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Non so quale sia la mia strada

Inviata da Eva il 12 mar 2015 Autorealizzazione e orientamiento personale

Salve a tutti,
sono una ragazza di diciannove anni e sto al primo anno di giurisprudenza.
Da quando, ad ottobre, ho iniziato l'università è cominciato per me un periodo di crisi che dura tutt'ora.
L'università infatti si è dimostrata molto al disotto delle mie aspettative, sia per le persone che la frequentano sia perché mi manca la vita abitudinaria del liceo (e mai lo avrei creduto).
Sono molto spaesata poiché non sono affatto sicura della mia scelta ma allo stesso tempo non so che altro potrei fare.
Sono stata una ragazza che ha sempre amato studiare ma ora non mi sento per niente motivata, né incentivata tanto ché sono riuscita a dare un solo esame con un voto discreto (27).
In tutto questo periodo sono stata solo profondamente ANNOIATA, poiché alla fine frequento sempre le stesse 4-5 persone con cui facciamo sempre le stesse cose e non avendo un ragazzo mi sento anche profondamente sola, le mie giornate le passo tutte uguali a lezione o a cercare di studiare.
Ho paura che non mi stia godendo questo periodo della mia vita che come mi dicono tutti essere il più bello, e questa ansia di non essere felice (che mi porta ad essere ancora più triste ed annoiata) mi sta distruggendo.
Vorrei andare fuori, conoscere nuove persone, scoprire un po' me stessa e cosa mi piacerebbe fare veramente nella mia vita, ma se questo rischio fosse troppo azzardato?
Scappare è veramente la soluzione, mollando tutto, o devo resistere che magari gli anni successivi saranno meglio?
Troppi dubbi mi affollano la mente e l'ansia di star sbagliando tutto mi attanaglia.
Grazie mille anticipatamente per il vostro aiuto,

Eva

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Buongiorno Eva
mi sembra di comprendere che nella scelta universitaria tu abbia deciso per una facoltà che tra le altre ti interessava di più, quindi, se così stanno le cose, la tua scelta non dovrebbe essere sbagliata.
Il fatto è che ora ti trovi in un empasse difficile perché sei "disorientata e spaesata" come tu dici e ti manca quel "contenitore classe" che era comunque un pò essere in una famiglia e questo poteva, al momento, stare un pò stretto ma era anche confortevole.
Vedrai che questa sensazione di insicurezza andrà attenuandosi piano piano e comincerai ad apprezzare lo "spazio aperto universitario" e anche per te ci saranno conoscenze e cose divertenti e costruttive.
Però cara Eva, io penso che tu debba, innanzitutto, superare quelle barriera di nebbia che chiami "noia" e che ti separa da tutte le esperienze costruttive e belle che puoi fare.
Innanzitutto dovresti metterti seriamente a studiare togliendo dalla mente quei dubbi paralizzanti, questo è il primo muro da superare.
La vita dello studente è fatta molto di studio ma è anche vero che, tramite lo studio stesso, si fanno conoscenze e si giungono poi ad apprezzare molto tutti gli altri aspetti della vita universitaria e goliardica.
Ti auguro davvero di uscire dalla zona nebbia e di darti forti convinzioni e motivazioni.
Un tempo, quando era difficile accedere allo studio, la gente faceva enormi sacrifici e godeva di queste possibilità (soprattutto le donne), studiare era uno sforzo ma anche molto gratificante.
Non arrenderti ai tuoi dubbi e alle tue difficoltà, riprendi la motivazione e vai avanti!
Un caro saluto
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Gentile Eva, mi pare che il primo problema sia capire se la Facoltà che hai scelto ti piace oppure no,nella tua lettera non parli delle motivazioni che ti hanno spinta a questa scelta.Credo che questo sia il primo punto da capire seriamente. Il secondo punto che potrebbe essere legato al primo è la tua "noia" e difficoltà a studiare,va capito se lo studio è pesante perché hai scelto una Facoltà che non ti piace, oppure perché non riesci a passare dal ritmo di studio che avevi al liceo ad un metodo diverso magari più impegnativo. La terza ipotesi potrebbe essere che la Facoltà che hai scelto ti piace ma stai attraversando un periodo psicologicamente complicato a cui si è aggiunto un cambiamento importante come il passaggio dal liceo all'università. Non credo che mollare tutto sia una soluzione anche perché non credo ce ne sia bisogno.Potresti prenderti una breve vacanza staccare completamente possibilmente una vacanza che ti assorba molto sia affettivamente che intellettualmente come una vacanza studio o dedicarti al volontariato per un periodo per esempio di un mese in un paese lontano come l'Africa ecc. ti aiuterebbe a vedere i tuoi problemi in una prospettiva diversa.Un'altra possibilità è confidarti con una persona amica e non giudicante di cui ti fidi oppure se non ritieni che una persona a te vicina possa aiutarti, prendi in considerazione l'ipotesi di fare qualche colloquio con uno psicoterapeuta.Tieni presente che in alcune Università italiane è presente il servizio di psicologia clinica gratuito per gli studenti.E' importante che tu capisca cosa ti sta accadendo in questo momento.Il mio consiglio è di impegnarti in questo e capirti. Il tempo che impiegherai in questo lavoro potrà sembrarti una "perdita" di tempo,ma in realtà non è così,anche perché sei molto giovane ed il tempo "perso"lo potrai recuperare in fretta. In Bocca al lupo! Dr. Athos Ravera Medico Psicoterapeuta

