Non riesco più ad uscirne

Inviata da Massimo2266 · 13 lug 2020

Salve! Ho 24 anni e non so più come uscirne. Mi trovo in un periodo di depressione con pensieri suicidi giornalieri. Credo che il problema abbia due cause: dolore fisico attuale e il mio approccio alla vita che invece ha origine pregresse.
Per quanto riguarda il dolore fisico, che considero la causa principale, soffro da quattro mesi di un’infiammazione muscolare lombare della quale non riesco a trovare una cura. L’infiammazione mi provoca una fitta continua (tranne quando sono sdraiato) che, sulla base dei movimenti che svolgo, si evolve in lombalgia e dorsalgia. Salvo rari casi la fitta non mi provoca dolori fortissimi, però non c’è un momento in cui non la sento. Inoltre, la contrazione non mi permette di fare sport. Ogni diagnosi (rmn e ecografia) esclude patologie e ogni specialista che incontro pensa di trovare la cura, ma i risultati poi non si vedono. Ho fatto due mesi di stop prima di farmi visitare (causa covid) e la mia speranza si basava sul fatto che lo specialista successivo avrebbe risolto il problema (sono andato da un osteopata, un fisiatra e un fisioterapista). Adesso mi trovo senza capire da chi e cosa devo fare. Anche perché una contrattura muscolare dura al massimo tre mesi (già tanti) io sono a quattro senza che sia cambiato molto.
Oltre al problema fisico ho un approccio alla vita molto impostato che credo sia stato causato da una condizione psicologica negativa adolescenziale e amplificato dalla società nella quale viviamo. Partendo dal periodo adolescenziale, ho passato dai 12 ai 16 anni della mia vita socialmente emarginato. Timido, introverso, poco attraente, pochi amici, le ragazze non mi consideravano e tra l’altro in famiglia c’erano anche problemi economici. L’unica cosa alla quale mi aggrappavo era lo studio, dove ero tra i migliori della classe. All’età di 16 anni decisi che la mia vita avrebbe dovuto prendere una piega diversa, volevo essere apprezzato, quindi negli anni successivi ho cercato di aprirmi, di essere più estroverso. Naturalmente è stato un processo graduale, aiutato anche dalla pubertà che mi ha reso un ragazzo piacente. Nell’ultimo anno e mezzo mi piacevo tantissimo, due lauree (una con lode in finanza), sempre lavorato, sportivo, molti amici, con le ragazze non c’erano più stati problemi e a livello lavorativo avevo molte possibilità. Poi quattro mesi fa l’infiammazione. Oltre a non poter fare sport, che era la mia valvola di sfogo, non riesco più ad avere una vita normale. Con gli amici fingo sempre di stare bene, quando in realtà mentre loro parlano di ragazze, macchine, vacanze e carriera, io ho in mente solo di risolvere il problema. Al lavoro sono spesso deconcentrato con tutte le complicazioni annesse. Sono single e non ho neanche interesse a trovare una ragazza perché mi presenterei come una persona poco interessante e depressa. Infatti, quello che mi pesa di più della situazione è non poter essere quello di prima, sempre pronto, scattante, interessante. Se prima qualsiasi cosa che facessi ci mettevo il 110% adesso è già tanto se le faccio al 60-70%. Ho paura che le persone con il tempo accettino il mio cambiamento e non mi vedano più come quello di prima. Ho paura di tornare quel ragazzo di 13 anni emarginato e poco apprezzato. Ho pensieri nostalgici sul mio passato, come se non potessero più ripresentarsi. I pensieri di suicidio derivano proprio da questo, ovvero se la facessi finita adesso tutti avrebbero il ricordo di me come una determinata persona, mentre se lascio passare il tempo ho paura sia che le altre persone accettino il mio cambiamento sia che io possa cambiare senza la possibilità di riuscire a ritornare pronto e scattante. Alla fine, nel mio piccolo, a 24 anni ho vissuto intensamente e ho raggiunto molti degli obbiettivi prefissati, quindi anche se dovessi andarmene sarei comunque soddisfatto.
In più mi mancano momenti di spensieratezza, perché sento i dolori anche uscendo per un gelato o cenando fuori.
L’unica persona che mi sta aiutando è mia madre, la quale però può aiutarmi fino a un certo punto, non le ho mai parlato di suicidio. Non sono mai andato da uno psicologo, però sto valutando l’idea di andarci perché i pensieri suicidi si fanno sempre più forti e non riesco più ad uscirne.

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Miglior risposta 14 LUG 2020

Buongiorno Massimo,
dal suo scritto emerge chiaramente la pesantezza del convivere con un dolore fastidioso, prolungato e che la limita nel tempo, con un'incertezza al momento circa la sua risoluzione. Oltre a questo, tuttavia, si coglie come questo dolore rappresenti per lei un elemento che mette in discussione l'immagine di ragazzo "sempre pronto, scattante e interessante", che nel tempo per lei è divenuto sempre più un forte elemento di costruzione identitaria e relazionale. Sembra che per lei riconoscersi in un ruolo performante e di successo sia un "dovere" a cui tende in modo quasi inflessibile, giudicandosi pesantemente quando questo non avviene. Sembra anche che questo si associ non solo ad aspetti di autostima, ma anche ad un'idea di "essere interessante" per gli altri". Penso che questo sia uno degli aspetti centrali su cui potrebbe essere utile lavorare.
Esclusi o risolti gli aspetti organici alla base della sua problematica alla schiena, potrebbe essere utile anche riflettere intorno al significato psico-corporeo di tale sintomatologia (lei stesso parla di uno "stile di vita molto impostato").
L'idea di rivolgersi ad uno psicologo mi sembra un'opportunità assolutamente adeguata per la situazione che descrive.
Rimango a disposizione. Un cordiale saluto.
dr. Luca Flesia

