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Non riesco più a resistere a tutto questo

Inviata da Serena il 21 ott 2018

Buongiorno,
Non so nemmeno io da dove iniziare quindi vi spiegherò un po’ la mia storia.
A 18 anni sentivo il bisogno di parlare con qualcuno così mi sono indirizzata da una psicologa del consultorio della mia città.
Dopo qualche mese lei ha ritenuto necessario che fossi seguita anche da uno psichiatra causa episodi depressivi, pensieri suicidi e disturbi alimentari.
Ho iniziato così una terapia farmacologica e, con un leggerissimo umore migliore, ho iniziato a vedere anche una educatrice.
L’ho adorata fin da subito e c’è sempre stata per me, anche al mio primo ricovero in SPDC causa tentato suicidio.
In seguito ho poi cambiato psicologa, e quindi ogni settimana vedevo 3 operatori (psico, psichiatra ed educatrice).
Le cose sono continuate così per due anni, in cui si sono aggiunti altri due ricoveri e nessun miglioramento.
Non sono una persona che parla volentieri e durante le sedute parlavo solo se mi si facevano delle domande però almeno riuscivo a sentirmi un po’ più “leggera”.
L’anno scorso però le cose sono cambiate, ho perso fiducia in tutto e ho smesso la terapia farmacologica ( con cui non sono mai stata continuativa) e le sedute consistevano in silenzi e loro tentativi di capire cosa c’era che non andava.
In seguito ho dovuto annullare un appuntamento dal mio psichiatra per un impegno e da lì non l’ho mai più ripreso.
Nello stesso periodo la mia psicologa mi ha comunicato che nel giro di due mesi l’avrebbero trasferita in un altra città, mi ha proprosto di continuare con lei ma avrei dovuto prendere il treno e non ne avevo voglia sinceramente.
Mi propose anche un’altra psicologa ma rifiutai anche quello perché tanto non parlavo più.
L’educatrice invece continuai a vederla un po’ meno spesso ma la frustrazione che mi causava il non riuscire più a esprimere le mie emozioni era massacrante e praticamente ora non ci vediamo più.
Continua a scrivermi e a dirmi che se ho bisogno lei c’è ma non me la sento.
Ho voluto riprovare a rivederla un mese fa perché il dolore era così tanto che non riuscivo più a contenerlo ma arrivata lì non sono riuscita a dire una sola parola!
Il mio cervello macinava risposte e discorsi ma dalla bocca non usciva niente se non un piccolo boh/non lo so. Ed è stato così frustrante!
Anche il mio psichiatra ha provato a chiamarmi ma non gli ho mai risposto, non so perché ma ho una rabbia indescrivibile verso di lui.
Mi ero fidata e avevo iniziato a prendere farmaci solo perché mi aveva detto che sarei stata meglio, ma meglio non sono mai stata.
Non c’è sera In cui io non pianga.
Ma ieri sera è stato diverso, ho avuto un episodio bruttissimo che non mi succedeva da molto.
Ho iniziato a picchiarmi e a graffiarmi. Era come se fossi completamente avvolta dalla nebbia e non vedessi più la strada.
Ed è stato lì che mi sono accorta di quanto io abbia bisogno.
Ho molti pensieri non propriamente belli ed è come se fossi in attesa di qualcosa ma non so cosa!
Non riesco a fare niente per me.
Appena inizio a pensare di fare qualcosa per migliorare questa situazione, mi rendo conto che tanto non cambierebbe proprio nulla!
Non esco più di casa se non per andare al lavoro, non ho più amici e a 21 anni come può tutto essere così doloroso?
Sono arrivata a un punto in cui penso che nessuno potrà mai aiutarmi a cambiare questa situazione. La depressione si può veramente migliorare a un livello tale da permette alla persona una vita normale? Non penso.
Non so più cosa fare.
Ho bisogno di aiuto ma non so da dove partire e nemmeno se ne valga la pena.
Non so nemmeno perché vi sto scrivendo, vorrei solo un punto di vista diverso dal mio
Scusate per il poema
Grazie

