Non so nemmeno io di cosa ho bisogno

Inviata da Irene · 9 set 2016 Ansia

Salve, ho 22 anni e tra pochi mesi diventerò mamma, questa forse è l'unica cosa buona che ho, per adesso sono con il mio compagno a casa di suo padre e stiamo cercando dove stare, ma suo padre si sta mettendo troppo nel mezzo, e qui non abbiamo posto per far stare il bambino, il tempo stringe mancano solo due mesi e non abbiamo una sistemazione adeguata per poterlo crescere, mi sento completamente inutile, di non poter dare una vita decente a mio figlio, ho costantemente attacchi d'ansia.
A volte avrei bisogno che forse il mio compagno capisse di più la gravità della situazione.
Soprattutto che magari quando sto così non si girasse dall'altra parte e si addormentasse. Sono in un posto dove alla fine non ho nessuno, parenti (a 300 km), amici, sono sola e stanca, a livello mentale sono davvero stressata, e mi chiedo se forse non è meglio andarmene via a scapito di relazione eccetera.
Non so più cosa fare

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Miglior risposta 12 SET 2016

Irene
stai per diventare mamma e questo deve darti molta forza e molto coraggio.
In questo momento sembra che tutto sia inadeguato e impossibile da affrontare, ma la natura stessa ti porterà grinta adeguata quando avrai il bambino tra le braccia saprai accudirlo e difenderlo.
Non fare troppo caso e non rattristarti troppo della mancanza di empatia del babbo.
Immagino lui pure sia molto giovane ma anche per lui la presenza concreta del bimbo risveglierà qualcosa di importante.
Per ora non è possibile cambiare la situazione ma poi ci saranno cambiamenti e aiuti.
Sono certa che le cose si sistemeranno.
Non perdere coraggio e speranza e nello sconforto, scrivici.
Un caro saluto e tanti auguri!!!
Dott. Ceccucci Silvana Psicologa Psicoterapeuta.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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13 SET 2016

Buongiorno Irene,
Essendo un evento molto importante (una nuova vita!), una gravidanza porta comunque a preoccupazioni ed ansie ed è normale: la sensazione d'ansia è segno di vitalità ci attiva e ci tiene focalizzati su ciò che dobbiamo fare per raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti. È naturale che alla prima esperienza non si sappia esattamente cosa fare e può capitare che una cosa normale si possa trasformare in un disagio insopportabile, che mette in discussione tutto, compreso se stessi: la sensazione di affrontare una situazione problematica estremamente difficile, in cui si pensa di non avere le risorse e le capacità necessarie per risolverla.
La ricerca e gli studi scientifici del settore mostrano che le situazioni più adeguate che accompagnano il parto, sono quelle in cui sono presenti figure parentali importanti per la futura mamma, sono il futuro papà, i futuri nonni e i futuri zii ed altre persone che non sono parenti ma che possono dare un contributo importante come il ginecologo, l'ostetrica ecc. ecc. queste figure rappresentano dei fattori protettivi capaci di annullare gli effetti e ridurre la forza dei fattori di rischio patogeni come l'isolamento sociale o i conflitti familiari.
Il contributo dei genitori del proprio compagno è importante perché porta a creare l'ambiente adeguato per il neonato. L'ambiente adatto per un bambino e quello in cui la madre e tutti coloro che si prendono cura del bambino trasmettano sicurezza e tranquillità. Bisogna essere empatici e sensibili per interpretare adeguatamente e soddisfare i bisogni del neonato (allattare, cambiare il pannolino, coccolarlo ecc.ecc.). il tutto non può gravare solo sulle spalle della madre. Ciò comporta ACCETTARE il contributo del papà e della mamma del proprio compagno e comprenderne il punto di vista in modo da poterlo integrare al proprio punto di vista e fare la cosa giusta. Ho evidenziato e usato al parola accettare innanzitutto perché ci vuole pazienza e poi è il modo più efficace per risolvere il disagio e neutralizzare possibili conflitti che non portano a sviluppi positivi; dall'altra parte accettare i propri suoceri e indispensabile per costruire una relazione positiva in cui tutti sono e si sentono importanti nella vita del bambino. Anche il contributo della propria madre è fondamentale. Una futura mamma affiancata dalla propria mamma (la futura nonna) si sente più sicura, è aiutata ad interpretare e gestire le emozioni, le proprie sensazioni e le proprie preoccupazioni.
Restando a sua disposizione le porgo i miei più cordiali saluti.

