Non so come fare con una ragazza

Inviata da Anonimo · 20 ago 2019 Terapia di coppia

Buongiorno gentili psicologi,

ho deciso di scrivervi poiché mi trovo in un impasse con una ragazza che conosco da circa 4 anni. Il pregresso è che 4 anni fa mi infatuai follemente di questa ragazza -fu una cosa fulminea-, lei è una persona molto aperta e fisica con il contatto e per questo è facile fraintendere i suoi segnali (o almeno per me è facile farlo, con altre non mi è mai capitato). Vivevamo distanti, all'epoca ero addirittura all'estero per una esperienza ma ci sentivamo ogni giorno parlando e scherzando con vidochiamate di ore, si era lasciata da un annetto ed era ancora innamorata dell'ex (lo definisce l'uomo dellasua vita).

In quel periodo ero convinto di piacerle, così tornai in Italia per dichiararmi e lo feci una sera, cioè dopo una bella serata le dissi che mi sarebbe piaciuto approfondire con lei (ormai ci conoscevamo da 9 mesi), passare più tempo assieme e vederci. Mi presi un "siamo troppo amici, non voglio rovinare il rapporto.. . " -insomma il classico gentile "No"-, non era il primo no della mia vita, ma quella volta ci stetti male e piansi per settimane, lei dopo 3 mesi si fidanzò di nuovo a distanza con un ragazzo. Nel frattempo avevamo preso le distanze, quella sera le dissi chiaramente che per me non era amicizia e ci si sentiva una volta ogni tanto.. . finalmente dopo un anno mi passò (stetti davvero male e fu difficile superare il rifiuto, non tanto per orgoglio ma perché con lei stavo proprio bene per la prima volta).

Passano due anni senza vederci mai fisicamente, nel frattempo torno in Italia e lei si lascia, contestualmente torna a cercarmi, ci sentiamo permessaggio semprepiù spesso, usciamo; per fortuna mi era passata e accetto l'amicizia, ero pronto e quindi acconsento di vederci e fare attività assieme: alla fine con lei stavo bene come persona quindi perché no?

Il mio problema è che quando sono "innamorato" non riesco adessere me stesso, sono rigido e on oltrepasso mai il confine, molto protettivo e sempre presente e quindi un buon amico, se non provo un forte interesse -invece- sono più farfallone; ad oggi è passato un anno da quando ci siamo ritrovati e ultimamente scherizamo molto anche sul sesso, vivo bene la mia sessualità e spesso se non sono infatuato riesco a essere me stesso e scherzare lei ride e stà al gioco anche un po' spinto ma anche per la distanza non siamo mai andati oltre.
Per fine agosto abbiamo organizzato una vacanza assieme e da soli, ora il punto è che non soffro per la situazione, ci sto bene ma non so come comportarmi, nel senso che non mi dispiacerebbe anche avere un rapporto sessuale con lei (alla fine mi attrae fisicamente), ma mi andrebbe anche bene vivere l'amicizia senza sesso. Ora lei mi cerca continuamente, mi chiede di chiamarla, organizza attività.

Sicuramente non sono l'uomo della sua vita, ma non avendo un ragazzo trova in me un ripiego di appagamento e perché non godercelo assieme? A me andrebbe bene..

Insomma mi trovo in un impasse perché avendo ricevuto un no all'epoca non riesco ad espormi, ma dall'altra parte vedo che il gioco di punzecchiarsi sessualmente c'è ma non riesco andare oltre e lei non farà mai la prima mossa conoscendola. Non so quindi come prendere l'iniziativa, non tanto per la sofferenza ma perché mi vergognerei a cercare intimità se poi non la volesse (mi sembrerebbe di essere un maniaco, già mi ha detto no). Mi piacerebbe però provare ad andare oltre, ma non so come introdurre e far succedere la cosa in modo naturale...

Grazie per gli spunti.

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Miglior risposta 21 AGO 2019

Gentile Luca,

la sua richiesta sembra riferirsi al dilemma circa il giusto grado di distanza nelle relazioni.
Come si fa a capire se si è legati ad una persona attraverso l'amicizia oppure attraverso un sentimento più profondo?

Tutto funziona bene quando il rapporto con questa ragazza avviene a distanza, tramite messaggi o videochiamate. Le complicazioni sopraggiungono quando ci si avvicina; allora è come se tra voi ci fosse della nebbia che non permette più di vedere chiaramente.

Forse la confusione nasce dal distinguere chi si è da chi è l'altro, cosa si vuole e cosa vuole l'altro; forse l'aspetto centrale da considerare potrebbe essere la consapevolezza di sé e dei propri bisogni.

Sarebbe importante cogliere questo momento per approfondire la conoscenza di sé e del proprio modo di porsi nelle relazioni, chiedendo una consulenza psicologica.

Cordiali saluti.
Dott.ssa Barbara Furlano
Psicologa, Psicoterapeuta, Specialista in Psicologia clinica - Asti

Dott.ssa Barbara Furlano Psicologo a Asti

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