Non riesco più a sopportare la situazione con mia madre

Inviata da Chiara il 1 ott 2014 Terapia familiare

Buongiorno,
Mi chiamo chiara e sono una ragazza di 20 anni. Purtroppo sono dovuta crescere in fretta per problemi che la mia famiglia ha avuto.
Cerco di sintetizzare il più possibile. Mio padre 10 anni fa ha avuto un TSO per problemi mentali, ma io essendo molto piccola non ricordo molto, solo la sua assenza e la mia sofferenza.
Mia madre finalmente dopo anni e dopo aver provato a curarlo, ha deciso di separarsi. Da lì è iniziato il calvario.
Anno dopo anno è peggiorata, ha iniziato a essere scontrosa, con manie di persecuzione, vedendo la vita negativa, insomma prendendosela con tutto e tutti tanto da chiudere con la sua famiglia.
Insomma ci siamo ritrovate in mezzo a una strada, il suo lavoro è diminuito e io a 16 anni ho iniziato a lavorare tanto da andarmene due anni fa di casa.
Ora la mantengo, lei guadagna 200 euro al mese ed io faccio più ore dell'orologio per riuscire a pagare due affitti.
E' sommersa da debiti, e non fa nulla per cercare un lavoro anzi peggiora.
Ora parla da sola per strada, litiga col vicinato ha paura che vogliono farle continuamente del male.
Aiutatemi io sto impazzendo, non reggo più la situazione.
Ho solo 20 anni... e mi sono ritrovata una croce più grossa di me. Mi sono rivolta ai servizi sociali ma non so quanto possono fare.
Voglio salvaguardare la mia vita e non farmi venire un esaurimento nervoso (soffro di attacchi d'ansia sopratutto in sua presenza) , ma non voglio nemmeno abbandonarla perchè rischia davvero di finire sotto un ponte.
Distinti saluti e grazie per l'attenzione prestata.

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Gentile ragazza,
è veramente una situazione pesante per i suoi vent'anni, ma lo sarebbe anche ne avesse ... il doppio!
Da una parte c'è il bisogno di sua madre, dall'altra la Sua propria necessità di tutelarsi dall'autodistruzione.
Chi aiuta (lo denominiamo "caregiver") corre grossi rischi, se non presta grande attenzione a sè e ai propri confini! Questo lo dico perchè chi aiuta viene preso dentro una spirale sempre più esagerata di aiuto e si sente "cattivo" se non dà tutto. Ma cosa faranno ambedue - aiutato e chi aiuta - quando quest'ultimo sarà a zero di energie e di salute?
Lei non è onnipotente e non può "salvare" Sua madre; può solo aiutarla "un po' " (non siamo "onnipotenti" ma abbiamo un "potere limitato"; che dobbiamo riconoscere e accettare).
I servizi sociali fanno. Ad es. in alcune regioni c'è un contributo per l'affitto, in altre altri sussidi. Occorre recarvisi ripetutamente affinchè abbiano chiara la situazione, per aiutare.
Se ha piacere, si rifaccia viva.
Dott. Brunialti
Psicologa europea, Psicoterapeuta

Dr.Brunialti, psicoterapeuta sessuologa clinica, psicologa europea Psicologo a Rovereto

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E' una situazione molto impegnativa che tu stai gestendo con molto coraggio e forza. E' doloroso accettare di doversi occupare di coloro che biologicamente dovrebbero fornirci cure ed attenzioni e comprendo la tua fatica e preoccupazione. Non gestire la situazione da sola, chiedi sostegno e aiuto alle persone che abitano vicino( il medico di famiglia, servizi sociali, caritas, parrocchia, associazioni di volontariato, etc) che possono consigliare l'aiuto più adeguato per tua madre e il supporto per te. Non puoi non occuparti di lei, ma non farlo da sola. Una parte di te può pensare che sono cose di famiglia che è bene non dire, questo non è giusto. Insieme siamo più forti. Se per or fare questo ti appare troppo difficile, chiedi un supporto psicologico per te (c/o l'asl o consultori) Se hai domande specifiche scrivile e anche attraverso la rete, puoi trovare suggerimenti. Forza che hai tante risorse e non sei da sola.Dottssa Rosanna Tartarelli

