Non sono soddisfatta della mia vita, provo solo sentimenti negativi

Inviata da Sabry · 22 apr 2014 Crisi adolescenziali

Salve, sono una giovane donna poco più che trentenne e non sono soddisfatta della mia vita, mi sento sprecata.
Sono stata una bambina timida e con poche amiche, brava a scuola, attaccatissima ai nonni e alla mamma (i miei genitori mi hanno avuta da adolescenti). Poi entro nella preadolescenza, mia mamma mi regala due sorelle e pian piano si distacca da me, è insofferente, senza pazienza. Non è più lei il mio punto di riferimento, io scalpito per fare le cose "da grandi", facciamo grandi litigate (celebri i suoi "no" categorici e privi d'empatia). Ho vari flirt e fidanzatini (tutti pressoché platonici, preciso), mi sento leggera e spensierata. Poi il primo ragazzino vero che ho, mi lascia e io precipito in uno sconforto lungo e doloroso. Ho solo 15 anni, ma il suo abbandono mi farà vivere un dolore che ricorderò per il resto della vita. Eppure ero io quella che faticava ad aprirsi con lui, che temeva il suo amore, e lui forse con poca pazienza, o sensibilità, non ha capito e si è allontanato. Da allora interrompo le storie coi ragazzi, inconsciamente, ovvio, ma non riesco più a lanciarmi per vivere un sentimento. Una grande paura che mi frena, e persiste fino a che non sono all'università, quando ho l'altro mio ragazzo importante. Lui riesce ad avermi probabilmente solo perché mostra caparbietà nel corteggiarmi, mettendomi quasi ad una resa. Solo che mentre io sono innamoratissima, lui mi lascia, perché in realtà non provava le stesse cose e io mi sono fatta fregare dal suo corteggiamento in pompa magna. Così riprecipito nel baratro e rivivo quel dolore provato anni prima.
Anche stavolta occorrono anni per riuscire ad accettare il fatto di averlo perso. Comincio a provare interesse per altri uomini, solo che non è mai nata nessuna storia perché o dopo una conoscenza iniziale ho capito che in realtà non mi piacevano, e mi ero fatta solo castelli, o la distanza ha impedito di conoscerci più a fondo (infatti tranne uno gli altri due erano ragazzi conosciuti in vacanza). Ora mi ritrovo con un buon lavoro, per fortuna, ma senza uno straccio di vita sociale...Sul luogo di lavoro non posso conoscere nessun ragazzo perché sono principalmente donne e pochi uomini di una certa età, ultimamente vado ad un corso in palestra ma stessa cosa. Le poche amiche che avevo sono sposate o convivono e hanno ben poco tempo per uscire, sul lavoro le poche colleghe giovani che ci sono non mostrano poi un interesse a instaurare un'amicizia extra-lavorativa (con mio dispiacere). Vedo mia sorella minore che non sta mai senza un fidanzato ed esce spesso, ed io che avrei l'età per crearmi una famiglia, sono sola e sempre in casa! Eppure a detta di molti sono di bell'aspetto e intelligente, seppur insicura e permalosa aggiungo io...
Credo che un pò si tratti di mancanza di opportunità (non credo sia un caso che le rare occasioni che mi ho accadono principalmente in vacanza) e poi dalla mia paura a buttarmi, a stringere rapporti profondi, ad affezionarmi e ad essere amata...Sono tanto lucida nell'analizzare la situazione, quanto incapace di risolverla! Ho paura di lasciar passare ancora inutilmente gli anni e perdere così la possibilità di avere una famiglia tutta mia, di realizzarmi a livello affettivo! Allo stesso tempo ho queste paure e blocchi, paura di finire con l'uomo sbagliato (e rovinarmi così la vita), paura di invischiarmi in amicizie negative ecc., che mi impediscono di vivere appieno la mia vita! Sono diventata un concentrato di invidia, senso d'inferiorità e senso di colpa perenne...sto male così!
Grazie a chi proverà a indicarmi una strada prendere.

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Miglior risposta 23 APR 2014

Buongiorno gentile Sabry,
la sua storia è densa di avvenimenti che denotano una sensibilità che lascia il segno negli anni ma per poter venire a patti con se stessi e con le proprie caratteristiche di personalità è importante affidarsi ad uno specialista che l'aiuti ad accettarsi e ad accettare il suo passato. Si rivolga ad uno psicologo psicoterapeuta della sua città e valuti di intraprendere una psicoterapia ad orientamento psicodinamico. Se è di Roma, resto a disposizione per un colloquio conoscitivo sui temi accennati.
Cordialmente

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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29 APR 2014

Basta avere paura ti sta frenando, purtroppo nella vita oltre alla felicità bisogna accettare anche la sofferenza ma questo non ci deve impedire di vivere. Trovati degli interessi che ti permettano di conoscere nuove persone per uscire e avere una vita sociale. L'amore arriverà al momento giusto....

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23 APR 2014

Cara Sabry, concordo con lei sulla grande lucidità con la quale si descrive, senza difese e autoinganno e tale da far trasparire tutta la sua sofferenza. Anche se tutta questa consapevolezza è certamente pesante da tollerare, può essere un ottimo punto di partenza per intraprendere un percorso psicoterapeutico. Credo possa esserle molto utile ricostruire il suo stile sentimentale ed affettivo, ricostruire i suoi bisogni e la sua stima in modo da orientarsi rispetto al proprio senso di proponibilità che le possa consentire di scegliere un partner che non sia una sicura" fregatura". Le consiglio di rivolgersi ad uno psicoterapeuta perché credo davvero che lei possa trovare molte risposte e una maggiore serenità in un percorso di psicoterapia. Per eventuali altre info resto a sua disposizione
Cordiali saluti
Simona Guglielmucci

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23 APR 2014

gentile Sabry,
chiunque si brucia ha poi paura di stare vicino al fuoco e le ferite relazionali possono essere molto profonde, come cicatrici che lasciano il segno e sembra in fondo non si rimarginino mai. Queste sue esperienze passate dolorose possono aver lasciato in lei un segno indelebile, un timore profondo che combatte contro il suo desiderio conscio di avere una storia sentimentale piena ed appagante. Alcuni meccanismi possono attivarsi inconsapevolmente e possono portare al ripetersi incessante di schemi relazionali che altro non producono se non la conferma e l'aspettativa che le storie sentimentali sono fonte di sofferenza e delusione.
Penso che lei avrebbe bisogno di un percorso di terapia che la aiuti a prendere consapevolezza di questi meccanismi e che le dia la possibilità di aprirsi autenticamente alle nuove possibilità relazionali che sicuramente non le mancano.
In bocca al lupo per tutto

Anonimo-126894 Psicologo a Roma

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