Non so proprio come comportarmi

Inviata da ester. 22 feb 2016 2 Risposte  · Terapia di coppia

Buonasera, scrivo per un consiglio perché davvero non so cosa devo fare. Ho un fidanzato che dice di amarmi alla follia ma che a quanto pare non vuole vivere con me! racconto i fatti: a settembre dello scorso anno sono rimasta incinta..non lo stavamo evitando, nel senso che avevamo rapporti completi perché avendo lavoro sicuro ed essendo sicuri del nostro rapporto abbiamo sempre detto "se arriva siamo felici" anche se ancora non viviamo insieme. Io sono in possesso di una casa al grezzo avanzato e appena abbiamo scoperto la gravidanza ci siamo subito organizzati per il completamento dei lavori. Un mese dopo purtroppo ho avuto un aborto spontaneo e da lì lui non ha più parlato di proseguire i lavori o comunque trovare una soluzione per vivere insieme perché deve fare degli investimenti sul lavoro e quindi non può impegnare i soldi nella casa. Nonostante ciò pretenderebbe di avere ancora rapporti completi!! Io sono con il morale a terra, è pronto ad avere un figlio ma non a vivere con me indipendentemente da tutto? Io sento davvero l'esigenza di uscire dal "nido familiare" mi stanno stretti gli spazi non sopporto più avere i parenti sempre attorno e i miei genitori comunque mi fanno pesare il fatto che sono ancora a casa loro dopo la gravidanza. Sento che dopo l'aborto ho bisogno di un rapporto più maturo ma ogni volta che gliene parlo mi dice di avere pazienza ed aspettare che finiremo la casa con calma appena si delinea il suo lavoro. ll fatto è che sto aspettando da 4 mesi e non si smuove nulla, lui proprio non ne parla e io sento che sto impazzendo! ho provato ad essere comprensiva e paziente, ho considerato l'ipotesi di lasciarlo perché non mi sta dimostrando abbastanza, ho pensato di vendere la casa e comprare da sola un appartamento.....ma nessuna di queste soluzioni mi fa essere felice...possibile che lui non senta le mie stesse esigenze o non riesca a capire come mi sento io dopo quello che abbiamo passato?? Ormai non sono nemmeno più razionale quando penso a tutto questo! Lo amo, tanto, davvero, ma non mi sento corrisposta, non mi sta dando nessuna sicurezza, né l'importanza di cui avrei bisogno. Cosa devo fare?

genitori , lavoro , insieme , consiglio , capire

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Gentile Ester,
sembra che anche lei si sia adattata in un primo momento ad una cronologia insolita dei progetti di vita in comune.
Infatti, fin dall'inizio lei era d'accordo a concepire il figlio quando ancora la casa non era pronta nè viveva ancora insieme al suo compagno mentre invece normalmente la cronologia di queste decisioni dovrebbe essere all'inverso.
Come però sta comprendendo, il suo compagno ha esigenze e priorità diverse dalle sue e dopo l'interruzione involontaria del progetto figlio intende differire ciò che per lei è invece indifferibile per cui lei sta andando in crisi.
Il suggerimento è di due tipi :
a) para-professionale cercando di parlare con lui per trovare un punto di incontro;
b) professionale consultando dal vivo un esperto psicoterapeuta di coppia che agevolerà questo vostro confronto approfondendo con voi il problem-solving.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

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Cara Ester la perdita di un bambino è sempre un grande dolore e le persone hanno modi differenti di reagire e provano emozioni differenti che possono decidere di condividere o di tenere dentro di sè. Credo che forse potrebbe non concentrarsi solo sulla convivenza o sul motivo per cui lui sembra non volerla immediatamente, ma magari riuscire a parlare insieme di che cosa ha significato per voi questa perdita e che cosa ha creato, se ha creato, qualche modifica al vostro rapporto. Confrontarsi e parlare con il partner è una cosa che può sempre servire per chiarire i nostri dubbi o perplessità,in questo modo eviterebbe di star male e tenere tutto questo dentro di sè. In momenti molto difficili, eventualmente caratterizzati anche da situazioni impegnative al lavoro, lasciare spazio e tempo per capire e riflettere può essere utile, ed in confronto può esserlo ancora di più.
Dott.ssa Laura Carsetti, Ancona

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23 FEB 2016

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