Non so come gestire il peso delle scelte che ho fatto...

Inviata da Mimì · 22 nov 2022 Terapia di coppia

Gentili dottori, vi scrivo perché non so più cosa pensare di me, della direzione che sta prendendo la mia vita e delle mie scelte. Da poco ho cambiato città per iniziare a tempo indeterminato il lavoro per il quale ho studiato. Sarò onesta, non ho mai pensato che fosse ciò che avrei assolutamente voluto fare. Non ho la cosiddetta vocazione. Forse lo sono diventato un po' per caso ma adesso inizio a sentire il peso delle mie scelte. Ho scelto di andare nella stessa città dove vive il mio ragazzo, e l'ho scelto perché volevamo stare vicini dopo tanti anni di relazione a distanza e soprattutto perché lui avrebbe avuto decisamente più difficoltà ad avere un lavoro remunerativo in un paese piccolino. Lui P.Iva e io statale. Ho esperienza di qualche anno sempre nello stesso settore, in un ambiente più piccolo ma non per questo meno problematico. Ho avuto tanti problemi a gestire l'ansia, ho avuto episodi di attacchi di panico perché mi sono ritrovata spesso a dover gestire situazioni delicate in totale autonomia senza l'esperienza necessaria per farlo. Alla lunga stavo facendo del male a me stessa e avevo bisogno di andare via. Arrivo dunque in un posto più grande, pensavo più stimolante. Mi sono resa conto di aver fatto dalla padella alla brace. Ma a tempo indeterminato. Personale pericolosamente sotto organico, stressato, senza possibilità di riposo. Sono i primi due mesi ma gia dal primo mi sono resa conto che qualcosa non andava. Da subito mi sono ritrovata senza riposo per due settimane di fila (cosa normale), lasciata sola a gestire con difficoltà un intero settore. Il mio voler essere efficiente mi si è ritorto contro perché ho probabilmente dato l'impressione di essere capace di cavarmela da sola da subito. Non è così ma sembra che anche facendolo presente la cosa non importi. Ricevo l'aiuto dei colleghi ma siamo talmente pochi che devo arrangiarmi e solo quando proprio non ne cavo piede allora cerco il loro aiuto. Mi sento presa e lanciata in mezzo solo in nome della necessità. Ero entusiasta soprattutto perché è stata una mia scelta, ma che probabilmente avrei dovuto ponderare meglio. Ho messo davanti la possibilità di poter finalmente iniziare una nuova vita con il mio fidanzato senza valutare le conseguenze del lavorare in un posto disastrato come questo. avevo sentito delle voci ma non immaginavo di trovare una situazione di gran lunga peggiore. Ogni mattina mi alzo con l'idea angosciante del lavoro, della responsabilità affidatami in un tempo così breve. Mi manca la mia famiglia, mi manca avere la serenità. Provo a sforzarmi di fare qualche attività ma l'umore è sempre a terra, l'ansia sta tornando e ciò che sento maggiormente lo descriverei con la frase "mio dio cosa ho fatto". Ho seguito il cuore, ho paura di aver sbagliato.

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Miglior risposta 25 NOV 2022

Mimì cara, cosa le proibisce di cambiare lavoro?

Tiziana Viol Psicologo a Vittorio Veneto

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24 NOV 2022

Buongiorno Mimì,

ogni cambiamento non è mai semplice da affrontare e richiede un periodo di adattamento ad una situazione nuova. Nel suo caso, poi, si è trovata anche in un contesto lavorativo in cui, come spesso accade nella pubblica amministrazione, il personale è poco e costretto ad occuparsi di molte attività a grosso rischio di stress.

A questo punto penso abbia bisogno di prendersi cura di se stessa, chiedendo aiuto prima di arrivare a sentirsi schiacciata dagli impegni e lasciando andare il perfezionismo e la massima efficienza, per occuparsi delle attività prioritarie lasciando in secondo piano quelle che lo sono meno, rispettando i suoi tempi, respirando a pieni polmoni, senza sentirsi pressata e sotto stress.

