Non vivo più, semplicemente
Sono nel periodo più difficile, buio e traumatizzante della mia vita.
Negli ultimi mesi ho vissuto una relazione a distanza di sei mesi molto intensa con un ragazzo più giovane di me (19 anni lui, 28 io). So cosa si potrebbe pensare, che sono stata pazza ad avvicinarmi così tanto ad un ragazzino, ma mi ha sempre dimostrato non essere tale. Sempre. Molto più maturo di me sul piano pratico, meno su quello emotivo.
È iniziata in modo travolgente e bellissimo: lui ha accelerato moltissimo, mi ha coinvolta nella sua quotidianità, nella sua famiglia, nei suoi amici, in viaggi con i suoi parenti, una mini convivenza di un mese e momenti che per me avevano un significato profondissimo. Io ero reduce da una storia lunga e difficile. Lui mi ha fatto ricredere sull'opinione che avevo degli uomini.
Io mi sono innamorata davvero. Non mi sono mai sentita così desiderata, amata, vista, compresa e supportata. Per me quello era amore da parte di entrambi.
Lui invece, dopo mesi molto intensi, mi ha lasciata in videochiamata.
Ho vissuto tutto come una rottura brusca, nonostante mi siano stati spiegati i motivi:
- "non sono coinvolto emotivamente quanto te"
- "siamo lontani, siamo in due fasi diverse di vita"
- "non sei mai felice per i miei progetti, ti vedo in ansia e negativa sulla vita"
- "mi sento che è diventato tutto troppo da reggere"
Tutti motivi assolutamente validi, che razionalmente comprendo.
Da quando è finita — circa un mese fa — faccio molta fatica ad accettare la realtà.
Già prima non avevo una vita appagante (non ho un lavoro, non ho una vita che mi piace, una famiglia che seppur mi sia vicina non funzionale, amici che non mi soddisfano).
Avevo riposto (errore mio) troppo su di lui e sulla sua vita, tanto che volevo trasferirmi nella sua città per iniziare una nuova vita ed averlo più vicino. Stavo iniziando a riprendere in mano la mia vita, mi dicevo che finalmente forse stavo imboccando la giusta strada.
Oggi ho sintomi che mi preoccupano:
Pensiero costante su di lui, praticamente dall’apertura degli occhi fino alla sera.
Sogni ricorrenti, risvegli con ansia e angoscia.
Vivere nella sua routine mentale, come se fossi ancora lì.
Sensazione di attesa, come se stessi aspettando che tornasse, anche se so che non è sano.
Difficoltà a provare interesse per altre persone o per nuove esperienze.
Calo dell’autostima, dubbi su me stessa e paura di non trovare più una connessione così.
Sento di aver lasciato non solo lui, ma una famiglia, una città, una possibile nuova vita. Una routine che mi piaceva, una persona che amavo come forse mai prima d'ora.
Il distacco per me è totale, mentre per lui è stato “solo togliere una persona dalla sua giornata”, e questo mi fa sentire ancora più in disequilibrio.
Detto ciò, il punto ora sono io, perché io non credo di aver mai provato una sensazione simile. Non voglio che la mia vita finisca qui, ma ammetto che non so nemmeno come farla continuare, e questo mi spaventa. Perchè io vedo solo buio intorno a me. Sto vivendo perchè mi sveglio la mattina, nient'altro. Mia nonna sta per morire, credo che potrebbe non arrivare a Natale. Non ho la forza di pulire la stanza, figuriamoci trovare un lavoro.
Ho iniziato terapia con una psicologa, domani avrò un incontro con la psichiatra. La cosa che mi fa avere più attacchi di panico in assoluto è il timore di rimanere in questa condizione per sempre. Per alcuni è passato solo un mese. Ma per me è assurdo stare così per una relazione di 6 mesi con un ragazzo più più piccolo.
Ho come la sensazione che in 6 mesi mi sia creata una realtà parallela. Mi spiego meglio. Vivevo le mie giornate con la testa "lì", perchè a me non piace la mia vita, non mi piacciono le mie giornate. Era una grandissima fuga mentale, che mi aveva assuefatta. Ora sono tornata come prima, nemmeno mi ricordo più la vita che facevo sei mesi fa, per farvi capire.
Per me è tutto troppo, più di chiedere aiuto ai medici, io non so cosa fare. Vorrei sapere che c'è speranza anche per me.