Nostro figlio Robbie di 7 anni affetto da sindrome autistica ed epilessia

Inviata da Lisa e Marco · 13 lug 2015 Terapia familiare

Salve, siamo i genitori di un bambino di sette anni che si chiama Robbie. Durante la gravidanza non c'e' stato nessun problema ma alla nascita ci sono state delle complicazioni durante il parto dato che e' nato prematuro. Il bambino ha avuto un danno al cervello che gli ha causato un angioma cerebrale nella parte sinistra allora i medici hanno voluto metterlo in osservazione per un bel po' di tempo. Quando aveva due anni abbiamo cominciato ad avere dei sospetti perche' non parlava, non socializzava con nessuno, faceva sempre gli stessi giochi in modo ripetitivo, non riusciva ne a gattonare e nemmeno a fare i primi passi, spesso urlava e piangeva senza motivo e non si interessava mai al mondo esterno. Allora siamo andati subito dal pediatra che ci ha parlato di disturbo pervasivo dello sviluppo e con qualche ritardo mentale medio grave che comprometteva le funzioni motorie e comportamentali. A questo punto siamo andati da un neuropsichiatra infantile che gli ha subito diagnosticato l'autismo ed in quel momento siamo caduti nell'abisso. Quando ha cominciato l'asilo abbiamo chiesto l'aiuto di un'insegnante di sostegno che e' riuscita almeno a farlo comunicare gesticolando con le mani e cominciando a muovere un po' le gambe questo ci ha sollevato un po' su anche se non parlava, non socializzava con gli altri bambini e non camminava bene da solo. A quattro anni durante la notte ha avuto un attacco epilettico , tremava tutto, aveva gli occhi aperti allora noi spaventati siamo andati subito all'ospedale. I dottori ci hanno detto che la situazione e' molto seria spiegandoci che nostro figlio non avrebbe mai potuto fare una vita normale dato che a causa di questa crisi non riusciva a muovere i piedi e le mani allora noi sentendo queste cose siamo caduti nel panico e non riuscivamo piu' a sperare. Robbie non era in grado di capire quello che gli era accaduto e sorrideva lo stesso anche se per poco ma quando noi vedevamo il suo sguardo ridere cercavamo di ridere anche noi insieme a lui anche se il dolore riusciva a farci piangere in qualunque momento. Dopo un po' di tempo avevamo notato che nostro figlio non aveva avuto nessuna crisi allora subito avevamo pensato che la speranza non ci aveva abbandonato ma ci eravamo sbagliati. Un giorno mentre Robbie era dagli zii a giocare e caduto a terra improvvisamente, ha cominciato a tremare forte e i suoi occhi erano come spenti e assenti allora siamo andati ancora una volta in ospedale. I dottori ci hanno detto che nostro figlio aveva avuto un emorragia cerebrale che si era estesa a causa della caduta ma in modo particolare dovuta al danno al cervello subito durante la nascita allora avevano deciso di togliere l'angioma , la causa di tutti questi gravi problemi anche se la maggior parte dell'encefalo e quasi danneggiato ma per evitare di avere ancora queste crisi va immediatamente tolto. L'intervento e' andato bene , Robbie ha avuto ormai solamente delle crisi di assenze , sguardo fisso nel vuoto e un po' di debolezza ma purtroppo l'incapacita' di parlare e di camminare bene rimangono vive per sempre anche perche' ha un ritardo cognitivo grave molto compromesso. Noi abbiamo pensato di regalargli un cane dato che e' sempre stato il suo animale preferito in modo che cosi' socializza e gioca almeno con lui. Comunque adesso Robbie cammina anche se zoppica mettendo i piedi un po' storti , gesticola con le mani anche se non parla , guarda negli occhi anche se per poco tempo e ci abbraccia quasi sempre , gia con questo piccolo gesto noi capiamo subito quanto ci vuole bene e quanto lo amiamo veramente per quello che e'. Vogliamo sapere se questa idea di comprare un cane puo' fare bene a nostro figlio. Siamo sicuri che voi psicologi che siete i migliori comprenderete quello che abbiamo dovuto passare ma che adesso e' solo un brutto ricordo e che noi andremo sempre avanti per aiutare meglio il nostro bambino

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Miglior risposta 14 LUG 2015

Cari Lisa e Marco,

da anni opero nel settore delle disabilità intellettive, in particolar modo con bambini e ragazzi con sindrome di Down. Proprio quest anno, presso l'associazione di cui sono coordinatore, ho attivato un progetto di Pet Therapy in collaborazione con la facoltà di Veterinaria dell'Università di Napoli. Ho deciso di intraprendere questa strada per fornire un supporto in più a quei ragazzi con doppia diagnosi, nella maggior parte dei casi con diagnosi di autismo, e a distanza di mesi devo ammettere di aver fatto un'ottima scelta, Gli incontri si svolgono con un cane labrador e fin da subito abbiamo notato un cambiamento nei ragazzi nel corso delle sedute in cui sono a contatto con l'animale; segno che quest ultimo ha un potente effetto di regolazione delle emozioni e del comportamento nel bambino. Perdonate questo preambolo...era per rassicurarvi sul fatto che non c'è scelta migliore che possiate fare per il vostro bambino e vi suggerirei, qualora riscontraste con i vostri occhi quello di cui vi ho parlato, di far intraprendere al bambino un percordo di Pet Therapy. I risultati sono davvero eccezionali.

Auguro a voi e al vostro bimbo ogni bene.

Dott. Guglielmo D'Allocco

Dott. Guglielmo D'Allocco Psicologo a Caserta

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13 LUG 2015

Carissimi Lisa e Marco,

A Voi va la mia ammirazione per il coraggio e l'amore che avete investito in questa difficilissima situazione, siete due genitori molto determinati e amorevoli.

Per quanto mi riguarda credo molto nella terapia con gli animali, soprattutto quando gli animali vengono affiancati a bimbi che hanno problematiche di una certa gravità.
Se posso consigliarvi la razza di cane da prendere potrebbe essere un Golden Retriever, sono cani molto dolci e pazienti con i bambini e spesso vengono appunto utilizzati per la pet therapy.
Ci sono centri specializzati in Pet Therapy in ogni parte d'Italia, fate una ricerca magari sul vostro territorio e trovate il centro più comodo e affidabile per voi.
Di solito i centri che si occupano di questo tipo di terapia hanno uno staff di professionisti composti da uno psicologo, un allevatore e un educatore, tutte figure che potranno aiutarvi a scegliere il cucciolo migliore per Robbie e insegnare a voi e al cucciolo a stare insieme, oltre ad offrirvi un sostegno psicologico.

Vi auguro tutto il bene.
Un caro saluto,
Dott.ssa Annalisa Foti

Dott.ssa Annalisa Foti Psicologo a Roma

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