Che cosa potrebbe fare per mettersi a suo agio nel suo nuovo ambiente di lavoro? Stringere relazioni più gratificanti con qualche collega? La percezione che mi arriva è che si senta sola in un ambiente nuovo che non conosce e questo le impedisce di comportarsi in maniera spontanea, segnalando che non può occuparsi di troppe attività contemporaneamente. Per fare questo ha bisogno di sentirsi ok anche se non porta a termine tutte le attività assegnate, di sentirsi ok se segnala al suo responsabile che non è possibile occuparsi di tutte quelle attività che le vengono richieste e non perché lei non è in grado di portarle avanti, bensì perché non è umanamente possibile lavorare serenamente con un carico di impegni e responsabilità eccessivo costante. Inizi ad amarsi e a sentirsi degna del suo nuovo lavoro e degna di segnalare ciò che non va senza sminuire il suo bisogno di lavorare serenamente.

Sono fiduciosa che riuscirà a migliorare la sua situazione lavorativa e a trovare la serenità.

Un caro saluto.

Dott.ssa Claudia Cioffi

Dott.ssa Claudia Cioffi Psicologo a Ancona

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23 NOV 2022

Salve Mimi,
quello che mi arriva dalle parole scritte è tanta paura e tanta ansia. La scelta che hai fatto è un cambiamento molto importante, staccarsi dalla famiglia di origine, trasferirsi in un nuovo contesto lavorativo e sociale, iniziare nuovi ritmi di vita, non è facile, le tue paure e l'ansia sono comprensibili. Forse parlare apertamente con il tuo datore di lavoro dicendogli le tue difficolta potrebbe esserti di aiuto. Non sottovalutare l'ansia e lo stress che questo cambiamento di vita ti ha portato, fatti supportare da uno specialista a affrontare questo periodo di un nuovo inizio, ogni cambiamento offre nuove opportunità ma crea anche molte paure.

Dott.ssa Simona Adorni Psicologo a Podenzana

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23 NOV 2022

Cara Mimì, ha seguito il cuore e probabilmente ha fatto bene ma la responsabilità per le difficoltà che sta riscontrando sul lavoro non sono nè da attribuire a lei nè al suo compagno. Ovvio che ogni tanto le venga in mente di metterle in discussione ma confronta erroneamente categorie differenti. La situazione lavorativa che ha descritto purtroppo non è per niente piacevole ma capita. C'è un problema da risolvere e su quello si deve concentrare, dovrebbe focalizzarsi su quella per capire quali cambiamenti può cercare di indurre, anche col suo comportamento, o eventualmente decidere di cambiare se vede che la situazione rimane immodificabile nel lungo periodo.

Dott. Matteo Mossini Psicologo a Parma

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23 NOV 2022

Buongiorno Signora
Quello che racconta esprime un grande dolore. Quando si va fuori la propria città , che ci dà sicurezza per andare altrove , per alcuni si può avere delle problematiche. A cui le i non aveva pensato perchè aveva messo al primo posto la relazione con il suo ragazzo.
Potrebbe parlare con il suo datore di lavoro e chiedere un aiuto per la gestione del lavoro.
E farsi aiutare da uno psicoterapeuta per la gestione dell'ansia
Dottssa Patrizia Carboni
Psicologa Psicoterapeuta
Roma

Dott.ssa Patrizia Carboni Psicologo a Roma

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23 NOV 2022

Buongiorno M.
Grazie per la condivisione.
Quello che sta attraversando è un cambiamento che richiede molte risorse adattive ed è abbastanza tipico che porti con sé un'abbondante quota di ansia e timori per un certo periodo.

Qualora però non riscontrasse che non è solo una questione di adattamento ad un nuovo contesto e il sentimento angoscioso non accenni a ridursi, le ricordo che Lei è sempre libera di scegliere, nessuna scelta presa è definitiva, e questa possibilità ce l'avrà sempre.

Inoltre considererei la possibilità di iniziare un percorso psicologico in cui dare spazio e mettere parola alle questioni riportate, cercando di analizzarne le dinamiche inconsce.

Un caro saluto.

Dott. Davide Boifava

Dott. Davide Boifava Psicologo a Milano

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