Obesità: uno psicologo può aiutarmi?

Inviata da Michele · 4 ago 2016 Bulimia

Buongiorno,
volevo sapere come può uno psicologo aiutare effettivamente una persona affetta da obesità non legata a patologie fisiche? Quali mezzi ha a disposizione e qual è la probabilità di riuscita del trattamento?
Grazie

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Miglior risposta 5 AGO 2016

Gentile Michele,

l'obesità è un disturbo multifattoriale, sia nelle cause che nelle manifestazioni. E dunque ha bisogno di un approccio multi professionale.
Nell'équipe che diagnostica e cura il disturbo alimentare sicuramente lo psicologo non può mancare, ma raramente è sufficiente.
Le stesse Linee guida nazionali danno indicazioni per i "Centri per i Disturbi Alimentari (CDA)" che sono stati istituiti dallAzienda Sanitaria in ogni provincia o regione.
Nella provincia da cui scrivo, le indicazioni del Centro disturbi alimentari recitano:
"Nell'équipe dell'area adulti operano il Medico nutrizionista, il Medico Psichiatra, lo Psicologo, la Dietista e l'Infermiere. I programmi terapeutici sono mirati e personalizzati, per facilitare una migliore partecipazione al processo di cura e per predisporre risposte appropriate ai diversi bisogni: visite mediche, controlli clinici, psicoterapia individuale e familiare, terapia di gruppo, terapia farmacologica, riabilitazione alimentare."
Per l'analogo Centro presso un importante ospedale di Milano leggo: "Per la cura, il Centro per i Disturbi Alimentari (CDA) ci si avvale di un approccio multidisciplinare che prevede la collaborazione integrata di varie figure terapeutiche (medico psichiatra, medico internista, psicologo, nutrizionista, terapista della riabilitazione, infermiere), con l’obiettivo di un programma personalizzato adattato alle specifiche esigenze del paziente."
Aggiungo anche che, quando certificato, la cura del disturbo alimentare è esente dal pagamento del ticket (art. 4 del D.M. 28.05.1999 N. 329).
Tutto ciò per incoraggiarLa ad intraprendere un percorso integrato, se desidera veramente venire a capo di questo problema, che danneggia purtroppo non solo la salute fisica, ma anche l'autostima e le relazioni.

Saluti cordiali.

Dott. C.M.Brunialti
Psicologa Psicoterapeuta
Rovereto (TN)

Dott. Carla Maria Brunialti Psicologo a Rovereto

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10 AGO 2016

Caro Michele,
un percorso di psicoterapia è essenziale da affiancare ad un percorso di riabilitazione nutrizionale in caso di obesità. Dalla mia esperienza, e dalla letteratura, posso dirle che dietro all'obesità vi è una persona con intensi disagi psicologici, spesso il cibo è usato come regolatore dell'umore (si mangia per noia, per tristezza, per sedare la rabbia o l'ansia), tutte risposte comportamentali apprese fin da piccoli. Il percorso è lungo e faticoso, con le dovute differenze da caso a caso, ma solitamente si va a lavorare su: motivazione al cambiamento di stile di vita, comprensione del significato del cibo, gestione funzionale delle emozioni, autostima e relazioni sociali. La psicoterapia ad orientamento cognitivo comportamentale appare la più efficace per intervenire su questi ambiti.
A disposizione per eventuali chiarimenti,
cordiali saluti
Dott.ssa Monica Palla
psicologa psicoterapeuta
Pisa

Dott.ssa Monica Palla Psicologo a Pisa

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9 AGO 2016

Parlarne con uno specialista non può anzi porta miglioramenti soprattutto see il problema è dovuto a problemi emotivi.
Buona giornata

Dott. Stefania Rossi Psicologa Psicologo a Viterbo

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8 AGO 2016

Dimenticavo......una psicoterapia può aiutarla soprattutto a comprendere ed ad attenuare o eliminare le cause per cui lei tende alla tristezza, o all'ansia, che poi cerca di autocurarsi col cibo.
Ma esattamente come non si usa più l'ipnosi da più di un secolo per indurre anestesia, visto che i farmaci sono molto più sicuri ed efficaci, così la chirurgia può risolverle efficamente ed in breve tempo ai danno fatti dal suo metodo di "autocura".
In ogni caso, una psicoterapia ritengo le sarebbe utile, ma per risolvere i suoi problemi emotivi, a rimediare al danno fatto (i kg in più), lascerei fare alla medicina.

Anonimo-157342 Psicologo a Montebelluna

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8 AGO 2016

Caro michele,
il meccanismo che metti in atto è questo:
1. mi annoio, sono triste, o sono ansioso;
2. mangio,e mi da' un senso di benessere;
3. il benessere passa subito;
4. mangio di nuovo
....ed il ciclo continua.
In pratica, è una dipendenza, che si cura come tutte le dipendenza (tabacco, alcool, etc).
Ma:
1. non è detto che la psicoterapia sia efficace nel suo caso;
2. non è detto che sia duratura, molto probabili le ricadute;
3. le costerebbe un bel po'.
Io personalmente ho risolto il problema in un modo sicuramente efficace ed assolutamente definitivo, il bendaggio gastrico, che consiste in un anello di silicone posto intorno allo stomaco e che, pure volendo, impedisce di mangiare molto, a spese dell'Asl, rivolgendomi al Prof Dott Capizzi, gastroeneterologo, san Lazzaro di Savena (BO).
2 giorni di ricovero, e qualche giorno di doloretti all'addome.
In 4 mesi, ho perso 14 kg e continuo a dimagrire, senza nessuno sforzo.

