Non voglio tornare nella mia città

Inviata da ulli · 1 lug 2015 Relazioni sociali

sono una ragazza di 23 anni, frequento l'università e non voglio più tornare nella mia città. Spiego il motivo, circa 3 anni fa ho avuto una storiella con una persona che poi dopo poco tempo non mi ha più cercata, non voglio entrare troppo nei dettagli, dico solo che ho sbagliato e me ne pento, sono andata contro i miei valori perchè la persona in questione è impegnata e molto più grande di me (21 anni di differenza), mi vergogno, abbiamo conoscenti comuni, temo possa aver raccontato qualcosa a qualcuno o che qualcuno si sia accorto di qualcosa e passare x una poco di buono, rovinare la reputazione mia e della mia famiglia (i miei sono abbastanza conosciuti in città). Dopo la fine di questa storia sono seguiti mesi neri, mi sono resa conto che sono stata una stupida ingenua, sono stata molto male ma non x la fine della storia o x lui (perchè non l'ho mai amato, credo di aver intrapreso questa storiella perchè nessuno prima di allora ha mostrato un qualche interesse verso di me) ma x la mia reputazione forse rovinata, x vergogna se qualcosa uscisse allo scoperto, ho quindi maturato il desiderio di andarmene dalla mia città e ricominciare da zero, alcuni mesi dopo incomincio l'università a migliaia di km lontano da casa e qui mi sono ripresa abbastanza perchè mi sono fatta tanti amici, ho un po' più di vita sociale, nella mia città invece no non ho nessun amico e la mia vita sociale è pari a zero, e non voglio conoscere nessuno della mia città, voglio mantenere un profilo basso, non voglio che la gente della mia città mi conosca, infatti sui social network (facebook e altri) interagisco solo con persone della mia città universitaria, nella mia città d'origine non sto più bene come una volta, ci vado poco (solo x le festività più importanti) ma quelle volte in cui ci vado non faccio i salti di gioia, l'ultima volta non vedevo l'ora di ritornare nella mia città universitaria. Adesso sto quasi completando i miei studi e fra non molto dovrò ritornare nella mia città e questo mi fa stare malissimo vorrei non ritornare più, dopo quasi 3 anni penso sempre al mio errore, indietro non si torna lo so benissimo, dovevo pensarci prima, ma io sto ancora male e non so come uscirne, a volte piango tantissimo, di tutto ciò nessuno sa nulla, non voglio raccontare nulla a nessuno perchè non mi fido, e perchè mi giudicherebbero, per questo chiedo un aiuto a voi. La persona in questione non l'ho più vista e spero di non incontrarla mai perchè non saprei come comportarmi e credo che mi sentirei in imbarazzo. Grazie della vostra attenzione

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Miglior risposta 1 LUG 2015

Cara Ulli,
parli di vergogna, un emozione che ci comunica che vorremmo essere invisibili, quasi fossimo indegni.

Forse, quando torni alla tua città, vorresti essere invisibile e, non essendo questo possibile, provi ansia e rifiuto verso il luogo in cui sei vissuta tanti anni.

Ti ritiri dalle relazioni, rifiutando le persone prima che loro possano rifiutare te, nel caso in cui venissero a conoscenza del tuo segreto.

Si dice che le persone stiano meglio quando diventano consapevoli che non potranno avere un passato migliore di quello che è stato e che non è possibile sistemare il passato.

E' andata in un modo che non ti piace, Ulli, e questo significa che tu sei una persona diversa e probabilmente migliore: non è già, questa, un'ottima risposta per chi potesse un giorno, farti delle domande su quanto accaduto?

Ogni volta che eviti le relazioni con i tuoi concittadini, ricordi a te stessa di essere sbagliata e la necessità di essere invisibile. E questo peggiora la stima in te stessa e ti impedisce di essere fiera di quello che sei diventata.

Nulla vieta di vivere in una città lontana da quella d'origine, ma non farlo per fuggire da te stessa.

