Non so come lasciare il mio uomo

Inviata da hira il 24 ott 2016 Terapia di coppia

Salve,
io ho un problema ovvero sto con uno molto più grande di me da otto mesi, lui è sposato ma non va d'accordo con la moglie e si stanno per separare. Io gli ho chiesto più volte di andare via da casa e prenderne un'altra tutta per noi, ma lui non vuole, dice che non ha sostentamento economico per farlo, sta per perdere anche il lavoro. In questo periodo litighiamo molto, quasi ogni giorno. Lui pretende tanto e non da mai niente, io per lui ci sono sempre a qualsiasi ora, lui invece per me non c'è mai. Ogni volta che glielo dico si arrabbia non si può parlare mai con lui. Sto pensando da un po' di tempo di lasciarlo ma non ci riesco, ho provato un paio di volte ma sto troppo male, lo amo troppo. Non so che fare, aiutatemi perfavore!

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Buongiorno Hira, nella lettera che scrive, a mio avviso, emergono due parti di lei in conflitto l’una con l’altra e, quando c’è un conflitto fra parti di sè, quello che talvolta può derivarne è un blocco nell’agire. Da un lato c’è una parte che esprime con chiarezza insofferenza, insoddisfazione, delusione, solitudine e rabbia (perché non si sente vista, perché sente che da parte di lui non c’è la volontà di attivarsi per soddisfare quelli che sono i suoi bisogni relazionali e affettivi, perché sente che non c’è uno spazio comunicativo di confronto). Questa parte è quella che probabilmente la spinge a desiderare di allontanarsi per non vivere più la frustrazione che quella relazione le provoca. Poi c’è un’altra parte che “guarda” in direzione esattamente opposta alla prima, ossia nella direzione di non volersi allontanare da quella dimensione di coppia. Non so se sia casuale o meno ma quello che noto è che nella sua lettera, dedica più spazio alla parte che vuole andare (quella insofferente di cui riporta le emozioni, i bisogni non soddisfatti e le azioni che immagina di intraprendere) piuttosto che alla seconda (relativamente alla quale si esprime in modo sofferente ma più generico); mi chiedo se la parte di sé che la trattiene e di cui parla meno non sia anche quella parte di sé che conosce e riconosce meno. Quello che, a mio avviso, potrebbe esserle di aiuto è di rivolgersi a un terapeuta che la aiuti ad esplorare e guardare più chiaramente anche a quella parte di sé (a quali bisogni risponde? Quali sono le paure che ci sono dietro? Cosa dice di sé?) che la spinge a restare in una situazione di coppia che non sente soddisfacente. Un caro saluto. Luisa Fossati. Psicoterapeuta Montelupo Fiorentino.

Dott.ssa Luisa Fossati Psicologo a Firenze

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Signora Hira, attraverso quanto esprime nel suo scritto, capisco che attualmente, due parti di lei, razionale ed emotiva sembrano in lotta tra loro; ritengo che bisognerebbe cercare di farle incontrare per metterle in contatto: Per questo si potrebbe pensare ad un inizio di psicoterapia, dove il tempo e lo spazio sono dedicati a lei, e dove ci sarà la possibilità di scongiurare alcune incertezze e paure che in certi casi, ci bloccano nelle decisioni.... Auguri

Dott.ssa Maria Galderisi Psicologo a Napoli

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Gentile signorina, purtroppo da sola sarà molto difficile che possa risolvere la situazione. Ha bisogno di essere aiutata. Lei la sua decisione in fondo la ha Presa, quella di lasciare la uomo che dice di amare. La sua parte razionale sa benissimo che il suo amante molto difficilmente lasciera' la sua famiglia. Viceversa la sua parte inconscia ha paura di rimanere sola perché ha un livello di autostima basso. Questa conflittualità la sta logorando. Buona serata Walter Russo

Dott. Walter Russo Psicologo a Santa Maria Capua Vetere

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Buongiorno signora,
per quanto possa essere idealmente allettante, la soluzione facile ed istantanea ad un simile problemi relazionale non è la più indicata. Per questo è opportuno che lei si prenda il tempo per conoscersi meglio all'interno della relazione e prendere poi le decisioni più opportune, Purtroppo la psicologia richiede tempo e disponibilità, non ci sono soluzioni veloci dietro l'angolo e le approssimazioni sono infide e superficiali. Concordo con la collega Fossati sull'opportunità di consultare un/una professionista della sua zona territoriale per iniziare a diradare le nebbie sul suo rapporto e sul suo umore.
Cordialmente,
dr Eliseo Ghisu

