Non so più che fare della mia vita!

Inviata da Help · 23 ott 2017 Ansia

Sono una ragazza di 17 anni, sono dislessica e soffro d’ansia con forti attacchi di panico (forse anche un po’ di depressione). Fin da piccolina sono sempre stata una ragazza un po’ in carne. Tutto è iniziato alle elementari, quando gli altri bambini mi prendevano in giro per il mio aspetto fisico e io ci stavo molto male. Già a quei tempi portarmi a scuola per i miei genitori era un incubo perché io puntualmente tutte le mattina quando dovevo andare a scuola mi venivano gli attacchi di panico. E anche se per molti bambini le elementari sono la cosa più facile del mondo, io invece la trovavo difficile, non riuscivo a “studiare” quelle poche cose che ci davano come si doveva, facevo molta fatica a leggere, sbagliavo le parole sia a pronunciarle che a scriverle, così i miei mi portarono dalla logopedista (dovrebbe chiamarsi così) che dopo avermi fatto fare dei test, aveva chiesto hai miei di parlare anche con le maestre, per capire se poteva essere dislessia o solo timidezza. Le mie maestre pensavano che fosse solo timidezza così la cosa fini li. Con molto impegno e tanta pazienza da parte dei miei genitori riuscì pian piano a studiare tutto. Arrivata alle medie le cose cambiarono, in peggio… oltre alle offese perché avevo un po’ di carne, iniziarono ad esserci dei piccoli gesti non molto carini (mi tiravano i capelli, mi tiravano delle pacche o pizzicotti sul culo, schiena, braccia, gambe, pancia ect). Poco prima dell’inizio della seconda media mi ritrovai a dover affrontare la perdita di mio nonno materno. E mischiato tutto insieme (le prese in giro dei compagni, la perdita di mio nonno, l’ansia) mi portarono a non voler mai uscire di casa, a chiudermi sempre in me stessa, stare sempre male e a farmi del male. I miei mi portarono da uno psicologo che mi tenne con lui per quasi un anno. In questo periodo smisi di farmi del male, iniziai ad uscire di più e provare a far smettere le critiche provando a fare amicizia con queste persone (appunto chi mi criticava). Verso la fine della terapia lo psicologo pensava che io avessi dei problemi nello scrivere e così consiglio ai miei genitori di portarmi da una logopedia con cui lui lavorava. Dopo qualche sedute la dottoressa dice che sono dislessica e d’accordo con lo psicologo mi fanno una lettera per la scuola (poco prima del Natale della terza media). Con un 6 molto scarso riesco a passare l’esame di terza media e decido di andare a ragioneria, i primi due anni sembra andare abbastanza bene, riesco ad avere quasi tutte le materie sopra (tranne le due lingue straniere che erano un po’ al limite) e le offese sembrano diminuire. Ma questo non toglie i miei continui attacchi di panico e gli accessi al pronto soccorso perché tutta l’ansia e lo stress si accumulavano nella pancia procurandomi dei dolori forti, e le difese immunitarie che sono basse (facendo sì che io stia a casa molto spesso). Arrivata all’inizio della terza superiore le cose iniziano a cambiare, i compagni iniziano ad isolarmi e con i professori non riesco più a trovarmi, la scuola inizia ad essere troppo difficile, io inizio a stare di nuovo male, non volevo più uscire, non vedevo più nessuno, non parlavo più e mangiavo a malapena. Così i miei dopo un po’ di discussioni decidono di ritirarmi da quella scuola. Pian piano mentre ero a casa andavi a dare una mano a mia madre al lavoro, uscivo con gli amici, con il moroso, diciamo che ero tornata un po’ più “viva”. Mi iscrivo al professionale, faccio un esame per poter entrare in terza e lo passo. Una settimana prima dell’inizio della scuola muore mio nonno paterno, questa volta cerco di non abbattermi, mi faccio forza e cerco di distrarmi uscendo con le mie amiche e il mio moroso. Inizia la scuola e inizio a stare male, passano due settimane e mi ammalo (virus) tornata a scuola con calma riprendo tutto sotto controllo, riesco a prendere dei voti sopra. Le cose iniziano a peggiorare con il cambio dei posti, la mia nuova compagna di banco non ne vuole sapere di stare con me, si sposta sempre e di fianco a me viene una ragazza con cui ho stretto amicizia. Quando la coordinatrice scopre che quasi nessuno sta al suo posto inizia a mettere le note a chi si sposta senza permesso. Da qui inizia la mia ricaduta. La mia attuale compagna di banco non mi rivolge praticamente la parola, a malapena mi saluta, le ragazze davanti e dietro di me non mi calcolano pari e durante la ricreazione o sto da sola in un angolo oppure vado da delle amiche che sono in quinta. Quando ci sono le lezioni “di gruppo” (gli studenti si mettono a gruppi per studiare e fare degli esercizi) io vengo sempre lasciata in disparte, vengo lasciata al mio posto da sola. In alcune di queste lezioni “particolari” mi sento anche prendere in giro, lo vedo ridere guardando nella mia direzione. Forse mi starò sbagliando, ma mi sento presa in giro.
Lo so che il mio comportamento non aiuta visto che la scuola è iniziata da poco più di un mese e io ho già fatto 16 assenza, ma non ce la faccio già più. In classe continuano a dire che mi sono ritirata di nuovo, che faccio finta di stare male e queste cose qua. Ma non lo faccio apposta. Vorrei poter avere una vita come quella dei miei sogni, dove gli altri sono gentili con me, mi accettano e non mi isolano. Non so come fare, i miei genitori non mi faranno mollare anche questa scuola. Ma io vorrei poter andarmene da lì e casomai trovarmi un lavoro. Forse sarei felice. Perché ora come ora vorrei solo morire, credo sia l’unico modo per smetterla di stare così male.