Un caro saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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13 FEB 2016

Cara Ulli
che decisioni hai preso dopo questa lettera che ci hai scritto mesi fa?
Penso che a proposito del tornare o meno nella tua città tu debba fare diversi tipi di considerazioni.
Se non vuoi tornare perché non ti trovi bene è un conto ed è un tuo sacrosanto diritto.
Se non vuoi tornare perché sei condizionarta dal pensiero della precedente storia, allora è un'altra cosa.
Per il secondo motivo, dovresti stare più che tranquilla anche perché il "soggeto" con cui hai avuto la stotia, non credo proprio che abbia voglia di dirlo in giro (e men che meno dopo 3 anni) in quanto lui sarebbe davvero quello a rimetterci di più e a fare una meschina figura oltre a problemi con la moglie.
Tu, cara, dovresti superare completamente e dimenticare completamente questa storia.
Pensa a vivere cose belle che ti meriti e pensa a rendere interessante la tua vita.
Ora che ti sei aperta al mondo, grazie all'università, non permettere a niente e nessuno di bloccarti e porta avanti serenamente la tua vita.
Ti faccio i migliori auguri.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci psicologa psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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2 LUG 2015

Cara Ulli, chi ti obbliga a tornare nella tua città?
Hai 23 anni, sei maggiorenne e puoi fare le tue scelte.
Ora hai una laurea, sfruttala cercando un lavoro dove vivi adesso o altrove.
Invece di piangere investi le tue energie a cercare il modo per renderti autonoma economicamente e poter rimanere lontana e indipendente dalla tua città di origine.
Spiega ai tuoi quanto tu ti sia ben adattata dove sei adesso, quanto contino le tue amicizie e il tuo titolo di studio, vedrai che capiranno e ti sosterranno finchè non troverai un lavoro che ti mantenga.

I miei migliori auguri.
Dott.ssa Annalisa Iovane

Dott.ssa Annalisa Iovane Psicologo a Roma

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2 LUG 2015

Salve,
hai un urgente bisogno di smontare tutto questo complesso di costruzioni mentali che ti stanno sfruttando un sacco di energia.Non è fuggendo che si risolvono i problemi, specialmente quelli che tali non sono, come nel tuo caso. Tutto quello che nella vita si fa (ritenuto giusto o sbagliato a posteriori), fa parte di un percorso che comunque è di crescita e pertanto l'esperienza che vuoi ostinatamente dimenticare, finché non avrà ottenuto un senso, non potrà fare altro che venirti dietro come la tua ombra. Un aiuto da parte di un/a professionista di persona è quello che ti ci vuole e senza perdere tempo. Complimenti perla tua evoluzione vista 'dal di fuori' ed i più fervidi auguri per bilanciarla con la tua autostima. Resto a disposizione per ulteriori comunicazioni, qualora tu ne avessi bisogno.
Dott.ssa Carla Pano
psicologa-psicoterapeuta

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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1 LUG 2015

Cara Ulli,
nella vita capita di commettere degli errori, anche importanti, e di portarne il peso sulle spalle per molto tempo. Nel tuo caso comprendo bene il senso di colpa, in parte la vergogna e la paura di essere "scoperta" ma ci sono alcune considerazioni da fare e su cui mi piacerebbe che tu riflettessi.
- In primis sono passati ben tre anni e l'attenzione che concedi tu a questo episodio potrebbe non concederla più nessun altro (nè "lui" nè ipotetiche persone a cui lo avrebbe raccontato; ma anche qui, sicura che un uomo sposato racconti facilmente le sue scappatelle rischiando che il passaparola giunga ai suoi familiari?);
- il fatto che tu stia finendo gli studi non significa in automatico che tu debba tornare a casa dei tuoi se non vuoi; potresti cercare subito un lavoro nella tua città d'adozione e iniziare una vita da lavoratrice lì.
Sei riuscita ad ambientarti bene in una città nuova, a stringere dei legami, questo significa che hai delle grandi risorse, sfruttale per uscire da questo blocco fatto di rimuginio e di paure, se necessario anche chiedendo aiuto ad un professionista per un breve percorso.
Un saluto.
Dott.ssa Valentina Miceli

Dott.ssa Valentina Miceli Psicologo a Roma

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