Dott. Eliseo Ghisu Psicologo a Cagliari

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Lei può fare della sua vita sessuale quello che vuole, solo che la sua posizione di amante è una scelta che a lungo andare è masochistica. Indubbiamente nei primi temi può ottenere un riscontro a livello passionale e di sicurezza psicologica, ma a quanto ho capito ha superato questa fase e sta pretendendo comprensibilmente un impegno maggiore. Peccato che il suo uomo non ne voglia sapere e le sue sono probabilmente delle scuse. Del resto lui non ha motivo per cambiare la sua attuale posizione, dalla quale ottiene tutti i benefici, mentre lei aspira a un salto di qualità. Se non riesce a staccarsi da una relazione che sta acquisendo i connotati di un rapporto a perdere è il momento di staccarsi. Se non ci riesce ha evidentemente sviluppato una dipendenza affettiva, che può essere superata solo in un tempo che potrebbe essere molto breve come molto (ed eccessivamente) lungo oppure con una psicoterapia mirata.

Dott.tancredi Pascucci Psicologo a Roma

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Salve Hira,
è certamente una grande sofferenza stare in una relazione in cui solo uno dei due partner è disposto a dare e l’altro si limita perlopiù a ricevere. La sua parte razionale sa che il rapporto è sbilanciato e vorrebbe porre fine a questa storia, ma le sue emozioni remano contro.
Il fatto che lei abbia deciso di chiedere il nostro aiuto dimostra che i tempi sono maturi per guardarsi dentro. La incoraggio a rivolgersi ad un terapeuta per potenziare la sua autostima e ritrovare in sé la forza e la convinzione per cercare in futuro un partner che sia davvero degno del suo amore.
Cordialmente
Anna Maria Deutsch psicologa psicoterapeuta a Sassari

Anna Maria Deutsch Psicologo a Sassari

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Carissima Hira,

C'è un unico modo per poter uscire da questa situazione di sofferenza ed è quello di lavorare sulla sua autostima per migliorarla. Con una buona autostima la decisione verrà da sé.



Barbara Haupt Psicologo a Peschiera del Garda

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Molti uomini sposati dicono "mi sto per separare!?". Si accerti che sia vero! ..e innalzi la sua autostima.

Dott. Francesco Testa Psicologo a Napoli

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Buongiorno Hira,
La situazione che descrive non è semplice,e quando in una relazione si innesca una dinamica basata sulla dipendenza da parte di uno dei due,non basta non poterne più della situazione per mettere la parola fine..
Potrebbe rivolgersi a uno psicologo di zona che l'aiuti in questo processo di separazione,aiutandola a comprendere il perché di questa dipendenza e da cosa nasce questa difficoltà nel lasciare..
A disposizione
Cordialmente
Dr.ssa Battilani Cristina

Dott.ssa Battilani Cristina Psicologo a Parma

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Gentile Hira,
come forse si è giá accorta, non è possibile andare avanti in una relazione con un uomo con cui non si puó parlare, che si arrabbia a ogni nostra minima richiesta e che non si decide a lasciare la moglie per costruire una nuova vita con lei.
Occorre che lei prenda il coraggio di dirgli che non vuole stare piú con lui e che lei si crei una vita tutta sua, soddisfacente anche senza la presenza di quest'uomo al suo fianco.
Le potrebbe essere utile chiarire con il supporto di uno psicologo/a della sua zona quali sono le ragioni che le rendono cosí difficile lasciarlo. La difficoltá a lasciarlo potrebbe essere legata a paure dell'abbandono o della solitudine che possono essere risolte e superate proprio con un percorso psicologico.
Le auguro tutto il meglio.

cordiali saluti,

dott.ssa Elisa Canossa, psicologa psicoterapeuta, Sustinente (MN)

Dott.ssa Elisa Canossa - Studio di psicologia e psicoterapia Psicologo a Sustinente

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