Orientamento per affrontare una situazione difficile

Inviata da Massimo. 1 lug 2016 8 Risposte  · Autorealizzazione e orientamiento personale

Buongiorno,
Scrivo per un consiglio su come affrontare una situazione difficile.
Da gennaio ho lasciato un lavoro per me importante a favore di un'offerta ricevuta da un amico con cui c'era un rapporto di fratellanza molto intimo, con lui e tutta la sua famiglia. Lui non mi ha assunto e da allora non ho un rapporto con tutto il gruppo sociale, ho perso una posizione professionale e l'identità a questa legata inoltre per vari timori di apprensione mi sono allontanato dalla mia famiglia naturale e faccio fatica a avere fiducia negli amici attuali.
Nonostante io sia una persona molto solare, aperta e socievole sono ormai mesi che non mi sento a mio agio in mezzo agli altri e vedo senza senso ogni sforzo che faccio. Razionalmente ho compreso che il comportamento del mio amico è stato mero opportunismo ma inconsciamente vivo ancora dei sensi di colpa che mi procurano coclicamente pensieri ossessivi, manifestazioni di rabbia e da un po' anche provo una certa intolleranza verso gli atteggiamenti violenti che mio padre adotta nei confronti di mio nipote perché mi sembra di rivivere la mia gioventù.
Vorrei capire se è una situazione che ptri affrontare con l'aiuto di uno specialista ed eventualmente vi chiederei un orientamento.
Grazie

famiglia , padre , lavoro , amici , consiglio , capire

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Buon giorno gentile Massimo,
ciò che ha vissuto sembra aver destabilizzato il suo equilibrio; non deve essere stato facile riporre la propria fiducia in un amico e accorgersi che questa è stata tradita!
Il fatto che lei si sia lanciato in questa avventura lascerebbe pensare che forse, indipendentemente dalla proposta ricevuta, in lei albergasse già il desiderio di un cambiamento lavorativo e si sa quanta fatica comporti il fatto di doversi confrontare con nuove mansioni, un nuovo gruppo di colleghi, etc. Per cui ha molto senso ciò che dice rispetto alla questione della sensazione di una sorta di "perdita di identità".
Altro aspetto importante quello delle aspettative riposte in questo nuovo progetto, sarebbe interessate comprendere quali fossero e cosa ha fatto si che queste non siano state da lei sostenute nel momento in cui sono state disattese.
Certo non è affatto semplice confrontarsi con un amico su questioni lavorative, ma la invito a provare a distaccarsi dalla situazione per un attimo, provando a guardarla con un occhio esterno e a chiedersi cosa vede di se e del suo amico da questa prospettiva e per provare a immaginarsi nuove modalità di una gestione più assertiva della stessa.
In effetti la rabbia per una forte delusione ci sta, ma coglierei tale esperienza come un'occasione per capire qualcosa in più di se e del modo in cui costruisce le sue relazioni insieme agli altri, aspetto soprattutto quest'ultimo che potrebbe portare l'eco di esperienze vissute nella sua famiglia di origine, che potrebbero in qualche modo averla condizionata.
È anche vero però che certe "premesse" non è detto che segnino il destino di una persona, soprattutto se si prende coscienza di queste e se si affronta un lavoro per rielaborarle.
Potrebbe essere molto importante allora provare ad iniziare un percorso di terapia sistemico relazionale, più focalizzato sugli aspetti di relazione e provare a Ri-scrivere la sua storia in modo da tornare ad essere "autore di se stesso", anche se concordo con la collega sul fatto che ciò che fa la differenza sia la sintonia che viene a crearsi fra paziente e terapeuta, di qualsiasi orientamento esso sia.
Le faccio i miei cari auguri!
Dott.ssa Patrizia Borrelli

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Gentile Massimo
certo che quanto è accaduto non può non aver provocato un qualche "scompenso" interiore in quanto oltre alla delusione, alle aspettative disattese e al tradimento dell'amicizia, lei, di fatto, si è ritrovato senza lavoro e questo come potrebbe non provocare desolazione interiore e rabbia?
A mio parere è anche comprensibile che lei si interroghi e si senta in colpa in qualche misura per la sua ingenuità nell'aver accordato totale fiducia al suo amico senza verificare e per la fretta di essersi licenziato senza prima verificare che la nuova proposta fosse cosa certa.
Però, come per tutto ciò che riguarda la vita, ora l'esperienza vissuta dovrebbe quantomeno dare dei frutti e servire a qualcosa e cioè a non ripetere tali errori.
lei deve "rimboccarsi le maniche" e ripartire con la giusta grinta e determinazione nella ricerca di un nuovo lavoro e anche nella ricerca di nuovi amici e interessi.
Rimanere pieno di rancore e chiuso non porterà a nulla se non ad aggiungere errori nuovi.
Nella vita succedono delle cose e il nostro compito è sempre quello di "tornare
in carreggiata" positivamente e con più forza e determinazione di prima.
Un aiuto terapeutico le sarà indispensabile per lasciar andare definitivamente ogni rancore, sensi di colpa e riprendere con grinta la sua vita.
Le faccio i miei migliori auguri in tal senso.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta.