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Cara Serena, anzitutto non ti devi scusare. L'impressione è che tu sia una ragazza molto gentile ed anche molto intelligente. Scrivi in maniera chiara e lucida. Scusa se uso subito un tono amichevole e uso il "tu", ma per mia esperienza funziona meglio con i giovani.
Sono molto positive due cose. la prima è che "cerchi un punto di vista diverso dal tuo", la seconda è che riesci a lavorare nonostante il tuo grande disagio. Brava! Non è facile fare queste due cose quando si è depressi.
Ci sono molti punti non chiari, per esempio da dove ti venga questa gran rabbia. L'altra cosa che mi sorprende è perché tu avessi bisogno di una educatrice. Ed infine perché tu abbia interrotto con la psicologa che ti piaceva.
Sicuramente la tua depressione ti fa credere che non ci sia soluzione al tuo disagio. E' tipico, perché ci sono passato anch'io. Però sono felice di dirti che non è così. Tantissimi convivono con la depressione anche bene. Sembra però che tu debba ancora cercare la strada giusta. Quello che mi sento di dire è che a volte la depressione seria può nascondere un problema di salute, e purtroppo ancora molti medici trascurano di fare certi esami. Inoltre quando si è depressi si tende a consumare un eccesso di carboidrati e poca verdura e proteine, Questo può peggiorare le cose in modo incredibile. Te lo dico perché io uso la naturopatia nel mio lavoro. Con la depressione può essere molto importante aumentare le vitamine, usando dosi anche molto alte. Occorre però un esperto che ti guidi, evita nel modo più assoluto il fai da te! Bisogna anche che lo psichiatra sia d'accordo, e pochi sono aperti a questo tipo di intervento, che però in America è usato da anni con successo. da molti medici, e non solo in America. Gli antidepressivi non sono efficaci per tutti, e quando si sono provati due o tre tipi di farmaci a piena dose per alcuni mesi senza successo, probabilmente occorre lavorare anche su altro. Come risposta "per tutti" devo fermarmi qui, però resto a disposizione per qualche consiglio gratuito privatamente. Ricorda sempre una cosa: Il suicidio non è una soluzione, MAI! Ci sono molti studi che dimostrano che la vita continua dopo che il nostro corpo si ferma, e sembra che chi si toglie la vita si penta amaramente di aver compiuto un gesto irrimediabile. Ci sono molti libri in proposito, se vuoi te ne posso indicare uno. Coraggio!
dr. Leopoldo Tacchini

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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Salve Serena,
comincio col dire che è stata davvero brava a scrivere qui. Dal suo discorso emerge tutta la sua confusione, lo sconforto, la mancanza di speranza e la stanchezza, tuttavia ha scritto per chiedere un parere e non è poco. Inoltre, leggo che continua ad andare a lavoro, è una buona risorsa questa. Ora, andiamo alla sua storia. La difficoltà a parlare in seduta non è rara come sembra, molti pazienti hanno 10mila cose che vorrebbero dire e poi dalla bocca non escono. Paura, vergogna, colpa, sono emozioni che spesso impediscono di parlare. Ovviamente questo crea ancora più "dolore", le cose non sembrano migliorare e il pensiero "nessuno mi può aiutare" aumenta. Eppure, nel suo scritto è chiara, esprime le sue emozioni, identifica i suoi pensieri ed anche i comportamenti. La capacità di guardarsi dentro sembra non le manchi. Posso ipotizzare che è il canale verbale ad essere ancora "troppo", al che le suggerirei di provare una terapia che possa focalizzarsi anche sul corpo. Quando la zona del cervello deputata al linguaggio è bloccata, possiamo utilizzare il corpo per sbloccarla. Ovviamente questo passa dalla creazione di un clima di fiducia col terapeuta. Provi a contattarne uno della sua zona che sappia utilizzare la terapia senso-motoria o il trauma sensitive yoga, in modo che possa iniziare a lavorare "dal basso verso l'alto", ossia dal corpo verso il cervello, finché non sentirà di poter anche parlare.

Mi scriva se vuole,
Dott.ssa Valentina G.M. Moreas

Dott.ssa Valentina Giovanna Maria Moreas Psicologo a Napoli

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