Dott. Filippo Rodà Psicologo a Bresso

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10 SET 2016

Buonasera Irene come vedo le hanno risposto anche altri colleghi, lei ci racconta di una situazione molto delicata e con la stessa delicatezza verrà trattata qui. Credo che al momento lei si sente non capita, e la grande responsabilità di diventare genitore la sta sentendo sempre più fortemente. La nascita di un figlio mette sempre a dura prova, occorre stabilire nuovi equilibri, anche "interni" e non solo pratici. Scappare non è detto che le possa dare la chiave della serenità, prima di tutto occorre ristabilire una comunicazione che appare "mancante" al momento con il suo compagno. Se il suo disagio persiste e da sola non riesce a risolvere il malessere la invito caldamente a chiedere aiuto a un terapeuta della zona per il suo bene e per il bene del bambino che deve nascere. Con i migliori auguri resto a disposizione. Dottssa Maria Pizzale

Dott.ssa Maria Pizzale Psicologo a Roma

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10 SET 2016

Cara Irene,
la sua situazione è molto delicata da affrontare. Lei descrive un quadro familiare inesistente fatto di incomunicabilità tra lei e il suo compagno e di situazioni stressanti legate alla vita quotidiana con il padre del suo compagno che cerca di intromettersi nella vostra relazione. In tutto questo lei è incinta e tra due mesi arriverà una nuova vita di cui lei e il suo partner dovete prendervi cura. La prima cosa che lei vorrebbe, è una casa tutta vostra in cui poter creare una famiglia vostra e far crescere serenamente vostro figlio, ma questo manca e le causa molto stress. Provi a far comprendere meglio al suo compagno i suoi desideri e cercate di programmare per il futuro degli obiettivi comuni. Se ritiene opportuno, consulti un professionista della sua zona e fissi un appuntamento. Lui saprà aiutarla nel modo migliore.

Cari saluti
Dott.ssa Carla Francesca Carcione

Dott.ssa Carla Francesca Carcione Psicologo a Capo d'Orlando

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9 SET 2016

Gentile Irene,
qual'è il progetto che lei ha fatto con il suo compagno riguardo al diventare genitori? E' stata una gravidanza programmata e voluta oppure è capitata in maniera inaspettata?
In ogni caso, sembra che la permanenza a casa di suo suocero sia provvisoria e quindi occorre che si chiarisca col suo compagno su come affrontare i prossimi mesi.
Lei dice di tenerci a dare a suo figlio una vita decente ma la prima cosa in ordine di importanza che dovrebbe dargli è una madre che non abbia attacchi di ansia e che non si senta inutile.
Pertanto, invece di accettare passivamente in silenzio l'inerzia (se è tale) del suo compagno, cerchi di parlargli con calma ma con fermezza per concordare un programma da rispettare.
Se non ottiene nulla gli esprima con chiarezza il suo disagio nella situazione attuale e, per la necessità di avere un aiuto nel periodo perinatale, lo informi sulla idea di trasferirsi presso la sua famiglia di origine (se ovviamente con essa ha mantenuto un buon rapporto) finchè non sarà risolto il problema di trovare un alloggio ove poter vivere insieme autonomamente.
E' probabile che questo discorso lo scuota dal torpore e lo attivi a risolvere in fretta il problema.
Infine, siccome si evince che il suo rapporto di coppia è abbastanza disfunzionale riguardo alla gestione del potere e alla capacità comunicativa, è consigliabile un percorso di psicoterapia di coppia o anche individuale qualora il suo compagno non fosse disponibile.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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9 SET 2016

Cara Irene, descrive una situazione molto particolare e delicata. Non da sottovalutare in questo momento emotivamente particolare che le sue ansie seppure giustificate possono esasperare il clima già complesso in cui si trova. Prima di prendere decisioni affrettate e di farsi logorare dall' Ansia, cerchi un confronto ed un sostegno presso il Consultorio Familiare più vicino a dove lei risiede. Lì troverà una equipe di personale sanitario esperto nel sostenerla ed accompagnarla più serenamente possibile al parto aiutandola a fare luce sulla situazione in cui si trova e a guidarla verso le scelte migliori per lei e per il bambino in arrivo. Il Consultorio Familiare è un servizio dell ASP totalmente Gratuito e con accesso diretto(senza prescrizione).

Forza
Dr.ssa Simona Coscarella
Psicologa-Psicoterapeuta Cosenza

Cari Saluto

Dr.ssa Simona Coscarella - Studio di Psicoterapie Brevi Strategiche Psicologo a Cosenza

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9 SET 2016

Cara Irene,
immagino non stia vivendo una situazione facile e comprendo la sua ansia.
Prepararsi all'arrivo di un figlio é impegnativo e spesso ci troviamo a fare i conti con quello che avremmo immaginato e quello che rientra nelle nostre effettive possibilità.
Faccia un bel respiro.
Andiamo per gradi e per priorità: quali sono le cose veramente essenziali sulle quali vi dovete concentrare? Quali sono le cose che davvero proprio non possono mancare? E quali sono le cose alle quali, seppur non essenziali, fa fatica a rinunciare? Perché sono cosí importanti per Lei? Lo sarebbero anche per suo figlio?
Come si immagina la sua vita familiare? E il suo compagno?
Potete riflettere insieme su questi spunti, se lo riteneste utile anche con l'aiuto di un terapeuta.
Rimango a disposizione.
Cordialmente,

Annalisa Anni
Psicologa Psicoterapeuta Padova

Alternativamente Psicologo a Padova

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