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Non so cosa fare nella vita. Ansia e paura

Inviata da Elena il 8 giu 2019 Ansia

Gentilissimi,

mi chiamo Elena, mi sono laureata da poco. L'università non è stata sempre facile, soprattutto l'ultimo periodo in cui gli esami, l'ansia e lo stress causati dalla tesi mi hanno fatto entrare un po' in crisi. Nonostante queste difficoltà, sono riuscita a laurearmi in tempo e con un ottimo voto. E qui inizia il problema: adesso che mi sono laureata non ho proprio idea di cosa fare. Mi sono laureata in traduzione ma non voglio fare la traduttrice. Sono una persona che ama programmare le cose, ho sempre saputo cosa fare ovvero dopo le scuole medie volevo fare il liceo linguistico, dopo il liceo ero sicura di fare l'università e così è stato. Ora da laureata non so cosa fare, non ho un lavoro ideale in mente e questo mi destabilizza. Guardo con invidia i miei amici che hanno le idee molto chiare, che si sono laureati prima di me e fanno il lavoro che avevano sognato, magari vivono già da soli (chi all'estero e chi in Italia), hanno una loro macchina, ecc. Ho paura di iniziare a lavorare perchè il "nuovo" mi spaventa: ho una bassa autostima e questo mi porta ad aver paura di tutto. In più i miei sono stati iperprotettivi con me (sono figlia unica) e questo ha influito sulla mia crescita, credo. Ora mi ritrovo a 24 anni ad avere paura persino di iniziare a lavorare. Inoltre abitando con i miei mi trovo in una posizione di lusso: ho un tetto sopra la testa, i miei mi mantengono quindi chi me lo fa fare di iniziare a lavorare se ho tutto quello di cui mi serve? Ma so che un lavoro è fondamentale per la propria indipendenza anche perchè non potrò essere dipendente dai miei per tutta la vita.
Mi piacerebbe provare a lavorare all'estero ma qui di nuovo la paura prende il sopravvento e quindi cambio idea. Eppure non voglio fare una vita mediocre. Sono molto ambiziosa ma queste paura e ansia mi frenano. Non ho passioni in particolare nè aspirazioni. Cambio idea ogni giorno: un giorno voglio lavorare in Italia, un giorno voglio andare all'estero, un giorno voglio fare un lavoro in cui si viaggia, un giorno voglio fare un lavoro da ufficio. Come faccio a sapere cosa voglio? Come faccio a superare queste paure? Grazie in anticipo per le risposte.

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Cara Elena,
Riesce perfettamente a trasmettere l'angoscia che le provoca la sua condizione.
Purtroppo non le posso dare delle risposte alle sue legittime domande perché non so quanto si adatterebbero al lei, avrei bisogno di un certo numero di incontri per poter comprendere meglio come lei veda il mondo.
Sicuramente, e questo mi ha colpito molto, sembra che le siano piuttosto chiari i fattori che hanno contribuito al suo attuale malessere.
Una volta conclusa la laurea può capitare di sentirsi perduti in un oceano in cui non ci si sente in grado di stare a galla, molto spesso tutte le domande che ci poniamo in questi casi hanno lo scopo di ritardare il movimento e non sapere da che parte si trovi la terraferma scoraggia molto.
Lei ha parlato della sua necessità di programmare i passi successivi ma in questo caso, non avendo una meta, non sa da che parte andare.
Per risolvere questa impasse le consiglio di rivolgersi ad uno psicologo con lo scopo di guidarla in questa scelta e magari farle vedere molte altre opzioni che ancora non ha valutato.
Il primo passo lo ha già fatto, in realtà, sta già nuotando verso una soluzione, ha contattato qualcuno che la possa aiutare. Il prossimo passo che le consiglio sarà di scegliere un collega, il successivo potrebbe essere di collaborare con lui per capire meglio... gli altri li scoprirete insieme. Se ancora non ha un obiettivo lavorativo, l'obiettivo diventa scoprirlo. La strada per questo è già più "programmabile".
Mi spiace di esser stato sul vago ma questo è ciò che personalmente riuscivo a fare con le informazioni che avevo.
Le auguro di smettere di preoccuparsene e di proseguire ad occuparsene,
Resto disponibile per chiarimenti,
Marco Tagliagambe
Psicologo psicoterapeuta
Firenze e provincia.