Dott. Luca Flesia Psicologo a Belluno

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14 LUG 2020

Buona sera Massimo
Arriva tutto il dolore e la desolazione che stai provando in questo momento.
Comprendo pienamente la preoccupazione per non essere più lo stesso di prima, quella persona che aveva maturato con fatica le sue sicurezze, nonostante le difficoltà di accettazione.
La sintomatologia dolorosa che descrivi, insorta proprio in uno dei momenti di maggiore successo, sembra evocare la necessità che tu recuperi quel ragazzino timido che ha fatto di tutto per essere accettato e amato. La sensazione dolorosa che spesso alcuni sintomi richiamano, sembra celi un bisogno si accettazione per ciò che siamo veramente. Il nostro corpo è intelligente ed é nato, con noi, per essere accolto eesemplicemente amato semplicemente perché ci appartiene e ci accoglie per tutta la Vita.
Sono assolutamente d'accordo con te nel ritenere che ciò che stai vivendo vada ascoltato proprio ora, attraverso un percorso di psicoterapia. Ti incoraggio ad iniziarlo il prima possibile, proprio per dare finalmente spazio a ciò che sei veramente. Sono inoltre sicura che hai le risorse necessarie per riuscire a riappropriarti di te il prima possibile. Un caro saluto, Simona

Dott.ssa Simona Seu Psicologo a Cagliari

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14 LUG 2020

Buongiorno Massimo,
inizio dalle sue ultime righe. Un percorso psicoterapeutico potrebbe aiutarla a ritrovare il gusto per la vita che intravedo abbia provato negli anni scorsi. Un terapeuta esterno alla famiglia, agli amici e al lavoro, con cui parlare dei proprio successi e dei propri insuccessi ( tutti ne abbiamo) potrebbe aiutarla a trovare la forza per risolvere anche il dolore fisico. Comprendo che quando si sta male sia a livello fisico che a livello psichico, si vorrebbe trovare una cura rapida ed efficace. So anche che a volte ci vuole tempo e qualche tentativo, prima di trovare la soluzione.
La consideri una fase 'orso' della sua vita...
A questo proposito, mi complimento per i suoi successi accademici e lavorativi; mi testimoniano delle sue buone capacità che, l'esperienza mi dice, sono ancora presenti e che possono essere messe in campo per risolvere anche l'attuale impasse.
Dott. Giuliana Gibellini, Specialista in Psicologia Clinica

Dott.ssa Giuliana Gibellini Psicologa - Psicoterapeuta Psicologo a Carpi

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14 LUG 2020

Buongiorno escludendo la causa organica che solo un medico può curare dovrebbe rivolgersi a uno psicologo psicoterapeuta per fare un percorso di psicoterapia centrato sul suo stato depressivo e possibili sintomi psicosomatici. Bisognerebbe approfondire la sua condizione psicologica non solo attuale ma del passato come adolescente. Cordialmente dott.ssa Bonaria Peri psicologa psicoterapeuta ctp

Studio di Psicologia dott.ssa Peri Bonaria Psicologo a Marina di Massa

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14 LUG 2020

Carissimo Massimo,
La situazione che descrive spiega molto bene la pesantezza di dover convivere con un dolore che non si placa.
Ho letto a fondo le Sue parole e convengo con la Sua scelta, rivolgersi ad un terapeuta è un'ottima idea.
I pensieri che Lei ha sono dettati dal dolore che ora, a distanza di mesi, fatica a sostenere ancora. Un professionista potrà aiutarla a rendere meno presenti sia i pensieri sia il suo dolore.

Rimango a disposizione.

Una caro saluto
Dott.ssa Fornari Daniela
Iseo (BS)

Dott.ssa Daniela Fornari Psicologo a Iseo

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14 LUG 2020

Buongiorno Massimo, credo che decidere di rivolgersi ad uno psicologo sia molto opportuno, per due motivi: il primo è che si sono affacciati segni importanti di uno stato emotivo depresso che non vanno lasciati inascoltati; il secondo è che attraverso una psicoterapia potrebbe accedere a molti contenuti più profondi a cui il solo ragionamento non può arrivare. Mi auguro che decida presto di iniziare un percorso di psicoterapia. Resto a disposizione. La saluto cordialmente. Dott.ssa Daniela La Porta

Dott.ssa Daniela La Porta Psicologo a Roma

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14 LUG 2020

Buongiorno Massimo,
sembra che il suo problema muscolo-tendineo abbia agito su una parte importante della sua ricerca della “felicità” : lo stato emotivo del suo corpo. Nel senso che quando il suo corpo provava piacere lei si sentiva “forte”. La valorizzava e questo le permetteva di funzionare anche in altri ambiti come nello studio e nelle relazioni.
Forse allora come lei stesso percepisce ha un suo stile di vita nel mondo che attualmente non funziona più.
La questione è capire da cosa stava “fuggendo” rafforzando tanto la stima di sé a scapito di una stima reale che prevede errori, insuccessi con conseguenti frustrazioni e perdite.
Le suggerisco allora di perseguire con il suo obiettivo di rivolgersi a uno psicologo per potersi aiutare in modo più utile.

Saluti.

Dott.re Lorenzetto Claudio Psicologo a Ferrara

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