Anonimo-157342 Psicologo a Montebelluna

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8 AGO 2016

Gentile Michele, come hanno ampiamente spiegato i colleghi nei precedenti commenti l'obesità non dovuta a fattori organici è comunque una condizione legata a molti altri fattori di tipo emotivo, affettivo ,comportamentale, relazionale. Per questo è necessario un intervento specialistico in merito di uno psicologico proprio per andare ad indagare le origini nascoste del problema. Successivamente alla comprensione della diagnosi si rende necessario organizzare insieme il lavoro da fare. È naturale che ci debba essere una collaborazione esterna di un dietologo nutrizionista per definire il programma alimentare da seguire; fatto ciò lo psicologo può aiutare la persona obesa a migliorare e rafforzare la propria motivazione al cambiamento. Può aiutarlo a stilare degli obiettivi semplici da raggiungere passo passoandando, a valutare di volta in volta emozioni e difficoltà. Se l'obesità non è grave si può anche iniziare a pensare ad un percorso di attività fisica richiedendo la collaborazione di un istruttore.anche in questo caso lo psicologo può accompagnare il paziente sostenendolo nel suo percorso motivazionale e di cambiamento.
Lei chiede :quali sono le probabilità di riuscita? beh la mia risposta è molto semplice : può riuscire e finire nel migliore dei modi solo se il paziente è collaborativo, ha voglia di cambiare ed è disposto ad essere aiutato. Il percorso motivazionale iniziale serve anche a questo ma per iniziare ne è necessaria una minima dose; già la sola richiesta di aiuto costituisce un passettino dal quale cominciare.

Dott.ssa Francesca Denaro Psicologo a Prato

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6 AGO 2016

Gentile Michele,
l'obesità non dovuta a disturbi ormonali e/o metabolici è molto correlata a problematiche emotive ed affettive che spesso portano a soluzioni di tipo "compensatorio" come tentativo anche inconscio di colmare determinate carenze.
D'altra parte tutti i disturbi del comportamento alimentare sia nel senso della restrizione che in quello della eccessiva introduzione di cibo dipendono fortemente da fattori psicologici.
Per questo motivo un percorso di psicoterapia, permettendo di far emergere ed elaborare questi fattori emotivo-affettivi, può notevolmente contribuire alla risoluzione della condizione di obesità.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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5 AGO 2016

Buongiorno Michele, bisogna innanzitutto capire se le condotte alimentari che hanno portato all'obesità sono ancora presenti o meno. In ogni caso, mi sembra di intuire che, il focus della sua domanda si incentri più sugli aspetti affettivi che concreti della patologia. In questo senso, personalmente, tratto i disturbi alimentari senza soffermarmi troppo sul cibo o sulle condotte alimentari vere e proprie (già ci hanno pensato, a suo tempo, la famiglia e gli specialisti consultati). Chiedo delle condotte alimentari solo per comprendere i correlati affettivi che hanno causato tali disturbi. Evidentemente, sto parlando di anoressia, bulimia e obesità dove non ci sia pericolo di vita, ma dove la sofferenza sia anche su un livello astratto (esistenziale, direi) oltre che sintomatico. Tali disturbi sono tra i più frequenti, insieme ai disturbi ansiosi e depressivi, che si rilevano. Quindi, nel privato, se ne vedono molti e molto frequentemente. Ciò che emerge, praticamente sempre, è un sollievo a che ci sia, finalmente, qualcuno che non parli più del cibo, di quantità minime o massime, di calorie, etc. etc. Chi ha queste condotte ha bisogno che emerga la persona (finalmente "vista", in senso anoressico o "non autocolpevolizzata", in senso bulimico) che esiste dietro la sintomatologia. Quindi, senza soffermarmi troppo sul mio metodo terapeutico (che non è l'oggetto della risposta), come potrà intuire anche dalle varie risposte, esistono differenti modelli e strumenti (oltre alle linee guida di cui, qualche collega, ha parlato) che sono funzionali al raggiungimento di una migliore qualità di vita. Come per tutti gli altri disturbi psicologici, ciò che fa la differenza non sono i mezzi (di cui chiede), gli strumenti o le teorie, ma la creazione di una buona relazione con il terapeuta prodromo per acquisire una maggiore fiducia di poter stare meglio ed uno spazio dove poter esprimere e comprendere meglio i propri nuclei emotivi.
Buona fortuna
dott. Massimo Bedetti
Psicologo/Psicoterapeuta
Costruttivista-Postrazionalista Roma

Dott. Massimo Bedetti Psicologo a Roma

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5 AGO 2016

Gentile Michele,
soprattutto nei casi in cui l'obesità non è dovuta a patologie organiche riconosciute vale la pena ricercare eventuali fattori emotivi e/o psicologici sottostanti. Uno specialista potrà valutare il tipo di comportamento alimentare presente e, se appurato un collegamento con fattori di ordine psicologico, potrà aiutarLa a modificare il modo di gestire l'emotività o di reagire alle circostanze esterne in un modo più adeguato.
Cordialmente
Dott.ssa Annalisa Caretti

Studio Dott.ssa Annalisa Caretti Psicologo a Verbania

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5 AGO 2016

Salve, ci sono molte variabili in gioco: una potrebbe essere il legame con il materno e la volontà di incorporarlo, ma sono ovviamente solo congetture. Cerchi uno psicoterapeuta nella sua zona che l'aiuterà a definire meglio.

Dott. Christian Verdirame - Psicologia del Profondo Psicologo a Ragusa

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4 AGO 2016

Buonasera,
l'obesità molto spesso può nascondere dinamiche emotive e affettive, ed è proprio grazie a un percorso terapeutico -lo psicologo- che esse vengono affrontate in un clima non giudicante.

Psicologia E Benessere Psicologo a Roma

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