Non so che fare con il terapeuta

Inviata da Katia. 31 mag 2017 5 Risposte  · Psicologia risorse umane e lavoro

Buonasera...
Volevo avere dei consigli su cosa è meglio fare, spiego la mia storia:
Da circa 3 anni sono in cura per disturbi di ansia/depressione...
Inizialmente per.risolverli avevo.contattato una psicologa con indirizzo relazionale/famigliare ma ho dovuto abbandonare e affirdarmi ad uno psichiatra con indirizzo cognitivo/comportamentale e traspersonale..è da due anni che ci vado qualcosa si è raggiunto ma poco, infatti sono ben 2 settimane che ho un importante esaurimento,quindi vedo tutto nero,insoddisfazione, poca stima.di me ,poca fame, nausea ecc...infatti in.una delle ultime sedute prima della crisi avvertono.già che c era.qualcosa.che non andava gliel ho detto al terapeuta ma 2 lui andava tuttobene, e invece no non andava tutto bene e son.dovuta.ritornare con la.conclusione di andare a.fare.un.viaggio xké.troppo stress...viaggio che.ho fatto ma non nella meta in cui era stata stabilita...alla.fine avevo e ho il.cervello.che.macina e macina...ne.ho.parlato col.terapeuta dicendo le.mie.perplessita', io fondamentalmente percepisco questo ovvero che mi viene detto fai un.giro,scaccia i pensieri, fatti amici ecc ecc...faccio il.giro sperando in.chissà quale beneficio e invece.nul l.succede...ora smetto che non.tutte le cose che mi.ha detto di fare le.ho fatte ed è vero,e metto pure di mezzo il fatto che.il.cambiamento da crescita mi fa paura...e questo il terapeuta lo sa....e per questo io digo se oppongo così tanta resistenza non sarebbe da.capire cosa realmente mi fa.cosi paura del crescere?? Sell affrontare? Però al contempo mi fa rabbia perché mi sento poco ascoltata ce ti sto pure dicendo: avverto qualcosa che.non va (ripetuto x ben.4 volte) e ricevere.la risposta: no ma ti vedo abbastanza bene!!!.
Io sinceramente sono più propensa a cambiare terapeuta e forse proverò un psicoanalista...cari psicologi che ne pensate onestamente,cosa vi sentite di consigliarmi ?

amici , crisi

Miglior risposta

Buongiorno Katia,
comprendo quanto sia difficile orientarsi nel campo ormai vasto delle tipologie di psicoterapia . Lei è in cura da due anni da un cognitivo- comportamentale e i sintomi che l'hanno portata a quel terapeuta, sono leggermente migliorati , ma oggi si ritrova a doversi confrontare con un nuovo peggioramento. Che dire?, le terapie cognitivo-comportamentali si inscrivono nel contesto delle cure psicologiche brevi , massimo un anno, due mi paiono già veramente eccessivi, poichè il loro scopo è quello di rivolgersi alla coscienza del paziente , alle sue problematiche osservate da un punto di vista riguardante solo il sintomo. Da ciò che afferma, credo che il massimo possibile sia stato fatto, ossia le è stato fatto comprendere, quanto sia importante mantenere rapporti sociali adeguati , valorizzare se stessa , divertirsi ecc.... .Va bene tutto questo , quando è sufficiente per un miglioramento reale e monitorato sul piano della stabilità del tono dell'umore. A mio parere va meno bene, quando ciò non avviene e a quel punto onestà professionale, indicherebbe una resa e l'eventuale informazione che esistono anche terapie del profondo come quelle psicoanalitiche che si considerano in genere terapie molto lunghe ,ma che in realtà, in tempi relativamente contenuti, possono fornire informazioni e risultati assai più importanti di quelli da lei ottenuti, attraverso mezzi che indagano l'inconscio , il quale contiene in sè il senso della sofferenza di una persona, la sua causa e la sua possibile risoluzione .
Le dico questo, confortata dalle innumerevoli conferme che, atttraverso l'esercizio della mia professione di Psicoanalista Junghiana, ho potuto quasi sistematicamente verificare. Se lei non riuscirà a risalire alle cause del suo disagio, in un contesto terapeutico sicuro, empatico e correttivo rispetto alla freddezza d'animo che porta in sè, sarà veramente difficile emergere dal suo stato d'oppressione d'animo e non ci sarà nè viaggio, nè amico capace veramente di portarle conforto e sollievo.
Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti .
Cordiali saluti.
Dott.ssa Giuseppina Cantarelli.
Parma

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Gentile Katia,
per il buon esito di una psicoterapia, indipendentemente dall'approccio teorico di riferimento, è importante che si crei un clima di fiducia e di alleanza terapeutica che nel suo caso forse finora non è ancora stato realizzato.
E' sulla base di questa fiducia che il paziente riesce a vincere le sue resistenze e ad eseguire gli homework (=compiti a casa) che il terapeuta prescrive dopo averlo aiutato ad acquisire i relativi insight soprattutto mediante la ristrutturazione cognitiva ed emotiva.
Indubbiamente il paziente ha diritto ad essere ascoltato e capito per quello che è il suo disagio ma anch'egli dovrebbe sforzarsi di essere permeabile e quindi di ascoltare e capire il terapeuta senza barricarsi con ostinazione dietro il suo sintomo poichè solo in questo modo è possibile raggiungere gli obbiettivi terapeutici.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

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4 GIU 2017

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buon giorno Katia, io credo che Lei abbia centrato bene il problema, penso che le terapie che ha sinora seguito non siano quelle di cui ha bisogno. Come Lei stessa dice occorre una terapia ad orientamento psicodinamico, meglio una vera e propria psicoanalisi. Anche qui ci sono diverse scuole. Non nego di essere di parte ma, a ragion veduta e secondo la mia esperienza e quella di pazienti che mi sono arrivati da precedenti esperienze con altre scuole di psicoanalisi, Le suggerirei la metodologia micropsicoanalitica.
Se vuole averne più iù informazioni può visitare il mio sito il cui link trova nella mia pagina di presentazione su questo sito.
Con i più cordiali saluti. Dr. Marco Tartari, Roatto Asti

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2 GIU 2017

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Buongiorno Katia,
comprendo il suo sconforto nel non aver raggiunto, dopo 3 anni di terapia dei risultati soddisfacenti. Tuttavia le consiglio innanzitutto di apprezzare i risultati positivi raggiunti, se pur pochi perché le possono far comprendere le sue possibili risorse di cambiamenti positivi e quindi di crescita personale. in secondo luogo se lei ha la percezione di non sentirsi accolta ed ascoltata nell'espressione dei suoi bisogni e desideri, potrebbe essere auspicabile la scelta di un nuovo terapeuta .
Cordialmente
Dott.ssa Vanda Braga

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2 GIU 2017

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Buonasera, beh si forse cambiare le può fare bene visto che non semmbra prendere in molta considerazione la sua opinione, é anche un modo per affrontare la sua paura di crescere

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1 GIU 2017

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