Ossessionata dal cibo

Inviata da Cristina · 25 set 2017 Disturbi Alimentari

Salve a tutti gli specialisti, ho scritto in questo sito di recente per un'altra questione ed essendo rimasta più che soddisfatta delle risposte ricevute volevo provare ad aprirmi per quanto riguarda un altro problema, ovvero il cibo.
Ho poco più di 20 anni e sono sempre stata magrissima fin da bambina, ricordo che già alle medie le mie amiche progettavano diete e io mangiavo dalla mattina alla sera senza mettere un kg. Premetto che già all'età di 9/10 anni iniziarono a sorgere i primi segni di un disturbo ossessivo compulsivo, che però mi venne diagnosticato anni dopo insieme al disturbo di personalità borderline. A 14 anni quando iniziai a stare veramente male psicologicamente mi venne prescritto il neurolettico zyprexa e il cortisone per problemi d'asma. Ho saputo di casi in cui questi farmaci hanno avuto come conseguenza aumenti di peso esorbitanti, io misi solo 8 kg rimanendo comunque sotto peso. Tralascio il resto delle difficoltà avute in questi anni perché altrimenti non finirei più poiché voglio concentrarmi appunto sul discorso del cibo. Le mie manie del doc peggiorarono talmente tanto da voler controllare assolutamente la fame e smisi di mangiare, diventando anoressica. Non solo persi quei 8 kili presi ma arrivai a pesare 32 kg per 1.65 di altezza. Facendo psicoterapia capii che il problema nacque dal voler attirare la attenzione di mia madre con cui ho sempre avuto un rapporto complicatissimo, volevo che in qualche modo si accorgesse del mio malessere. E in questi 8 anni passati ho continuato a digiunare, abbuffarmi in un modo allucinante, e quando i sensi di colpa mi struggevano prendevo lassativi o vomitavo, passando dall'anoressia, al BED, alla bulimia. Come detto prima il mio problema relativo al cibo non consiste nel voler dimagrire poiché mi vedo grassa, sarei parecchio ipocrita dal momento che peso 45 kg attualmente e sono arrivata al massimo a 50, è più che altro un disagio enorme per me pensare tutto il giorno al cibo ed esserne così ossessionata, mangio in continuazione perché mi capita almeno ogni ora di sentire un vuoto psicologico dentro di me, e allora introduco di tutto sopratutto schifezze che sarebbe meglio evitare perché di sicuro non fanno bene alla mia salute. Subito dopo insorgono i sensi di colpa, non per un eventuale aumento che tanto non avviene, ma perché ho perso il controllo lasciando che la mia mente vinca sulla mia volontà, e allora inizio a digiunare per giorni.È straziante. Quando è il periodo "abbuffata" mi rinchiudo in casa finendo tutto ciò che trovo nel frigo o nella dispensa, e quando vado al ristorante riesco a spendere anche 100 euro di cena, e molte volte vado da sola per nascondere la vergogna. Come ho detto prima ho avuto un'adolescenza molto complicata ma sono riuscita comunque a finire gli studi e adesso lavoro, in modo da poter tornare dalla mia psicoterapeuta sospesa per mancanza di soldi. Vorrei tanto avere una vita equilibrata, mangiando il giusto e sano, smettendo di avere questa ossessione continua per il cibo, che mi sta mandando fuori di testa. Ringrazio per eventuali risposte gli specialisti che mi risponderanno.Cristina

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Miglior risposta 25 SET 2017

Salve Cristina,
sicuramente essere ossessionati da qualcosa è un'esperienza particolarmente faticosa e invalidante nella vita quotidiana.
Nell'ambito dei DCA, il cibo e il peso non sono mai il vero problema, ma rappresentano un modo per gestire le cause profonde del malessere. Lo stesso vale per il pensiero ossessivo sul cibo. Sicuramente ci sono delle situazioni, fatte di emozioni o di aspetti concreti, che innescano o intensificano questi pensieri. Quando le scatta il pensiero o la voglia di abbuffarsi, potrebbe far caso a cosa è accaduto o come si è sentita un attimo prima di formulare tale pensiero. La sazietà, così come la fame dell'anoressia, sono dei modi di "sentirsi attraverso il corpo", piuttosto che attraverso le altre cose della vita (le relazioni con gli altri, i risultati conseguiti, le ambizioni future, ecc...) che risultano in qualche modo dolorose o spiacevoli. Quindi potrebbe cercare di riflettere su cosa la induce ad abbuffarsi. Sicuramente sarebbe ottimo se riuscisse a proseguire il percorso terapeutico per indagare e risolvere in modo ottimale queste dinamiche.
In bocca al lupo!
Dott.ssa Giovanna Susca - Bari e Barletta

Dott.ssa Giovanna Susca - Psicoterapia, Psicologia dello Sport Psicologo a Barletta

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25 SET 2017

Gentile Cristina,
Il cibo veicola numerosi significati simbolici e rappresenta una valvola di sfogo per tensioni e scariche pulsionali.
Occorre focalizzarsi sulle emozioni sottostanti, il senso di vuoto, i pensieri disfunzionali, le sensazioni che vive.
È il suo corpo che parla ed invia messaggi da decifrare.
Spero riesca a riprendere il percorso iniziato ed arrivare ad un maggiore equilibrio interiore.
I miei migliori auguri
Dott.ssa Costa

Dr.ssa Donatella Costa Psicologo a Rezzato

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25 SET 2017

Buongiorno Cristina,
come scrive lei si tratta di una fame e un vuoto psicologico che sente di dover colmare, non un vuoto allo stomaco dettato dalla fame.
Spesso questo vuoto si riempie col cibo, primo elemento nella vita di chiunque attraverso il quale si manifesta l'accudimento da parte dell'adulto. Più che concentrarsi sul sintomo alimentare potrebbe fare un percorso, con la sua terapeuta appena potrà ripendere, sull'elaborazione di quel vuoto interno, come affrontarlo, gestirlo e nel caso riempirlo.
Cordiali saluti
Dott.ssa Ambra Caselli (Brescia)

Dott.ssa Ambra Caselli Psicologo a Castegnato

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