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Cara Eva, un senso di smarrimento e di confusione, che porta a problematizzare ,anche drammaticamente, le proprie scelte, caratterizza molto spesso fasi di passaggio e di transizione nel proprio processo formativo. Molto di frequente, non si tratta di un problema relativo unicamente ad una facoltà o ad un ambiente sociale, ma piuttosto ad una più generale di ricerca di IDENTITÀ, collegata ad un senso di frustrazione latente per non riuscire a mettersi profondamente a contatto con le proprie più autentiche esigenze. Generalmente questo stato emotivo inizia da lontano ( anche se al momento le esperienze passate possono sembrarti più appaganti e motivate) e si rende quindi necessario( più che circoscrivere il problema sul piano di risoluzioni pratiche o di consigli esterni, mai risolutivi) ,un' approfondita analisi di tutto il proprio atteggiamento personologico, sociale, esistenziale, così come si é venuto sviluppando nell corso della propria storia personale.
Per farti un'idea sui problemi di personalità, ti invitiamo a seguire i nostri video su YouTube. Cordiali e incoraggianti saluti, Flavia Andreucci . Centro Cesad Genova.

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Cara Eva, ti invito a riflettere , chiedendoti se il tuo senso di smarrimento e confusione da te descriti siano esclusivamente connessi con la tua esperienza universitaria attuale, o se essa sia solo la "punta dell'iceberg di una più complessa ricerca di identità personale. Il sentimento della "noia" , spesso banalizzato, può essere un segnale di disarmonia interiore da non sottovalutare.
Nello sviluppo formativo di ogni personalità sono frequenti queste fasi di transizione in cui si problematizza tutto un equilibrio di vita che appariva consolidato (anzi, ora a volte sembra sia da te rimpianto e forse idealizzato) , ma che poteva già recare in nuce certi latenti conflitti, come stati momentanei di insoddisfazione, spersonalizzazione, inquietudini al momento compensate. Tali crisi di passaggio possono in certi casi essere transitorie, ma più spesso esigerebbero un adeguato e tempestivo chiarimento, per evidenziare i problemi reali che esse sottendono e potrebbero nel tempo generare più profondi stati conflittuali. A volte può bastare un breve ciclo di sedute per puntualizzare la propria situazione emotiva, prima di decidere se impostare o no un più serio trattamento psicoterapeutico o psicopedagogico. Se sei interessata a queste tematiche personologiche, anche sul piano culturale, ti invitiamo a seguire i nostri video sulle diverse tipologie dì personalità ( non patologiche), che potrai trovare su YouTube, cliccando su canale di Istituto Cesad . Buone riflessioni e affettuosi auguri per il tuo futuro,
Istituto CESAD.

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Cara Eva, vorrei, senza ironia, utilizzare un noto aforisma "Chi parte sa da cosa fugge, ma non sa cosa cerca" (Michel De Montaigne), ritengo infatti che dovresti capire bene cosa ti piacerebbe fare e una volta chiaro, fissarti degli obiettivi, senza preoccuparti tanto del "contorno". E' sicuramente un fatto innegabile che l'università rappresenta una fase di rottura rispetto il precedente metodo di studio "guidato" dagli insegnanti, ma proprio per questo è giunto il momento di decidere in piena autonomia. Stai diventando grande e devi decidere le fasi della tua vita in modo responsabile. Gli amici, la vita sociale e tutto quello che fino a pochi anni fa erano preminenti diventeranno sempre più marginali, perchè quello che conta di più è il tuo futuro. In bocca al lupo, Giuseppe.

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Gentile Eva,
ha mai provato a recarsi presso un centro di orientamento? Esistono sicuramente molte strade che si possono intraprendere dopo il diploma e non tutte prevedono un corso di laurea. La vita universitaria non è facile per molti motivi per cui una forte motivazione relativa al corso di studi scelto è spesso necessaria ed auspicabile per riuscire a superare i molti ostacoli e difficoltà che si frappongono. Forse potrebbe anche prendere una sorta di anno sabbatico in cui permettersi altre esperienze che le possano dare il tempo e l'opportunità di riflettere e valutare meglio le scelte da fare che, ricordi, condizioneranno il resto della sua vita e quindi sono molto importanti.
Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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Buongiorno Eva,
Essere in un periodo di confusione capita a tutti, specialmente se un percorso intrapreso risulta deludente rispetto alle aspettative. Soffermarsi e chiedersi il perché é utile e auspicabile.. Prima di mollare tutto prova a coinvolgerti maggiormente in attività sua universitarie che non. Dal punto di vista professionale se riesco prova a seguire qualche seminario delle materie di interesse o private a fare un tirocinio in un ufficio dove le materie poter conoscere in pratica le materie che studi, questo ti può dare l'opportunità di conoscere la materia e capire se ti interessa il lavoro oppure no. Se poi ami avere stimoli potresti cercare delle attività extrauniversitarie, in corso o associazioni. Conoscere persone e coinvolgerti in attività può riportare un po' di entusiasmo, oltre a preziosi informazioni su ciò che davvero puó piacerti.
In bocca al lupo!
Dott.ssa Alice Parri
Psicologs psicoterapeuta

Dott.ssa Alice Parri Psicologo a Firenze

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