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7 LUG 2016

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Massimo...dal suo amico ha subito un'ingiustizia, la stessa cosa che da piccolo subito da suo padre.
Questo si chiama "evento scatenante" e si sente esattamente come si sentiva da piccolo quando suo padre le dava un ceffone senza motivo.
Si, ci vorrebbe una psicoterapia.
Coraggio

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6 LUG 2016

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Gentile Massimo,
la situazione che descrive pare piuttosto complessa sul piano emotivo e relazionale, nonchè quello sociale lavorativo.
Penso possa essere opportuno rivolgersi a uno specialista che la aiuti a comprendere meglio quanto accaduto e quindi a ripartire con la giusta motivazione. Affronterei per prima la questione lavorativa, a mio parere più concreta e razionalmente gestibile, per poi sistemare altre questioni emotive irrisolte.
A diposizione,
dott.ssa Elisa Bonfanti - Milano

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6 LUG 2016

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Caro Massimo,
lei descrive un piccolo trauma dal punto di vista relazionale che le ha comportato conseguenze negative sul presente anche in altri ambiti extra lavorativi. A mio parere un terapeuta che utilizzi l'Emdr al di là dell'orientamento di base, potrebbe supportarla in un percorso psicologico mirato seguendo degli obiettivi precisi e profondo perché si andrebbe a lavorare per sbloccare le memorie traumatiche del passato che incidono nel qui e ora. In questo modo potranno riemergere le sue potenzialità e le sue risorse per riacquistare fiducia prima di tutto in se stesso. Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordialmente
Dott.ssa Silvia Orso (Udine)

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6 LUG 2016

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Buongiorno.
Credo semplicemente che il suo sia un momento di chiara rabbia e risentimento, è una normale reazione a qualcosa che l'ha profondamente delusa. Onestamente, devo rispondere facendo appello all'etica professionale, che è ciò che distingue uno psicoterapeuta, non ci sono orientamenti migliori di altri, o perlomeno io non me la sento di declassare chi lavora diversamente da me. Però qui in ballo ci sono questioni relative al rapporto con l'altro, alla fiducia negli altri, al perchè ci si è lasciati convincere...insomma un lavoro che sia analitico dove venga messo in discussione il suo vero desiderio.
Buona giornata.
Dott.ssa Gloria Marrocchi

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5 LUG 2016

Logo Gloria Marrocchi Gloria Marrocchi

2 Risposte

Buongiorno Massimo.
Da quello che ha scritto si percepisce che sta attraversando un momento di grande difficoltà e per questo intraprendere un percorso psicoterapico è sicuramente consigliato, sia per far luce sulla situazione descritta ma anche per trovare delle risorse e strategie per farvi fronte.
Per quanto riguarda la sua richiesta in merito a quale approccio seguire è difficile consigliargliene uno di preciso perché dipende molto se il metodo di lavoro dello psicologo è quello che lei sente più affine. Le posso però dire che l'approccio cognitivo comportamentale può esserle d'aiuto in quanto è un tipo di terapia pratica, si lavora per obiettivi, guarda al qui e ora e aiuta la persona a fronteggiare situazioni problematiche con nuove strategie.
Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordialmente

Dott.ssa Sara Spagnolo
Psicologa

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5 LUG 2016

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Caro Massimo,
da quanto scrive sembra che questo evento l'abbia segnata profondamente. Sarebbe interessante capire meglio cosa é successo. Un percorso personale sarebbe senz'altro indicato. Le ricerche hanno dimostrato che la terapia funziona indipendentemente dai vari approcci adottati dai terapeuti. La invito pertanto a scegliere piuttosto rispetto al "feeling" che trova con il terapeuta stesso.
Rimango a disposizione.
Un caro saluto
Annalisa Anni
Psicologa Padova

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4 LUG 2016

Logo Dott.ssa Annalisa Anni Psicologa Psicoterapeuta Dott.ssa Annalisa Anni Psicologa Psicoterapeuta

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