Dott. Marco Tagliagambe Psicologo a Empoli

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Salve Elena, forse la sua difficoltà è proprio il fatto di non riuscire a programmarsi più. fino a quando si è laureata c'era un iter da seguire che ora manca. E' costretta a crearselo lei e questo la destabilizza. Il senso di precarietà che sente è anche una realtà oggettiva. Viviamo un momento storico di precarietà ed incertezze e questo non aiuta.
Afferma che il nuovo la spaventa, la blocca, preferisce crogiolarsi in quello che conosce anche se non la fa star bene.
L'incertezza le fa cambiare idea sul da farsi di continuo. Non sa da dove è meglio iniziare. Ma se non prova, non fa esperienza, come fa a capirlo?
Le suggerisco di rivolgersi ad uno psicoterapeuta che la supporterà ed accompagnerà a ritrovare l'autostima che sembra abbia perso in questa fase della sua vita.. Un supporto professionale sarà di aiuto per trovare l'energia giusta per sperimentare il mondo sconosciuto che ha davanti a sè, iniziando da ciò che è più semplice per lei.
Buon lavoro!
Dott.ssa Fiammetta Favalli - psicologa e psicoterapeuta

Dott.ssa Fiammetta Favalli Psicologo a Anzio

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Buongiorno Elena
Direi che il terreno su cui ti muovi pare molto più instabile di quello in cui ti sei trovata a camminare fino ad ora. E' un po' come avventurarsi fuori da un cammino già prestabilito che pareva portarti diritta verso le tue mete.... mete delle quali ora non sei più sicura. Provi ad appoggiare un piede al di fuori dell'asfalto ma la terra e l'erba non ti rassicurano... nessun sentiero tracciato... e se ce ne sono alcuni poi dove mai porteranno?
Direi che forse per la prima volta ti senti disorientata e questo, in base a ciò che racconti di te, non è qualcosa a cui sei stata abituata.
A volte terminato un cammino è necessario fermarsi un attimo e rendersi conto di cosa è accaduto. Cosa intendo? Che a volte quando nessuna strada pare vada bene è necessario prendersi un attimo di tempo per sè. Fare una pausa insomma. Come scrivi nessuno ti sta correndo dietro e nessuno ti spinge a fare le cose. Hai la possibilità di goderti un momento di pausa confortata e coccolata dai tuoi genitori, un momento in cui da una parte ricaricare le pile, hai dato molto per laurearti e forse hai anche un po' esaurito le tue risorse, fisiche emotive e mentali, e dall'altra iniziare a guardarti intorno con più calma.
Sicuramente qualche colloquio di esplorazione di te e di ciò che vivi potrebbe essere in questa pausa un ottimo condimento per attenuare le paure e lasciare che l'energia e la determinazione che ti hanno contraddistinto sino a dora possano riemergere.
Ti auguro ogni bene Elena
Laura Stella Gaido

Dott.ssa Laura Gaido Psicologo a Grugliasco

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Gentile Elena, anche nel suo caso non ci sono risposte semplici. Sono felice per lei che abbia una famiglia valida, in caso contrario avrebbe dovuto accontentarsi del primo lavoro possibile come fanno in tanti. Approfitti allora di questa condizione fortunata per intraprendere un percorso serio di psicoterapia, invece di arrovellarsi. Magari accontentandosi per un po' di uno di quei lavoretti che si fanno da studentessa. E si ricordi: senza un po' di autostima non si va da nessuna parte! Serve per essere in grado di proporsi serenamente, ma anche per non abbattersi dopo numerosi rifiuti. La prima cosa da capire è da dove le deriva questa bassa autostima. La seconda, quali esercizi effettuare per porvi rimedio. Per entrambe le cose è indicata una psicoterapia cognitivo-comportamentale. Un caro saluto
dr. Tacchini

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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Gentile Elena,
dal suo scritto colgo la paura, l’ansia, l’incertezza dei suoi intenti che cambiano nel tempo,
a ciò si aggiunge una condizione iperprotettiva offerta dalla sua famiglia che forse ha prodotto un vissuto all’insegna della programmazione di cosa fare. Credo che l’aver terminato il suo percorso di studi, la mette nella condizione di confrontarsi con i temi di cui sopra, e fondamentale il ritrovarsi a dover uscire da ciò che è sicuro, programmabile e mi sembra che la paura è l’angoscia di iniziare è predominante.
Proverei a mettermi in un tempo e luogo dove poter liberare la sua parte emotiva elaborandola dandole un significato con l’aiuto di un Psicoterapeuta, credo potrebbe esserle di aiuto per comprendere il tutto e scoprire ciò che le appartiene e trovare la sua strada.
Disponibile per approfondimenti
Dr.ssa Elisabetta Ciaccia Milano

Dott.ssa Elisabetta Ciaccia studio di psicologia Psicologo a Milano

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Gentile Elena,
alla fine del percorso universitario è comune avere sensazioni di disorientamento e confusione. Occorre fare chiarezza dentro di se e cominciare da un piccolo step. Le consiglio di pensare ad un percorso di counseling per far emergere le potenzialità e le risorse inespresse strutturando altresi un piano d’azione.
Cari saluti
Dr.ssa Costa

Dr.ssa Donatella Costa Psicologo a Rezzato

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