Dott.ssa Rosanna Tartarelli Psicologo a Lucca

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Ciao Chiara
quella che descrivi è veramente una situazione molto difficile.
Anzitutto ti faccio i miei complimenti per essere stata fino ad ora tanto forte e responsabile e per essere riuscita a "tamponare" col tuo impegno e sacrificio la situazione.
Ora però considera che, in qualche modo questo "sacrificio" che comporta per te tantissimo stress non è più tanto utile e questo per vari motivi:
1- perchè tu hai bisogno di pensare a te stessa (infatti se pure tu dovessi ammalarti che santo si chiama?); devi pensare alla tua vita, alla tua salute e anche ad un certo svago (concetto per te estraneo..data la situazione ).....non può essere solo lavoro e basta la tua giornata.
2- perché tua madre stessa ha comunque bisogno di un contesto diverso e quindi di diverse figure con cui relazionarsi e questo anche per ricostruire una qualche forma di socialità in qualche modo.
Certo tu non è che devi abbandonarla (neanche sarebbe nel tuo stile), ma devi strutturare diversi interventi mettendo in atto la ricerca di altre risorse nel territorio.
Gli assistenti sociali in primis devono aiutarti.
Devi cercare aiuto attraverso strutture, medico e quanto altro tu possa trovare.
E' anche possibile pensare ad un discorso di Invalidità se la condizione della tua mamma è così grave.
Insomma, devi spostare il tuo intervento dal fare tutto tu al cercare aiuti quanti più possibili anche nel parentado che, immagino, si sia dileguato (vista la situazione) ma questo non è affatto giusto!
Qui ti si richiede una nuova forza e una nuova capacità di "affido gestione" della cara mamma e una capacità tutta nuova di Autodeterminazione della tua vita.
Sii molto tranquilla e molto decisa nel voler fare questo. Smuovi mari e monti e trova aiuti.
Il tutto ti servirà per sentirti più forte e garantirà alla mamma (stesso vale per il babbo qualora sia in difficoltà) una serie di soluzioni migliori.
Chiara, il mio messaggio è: Riprendi la tua vita!!! Te la meriti cara!
..E ancora complimenti per il coraggio e la forza dimostrata ..... Esistono i giovani bravi e tu con la tua lettera ce ne hai data la prova!!!
Un saluto affettuoso
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Grazie a tutti per le risposte.
Io abito a Genova, ho fatto giorni fa io un colloquio al centro di salute mentale, spiegando la situazione. Mi han dato appuntamento il 29 ottobre di andare insieme a lei. Spero che lo psichiatra le affidi un'assistente sociale, anche se non voglio metterci il cuore sopra perchè non ha mai aiutati nessuno...
Grazie ancora vi farò sapere come è andata se avete piacere... Intanto continuiamo a far passare i giorni e a sopravvivere anzichè vivere...
Penso sempre che c'è di peggio! Grazie a tutti !!!
Chiara

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Cara Chiara,
la tua situazione è assolutamente pesante e l'ansia che ti assale in certi momenti, rappresenta la tua voce interiore che ti richiama al dovere di rispettare te stessa per prima, se altri finora non lo hanno fatto (o per una ragione o per l'altra).
I servizi sociali sono quelli preposti ad occuparsi dello stato di salute di tua madre e pertanto insisti nel farti ascoltare, magari con l'aiuto del vostro medico di base.
In base alla sua infermità potrebbe esserle riconosciuto un sostegno economico , producendo le dovute documentazioni, prendendo previo contatto con l'Assistente Sociale di zona.
In questo modo potrai farti un programma attraverso il quale incominciare a risolvere un problema per volta.
Vivendo per conto tuo, sei riuscita a crearti qualche amicizia significativa? Sarebbe importante! Non voglio aggiungere altro, se non di muoverti prima possibile. Resto comunque a tua disposizione per un sostegno a distanza, se lo riterrai necessario. Dott.ssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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Gentile Chiara,
dalla sua lettera sembra di capire lei sia figlia unica, però forse sua madre ha anche altri parenti che potrebbero occuparsi di lei e se è così sarebbe il caso di interessarli.
Sarebbe anche il caso che sua madre fosse seguita da uno psicoterapeuta e forse anche da uno psichiatra, eventualmente anche per una terapia di coppia.
Ne ha parlato con il medico di base? Potrebbe indirizzarla ai Servizi di zona di Salute Mentale con un costo ridotto.

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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