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Miglior risposta 6 NOV 2017

Buongiorno Help,
sono molto in accordo con le colleghe: la sua chiarezza e capacità di descrivere la sua situazione evidenzia la presenza di tante risorse in lei per superare gli ostacoli che si trovano davanti. E non è cosa da poco.
Ho letto di un percorso con esiti positivi realizzato in precedenza e le consiglio, a tal proposito, di ripensare a tale aiuto, agli obiettivi insieme raggiunti e ai suoi desideri e bisogni di oggi e di individuare o nel terapeuta precedente o in uno nuovo una persona con la quale fare di nuovo un tratto di strada nella direzione di un maggior benessere.
I miei migliori auguri

Dott.ssa Stefania D'Ambrosio

Dott.ssa Stefania D'Ambrosio Psicologo a Torino

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24 OTT 2017

Gentile Help,
ora la situazione è difficile, si sono accumulate tante difficoltà.
La ripresa della scuola le ha innescato i vecchi meccanismi di relazione, lei si sente di nuovo isolata e presa di mira.
Il lavoro precedentemente svolto con lo psicologo le aveva portato risultati positivi.
Aveva delle amicizie, relazioni, progetti...cosa le impedisce ora di accedere nuovamente a queste risorse? Sente un blocco emotivo?
Ne parli di nuovo con una psicologa per riattivare capacità e abilità inespresse, lei è in grado di gestire questa situazione credendo maggiormente in se stessa. Poi potrà decidere con calma se continuare il percorso professionale o mettersi alla ricerca di un lavoro eventualmente.
I miei migliori auguri
Dott.ssa Donatella Costa

Dr.ssa Donatella Costa Psicologo a Rezzato

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24 OTT 2017

Ciao Help,
dont'panic...e nel tuo caso non è una presa in giro!
intanto complimenti per la chiarezza con cui hai descritto la tua situazione, per questo ti ho scritto don't panic, perchè una persona con la tua lucidità ha tutte le risorse per superare i tanti tanti ostacoli che si trovi davanti.
Nella tua vita hai dovuto affrontare parecchier prove: lutti, bullismo, una diagnosi di dislessia arrivata tardissimo..insomma c'erano tutti gli elementi che potevano farti sentire sconfitta.
Fortunatamente si legge fra le righe che c'è spazio per le tue risorse, non molli la scuola, c'è un moroso, c'è la capacità di immaginarti in un mondo un pò diverso e dove sei accettata per quella che sei..non potevi dire una cosa più bella di te. Vuoi essere accettata per quella che sei.
Per fare questo penso che potresti accettare di nuovo l'aiuto di un terapeuta, cercane uno che utilizzi anche l'approccio EMDR. E' un approccio che ti permetterà di superare velocemente alcuni dei tuoi sintomi, in questo modo avrai più energi per affrontare tutto il resto. Un grande abbraccio!
Paola Gambini-PAdova

Dott.ssa Paola Gambini Psicologo a Cadoneghe

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24 OTT 2017

Ciao, la tua situazione è davvero difficile e si sente quanta sofferenza hai provato nella tua vita. Sicuramente le difficoltà a scuola, i lutti dei nonni e il bullismo che hai vissuto ti hanno segnata molto. Nonostante ciò hai delle buone risorse: i tuoi genitori che ti sono vicini,la tua consapevolezza, le amiche e il moroso. Che fine hanno fatto negli ultimi mesi?
Il peso di quello che hai passato, la paura che ricapiti e il dolore che si riattiva come allora sono quello che ti ostacola di più ora. Se hai voglia (e i tuoi genitori sono d'accordo) potresti tornare da uno psicologo proprio per affrontare questi temi. Ti consiglio uno psicologo che sia formato nella terapia EMDR che affronta molto bene gli eventi passati dolorosi.
In bocca al lupo per tutto.

Dott.ssa Elena Sirotti Psicologo a Modena

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