Non so che problema ho, e non so come uscirne..?

Inviata da Cecilia · 4 giu 2015 Crisi esistenziale

In breve non mi si crea a vivere, non so perchè ma non ho voglia di uscire di casa, di frequentare l'uni e di fare gli esami, di frequentare nuove persone, ma allo stesso tempo voglio stare con i miei familiari che amo(non ho amici che frequento al di fuori della famiglia, ne avevo ma non ci sentiamo più, mi sono allontanata con tutti).
Prima dei 15 anni ero tranquilla e normale, facevo il mio dovere, avevo qualche amica, uscivo ogni tanto, insomma ero una ragazzina normale.
Poi lentamente ho iniziato ad abbandonare tutto e tutti, inizialmente ho lasciato la musica, poi gli scout, e intanto si sono allentate tutte le amicizie che avevo fino a scomparire.
A 17-18-19 anni che andavo ancora al liceo non mi si creava più a frequentare la scuola, ma nonostante le numerose assenze l'ho conclusa.
Poi quando dovevo iscrivermi all'uni sarà perchè volevo fare altro ma i miei non me lo permettevano (volevo sul serio trasferirmi all'estero e già avevo pianificato tutto) sarà perchè nessuna facoltà mi ispirava e non ho amici con cui confrontarmi/consigliarmi ho preso "un anno per riflettere" e non ho fatto niente (vita da pensionata, come mia nonna).
Poi ad ottobre mi sono iscritta/i miei mi hanno iscritto a lingue e non ci sono andata se non per una lezione perchè non sapevo dove pubblicavano l'orario delle lezioni e non sapevo come funziona l'università e ora dovrei fare gli esami ma non ho i libri su cui studiare quindi non so come farò, e se li farò ora o alla prossima sessione boh.
E che sinceramente io non capisco che ci sto a fare a questo mondo, tutta sta sofferenza, ma che senso ha, non ho manco più voglia di provare.
Sin da quando ero piccola ho sempre passato le ore a pensare e immaginare ed ora mi ritrovo a passare intere giornate così, che tristezza, e non mi va di fare niente.
Non so neanche a chi rivolgermi perchè non mi si crea ad andare da uno psicologo, ne a parlarne con i miei che già hanno problemi per cavoli loro con gli altri miei tre fratelli, forse e per questo che in un certo senso mi ignorano, anche se ora si interessano dell'università e mi vogliono comprare i libri. boh

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Miglior risposta 5 GIU 2015

Gentile Cecilia,
il suo malessere merita attenzione. Non sembra sia stata poi così tanto apatica se in passato aveva programmato tutto riguardo un suo trasferimento all'estero.
Penso che dovrebbe assolutamente consultare uno psicologo psicoterapeuta per migliorare almeno la comunicazione con i suoi genitori, il resto poi sarà probabilmente più facile.
Non esiti perciò a cercare una psicoterapeuta di sua fiducia con cui si senta a suo agio.
Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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8 GIU 2015

Beh, stai dicendo che sei bloccata, v fino a 15 anni hai fatto il tuo dovere, Ora sei diventata una donna e mi sa che vuoi vivere come vuoi tu, credo che il senso di vivere lo da il tuo sguardo attualizzato al momento che vivi, vedi, psiche ha un modo molto curioso di proteggersi: evita, di per se, sei ci pensi ha senso, se ho davanti un aggressore e posso scappare, cosa si fa? Scappo, penso che abbia senso, non ti pare? ora che puoi metterci te stessa nelle scelte della tua vita, toc, , ti sei bloccata, il senso di questa operatività c’è sempre e si supera recuperando cosa materialmente ti dic8 e dove concretamente va a finire il sentire, esempio, se sento gli uomini tramite immagini(bello, figo e muscoloso ,tatuato e bla bla bla… )E' possibile che come donna viva disagio, , nel relazionarmi a quell'idea vincente di uomo, e naturalmente… si scappa, se sento lo studio come un procedura molto complicata, quando studio io sento la procedura e la relativa difficoltà ma il libro materialmente non lo vedo, se scendo di casa e incontro passanti, io sento non il momento nel quale sono immerso ma i rischi che possano dirmi del mio tarlo: non combino niente, cioè premesso che ogni essere umano sente, il punto è se vuoi sentire la realtà o vuoi sentire immagini, procedure, pensieri, il senso di scegliere queste cose ci sta, ogni uomo desidera migliorarsi ma questa possibilità nasce recuperando come mi sento nell'unico momento che vivo, nel tuo caso, tu senti immagini, pensieri e procedure a cui rapporti il tuo stato d'animo, ovviamente essendo regole dure, immagini surreali e procedure ferretti posizioni al ribasso e scappi, il funzionamento di evitare è sano in presenza di un reale pericolo, nel tuo caso, il pericolo non esiste, soluzioni? Recupera il sentire nel momento e prova a vedere concretamente il tuo sguardo emozionale dove è rivolto, per intenderci, nell’anima sei una bambina stressata da regole, immagini e procedure, ti servono? Sposta il tuo sguardo emozionale sul mondo e finisce di colpo sta cosa, tutti i problemi psichici sono sempre legati allo spostamento del sentire in altri lidi che non siano il mondo nel quale si è immersi, su è tempo di vivere non di pensare alle conseguenze di una possibile vita:)
in bocca a lupo, p.s. non sono uno psicologo, ciauu

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4 GIU 2015

Cara Cecilia,
scrivi che fino ai quindici anni facevi "il tuo dovere". Qual è il tuo dovere?

Mi sembra di leggere nel tuo messaggio la delusione per una vita che non ti sta offrendo stimoli e successi. Prova a pensare a cosa ti piacerebbe fare, senza lasciarti guidare dagli altri.
E' importante che tu riesca a trovare un'attività che ti piaccia, ti rilassi, ti entusiasmi, in cui tu ti senta brava. Può essere il disegno, il teatro, la danza, il giardinaggio, la cucina... la tua fantasia saprà suggerirti l'attività più adatta.

Per quanto riguarda gli studi, hai provato a rivogerti al servizio di tutoring della tua università? Di solito ci sono studenti di qualche anno più avanti negli studi che ti possono aiutare a pianificare lo studio, a recuperare i libri di testo e capire se il percorso di studi ti interessa.

Se senti il bisogno di parlare con qualcuno potresti rivolgerti, per cominciare, al consultorio della tua città. Informati anche se la tua università ha uno sportello di ascolto psicologico.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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4 GIU 2015

Cara Cecilia,
non descrivi molto i pensieri che ti passano per la testa ma emerge comunque una sensazione di "vuoto" dalle tue parole, un quadro probabilmente depressivo che deve essere assolutamente affrontato. Mi sembra evidente che l'idea di laurearti in lingue non ti attrae in alcun modo e forse l'insistenza dei tuoi familiari risiede in un desiderio di "scuoterti", di aiutarti a trovare la tua strada. Ci sono degli interrogativi che dovresti porti, su cosa ti piacerebbe cambiare della tua vita e cosa potresti effettivamente cambiare, su cosa ti frena nell'instaurare relazioni sociali, ma ti consiglio di provare a farlo con l'aiuto di uno psicoterapeuta (ad orientamento cognitivo-comportamentale o sistemico-relazionale).
Per qualunque dubbio resto a tua disposizione.
Dott.ssa Valentina Miceli

Dott.ssa Valentina Miceli Psicologo a Roma

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