno ha deciso di andarsene di casa.
con gli anni e due gravidanze i miei si sono riavvicinati a lei, io oggi non posso nè parlare nè guardare i "miei nipitini"... ma se per i miei a casa loro funziona così...
mia sorella è tornata poi un anno a casa dei miei (che è davvero piccola... sala, camera da letto e cameretta...) con i figli e con lui, oggi usa una delle due auto dei miei, pagando solo il carburante (i miei pagano rata e bollo... auto che a me i miei hanno sempre negato perchè a loro serviva e negano tutt'oggi). è stato un ritorno di liti... lei mi faceva dispetti e mi infastidiva anche con gesti violenti; io pensavo che alla fine non avevano importanza per me, ma il corpo mi ha fatto vivere quasi tre anni di attacchi di panico... che sono scomparsi qualche mese prima che i miei mi mandassero via, non so come mai. quella sera che mi hanno mandata via io chiedevo ai miei di imporre a lei di non infastidirmi più, mentre lei ridacchiando diceva che tutto ciò che faceva lo faceva per avere attenzioni da me, e mio padre ingenuamente la sosteneva.

ora le cose non sono molto cambiate... non ho molta confidenza con i parenti, ho qualche amica di infanzia al nord (perchè io non sono meridionale ma settentrionale di nascita... anche se ora vivo qui al sud). con i miei parlo ancora oggi, ci vediamo ogni tanto, ma non posso fare a meno di notare le preferenze e gli errori fatti a mio discapito.

quello che non riesco a spiegarmi è come mai io ero una bambina originale, mai conformata alla massa nemmeno nel vestire, sicura di sè, autonoma, piena di aspirazioni e sogni... come mai oggi sono dipendente da lui e mentre con un piede passo la linea, con le mani mi aggrappo a questa realtà che non mi convince? non mi convince.. lui continua a chiedermi un figlio ma io non voglio assolutamente cedere.

sono stata in terapia di gruppo qualche anno fa, per le crisi di panico, ma dopo un ciclo di otto sedute mia madre non ha voluto pagare più. non so se sia stato l'ideale... sentivo storie diverse e ben più gravi della mia... che a pensarci oggi mi fanno credere di essere davvero ingrata verso una famiglia, la sua, che dà tantissimo, ma in qualche modo mi opprime la personalità.

vedrò se trovo qualche specialista qui... gli ho proposto una terapia di coppia ma lui dice che non regala soldi a qualcuno solo per dire quattro cose imparate sui libri. io resto allibita perchè credo che anche io ho studiato lingue e se vogliono traduzioni o lezioni di lingua devono pagare. perchè non pagare i meriti di qualcuno che studia la mente? lui la trova troppo vergognosa, come idea.
ma sinceramente oggi penso che alla fine il problema non sia più della coppia ma mio... sono io che non sento più di volergli concedere tenerezze oltre al necessario bisogno (roba stirata, casa pulita, cucinato..), a volte provo a guardarmi da fuori e mi vedo una badante.. ma siamo sempre lì.. se penso a lasciarlo mi vengono le paure... dove finirò.. e se fosse una cosa passeggera?
mi è capitato di lasciare in passato e poi ripensare agli ex. non voglio doverlo fare pure con lui.. non potrei tornare indietro, non sarebbe giusto e lui non l'accetterebbe sicuramente. se esco di qui, mi dice, non entro più.

e pensare che ci sono davvero problemi seri nella vita... ed io non riesco a trovare soluzione a questo.

grazie mille per il Vostro tempo... le Vostre opinioni...
mi aiutano a vedere la cosa con occhi obiettivi... le amiche son troppo coinvolte ;)

Elisabetta

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11 FEB 2014

Cara Elisabetta,
Mi permetto di dirle che La situazione che descrive non è la fotografia di una vita felice. Stare con una persona per affetto, gratitudine, senso di colpa a soli 26 anni e' autolesionismo puro e semplice. Il mio consiglio per lei e' di rivolgersi ad un/una collega della sua zona perché la aiuti a vedere i suoi sentimenti nella giusta prospettiva e possa permetterle un'evoluzione emotiva sana. Da quanto ha scritto sembra aver sacrificato i suoi sogni e la sua vita per qualcuno con cui non condivide né idee né emozioni. Un supporto psicologico la aiuterebbe di sicuro. Buona fortuna!
Dott.ssa Antonella Mulé, psicologa e psicoterapeuta, Savona

Dott.ssa Antonella Mulè Psicologo a Savona

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11 FEB 2014

Gentile Elisabetta,
ogni scelta, oltre che un guadagno è anche una perdita, e nessuno potrà farlo al posto suo. Sembra che nel corso del tempo lei abbia accettato di farsi fare "terra bruciata" intorno. Perché. Il "noi" rimane possibile solo se si salvaguardia l' "io" è questo non sembra averlo fatto.
Credo che non sia secondaria la rottura con i suoi genitori, in questa relazione. Anche se non ci ha fatto capire perché.
Forse sarebbe opportuno che si rivolgesse da uno psicologo di persona, per poter esplorare meglio le sue emozioni e le dinamiche relazionali del rapporto con il suo compagno.

Restiamo in ascolto

Dr Mori, Psicologo Sessuologo Psicoterapeuta Psicologo a Siena

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11 FEB 2014

Buongiorno gentile Elisabetta,
ho letto con attenzione la sua richiesta dove emerge uno scarso rispetto per se stessa e per le sue qualità di persona e donna, le suggerisco di richiedere una consulenza psicologica presso il consultorio più vicino a casa sua dove parlare in modo approfondito della sua situazione che è delicata e che necessita di ascolto attento.
Cordialmente

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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