Non vuole una relazione o non vuole me?

Inviata da Alessia · 7 dic 2016 Crisi adolescenziali

Salve, vorrei parlare di una situazione che mi fa davvero male e non è per niente facile da riassumere.
Ad ottobre ho conosciuto un ragazzo fantastico durante un viaggio organizzato di una settimana, anche lui canta e suona come me e la chimica che si è instaurata grazie soprattutto alla musica è diventata sempre più forte. Sentivo che era l'unico capace di capire davvero ciò che dicevo, e mi piaceva sentirlo parlare, mi perdevo nei suoi discorsi così pieni di passione e interesse per i più strani argomenti. Purtroppo però mi accorgo di provare davvero qualcosa alla fine del viaggio, ognuno torna a casa sua dopo un lungo abbraccio in aeroporto e a me sembra la fine. Ci separano soltanto 90 km ma non c'era stato nulla tra noi per cui potessi chiedergli di rivederlo.
Per fortuna dopo una settimana il nostro gruppo di amici conosciuti in viaggio si organizza per vederci tutti insieme e io e lui passiamo tutto il tempo insieme a ridere e a scherzare e io sto davvero benissimo. Due settimane dopo invito tutto il gruppo a casa mia per un weekend.. dopo una giornata carica di tensione emotiva e sguardi complici finalmente la sera rimaniamo soli e lui mi bacia come non sono mai stata baciata prima. Abbiamo passato tutta la notte tra coccole e baci, lui ha tentato di andare oltre ma non mi sembrava la situazione più giusta per perdere la verginità dato che eravamo nella stessa stanza dei nostri amici che dormivano così gli dissi: vorrei che fossimo soli. E lui rispose: si ma quand'è che siamo soli? Primo campanello d'allarme. Io pensavo già a quanto costavano i biglietti del pullman per raggiungerlo ogni weekend e lui si chiedeva quando sarebbe capitata una cosa del genere. Non ci feci caso in quel momento e ci addormentammo così.. il giorno dopo tutto tranquillo, cantiamo e suoniamo tutta la giornata, qualche bacio.. nel tardo pomeriggio alcuni nostri amici decidono di fare una passeggiata mentre io lui e un altro decidiamo di rimanere a casa. Passiamo il tempo a letto ad ascoltare musica, lui ad occhi chiusi, non dormiva, ogni tanto mi sorrideva e mi baciava. C'era una certa malinconia nell'aria perché poche ore dopo ci saremmo separati, così gli chiesi: cosa dobbiamo fare? Lui mi rispose che non era il momento giusto per parlarne, che non gli andava. Sorpresa ma soprattutto scossa, mi girai dall'altro lato, poco dopo anche lui. E così schiena contro schiena, senza il coraggio di parlarci. Anche quando arrivano gli altri ragazzi, ci prepariamo per uscire per cena senza rivolgerci la parola, anche a tavola silenzio assoluto. Finalmente prima di andarsene decide di parlarmi e di dirmi che non si sente di tenere una relazione a distanza perché ne ha già avute e sa di non poterne avere altre (in una di queste è stato anche tradito davanti ai suoi occhi). Io devastata, provo a convincerlo a provarci ma lui sostiene che soffriremmo di meno lasciandoci andare che stando insieme, nonostante ciò che prova. Lui se ne va, io non mi arrendo, voglio spiegazioni e gli scrivo tentando di convincerlo che non sono come le altre e che sarei pronta a dare tutta me stessa per lui, lui mi confessa con toni aspri che esce da un bruttissimo periodo di depressione in cui ha anche tentato il suicidio, che ha trovato il suo equilibrio e che una ragazza porterebbe solo problemi. Quindi il problema passa da una relazione a distanza ad una relazione e basta. Dopo una settimana gli scrivo da ubriaca chiedendogli scusa per essere stata insistente e dicendogli che voglio fare pace. Lui risponde freddo e distaccato e io cerco di capire con tutta L'ingenuità possibile. Gli chiedo se gli manco, lui mi risponde "boh" e io rispondo "un modo carino per dire che si sta bene anche senza di me" e lui si altera "come dici tu, è sempre tutto come dici tu".
Finisce per accusarmi del fatto che si è sentito assalito, che ho tentato di cambiarlo, che non riesco ad uscire fuori dagli schemi, continua a dire che vuole essere lasciato in pace perché sta cercando di dimenticarmi. Su facebook vedo che è nella mia città, gli scrivo di vederci in un punto esatto in una fascia di orario ampia in cui mi avrebbe trovata li, lui visualizza e non risponde. Fine.
Non so più cosa fare, ho sempre la tentazione di scrivergli ma ho già la dignità sotto i piedi. Tengo troppo a lui per lasciarlo andare.

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Miglior risposta 8 DIC 2016

Ciao Alessia,
ti trovi in una situazione molto sgradevole è chiaro e con tutto il desiderio di non lasciare andare il tuo fascinoso musicista. Le esperienze che ti ha confidato danno ragione del fatto che siano soltanto la punta di un iceberg di cui lui stesso non è consapevole. In questo momento il tuo amico ha grosse difficoltà di relazione con gli altri e probabilmente è in crisi profonda. Non credere sia una difficoltà che ha soltanto con te; fino a che i rapporti sono amicali possono essere accettati. Tutto il resto, per il momento, è ciò da cui scappare.
Hai pensato che forse è in psicoterapia in questo momento?
Forse ha bisogno di tempo per sé stesso.
Per te è chiaro il desiderio nei suoi confronti.
Per lui forse niente è chiaro in questo momento.

Un caro saluto
dott.ssa Annalisa Fabbri psicoterapeuta, Padova

Studio Associato di Psicologia e Arteterapia Psicologo a Padova

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