Non riesco più a studiare e mi sento fallita

Inviata da Chiara · 8 lug 2020

salve egregi dottori,
sono una ragazza giovane, con una "brillante" carriera scolastica alle spalle. una vita passata a studiare con passione sino al liceo, un diploma di 100/100 con Lode; mi sono iscritta all'università pensando alla carriera (giurisprudenza) e pensando di farcela ma non è così. Non mi piace quello che studio ma non posso mollare perché i miei ci tengono e perché nessuno mi vorrebbe mai a lavorare. Ho avuto diversi problemi di salute quest'anno, un'operazione, alcuni problemi in famiglia che mi hanno allontanato dallo studio e mi hanno fatto capire che questa scelta non avrei mai dovuta farla. Pensavo di essere intelligente e di poter quindi studiare, di averne le capacità, ma non è così. Mi sento una fallita, piango ogni giorno, non tocco libro e mi sento ancora di più fallita. Non so cosa fare, mi piacerebbe tanto avere un consiglio.
Cordialità

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Miglior risposta 9 LUG 2020

Gentile Chiara,
forse il fallimento, il pianto e l’incapacità che vive appartengono ai suoi genitori e alle loro aspettative nei suoi confronti.
Ritrovarsi a non avere interesse per il tipo di facoltà propone il tema delle sue affinità, predisposizione e aspettative per la sua vita.
Mi chiedo quanto questo pensare a carriera e al farcela attinga da un operatività che incontra un sentito di non scelta.
Proverei a pensare a questo non mollare, ad esercitare un obbligo che si contrappone a un desiderio diverso.
Rimango a disposizione
Dr.ssa Elisabetta Ciaccia

Dott.ssa Elisabetta Ciaccia studio di psicologia Psicologo a Milano

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9 LUG 2020

Buongiorno Chiara,
Inizio dalle sue ultime parole, quando dice di sentirsi una fallita e di pensare che non ha le capacità per studiare. Mi sembrano pensieri drastici dopo un diploma con lode! Direi che quel diploma testimonia che l'intelligenza non manca. L'università è però molto diversa, anche come organizzazione, dalla scuola superiore e ci vuole un certo periodo per adattarcisi. Lei ci presenta una situazione di grande affanno nello studio e anche problemi di salute che hanno richiesto la chirurgia. Quindi gli studi sono stati interrotti e i pensieri, suoi e della sua famiglia, sono stati 'dirottati' sulla salute fisica. E anche per questo ci vuole del tempo a riprendere gli interessi di prima, o a capire che gli interessi sono cambiati. Dopotutto a vent'anni è lecito, forse auspicabile, cambiare idea nel senso di mettere meglio a fuoco i propri desideri. Ho tenuto da ultimo l'aspetto della scelta della materia e faccio due considerazioni: in ogni facoltà c'è un pacchetto di esami che non piace, che è demotivante. In quei casi si deve pensare più al lavoro che si andrà a fare che al contenuto di quei libri. Viceversa, se è proprio la carriera di legale che non le si attaglia, allora consideri altri percorsi accademici. Se vuole, puo chiedere ad uno psicologo qualche colloquio orientativo rispetto alla carriera; qualcuno capace di vedere i suoi talenti e le sue inclinazioni. Nel caso, sono a disposizione.
Dott. Giuliana Gibellini, specialista in psicologia clinica, indirizzo psicoanalitico.

Dott.ssa Giuliana Gibellini Psicologa - Psicoterapeuta Psicologo a Carpi

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9 LUG 2020

Gentile Chiara,
Non è infrequente che circostanze della vita possano promuovere in noi la consapevolezza di non essere sulla giusta strada. Leggo con piacere che lei si racconta come una brillante studentessa, dunque è probabile che il progetto universitario scelto non sia quello per lei più identitario, oppure che alcune circostanze di vita lo abbiano reso meno appetibile rispetto a prima. Chiaramente, tutto ciò normalmente può determinare sofferenza.
Ha mai pensato di provare ad intraprendere un percorso psicologico per fare più chiarezza su quale potrebbe essere il progetto più giusto per lei? In un tempo relativamente breve, potrebbe esserle molto utile per raggiungere questo scopo.
Resto a disposizione.
Un caro saluto,
IM

Dr.ssa Irene Mosca Psicologo a Lucca

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9 LUG 2020

Gentile Chiara, comprendo la sua preoccupazione ma vorrei rassicurarla sul fatto che la riuscita universitaria non dipende solo dall'attitudine allo studio e dall'intelligenza.
Innanzi tutto già il passaggio dalla scuola superiore all'università è un passaggio importante che può richiedere una fase di assestamento (cambia il contesto, l'approccio allo studio, l'organizzazione del lavoro di studio...), poi lei dice un'altra cosa importante: non le piace ciò che studia. Questo aspetto va ad impattare sulla sua motivazione, occorre tenerne conto. Mi chiedo se, al di là di ciò a cui tengono i suoi genitori, lei abbia chiaro ciò che le piacerebbe fare. Questo è un aspetto importante per la scelta del proprio percorso scolastico e professionale futuro.
Poi parla di altri problemi, legati alla salute e familiari: è possibile che, uniti al fatto che ciò che studia non le piace, abbiano influito sul blocco.
Le suggerisco di valutare un percorso di orientamento e bilancio di competenze, a volte è un servizio fatto anche del Centro Impiego.
Un caro saluto, Luisa Fossati

Dott.ssa Luisa Fossati Psicologo a Firenze

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