Odio mia madre

Inviata da Sara · 27 giu 2016 Crisi esistenziale

Ho 19 anni e circa un anno fa i miei genitori si sono separati. La loro separazione è stata una liberazione per me: mio padre era violento e irascibile, aveva ridotto mia madre in schiavitù, costringendola a vivere una vita rinchiusa tra casa e lavoro (lavoravano insieme), senza darle un euro. Per lo più si era convinto di un tradimento inesistente da parte di mia madre ed ogni occasione era buona per insultarla o anche alzarle le mani. Io ho passato davvero un brutto periodo, soffrendo di molti problemi tra cui attacchi di panico. Ero diventata come una madre per mia madre: la consolavo quando piangeva per la disperazione, cercavo di convincerla che la separazione con mio padre era inevitabile, l'ho anche accompagnata al Pronto Soccorso un paio di volte perché in preda al panico. Insomma, mi sono caricata una grande responsabilità. All'epoca mia madre era tutto per me, sentivo di doverla proteggere dalle "grinfie" di mio padre, che invece odiavo (sono arrivata a pensare di denunciarlo). Tuttavia, dopo che le acque si sono un po' calmate, mia madre mi ha "costretta" a riallacciare i rapporti con mio padre e da allora non sono più riuscita ad avere un rapporto con lei. Lei è passata da una prigionia (mio padre) ad un'altra: la Chiesa. É disoccupata da mesi e non cerca lavoro, passa tutto il tempo a leggere libri religiosi e va a messa anche due volte al giorno. É cambiata: non è più la donna forte che lottava per riprendere in mano la sua vita, è diventata un'idiota, debole, passiva, il cui unico scopo nella vita è pregare. Io sono atea ma non ho mai avuto problemi nel relazionarmi con persone credenti, semplicemente perché non mi importa l'orientamento religioso degli altri. Invece mia madre non riesco più a sopportarla, la odio. Ha tappezzato la casa di icone religiose, parla come se fosse un'altra persona, una specie di suora. Non capisce che con Dio io non voglio averci niente a che fare e continua a dirmi che lei prega per me. Non voglio più stare in questa casa, mi sento oppressa dalla stessa donna che ho voluto "liberare". Il problema è che lei è buona, fa di tutto per me. Io invece non riesco più a reprimere questo odio che è nato in me verso di lei. Non le rivolgo la parola, a malapena la saluto. Le uniche cose che riesco a dirle sono rimproveri o frasi piene di odio. Arrivo anche a farla piangere ma non riesco proprio a farne a meno. É come se mi sentissi in colpa a trattarla bene, come se nel mio intimo volessi trattarla come faceva mio padre. Soffro anch'io nel vederla stare male per colpa mia, ma è più forte di me, non riesco ad evitarlo. Aiutatemi per favore...

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Miglior risposta 27 GIU 2016

Cara Sara,
mi ha molto colpita il suo racconto, credo che non debba essere stato facile vivere sia prima, che durante e dopo la separazione in casa con i suoi genitori, né tanto meno ora con sua madre. Lei racconta della cura che ha mostrato e palesato nei confronti di sua madre e anche ora racconta questo grande senso di colpa che prova nei suoi confronti quando le sembra quasi di comportarsi con lei come faceva suo padre. Io credo che sicuramente potrebbe aiutarla un percorso psicoterapico in cui lei ha a sua esclusiva disposizione uno spazio per sé in cui raccontare come si è sentita e come ora si sente e capire il vero perché di questa sua grande rabbia nei confronti di sua madre e della situazione in senso lato. Sicuramente anche sua madre ne gioverebbe da un percorso psicoterapico e di riflesso anche lei, ma ovviamente non si possono costringere le persone a fare delle cose in cui non credono, provi ad accennarle la possibilità.

Rimango a disposizione

Cordialmente

dott.ssa Mara Di Paolo

Anonimo-161175 Psicologo a Trento

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28 GIU 2016

Gentile sara,
lei ha 19 anni e nessuno a rigore può "costringerla" a fare una cosa che non sente, compreso il riallacciare rapporti con il padre.
Le situazioni di rapporti difficili con la propria madre o i propri genitori sono serie le consiglio perciò assolutamente di farsi aiutare da una psicologa psicoterapeuta.
La terapia della Gestalt riesce in genere a risolvere situazioni difficili relazionali in pochi colloqui.
Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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27 GIU 2016

Gentile Sara,
L'eredità più importante che ci lasciano i nostri genitori non è costituita dai beni materiali ma dai loro modelli relazionali, e questo ci viene trasmesso senza che nemmeno ci accorgiamo. La tua rabbia è comprensibile; forse non è il credo religioso di tua madre ciò che ti fa venire la rabbia ma il suo atteggiamento di vittimismo, che ti mette senza volerlo nella posizione di carnefice. Forse è lo stesso atteggiamento che aveva con tuo padre e per il quale otteneva sempre di essere trattata male. Perché ci sia un carnefice bisogna che dall'altra parte ci sia una vittima, tutte due le parti contribuiscono a mantenere in atto questo tipo di relazione. Comprendendo questo, bisogna semplicemente sottrarsi a questo comportamento nei confronti di tua madre, attivando verso di lei un modello diverso di relazione. La cosa migliore sarebbe quella di intraprendere assieme a tua madre un percorso psicoterapeutico sistemico familiare, ció ti consentirebbe di riappropriarti del tuo rapporto di affetto parentale, ti auguro buona a fortuna,

Dott.ssa Codruta Ileana Terbea Psicologo a Lecce

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