Non so più se sono innamorata di lui o no

Inviata da Fabrizia Lenni · 24 dic 2019 Terapia di coppia

Salve a tutti! Sono una ragazza di 24 anni e ho un ragazzo di 25. Stiamo insieme da 5 anni.
Ci siamo messi insieme durante il primo anno di università: ci siamo conosciuti, siamo diventati amici e qualche mese dopo ci siamo messi insieme. È un ragazzo molto affettuoso, dolcissimo, sensibile. Subito dopo ho iniziato a soffrire di endometriosi e lui mi è sempre stato vicino. Era il principe azzurro. Amorevole, sempre disponibile, un amico e un tesoro. Mi capiva e abbiamo fatto tanti progetti per il futuro durante questi anni.
Quello che però va detto è che, avendo spesso problemi di salute anche invalidanti, mi sono poco goduta la vita universitaria. Non sono mai andata in discoteca né andata in vacanza con compagni di università, che non ho mai visto al di fuori di essa praticamente. Tra l'altro ho cambiato facoltà e nell'ultimo anno ho studiato da casa per motivi di salute e le uniche persone che ho visto sono stati i miei genitori, mia nonna, il mio ragazzo e di rado i miei amici d'infanzia. Sono arrivata ad essere molto depressa per la solitudine e a scaricare le mie frustrazioni sulla mia famiglia e il mio ragazzo, tanto da essere arrivata a fare due brutte litigate con lui su sciocchezze proprio per la frustrazione della routine.
Di recente ho cominciato a stare molto meglio con la mia malattia, a riuscire a controllarla.
Due settimane fa ero in discoteca con la mia migliore amica e improvvisamente mi sono resa conto a quante occasioni e a quanta "vita" ho rinunciato tutti questi anni, un po' per la malattia, un po' per abnegazione nei confronti dello studio e per stare con il mio ragazzo. Mi sono resa conto che abbiamo fatto sempre tutto insieme e che non ho coltivato amicizie al di fuori di lui. Improvvisamente mi sono sentita uno schifo e sono andata completamente in crisi. Da quel giorno non lo guardo allo stesso modo: noto i suoi difetti e i suoi modi di fare e mi danno fastidio, non ho più voglia di passare il mio tempo con lui, non mi sembra che mi piaccia nemmeno più fisicamente. Non lo biasimo per non essermi goduta la vita: per quello biasimo me stessa, la mia pigrizia e le paure connesse alla mia malattia. Quello che mi chiedo è: non lo voglio più vedere solo perché ci ho passato così tanto tempo insieme negli ultimi 5 anni o proprio perché non c'è più amore? Come distinguere se ho bisogno solo di aggiungere qualcosa alla mia vita (es. uscire con gente nuova, divertirmi di più con nuove amicizie) oppure se proprio ho bisogno di altro (es. restare single per un po' e godermi la vita e poi casomai trovare qualcun altro)?
Al momento ci vediamo molto di meno e io sto cercando di uscire con persone nuove e sto già meglio, ma anche quelle poche volte che usciamo (circa 1 alla settimana), un po' mi pesa perché mi sembra di essere tornata alla mia odiosa routine.

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Miglior risposta 26 DIC 2019

Gentile Fabrizia,
la risposta definitiva alla domanda che pone a noi psicologi, cioè in pratica cosa fare della sua relazione durata 5 anni, non può venire da noi ma deve venire da lei stessa dopo che avrà fatto chiarezza sulla confusione in cui è immersa adesso.
Per facilitare l'acquisizione di questa risposta le consiglio un percorso di psicoterapia che l'aiuterà a valutare se i suoi bisogni profondi sono irreversibilmente cambiati e non c'è più spazio per salvaguardare questa sua prolungata relazione oppure se lei ha bisogno di mantenerla integrandola con altre esperienze che però non la mortifichino e sempre che nel frattempo non siano cambiati anche i sentimenti del suo ragazzo.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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25 DIC 2019

Fabrizia, sembra come se ti sei svegliata da un sonno. Ora quello che senti riguarda una nuova te che sta scoprendo un mondo che non conosceva. Non affretterei nulla ma se quello che sei ora ha degli orizzonti che sono cambiati rispetto a prima, può essere che hai nuovi desideri e necessita. L'aspetto importante è nn farsi trascinare solo dal nuovo, ma sentirsi, siamo in un sistema che spesso d stroppia importanza al nuovo e al "consumo" di tutto anche sei rapporti. Ma. Le profondità dei legami e la costruzione non avvengono senza impegno e dedizione. Se fossi interessata, ho diversi strumenti per trovare cosa conta davvero per te, e scigliore ciò che non ti fa star bene, EMDR, psicosomatica. Buona serata

Dott. Davide Milanese Psicologo a Tortona

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25 DIC 2019

Cara Fabrizia, la malattia è per definizione una limitazione, una chiusura di possibilità e di mondo, una riduzione della capacità carnale di raggiungere le cose attorno a noi (nel senso fenomenologico dei termini). Pertanto è legittimo che Lei abbia colto questa caratteristica della Sua vita e ne abbia sofferto. Quello che va però riconfigurato è il rapporto con un ragazzo che da principe azzurro diventa, d'un tratto, qualcuno con cui vengono meno 5 anni di progetti, con difetti, ecc.. Dal racconto emerge un'esperienza di frustrazione, chiusura, fastidio per una cita limitata e limitante; il significato associato alla relazione è di conseguenza quello di tale vecchia vita, che Lei sta cercando di cambiare e abbandonare (con comportamenti diversi). Il dubbio arriva persino all'aspetto fisico: improvvisamente "non le piace più". Un'esperienza del genere deve poter essere riconfigurata nella trama narrativa sulla base del contesto attuale (Lei sta molto meglio!) alla luce di spazio di esperienza ("vita negata", malattia, relazione entro un numero estremamente limitato di possibilità d'azione) e orizzonte d'attesa (stare meglio significa poter fare nuovi progetti, "godersi la vita"). È questa l'operazione da compiersi: indagare questi tre grandi elementi per poter comprendere il senso personale, quello entro cui Lei ora significa la relazione e la persona che ha accanto, per poter rispondere alla Sua domanda con sensatezza (e non con ipotesi impersonali, che dicono di qualcuno "in generale" e non di Lei!). Contatti un terapeuta con cui prendere in mano questa analisi della situazione: in poco tempo troverà la Sua risposta. Cordialità, in bocca al lupo. DMP

Dott. Daniel Michael Portolani Psicologo a Brescia

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